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PRIMO SOCCORSO:

- Evitare il più possibile per evitare i movimenti-> Immobillizzare l’arto

- Pulizia massiva

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DISTORSIONI E LUSSAZIONI:

Le ossa degli arti sono unite tra loro e al resto dell scheletro da articolazioni

- LUSSAZIONE: quando in un articolazione il capo articolare esce dalla sua sede e

non rientra spontaneamente nella proprria sede

- DISTORSIONE: quando la lussazione rientra nella propria sede spontaneamente e

va approfondita con indagini.

SEGNI E SINTOMI:

- Dolore al movimento: come un arto bloccato

- Parestesie all’arto

- Gonfiore

- Pallore.

Mobilizzazione da utilizzare solo in caso di pericolo di vita per pericolo imminente di

esplosione, incendio, precipitazione

La posizione migliore è quella più antalgica che spesso è il paziente stesso che la trova.

Trascinamento per spalle-> attenzione a non far sbattere la testa

PROTOCOLLO R.I.C.E. detto “riso”.

R. Rest: Riposo

I. Ice: Ghiaccio- per contenere l’edema

C. Compression: Compressione

E. Elevation: Elevazione arto

GCS: Valutazione neurologica GLASGOW COMA SCALE:

- Apertura occhi: da 1 (assente) a 4 (spontanea)

- Risposta verbale: da 1 (assente) a 5 (orientata)

- Risposta motoria: da 1 (assente) a 6 (esegue ordini)

Pte intubato quando ha 3. 28

Laboratorio

NIV (ventilazione non invasiva):

la ventilazione può essere invasiva o non invasiva. Il pte può essere parzialmente sedato

ma non utilizza presidi che raggiungono la trachea. Le maschere sono monouso.

L’aria ventilata è leggermente riscaldata e umidificata.

- TOTAL FACE: esistono di 2 dimensioni

- Maschere facciali: sono più claustrofobiche. Fissaggio nucale con nastro per

garantire il corretto fissaggio al pte. L’insufflazione deve essere fatta dal basso verso

l’alto. Quindi il raccordo resta sempre in una posizione, mai capovolgerlo per un

sistema a valvola. Esistono 3 dimensioni S, M, L

CHE TIPO DI VENTILAZIONE:

sono ventilazioni a pressioni positive dove viene insufflata aria.

CPAP e BPAP sono ventilazioni di svezzamento. Se il pte è completamente intubato è

totalmente dipendente dal ventilatore meccanico, quando si cerca di ristabilire il respiro

spontaneo, questo si stimola con CPAP e BPAP.

Nella CPAP e BPAP si impostano 2 valori: FiO2 (frazione di ossigeno inspirata) 30-60%. E

la P sup ( pressione di supporto)

CPAP: mantiene sempre una pressione positiva all’interno dei polmoni. Dopo un ciclo di

CPAP non si deve alimentare il pte almeno per 1 ora perché insuffliamo dell’aria a

pressione positiva, quindi aumenteremo il rischio di inalazione perché dell’aria può

andare in sede dello stomaco

BPAP: è una pressione positiva delle vie aeree intermittente.

PEEP: il pte fa suo l’atto respiratorio ( lo innesta) e poi quello che manca lo fa il ventilatore.

La PEEP è la pressione minima all’interno del polmone, utile perché non permette il

collasso del polmone. Quando inizia a inspirare il pte inizia l’atto e poi la NIV aiuterà

il polmone a espandersi

La pressione massima che possiamo arrivare è di 40- 50comH2O

Ex: FiO2= 40% PEEP 5 cmH2O P supp 5 cmH2O

5 5

- CPAPC casco: In caso di insufficienza respiratoria impostiamo i valori e verrà

insufflata aria mista a O2. Si utilizza il casco per aprire gli alveoli. È utilizzabile solo in

presenza di pressione positiva quindi obbligatoriamente con ventilatore.

Nell’Insufficienza Respiratoria si fanno dei cicli di CPAP (2-3 h)intervallati da respirazioni

autonome spontanee in maschera venturi (si eseguono ematochimici). Ogni ciclo si

esegue un prelievo arterioso dell’EGA. 29

CPAP utilizzabile in caso di annegamento: ARDS (sindrome da distress delle vie

respiratorie): quindi c’è dell’acqua all’interno dei polmone io posiziono il pte prono ed

eseguo una CPAP cercando di svuotare i polmoni

EGA:

Valutare gli scambi gassosi a livello polmonare, perché se facciamo una ventilazione

dobbiamo sapere e capire come procede lo scambio dei gas.

