INFORMATICA GIURIDICA
Che cosa significa “era digitale”
L’espressione “digitale” individua un segnale, una misurazione o una rappresentazione di un fenomeno
attraverso numeri. La scrittura dei numeri che usiamo è denominata “notazione posizionale in base 10”. La
scrittura dei numeri in base 2 è la notazione posizionale più semplice ed essenziale e viene definita sistema
binario. La locazione “carattere binario” traduce l’inglese binary digit; dalla crasi di questi due termini è nato
il termine bit.
1) Rappresentazione la tecnologia digitale consente di rappresentare tutte le forme espressive in
notazione binaria. Molte delle cose che oggi siamo abituati a immaginare come indissolubilmente
connesse a un elemento materiale possono essere ridotte a sequenze di numeri utilizzando un codice
binario.
2) Elaborazione il codice binario (e quindi le informazioni in esso racchiuse) può essere facilmente
trattato ed elaborato grazie a strumenti automatici come i computer.
3) Comunicazione si caratterizza per la convergenza tra le tecnologie informatiche e le tecnologie
della comunicazione; i bit possono viaggiare trasferendo informazioni da una parte all’altra del globo
in tempi ridottissimi.
a) Rappresentare in forma digitale alla possibilità di rappresentazione in forma digitale è legata la
nascita dei documenti elettronici; dei contanti con connesse firme elettroniche; degli strumenti
finanziari dematerializzati. Ma assistiamo anche alla nascita dei beni digitali, ovvero alla possibilità
di immaginare un’identità e una reputazione digitali.
I dati in formato digitale possono essere raccolti in banche dati custodite su computer locali o su
cloud. Le banche dati possono contenere svariate categorie di dati oppure tipologie di opere tutelate
dal diritto d’autore.
b) Elaborare contenuti digitali questo è possibile grazie ad hardware e software. Il tutto è reso
possibile dal c.d. pensiero computazionale e dagli algoritmi che diventano sempre più evoluti al
punto da schiudere scenari abitati da computer e robot intelligenti alimentari dal machine learning e
dal deep learning.
c) Comunicare contenuti digitali la tecnologia ha favorito la convergenza tecnologica e propiziato
attività come il commercio elettronico il tradinig online, la telemedicina, la formazione a distanza.
Non è secondaria la possibilità di dare vita a reti sociali nuove e a forme di democrazia elettronica
senza che manchino gli aspetti negativi connessi alla maggiore libertà di espressione assicurata (fake
news).
Diritto e informatica: un rapporto complesso
Informatica e conoscenza
Negli ultimi decenni il sapere ha fatti passi da gigante: c’è stato un accumulo enorme di conoscenze. Sono
nati nuovi saperi e sono cambiati i contenuti dei saperi.
a) La produzione della coscienza
La società dell’informazione si caratterizza per un progressivo diffondersi di modelli di produzione
innovativi rispetto a quelli tradizionali (es. Wikipedia)
Questi sistemi di produzione e distribuzione di informazioni traggono origine dall’applicazione dei
principi di condivisione della conoscenza tipici del software libero, che rappresenta uno degli esempli
più conosciuti e studiati di questo fenomeno.
b) La rappresentazione della coscienza
Nel campo del diritto, la scrittura lineare costituisce lo strumento principe di rappresentazione della
coscienza.
L’esempio più rappresentativo dei generi letterari elettronici è costituito dall’ipertesto. I giuristi operano
mettendo insieme un certo numero di elementi della conoscenza al fine di perseguire risultati quali la
1 soluzione di un problema, ovvero la produzione di nuova conoscenza. L’ipertesto è destinato a
evidenziare i meccanismi associativi e i segmenti in cui si snoda il ragionamento.
c) L’accesso alla conoscenza
Nella società dell’informazione la tematica della fruizione del lavoro intellettuale è il discrimine intorno
al quale si definisce il modello stesso di società.
Un ruolo significativo sta assumendo il progetto Creative commons l’iniziativa si prefigge di
predisporre una serie di licenze che possano essere utilizzate nelle arti e nelle scienze per la diffusione di
opere intellettuali, creando una forma di appartenenza collettiva.
