Infermieristica geriatrica
Demografia e pianificazione dell'assistenza agli anziani
Il'invecchiamento è un processo mediante il quale l'organismo si indebolisce con progressiva riduzione delle riserve funzionali di organi e sistemi e della capacità omeostatica; aumento della suscettibilità a diverse patologie. Il paziente non ha una singola patologia, ma diverse. I ritmi di invecchiamento sono individuali, nel senso che il paziente dà delle risposte rispetto al singolo e alle sue caratteristiche (stile di vita, fumo..).
- Statistica e dati demografici: oggi si vive di più. Dagli anni '60 gli ultra 65enni sono raddoppiati.
- Dati epidemiologici: gli anziani di oggi sono più sani rispetto a 50 anni fa.
- Sociologia e politica: anziano non è sinonimo di vecchio; il pianeta anziani è costellato da infinite opportunità.
- Scienza medica: cure e terapie per le patologie che affliggono gli anziani.
Il cardine più importante è la qualità di vita, vivere bene. Oggi per ogni anziano ci sono 3 adulti in età lavorativa, nel 2050 il rapporto sarà di 2 a 1. Nel 1960 5 lavorativi su 1 anziano. Realizzare un invecchiamento di successo.
Le 3 fasi della vecchiaia
- 65-75 anni giovani vecchi
- 75-85 anni vecchi vecchi
- >85 anni grandi vecchi
Ognuno di noi ha il diritto di invecchiare vivendo, ma nessuno ha il diritto di decidere per noi se tenerci forzatamente in vita quando la vita è finita. La vita di una persona è anche qualità di vita e desiderio di essere vissuta. Ci troviamo spesso di fronte a:
- Dimissioni anticipate
- Non accesso a prestazioni specialistiche
- Discriminazione in base all’età
- Proporzionalità delle cure
Accanimento terapeutico: è un trattamento di provata inefficacia, con la presenza di rischi elevati e di ulteriori sofferenze, a rischio senza beneficio. Specialmente nel paziente terminale.
Eutanasia: consiste nel procurare la morte intenzionalmente e nel proprio interesse ad un individuo la cui qualità della vita sia permanentemente compromessa da una malattia, menomazione o condizione psichica.
Testamento biologico: dire di non voler fare alcuni trattamenti.
Consenso informato: è l’espressione dell’accettazione volontaria, o del rifiuto, di una persona a sottoporsi a un trattamento sanitario proposto, sulla base delle informazioni ricevute su quel trattamento.
Contenzione: è l’utilizzo di pratiche fisiche e/o farmacologiche che limitano la libertà di movimento di una persona.
Maltrattamenti: uso intenzionale di forza fisica o di potere, minaccioso o reale, contro una persona.
Disabilità: riduzione o perdita delle capacità funzionali conseguente ad una patologia. La presenza di disabilità e di malattia non sempre si riflette in domanda di assistenza: il benessere soggettivo degli individui risente di altri fattori. Alcune malattie croniche non vengono avvertite come bisognose di cura. La reale domanda di assistenza è spesso influenzata anche dall’offerta dei servizi sociosanitari esistenti.
Bisogno di assistenza
I ricoveri rappresentano:
- 37% ricoveri ospedalieri
- 49% delle giornate di degenza ospedaliere
- 79% casi trattati dall’ADI
Valutazione multidimensionale (VMD)
La valutazione multidimensionale è un approccio globale all’assistito complesso, attuato da equipe socio sanitarie multi specialistiche che, attraverso una costante ricerca dell’appropriatezza clinica e di quella organizzativa, individuano le risposte assistenziali più idonee e personalizzate per la persona assistita. Quindi i problemi degli anziani vengono discussi e inquadrati e si cerca di mantenere le potenzialità residue. È un approccio diagnostico globale verso l’anziano e utilizza scale e valutazioni incentrate sul paziente.
Scale di valutazione
- MMSE: cognitivià
- GDS: depressione
- CIRS: comorbilità
- Tinetti: cadute
- Indice di Barthel: funzionalità
Fattori di rischio per la demenza
- Età
- Depressione
- Anemia
- Ipotiroidismo
- Diabete
- Ipertensione
- Ipercolesterolemia
- Carenza folati e vitamina B12
Stile di vita e declino cognitivo
- Studi evidenziano un legame tra esercizio fisico continuativo e una riduzione del rischio di demenza sino al 32%.