- pH: 7.35-7.45

- PCO2 35-45 mmHg

- PO2 80-100 mmHg

- Bicarbonati 22-28

- Basi E +/- 2

- Na 135- 145

- K 3.5- 5.5

Rapporto tra PO2 e FiO2: PO2/FiO2-> il valore ci farà capire se la ventilazione è

adeguata al pte. Se questo valore è tra i 200-300 vorrà dire che la ventilazione è

efficace. Se il valore sarà minore bisognerà capire la causa.

Ex pte:

FiO2: 40% 0.4

PO2 70 mmHg

70/0.4= 175 in questo caso il valore è minore di 200 quindi bisogna intervenire o

variando la ventilazione oppure risolvere la causa che scaturisce questo risultato

ALTERAZIONI EGA:

- Acidosi metabolica bicarbonati bassi compenso con aumento della

respiraz.

- Acidosi respiratoria CO2 alta Compenso con aumento bicarbonati

- Alcalosi metabolica bicarbonati alti compenso con ipoapnea

- Alcalosi respiratoria CO2 alta riduco i bicarbonati

PROBLEMATICHE

Monitorare il posizionamento della maschera: controllare l’adesione della

maschera.

Ci sono delle maschere che gonfiano la parte in silicone per evitare che fuoriescano

le perdite.

Filtri del ventilatore sono stati posizionati male. Valutare la saturazione di O2.

Nel pte intubato c’è un flusso di 6L/min. con una frequenza respiratoria tra 12 e 20. 30

INTUBAZIONE:

Materiale:

- Maschera

- Ambu

- Laringoscopio: meglio una lama più lunga che una più corta

- Le pile del laringoscopio si cambiano se scarico.

- Mandrino: è la guida che si inserisce all’interno del tubo endotracheale per le

intubazioni difficili. Il mandrino bisogna piegarlo leggermente per facilitare la

rimozione del mandrino dal tubo dato che è abbastanza duro da togliere

- Lubrificante se andiamo dal naso

- Cannula oro-faringea (cannula di Mayo) lunghezza dall’angolo bucale all’angolo

della mascella. La lunghezza si calcola in base alla lunghezza per lungo della

cannula

- La dimensione del tubo endotracheale: solitamente 7.5 – 8

- Palloncino del tubo: scopo di non inalazione, e ancoraggio. Rischio: decubito e

lesioni. Solitamente riempire 15-20 cc di aria.

- Prima di inserire il tubo bisogna provare il palloncino!!

- Pinze di magil: mi serve per rimuovere i corpi estranei , e per aiutare

l’intubazione con il tubo endotracheale.

- Il laringoscopio si inserisce sempre con la mano sinistra e il tubo endotracheale lo

inserisco sempre prima con la mano dx.

- Una volta inserito il tubo endotracheale con un fonendo ausculto il polmone per

essere sicuro che passi dell’aria. Ausculto prima la base del polmone.

- Infine si posiziona una cannula oro- faringea per evitare che il pte mordi il tubo

danneggiandolo. E mi permette persino di aspirarlo.

VENTILAZIONE:

CHI VENTILARE:

nel quadro di insufficienza respiratoria ci possono essere problematiche croniche:

- Malattie neuromuscolari

- Sindrome obesità ipoventilazione

- BPCO riacutizzata

- Fibrosi cistica

- Ateletassia

- Wearing difficile (svezzamento)

- Cifoscoliosi e patologie della gabbia toracica

QUANDO INTUBARE:

Riconoscimento della opportunità clinica utilizzando parametri:

- Clinici

- Emogasanalitici

CRITERI CLINICI:

- Distress drespiratorio: grosso lavoro respiratorio che non lo conduce una

respirazione fisiologica. Avrò un aumento della qualità respiratorio 31

- Tachipnea > 30 atti / min

- Uso dei mm respiratori accessori

- Respiro paradosso

- Segni di Hoover: rientramento inspirazione ultimi spazi intercostali.

- Segni di Campbell: abbassamento durante l’inspriazione cartilagine cricoidea.

CRITERI EMOGASANALITICI: acidosi respiratoria scompensata

Valutazione del paziente nel suo insieme: patologie associate, diagnosi… .

PROGRESSIONE CLINICA DELL’IR (insufficienza respiratoria).

