REUMATOLOGIA
REO: scorrere (gli antichi greci dicevano che le malattie venivano quando si fermavano
gli umori)
le malattie reumatiche sono tutte le malattie che portano disturbi all'apparato
locomotore, in più sono comprese anche le patologie dei tessuti connettivi
dell'organismo (il tessuto connettivo si trova ovunque, in tutti gli organi). Sono
patologie cha hanno un grossissimo impatto sociale (10-18% della popolazione).
Seconde solo alle patologie cardiovascolari e prime considerando le patologie
croniche.
REUMATISMI INFIAMMATORI: 1) artrite reumatoide
2)spondiloartriti a queste vi fanno parte : la
spondilite anchilosante. L’artrite psoriasica, le spondiloartrite enteropatiche, reattive e
indifferenziate
Sono formati da due capitoli: l'artrite reumatoide e le spondiloartriti. Non sono malattie
frequentissime, ma comunque sono molto gravi. Sono reumatismi che hanno le
caratteristiche della flogosi, che nell'articolazione dà: dolore, dolorabilità (dolore
provocato, non spontaneo), tumefazione, rossore e calore della cute soprastante,
limitazione funzionale, instabilità delle articolazioni fino alla deformazione e crepitii
sottili che si sentono muovendo le articolazioni. Il dolore dei reumatismi infiammatori è
dall'artrosi, in cui il dolore
molto intenso ed è presente anche a riposo (differenza
scompare con il riposo), quindi molto intenso alla mattina, e si accompagna a rigidità
mattutina di lunga durata (5-6 ore, ma anche 12 ore); inoltre aumenta tuttavia con il
movimento. Altri sintomi generali sono stanchezza e debolezza, decadimento delle
condizioni generali, febbre durante le riacutizzazioni, carenza di appetito, anoressia,
dimagrimento e innalzamento degli indici ematici di flogosi (VES e PCR).
Artrite reumatoide
E' una malattia infiammatoria cronica sistemica che colpisce prevalentemente le
articolazioni. Viene intorno all'1% dei casi (prevalenza) e predilige le femmine. L'età di
esordio tipica è quella intorno alla menopausa, ma questo rappresenta il picco, mentre
può in realtà esordire a tutte le età, in quanto è presente nel bambino, ma anche
nell'anziano (artrite senile). È diffusa in tutto il mondo, e non esiste una popolazione
che non ne sia affetta. È una malattia, come tutte le malattie reumatiche tranne le
infettive, ha un'eziologia sconosciuta. Con la terapia possiamo agire sulla patogenesi,
per bloccare la malattia, ma non può guarire nessuno, ed è quindi fondamentale
bloccarla nelle fase iniziali. È sicuramente presente, nell'eziologia, una predisposizione
e un'antigene scatenante, che può essere un virus (soprattutto l’EBV Epstain Baar
virus), un batterio o autoantigeni quali fattore reumatoide, collagene e proteoglicani.
Sicuramente trovare sostanze particolari come autoantigeni è più una conseguenza
dell'infiammazione.
Antigene+ Predisposizione Legame ai macrofagi sinoviali citochine tessuti
danneggiati sintomi
Genetica
Produzione in conclusione di IL-1, 6 ,TNF, LINFOCITI T HELPER, LINFOCITI B quindi
anticorpi
RICORDO: è la presenza di linfociti T che stimola i linfociti B a trasformarsi in
plasmacellule che a loro volta libereranno Anticorpi. Linfociti T Linfociti B
Plasmacellule Anticorpi.
Se nei soggetti predisposti arriva l'antigene scatenante sui macrofagi della membrana
sinoviale, compromessa nell'artrite reumatoide, questi cominciano a produrre
citochine (IL-1, 6 e TNF...) che vanno a colpire tessuti e strutture che danno i tipici
sintomi: il fegato, dando l'input di produrre proteine della fase acuta, linfociti T-
helper, che mediano la produzione di altre citochine producendo linfociti B che
producono anticorpi tra cui il fattore reumatoide.
La membrana sinoviale si infiamma, prolifera (panno sinoviale) e va a distruggere
l'osso che sta sotto la cartilagine. Sono le citochine, la predisposizione genetica e lo
stimolo esterno producono, a livello dei macrofagi. Le citochine stimolano i linfociti B,
dando origine a tutta la cascata della flogosi e portando all'infiammazione della
membrana sinoviale. Inoltre le citochine stimolano anche le cellule della membrana
sinoviale, che ispessisce ( panno sinoviale ). Tutte queste citochine vanno a
distruggere la cartilagine a contatto con la membrana sinoviale e l'osso, dando origine
all'erosione.