Informatica e organizzazione del lavoro
I mutamenti prodotti dalle nuove tecnologie coinvolgono anche il mondo del lavoro, informatica e telematica
rendono le attività lavorative sempre più indipendenti dalla localizzazione fisica di strutture e risorse,
favorendo una nuova forma di organizzazione del lavoro: il telelavoro (smartworking).
Elementi che caratterizzano il telelavoro sono la delocalizzazione produttiva; l’utilizzo intenso di sistemi
informatici; l’esistenza di una rete di comunicazione.
Informatica e formazione del giurista
La formazione del giurista deve propiziare, oltre che l’apprendimento del sapere giuridico, anche
l’apprendimento di abilità e competenze. Il giurista deve sapere e deve anche saper essere giurista per saper
fare il giurista.
Computer e telematica mettono a disposizione strumenti in grado di integrare i tradizionali modelli di
insegnamento e di prefigurare canali di apprendimento del tutto innovativi.
Lo scenario sicuramente più rappresentativo è rappresentato dal classroom-free learning (università online)
interi corsi universitari possono essere seguiti dagli studenti tramite internet.
La rivoluzione digitale ha propiziato la nascita dell’e-learning, il quale si fonda sulla parola e sul linguaggio
per trasmettere e far acquisire conoscenza.
Nei primi mesi del 2020 il nostro paese ha dovuto fronteggiare l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19:
si è registrata una massiccia utilizzazione di forme di didattica a distanza è stata una necessità e una sfida;
questa esperienza ha consentito di mettere in luce l’importanza della relazione, attraverso la quale si
costruiscono rapporti di reciprocità significativi, e ci si riconosce, in quanto soggetti, membri del gruppo
impegnato nella relazione stessa.
Informatica e diffusione di materiale giuridico
All’informatica i giuristi hanno chiesto di fornire strumenti utili a governare e reperire in modo più agevole
materiali normativi, giurisprudenziali e dottrinali.
Si è così fatto strada un nuovo modello di conservazione e trasmissione del patrimonio conoscitivo giuridico
le cui peculiarità possono essere così sintetizzate:
1. Modalità innovative di archiviazione e fruizione dell’informazione;
2. Più puntuale e rapido reperimento dei dati;
3. Continuo aggiornamento dei dati l’accentramento in un luogo della conservazione delle
informazioni rende più facile la fruizione immediata dei mutamenti sopravvenuti.
Il vero punto di forza delle edizioni in parola sta nell’enorme mole di documentazione messa a disposizione
tanto dei pratici quanto dei ricercatori.
2 LE TECNOLOGIE NELL’ERA DIGITALE
Hardware, software, algoritmi
Hardware e software
Il funzionamento dei computer si fonda sulla simbiosi di elementi meccanici necessari a far “girare” prodotti
decisamente intangibili: i programmi per elaboratore.
Chi acquista un sistema computerizzato desidera raggiungere un determinato obiettivo pretendendo la
garanzia del buon funzionamento del tutto. Ecco perché l’obbligo di fornire e mettere in funzione un sistema
computerizzato di software applicativo, è considerato un’obbligazione di risultato, con la conseguenza che
l’utente può chiedere la risoluzione del contratto qualora il risultato contrattuale non venga raggiunto. Questa
ricostruzione si riverbera anche sull’onere della prova: l’acquirente deve provare il contratto costitutivo della
sua pretesa e poi limitarsi ad allegare l’inadempimento o l’inesatto adempimento della controparte.
La simbiosi tra hardware e software si riscontra già al momento dell’acquisto essendo invalsa la prassi di
vendere i computer con il sistema operativo già installato. L’acquirente però può rifiutarsi di attivare la
licenza relativa al software preinstallato e far valere il diritto alla restituzione della parte del prezzo
imputabile a corrispettivo della licenza.
Il regime giuridico del software
Di regola il software viene scritto in codice sorgente, utilizzando un linguaggio di programmazione, e poi
viene tradotto in codice oggetto, che è quello comprensibile dalla macchina.
Per quel che riguarda l’Italia, la disciplina sulla tutela del software è stata trasposta all’interno della legge 22
aprile 1941, n°633 sul diritto d’autore.
“Programma per elaboratore” ricomprende anche il materiale preparatorio per la progettazione di un
programma.