COME VENTILARE:

Supporto ventilatorio totale

ventiliamo con ventilazioni controllate. Imposto la frequenza respiratoria e imposto

o i flussi o i volumi. Imposto un volume per ogni atto e una FR in base al peso ecc.. e

una FiO2. È la macchina che innesca l’atto respiratorio. Sicurezza, garanzia vita,

intubazione.

La volumetrica è solo controllata.

- IPPV:

- CMV:

Supporto ventilatorio parziale:

Ventiliamo con ventilazioni pressorie. Dove il lavoro respiratorio lo fa la persona

assistita. È il pte che innesca l’atto inspiratorio e la macchina lo riconosce e da una

certa pressione e il pte fa meno fatica ed è il pte stesso che espira e la macchina lo

segue e lo aiuta. Questa è una ventilazione non controllata.

Maggiore confort, adattabilità e > tolleranza.

PCV è l’unico pressorio che è controllato.

PRESSOMETRICA: se uso una pressione

VOLUMETRICA: non agisco sui volumi ma solo sulle pressioni

La protesi respiratoria migliore da utilizzare è il tubo endotracheale. Ma se la degenza

sarà lunga, si farà una tracheostomia percutanea (Blue dolphin (con il palloncino), grigs

(usa una pinza dilatativa). L’unica tecnica è la FANTONI che non è percutanea è un'altra

dove l’accesso va dall’interno all’esterno.

BLUE DOLPHIN

Il punto di repere è lo spazio tra il 2° e 3° anello tracheale e si fa una lesione con il

bisturi, dopodiché si inserisce una guida e un palloncino che dilata e mi permette di

inserire la tracheostomia. 32

- Sistema chiuso:

- Sistema aperto:

Aspirazione dal tubo endotracheale:

Tubo endotracheale 7-8 utilizzare un 14 france.

Calcolo: tubo 8. Si fa 8*2= 16 (frence) prenderò quello con il calibro inferiore quindi un

14.

Tempo di aspirazione: viene inserito senza aspirare ma mentre si sfila si aspira

continuamente e si ruota leggermente.

BRONCOLAVAGGI SONO BANDITI

VENTILAZIONE

MASCHERA LARINGEA:

si poggia sulla laringe. Io la inserisco di faccia verso i piedi.

Non bisogna necessariamente iperestendere, l’importante è aprire la bocca discretamente

per far passare la maschera. La spingo fin quando non sento resistenze.

MASCHERA FASTTRACK

È un presidio per intubazioni difficili, e se non riesco a intubare con il laringoscopio

utilizzo questo presidio. Inserisco la maschera fasttrack, poi inserisco il tubo

endotracheale tramite la maschera fasttrack e poi gonfio il palloncino e poi sfilo il

fasttrack.

CONBI TUB:

Si utilizza per le intubazioni difficili. Lo inserisco alla cieca senza iperestendere

inserisco il tubo fino a quando le 2 tacche sono tra i due incisivi gonfio il palloncino

esofageo (chiuso all’estremità) e l’aria esce da dei forellini e poi si gonfia un

palloncino faringeo. Quindi se il tubo va in esofago non c’è problema perché è

tappato, quindi necessariamente l’aria passa in trachea, se il palloncino occlude la

trachea con un fonendo ausculto lo stomaco e se sento gorgoglii utilizzo l’altro tubo

che mi farà uscire l’aria dal tubo più piccolo che è in trachea.

VIDEO LARINGOSCOPIO:

c’è un video 33

BLS- D

Ritmi defribrillabili: TVSP, FV

Ritmi non defibrillabili: asistolia, PEA

DAE:

defibrillatore semiautomatico esterno. Lui valuta il ritmo ma sono io che decido se

scaricare o meno.

Pte incosciente:

- Sicurezza dell’operatore.

- Chiamo il pte, lo scuoto, non risponde

- Chiamo aiuto

- 1° cosa lo mettiamo su un piano rigido, lo mettiamo sull’asse trasparente del

carrello di emergenza, oppure lo mettiamo giu il pte a terra sul piano rigido

- (collega) Avvisiamo il METAL: è la squadra che si occupa delle emergenze

- (collega) Prende il carrello di emergenze

- (collega) prende e porta il dea

- Valutazione ABCDE:

- Iperestendo il capo (se ho mayo meglio), controllo non c’è nulla

- Valuto B e C: respiro e lo valuto con il GAS: guardo ascolto e sento (il polso

carotideo).

- E inizio a contare per 10 secondi e faccio GAS.