- L’alimentazione è un altro fattore che influisce sul declino (sostanze antiossidanti, vitamina gruppo B).
- Mantenimento intellettuale attivo.
- Mantenere le relazioni sociali.
L’anziano mantiene l’alterità, in questa epoca la prospettiva della lunghezza della vita sta aumentando. Delirium.. prossima volta.
La rete dei servizi
Ci sono i servizi sociali e i servizi sanitari. Intorno alla persona anziana ruotano casa, ospedale, etc. Fino al 1994 l’anziano era visto come paziente cronico quindi non curabile. Nasce dopo la UVG (Unità Valutativa Geriatrica) nel 1994, facendo proposte di programmi di assistenza:
- ADI: assistenza domiciliare integrata
- Di ricovero in strutture a valenza sanitaria
- Centri diurni
- Predisposizione di piani individualizzati
- Ricoveri di sollievo
- Individualizzazione letti continuità assistenziale
Composto da Geriatra, infermiere, assistente sociale, fisiatra. Avendo funzioni: valutazione multidimensionale, e attuazione di un progetto individualizzato di cure assistenziale. Ci sono 2 commissioni (sanitaria e sociale). Utilizzano scale per valutare l’autosufficienza dell’anziano utilizzando scale di valutazioni soggettive quali ALD, IADL, SPMSQ (capacità cognitive). Andavano a casa dei pazienti per valutare gli eventuali problemi a livello delle barriere architettoniche e altri problemi che possono alterare l’handicap del paziente.
Servizi
- RSA (residenze sanitarie assistenziali). Il personale si occupa della salute del paziente, poi dato che sostituisce il domicilio è giusto che molti pazienti si portassero immagini, mobiletti.
- RAF (non esiste più) Residenza sanitaria flessibile
Non esistevano differenze a livello strutturale, ma c’erano solo differenze a livello del personale sanitario quindi nelle RSA c’erano più pazienti complessi quindi più personale sanitario rispetto alle RAF che c’erano pazienti con complessità inferiore. Le strutture sono divise in nuclei composti da 20 posti letto. Oltre alle RSA l’OVG permetteva ricoveri presso i centri diurni dove si organizzano attività, sono centri di incontro, danno un aiuto ai pazienti a rischio di demenza (malattia di Alzheimer) e hanno bisogno di 24 ore su 24 di assistenza. Quindi i centri diurni davano la possibilità di ridurre lo stress del caregiver e davano la possibilità agli anziani di migliorare la situazione del paziente grazie a maggior stimoli rieducando queste persone a una vita regolare (iniziando nello stare seduti a tavola, limitare l’assunzione dei farmaci). Poi ha un costo inferiore rispetto a un ricovero, il paziente ritorna alla famiglia e consente ai lavoratori (figli) di poter lavorare.
Come si fa domanda di UVG
Ogni azienda sanitaria ha una segreteria dove poter fare la richiesta di UVG e viene fatto per soddisfare un bisogno di assistenza. Una volta fatta la domanda che viene compilata dal medico e dal paziente e dopo qualche mese dalla valutazione si ottiene un livello di assistenza (bassa, media e alta). Questi 3 livelli portano con sé una collocazione o all’interno di una RSA, ad esempio, se ho bisogno di un ricovero. Dovrò pagare 50 euro al giorno per il ricovero. Bisogna pagare quella cifra e se non ho i soldi per pagarla posso ottenere l’assegno di accompagnamento di circa 500 euro. Si presenta la domanda all’ufficio invalidi civili nella sede di ogni distretto. Possibilità di valutazione in diverse % di invalidità fino al 100% con assegno di accompagnamento. Se l’individuo non paga la retta non viene gettato fuori ma restano comunque. Gli aiuti economici sono differenziati su 3 fasce, bassi, medie e alte.
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Assistenza infermieristica alla persona anziana
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Appunti di Infermieristica applicata alla chirurgia generale