Il programma è tutelato solo se presenta caratteri di originalità, ossia se è il risultato della creazione
intellettuale dell’autore.
Viene considerato autore di programma per elaboratore la persona fisica che ha creato il programma o la
persona giuridica designata come titolare di diritto.
L’autore del programma ha una serie di diritti esclusivi che comprendono il diritto di effettuare o autorizzare:
la riproduzione totale o parziale di un programma con qualsivoglia mezzo, in qualsivoglia forma; la
traduzione, l’adattamento, l’adeguamento; qualsiasi forma di distribuzione al pubblico del programma
originale e di copie dello stesso.
Quella vista fin qui è la disciplina del c.d. “software proprietario” o closed source, quel software cioè
sviluppato con finalità di sfruttamento economico e che viene ceduto in godimento attraverso l’acquisto di
una licenza.
Prodotti, asset, beni, contenuti, servizi, diritti digitali
La recente direttiva (UE) 2019/770 ha creato una nuova tassonomia introducendo una distinzione tra:
contenuti digitali, servizi digitali, beni con elementi digitali.
Identità digitale architettura pubblica (SPID = sistema pubblico di identità digitale) che garantisce
o a tutti i cittadini e alle imprese un accesso unico, sicuro e protetto ai servizi digitali della pubblica
amministrazione e dei soggetti privati aderenti. L’identità SPID è rilasciata dai gestori dell’identità
digitale (identity provider), i quali forniscono le identità digitali e gestiscono l’autenticazione degli
utenti.
Ma all’espressione identità digitale si fa riferimento anche per indicare la riferibilità a un soggetto di
tutta l’attività compiuta in rete. In questi casi non esiste un organismo che certifichi la
corrispondenza di un’attività svolta nel mondo digitale a un certo soggetto.
3 Parte della dottrina ritiene esista un diritto all’identità digitale e che esso costituisca un autonomo
diritto della personalità.
Cittadinanza digitale l’art. 3 della Carta della cittadinanza digitale riconosce il diritto all’uso
o delle tecnologie, ovvero riconosce a chiunque il diritto di usare, in modo accessibile ed efficace, le
soluzioni e gli strumenti del codice nei rapporti con le pubbliche amministrazioni e i gestori di
pubblici servizi.
I contenuti della cittadinanza digitale devono tener conto dell’età degli alunni e degli studenti; questi
ultimi devono saper:
Analizzare, confrontare e valutare criticamente la credibilità e l’affidabilità delle fonti di dati,
delle informazioni e dei contenuti digitali;
Interagire attraverso varie tecnologia digitali ed individuare i mezzi e le forme di comunicazione
digitali appropriati per un determinato contesto;
Informarsi e partecipare al dibattito pubblico; ricercare opportunità di crescita personale e di
cittadinanza partecipativa attraverso adeguate tecnologie digitali;
Creare e gestire l’identità digitale, essere in grado di proteggere la propria reputazione;
Conoscere le politiche sulla tutela della riservatezza applicate dai servizi digitali relativamente
all’uso dei dati personali;
Essere in grado di evitare rischi per la salute e minacce al proprio benessere fisico e psicologico.
Esistenza digitale il diritto all’esistenza digitale coincide con il diritto all’esistenza nell’era
o contemporanea, che nelle attuali democrazie non ammette di essere offline se non per propria scelta.
Il diritto all’esistenza digitale involge non solo la dimensione individuale, ma anche quella sociale e
collettiva della partecipazione alla società democratica.
Eredità digitale ci si riferisce al fenomeno della successione nelle attività e nelle posizioni del de
o cuius collegate alla produzione e al controllo dei suoi dati e delle sue risorse digitali specie se legati
a un fornitore di servizi di accesso a internet.
Questo tipo di eredità si compone di asset aventi carattere e valore patrimoniale e di asset aventi
valore strettamente personale.
Crittare e comprimere dati digitali
Crittare significa convertire dati leggibili e comprensibili in dati illeggibili e incomprensibili usando un
algoritmo di cifratura e una chiave.
Il procedimento contrario prende il nome di decrittazione e si sostanzia nel convertire dati crittati in dati
decrittati e comprensibili usando un algoritmo di decrittazione e una chiave.
La crittografia è alla base di prodotti come la firma digitale e la blockchain; ma essa è usata a tutela della
sicurezza informatica e della segretezza dei dati personali.