CITOCHINE:
1. Stimolano la membrana sinoviale che diventa (panno sinoviale inspessito)
2. Distruggono direttamente la cartilagine delle articolazioniEROSIONE
3. Stimolano linfociti B quindi la cascata della flogosi
CITOCHINE condrocitistimolazione osteoclasti Distruzione osso, tendine e
cartilagine + Prodotti di scarto + Essudato
C'è anche un'altra strada per cui le citochine vanno direttamente sui condrociti (cellule
del tessuto cartilagineo immerse in un'abbondante sostanza amorfa intercellulare, da
essi stessi sintetizzata, formata da fibre collagene e da una matrice amorfa gelatinosa)
stimolando l'osteoclasti dell'osso che distruggono l'osso e producono enzimi litici di
cartilagine e osso. Viene eroso anche il tendine, e viene prodotto essudato, che dà
origine al versamento dell'articolazione e nella borsa tendinea.
L’artoscopia è un piccolo intervento chirurgico, un esame dove si visualizza
un'articolazione grazie ad uno strumento chiamato artroscopio (uno speciale
endoscopio) attraverso una piccola incisione. Ciò permette con un unico strumento sia
di effettuare la diagnosi che operare al tempo stesso, con un notevole risparmio di
tempo.
Con l'artroscopio, in una grossa articolazione, si vedono macrovilli e villi, perchè la
sinovia è ipertrofica e infiammata. C'è un esame, un'ecografia della membrana
sinoviale, che permette di vedere la sinovia, che di solito non si vede, mentre in caso
di artrite si, e vediamo un abbondante versamento (si fa questa perchè generalmente
l'artrite reumatoide parte dalle piccole articolazioni in cui non posso inserire
l'artroscopio).
Le erosioni ossee cominciano generalmente ai lati, dove l'osso rimane scoperto per
dare accesso al fascio vascolare. L'artrite reumatoide colpisce tutte le articolazioni in
cui si trova la sinovia, ovvero le DIARTROSI, eccetto le interfalangee distali
quindi colpisce solo le intra-falangee prossimali. La frequenza maggiore è nelle mani e
nei piedi, alla periferia degli arti, e procede in senso centripeto, ovvero a partire
dall’esterno verso l’interno.
Può iniziare gradualmente oppure in forma acuta. Può cominciare come poliartrite
cronica, oppure mono- oligoartrite acuta, subacuta o cronica, come sindrome del
tunnel carpale BILATERALE (compressione del nervo mediano del carpo che dà
parestesie, il tunnel carpale è un tunnel in cui scorrono i tendini flessori della mano,
che vengono compressi perché in caso di artrite reumatoide la flogosi carpale può
comprimere tale fascio provocando appunto dolore e/o parestesie), simile alla
polimialgia reumatica (soprattutto negli anziani, sopra i 65 anni) che comincia a livello
delle spalle e delle anche, palindromico (migrante anziché localizzata e che poi si
espande), fibrositico (esordio simile alla fibrosite, che dà dolore muscolare). L'artrosi
colpisce le interfalangee prossimali, distali e la trapezio-metacarpale, mentre l'artrite
reumatoide tutto il polso, le metacarpo-falangee e le interfalangee prossimali, NO LE
DISTALI.
ARTROSI prossimali e distali, trapezio-metacarpale (Nell’Artrosi
Interfalangee
l’infiammazione è mono laterale e localizzata in zone definite, solitamente provocate
dal peso del soggetto che grava sull’articolazione stessa) ASIMMETRICA
ARTRITEInterfalangee solo prossimali, tutta articolazione metacarpo-falangee e tutta
articolazione del polso (Nell’Artrite l’infiammazione colpisce l’intera articolazione ed è
bilaterale) SIMMETRICA. Ad eziologia sconosciuta.
Polso: dolente, gonfio con ipotrofia dei muscoli della mano. I tendini si spostano
a causa del gonfiore delle articolazioni, e cessa la loro funzione (es: spostamento dalla
parte ulnare a quella radiale, così che manca il sostegno dalla parte ulnare del polso,
che perde questa sua funzione).
Mano: gonfiore, rossore con muscoli ipotrofici. Si ha deviazione ulnare delle
dita, sempre dovuta allo scivolamento ulnare dell'estensore, dovuto al fatto che il
tendine, invece di estendere, le tira verso la parte ulnare.
Anche le dita si deformano, a collo di cigno (le metacarpo falangee sono flesse, le
interfalangee prossimali estese e interfalangea distale flessa), boutonniere
(infterfalangea distale iperestesa), dito a materllo (dovuta alla rottura dell’estensore
lungo, non al danneggiamento dell'interfalangea distale. Il pollice a zeta è molto
frequente (dovuto allo slittamento del tendine), e non permette più di afferrare, fare
presa. Si può anche avere il caso opposto, il pollice addotto, che è attaccato alla mano
e l'interfalangea è iperestesa anziché flessa.
