Malattie apparato respiratorio – Pacilli (1CFU)
I sintomi delle malattie dell'apparato respiratorio
I sintomi delle malattie dell'apparato respiratorio possono essere:
- Dispnea: È una sensazione soggettiva di respirazione difficile o ostacolata, ovvero non adeguata a quella che viene ritenuta la richiesta ventilatoria normale. L'insorgenza può essere per esposizione a sostanze, notturna (che è spesso di origine cardiaca) o da decubito e può essere accessionale (improvviso) o a lenta insorgenza. La tachicardia è una dispnea antalgica e una tachicardia psicogena è invece dovuta a situazioni emotive. La dispnea può comunque essere classificata con la scala di Borg in 10 livelli, che vanno da una dispnea assente alla dispnea massima. Oppure attraverso la scala MRC la dispnea può andare da un grado 0 per cui non vi è alcuna dispnea, ad un grado 5 in cui vi è una dispnea molto severa. Oppure può essere usata la scala VAS del dolore.
- Tosse: Un'improvvisa espirazione che determina l'espulsione di aria o secrezioni provenienti dalle vie aeree e può essere dovuta a fattori dell'apparato respiratorio, cardiaco, motivi psicogeni, reflusso gastro-esofageo o alle vie aeree superiori. La tosse può essere secca o produttiva e può essere determinata da flogosi, irritazione o stiramento.
- Espettorato: È un'emissione di secrezioni dalle vie aeree e normalmente le secrezioni dell'albero tracheobronchiale non vengono percepite. Si caratterizzano per l'odore, il colore e la fluidità.
- Emottisi (emoftoe): È un'espettorazione di sangue dalle vie aeree. Può essere dovuto ad un tumore polmonare, TBC, polmoniti virali, bronchiectasie. (L'EMATEMESI è invece l'espulsione di sangue dalle vie digestive).
- Dolore
I segni delle malattie dell'apparato respiratorio
Mentre i segni possono essere:
- Cianosi: Colorazione bluastra della cute e delle mucose che si osserva quando l'Hb ridotta (ossigenata) nel sangue è >5g/dL. Può non evidenziarsi in pazienti anemici e invece comparire prima nei poliglobulici.
- Poliglobulia: Aumento del numero di globuli rossi nel sangue. È secondaria alla ipossiemia che determina una aumentata secrezione di eritropoietina che regola l'eritropoiesi ovvero la produzione di globuli rossi. È un meccanismo di compenso per cercare di favorire un aumentato apporto di ossigeno ai tessuti.
- Scompenso del cuore destro: Mostra segni come edemi declivi, turgore delle giugulari o epatomegalia dolente e sono secondari a patologie polmonari in fase avanzata.
- Asimmetrie della gabbia toracica: Malformazioni e deformazioni della gabbia toracica come: petto escavato, petto carenato, cifosi, scoliosi o retrazioni.
- Variazioni di decubito: Che possono essere semiortopnoico, indifferente, ortopnoico obbligato o laterale.
- Ippocratismo digitale: Si caratterizza da unghie a vetrino d'orologio e dita a bacchetta di tamburo. È comunque un segno aspecifico anche se è frequentemente associato a malattie respiratorie o cardiopatie congenite e indica che la patologia è insorta da tempo.
Anamnesi
L'anamnesi si compone di diversi fattori e bisogna fare un'anamnesi personale patologica, familiare (per valutare una trasmissione genica) e lavorativa, vanno analizzate le abitudini di vita, i sintomi preesistenti ed attuali, farmaci, possibili allergie e presidi terapeutici domiciliari. L'apparato respiratorio è quello che entra a contatto con l'ambiente esterno e la maggior parte dell'organismo è esposto ad un ambiente tossico come l'amianto (o asbesto).
Esami funzionali diagnostici per immagini
Gli esami funzionali diagnostici per immagini sono:
- Rx torace (che permette di individuare la cellula neoplastica ma non il tumore) e Rx scopia
- Ecografia toracica
- TAC
- Scintigrafie (ventilo-perfusionale)
- Scintigrafie total body
- RMN
Può invece essere fatta attraverso una broncoscopia, toracoscopia. Si raccolgono inoltre le analisi dei materiali biologici per gli esami colturali, chimici e citologici. Vengono fatti test per la funzionalità respiratoria come la spirometria, lo studio dei volumi polmonari, e test per la diffusione del monossido di carbonio. Vengono inoltre effettuate la pulsossimetria, la DLCO e l'emogasanalisi arteriosa:
- Pulsossimetria: Il pulsossimetro emette un raggio di luce che attraversa il tessuto ed è dotato di un sensore che rileva la quantità di luce assorbita dall'Hb satura dell'ossigeno e si ha una situazione quando SaO2 <90%.
- DLCO: È un esame che valuta la diffusione dell'O2 dall'alveolo al sangue capillare e della CO2 in senso inverso. Avviene con un meccanismo di diffusione passiva attraverso la membrana alveolo-capillare. Dipende comunque dall'integrità della membrana alveolo-capillare, il suo spessore, dal coefficiente di diffusione del gas, dalla differenza di pressione e dalla quantità di emoglobina. In realtà si preferirebbe una TLCO (transfert) poiché la membrana alveolo-capillare è un mezzo tissulo-acquoso. Il metodo del test della DLCO viene fatto facendo respirare il paziente attraverso un boccaglio connesso allo spirometro. Dopo alcuni respiri tranquilli e senza mai staccarsi dal boccaglio, il paziente viene invitato ad espirare velocemente svuotando completamente il suo polmone. Segue un'inspirazione profonda durante la quale il paziente inala un gas costituito da aria miscelata ad una bassissima percentuale di CO e metano e trattiene il respiro per 10 secondi al termine dei quali espira velocemente. La differenza di concentrazione di CO tra inspirato ed espirato è funzione di quanto gas passa dagli alveoli ai capillari: più è alta questa differenza e più alta è la capacità del polmone di assorbire il CO. Il metano viene utilizzato come gas che non diffondendo nei capillari indica in quanto spazio alveolare il CO si è distribuito. È un indice precoce ed è ridotto nelle patologie polmonari restrittive, patologie ostruttive polmonari o nelle patologie del letto vascolare polmonare. mentre è aumentato nelle emorragie polmonari, nella policitemia e nelle patologie con un aumento di flusso ematico.
- Emogasanalisi: Viene effettuata con un prelievo arterioso con siringa (con ago da 20G) eparinata e spesso si usa l'arteria periferica radiale dell'arto non dominante. Non esistono vere e proprie controindicazioni su questo esame ma va posta attenzione nei pazienti con gravi alterazioni della coagulazione o in terapia anticoagulante. L'arteria non è visibile, a differenza della vena e quindi l'individuazione va fatta attraverso palpazione. L'ago va inoltre inserito perpendicolarmente e dopo il prelievo, bisogna tamponare compressivamente. Qualora non fosse possibile l'esame immediato del campione, questo va posto ad una temperatura di 10°C oppure in acqua e ghiaccio tra una temperatura compresa tra 4° e 30°. Le complicanze possono essere un sanguinamento locale, un prelievo arterioso misto a venoso, prelievo di sangue arterioso misto ad aria, lesioni dei nervi o tendini, trombosi e ischemia distale.
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