Esistono vari tipi di tecniche crittografiche. Una molto diffusa è la crittografia asimmetrica che usa chiavi
diverse per crittare e decrittare i messaggi.
Un’altra tecnica è la crittografia end-to-end forma di crittografia in cui solo il mittente e il destinatario
previsto possono leggere il messaggio.
Si definisce, invece, steganografia l’insieme delle tecniche che consentono a due o più persone di
comunicare tra loro in modo tale da nascondere l’esistenza stessa della comunicazione. Il messaggio viene
nascosto dentro un altro messaggio con diversi aspetto e contenuto, in modo che non sia possibile neppure
rilevare l’esistenza stessa del messaggio segreto.
4 Reti e internet
Nascita, evoluzione e governo di internet
Una rete di comunicazione può essere definita come un sistema che permette di collegare
contemporaneamente più di due dispositivi.
Per dialogare tra loro i calcolatori, come gli umani del resto, devono usare un linguaggio comune
protocollo di comunicazione
Normalmente si usa operare una distinzione tra reti locali (LAN) che collegano al massimo macchine
collegare all’interno di un medesimo edificio, e reti geografiche (WAN) che collegano calcolatori posti in
sedi anche molto distanti tra loro.
Nell’ambito delle reti geografiche le connessioni sono assicurate da linee telefoniche, fibre ottiche, onde
radio e anche dai satelliti. Gli elaboratori collegati in una rete di questo tipo si chiamano nodi. Un nodo può
svolgere funzioni particolari: può essere un server, ovvero un computer che gestisce una rete.
Un’alternativa è costituita dal modello peer-to-peer nel quale il ruolo di client e di server possono essere
scambiati.
Internet costituisce la rete più importante e lo strumento per lo scambio di informazioni maggiormente usato.
Il nucleo originale di internet viene fatto risalire a un esperimento intrapreso più di 50 anni fa dal
Dipartimento della Difesa statunitense che tentò di interconnettere la propria rete con alcune reti radio e
satellitari.
Di quel progetto originario è rimasta l’idea di fondo: una rete è affidabile se ogni singolo computer può
comunicare con tutti gli altri affinché l’informazione giunga a destinazione.
Oggi internet è un insieme di reti collegate tra loro da protocolli tecnici comuni che consentono agli utenti di
una certa rete di comunicare con utenti di un’altra rete.
Internet si struttura su più livelli: i più significativi sono il livello applicativo, quello del trasporto e quello
della spedizione dei pacchetti. Esiste il livello della connessione fisica.
Internet governance insieme di attività che indirizzano lo svincolo della rete dal punto di vista tecnico, ma
anche economico, sociale e politico.
Quello che viene considerato il nucleo originario di internet si è accresciuto ospitando dapprima le sole
organizzazioni a carattere scientifico ma successivamente anche altri soggetti e, via via, chiunque.
Internet non ha un vertice e non contempla autorità di governo centrale. Esistono alcuni organismi che
lavorano costantemente al perfezionamento degli standard tecnici e alla manutenzione dei collegamenti.
Servizi disponibili su internet:
a) Motori di ricerca
b) Streaming consente di ottenere attraverso la rete un flusso di dati audio/video che vengono
riprodotti man manco che arrivano a destinazione [es. Youtube]. Il sito effettua solo una verifica ex
post del materiale caricato.
c) Podcasting permette di scaricare in modo automatico documenti chiamati podcast, utilizzando un
client gratuito definito aggregatore [es. iTunes].
d) VoIP è possibile effettuare chiamate telefoniche grazie alla tecnologia voice over IP. VoIP
identifica i protocolli di comunicazione di strato applicativo che rendono possibile tale tipo di
comunicazione [es. Skype].
e) Web radio e IPTV via internet è possibile fruire di trasmissioni radiofoniche e televisive. Spesso
sono le emittenti tradizionali a trasmettere online audio e video dei propri programmi.
Web 2.0 individua il passaggio da uno scenario caratterizzato prevalentemente da siti web statici senza
alcuna possibilità di interazione con l’utente se non la navigazione tra le pagine, a uno scenario nel quale si
moltiplicano le applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione e socializzazione.
5
1. Social
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