DEVIAZIONE RADIALE DELCARPO: La distruzione da parte del panno delle strutture di
contenzione del versante ulnare del carpo, soprattutto del legamento triagolare , porta
allo scivolamento palmare del tendine estensore ulnare del carpo che diventa flessore.
La trazione dei muscoli radiali determina un’inclinazone radiale del carpo. Se la linea
di trazione del muscolo ulnare è mantenuta , si ha lo scivolamento ulnare del carpo.
DEVIAZIONE ULNARE DEL CARPO: E la deformazione opposta, cioè una prevalenza del
lato ulnare su quello radiale, dovuto soprattutto a distruzioni imponenti del
compartimento interno. Anche qui lo scivolamento palmare del tendine estensore
radiale trasforma il tendine stesso in flessore.
DEVIAZIONE ULNARE DELLE DITA (A colpo di vento ): La tumefazione dorsale delle MCF
determina la lussazione volare delle falangi prossimali sulle teste metacarpali con
stiramento del tendine estensori e suo scivolamento laterale. In tal modo i muscoli
estensori divengono flessori e adduttori delle dita.
- Tumefazione MCF
- Lussazione IFP
DEFORMAZIONE “EN BOUTONNIERE” ovvero ad asola : è caratterizzata dalla
estensione delle MCF, dalla flessione con rigidità delle IFP e dall’iperestensione delle
IFD. La flogosi delle IFP lacera e stira il tendine del muscolo estensore e l’IFP protrude
attraverso tale tendine. Lo spostamento laterale dei tendini dei muscoli comporta un
aumento delle forze agenti sulle ifd provocandone l’iperestensione.
MCF estensione, IFP flessione (è in qst articolazione che c’è la flogosi ),
- IFD iperestensione
Estensione-flessione-iperestensione
Deformità “a collo di cigno”: E’ caratterizzata dalla flessione delle MCF,
dall’iperestensione delle IFP e dalla flessione delle IFD. La sublussazione delle MCF
provoca tensione dei m. estensori estrinseci ed intrinseci (lombricali e interossei) con
conseguente flessione delle MCF e estensione delle IFP. Le IFD si flettono per
diminuzione della forza del m. estensore che aderisce alle IFP a causa della sinovite.
MCF flesse (è in qst articolazione che è presente la flogosi), IFP
- iperestese, IFD flesse
Flessione-iperestensione-flessione
DITA A MARTELLO: Tale deformità è costituita dalla flessione isolata della IFD. E’ dovuta
alla rottura del tendine dell’estensore lungo delle dita in prossimità della sua
inserzione distale.
- MCF normale, IFP normale, IFD flessa
Normale-normale-flessione il danno non è a livello dell’IFD come si
potrebbe pensare ma è dato dalla rottura del muscolo estensore lungo
POLLICE A ZETA: Consiste nella flessione della MCF e iperestensione della
interfalangea(IF). La sinovite della MCF determina distruzione dell’estensore breve e
lussazione laterale dell’estensore lungo. La MCF subisce una progressiva sublussazione
anteriore e la IF assume un atteggiamento di iperestensione.
- MCF POLLICE flessione (è qui che si sviluppa l’infiammazione), IF
iperestensione
POLLICE ADDOTTO :E' determinato dalla lussazione dell'articolazione trapezio-
metacarpale e dall'adduzione del primo metacarpo. Tale adduzione si instaura per la
retrazione del muscolo adduttore del pollice. Lo squilibrio secondario dei muscoli
estrinseci può determinare un'iperestensione della MCF. Può conseguire anche la
flessione dell'IF ("pollice a zeta invertito)
- IMF iperestensione, IF flessione danno/ lussazione art. trapezio-
metacarpale
L'artrite reumatoide è sempre simmetrica; l'attività lavorativa ha un'influenza
importante, quindi in caso di lavoratori manuali vediamo differenze tra la mano
dominante e quella non dominante. I pazienti devono continuare le loro attività, anche
se gli deve essere insegnato come farle per non compromettere ulteriormente le
articolazioni.
Radiografia: Le articolazioni si erodono, prima si riduce la rima articolare (nell'artrosi
solo dalla parte del danno meccanico, qui ovunque), e nell'osso in prossimità delle
articolazioni si ha anche osteoporosi iuxa- articolare, dovuta sempre alla
stimolazione degli osteoclasti, da parte delle citochine infiammatorie. Si ha anche
lussazione (dita a colpo di vento) e anchilosi fibrosa (più rara l’anchilosi ossea),
ultime cose che possono essere viste con la radiografia. Tuttavia è necessario fare
diagnosi precoce, prima che i segni clinici siano evidenti. Per fare questo si utilizza
l'ecografia, che permette di vedere il versamento, infiammazione (perchè c'è
ipervascolarizzazione , visibile con il doppler power ) e possono essere viste anche
erosioni che non sono ancora visibili alle radiografie.
-ecografia con dopple power per diagnosi precoce + vascolarizzazione tipica
dell’infiammazione
-radiografia (riduzione rima articolare, osteoporosi, sub-lussazioni, anchilosi fibrosa)
Piedi: le caviglie sono spesso gonfie, in quanto viene colpita l'astragalo-
calcatoneale e il retro-piede si deforma in valgo (il tallone risulta essere
eccessivamente inclinato verso l’interno) potrebbe sembrare una cosa da nulla ma in
realtà quello che succede è che l’astragalo ,cioè l’osso che trasmette il peso del corpo
al piede, scivola verso il basso sulla parte interna del piede. Per effetto di questa
alterazione nel normale assetto del piede e della caviglia si producono tutta una serie
di errori posturali che si ripercuotono negativamente su tutto l’organismo. Se non
tempestivamente e opportunamente trattato, quindi, il piede pronato (nei ragazzi in
età di sviluppo) può causare un problema di ginocchia vare, piedi piatti e un aumento
della lordosi lombare e della cifosi cervicale.
Viene preso anche il tarso, allo stesso modo del polso, con sinovite che può dare
origine all'anchilosi. Crolla l'arco longitudinale e la trasversale (sotto le teste della
tersale, in quanto normalmente si appoggiano le prime e le ultime e non quelle del
mezzo).
L'artrite del metatarso fa cadere a terra tutte le teste metatarsali (piede piatto) si ha
quindi crollo dell’arcata plantare trasversa con subussazione metatarsale plantare
- Iperestensione MTF, flessione IF
. Le metatarso-falangee slittano in iperestensione e si appoggiano tutte a terra,
perdendo l’arcata trasversa. In più si ha un cuscinetto fibroadiposo sotto la testa
del metatarso su cui poggiamo quando camminiamo. Se si iperestendono il cuscinetto
slitta in avanti, e questo aumenta notevolmente il dolore (metatarsalgia), oltre che
gonfiore e perdita dell'arcata trasversa. In più slittano i tendini, e abbiamo anche nel
piede le dita a colpo di vento, con la differenza che non sono tutte a colpo di vento,
ma il quinto dito resta dritto. Inoltre le teste metatarsali si sub-lussano. In clinica si
usa un test per capire se c'è dolore all'inizio della compromissione delle metatarso-
falangee (spesso i piedi sono trascurati dai pazienti), e viene fatto stringendo le
articolazioni del piede. La prima fase in caso di versamento è l'allargamento tra le dita.
METATARSO-FALANGEE: SEMPRE IPERESTESA, poi si hanno posizioni diverse a seconda
delle interfalangee prossimale e distale.
DITO A MARTELLO (piede): iperestensione dell’articolazione metatarso-falangea,
flessione plantare dell’interfalangea prossimale e iperestensione dell’interfalangea
distale.
- MTF iperestensione, IFP flessione, IFD iperestensione
DITA AD ARTIGLIO(piede): iperestensone della metatarso falangea e flessione sia
dell’interfalangea prossimale che distale
- MTF iperestensione, IFP flessione, IFD flessione
DITA A COLLO DI CIGNO (piede): è caratterizzata dalla iperestensione
dell’interfalangea prossimale e dalla flessione dell’interfalangea distale.
- INP iperestensione, IFD flessione
Spalla: Versamento, gonfiore, deltoide ipotrofico, erosione, perdita dello spazio
articolare
gomito: resta in flessione; ci sono i noduli reumatoidi che vengono nel sottocute delle
zone maggiormente sottoposte a sfregamento. Si può avere borsite, erosioni, spazio
articolare del tutto ridotto e anchilosi in flessione.
Ginocchia: gonfiore (non sempre simmetrico), versamento, restringimento dell'artrite
(diverso dall'artrosi in cui si riduce solo nel punto di maggior carico), erosioni,
lussazione graduale (non si deve stare con un cuscino sotto le ginocchia perchè questo
tende a lussars e anchilosarsi in flessione, tutto ciò porta a incapacità a deambulare),
può comparire un polpaccio gonfio, rosso e caldo (il versamento può essere talmente
tanto esteso che va a formare una cisti nel cavo popliteo e poi non torna indietro,
perchè si forma una valvola unidirezionale; le pareti della cisti di becket si rompono e
il veramento scivola in bas
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Infermieristica
-
Infermieristica Clinica Specialistica Reumatologia
-
Infermieristica specialistica - Ematologia e reumatologia
-
Infermieristica I - Infermieristica clinica