- No polso, no respiro. Inizio massaggio cardiaco

- Massaggio cardiaco: il punto di repere è il centro del torace (intramammellare a

metà) oppure il centro del torace. Il massaggio si esegue con la parte dura della

mano. Ne farò 30 di massaggi e dovrò comprimere con 6 cm. È preferibile

schiacciare un po. Il ritmo è 100-120 al minuto. Ritmo del massaggio musica dei

bee gees stayung alive.

- 2 ventilazioni

- Arriva il DEA:

- Sotto claveare dx e linea emiascellare sx.

- Accendo il DEA analisi in corso. Quando dice ANALISI IN CORSO ALLONTANARSI:

si deve dire io via, tu via, tutti via!. Dopo la scarica il DEA mi dirà riprendere il

RCP oppure consigliata un ulteriore scarica..

- Subito dopo la scarica riprendere il massaggio 30-2 per 2 minuti 34

VALUTAZIONE NEUROLOGICA lezione 5

La valutazione neurologica è il presupposto per il trattamento del pte in coma dal primo

soccorso alla terapia intensiva. inizia dal primo soccorso del pte sul luogo dell'incidente

e condiziona tutte le fasi extra ed intra ospedaliere

la stabilizzazione cardio respiratoria crea le premesse per una corretta valutazione

neurologia.

COSCIENZA:

Consente di capire come la persona reagisce agli stimoli ambientali Una corretta

valutazione dello stato di coscienza implica 2 fasi:

1. La valutazione delle risposte verbali

Si fanno domande semplici per vedere se il pte è V C O ts e per essere certiche sia

orientato realmente devo escludere che ci siano alcuni elementi come: lingua,

alterazione sensoriale (che non abbia assunto sostanze tossiche o oppiacei).

2. La valutazione delle risposte motorie

Se il pte non risponde bisogna valutare le risposte motorie, si indaga anche la reazione

agli stimoli dolorosi su entrambi gli emilati. la risposta può essere finalistica o

afinalistico:

AFINALISTICHE:

 Si diversificano a seconda della sede e della gravità della lesione:

Rigidità decorticata: caratterizzata da adduzione e flessione agli arti superiori ed

estensioni e intrarotazione agli arti inferiori

 Rigidità decerebrata: caratterizzata da estensione degli arti superiori ed inferiori

(lesione più grave e profonda in sede mesencefalo- pontina) più grave della

prima

ALTERAZIONE DELLO STATO DI COSCIENZA:

 STATO CONFUSIONALE: caratterizzato da disturbi dell'attenzione, della

percezione, compromissione del pensiero, del linguaggio e della comprensione,

deficit della memoria recente, disorientamento, disturbi emozionali. sono anche

presenti disturbi del ritmo sonno- veglia e psicomotori.

 DELIRIUM: coesistenza di disturbi della percezione con allucinazioni di solito

visive, disturbi psicomotori ed emozionali.

 SONNOLENZA: L'attività mentale e fisica sono ridotte al minimo il paziente

risponde solo se stimolato

 STUPOR: si alterna un quadro di incoscienza risvegliabile solo con forti stimoli ad

uno di agitazione psicomoria.

 COMA: Condizione patologica caratterizzata da perdita di coscienza e della

reattività agli stimoli esterni con alterazione delle funzioni vitali.

è un meccanismo di difesa del nostro cervello a una condizione clinica instabile.

Il grado e la profondità del coma viene valutato utilizzando la GCS.

Lo stato di coma più essere determinato da malattie o lesioni primarie

dell'encefalo o da cause sistemiche che colpiscono l'encefalo secondariamente. 35

LESIONI PRIMARIE:

 Traumi cranici

LESIONI SECONDARIE

 Encefalopatie metaboliche (coma epatico, uremico)

 Encefalopait

SCALE DI VALUTAZIONE:

GCS:

è la più riconosciuta. utilizzare le scale in maniera corretta. Apertura degli occhi,

migliore risposta motoria, capacità verbali

 GCS 15-14 trauma cranico minore

 GCS 13-9 Moderato

 GCS 3-8 Grave

Metodologia corretta e uniforme. deve essere determinato con metodologia corretta

ed uniforme, registrare 3 punteggi.

GCS iniziale solo quando PA Z 90 mmHg.

METODOLOGIA CONSIGLIATA: escludere sempre ipotensione ipossia e ipotermia,

farmaci sedativi, oppioidi e miorilassanti. se faccio un soccorso devo accertarmi che la

causa del declino mentale sia non di origine traumatica ma da ipovolemia, ipoglicemia,

ecc.

Durante la valutazione alla risposta verbale considerare che il pte potrebbe essere

afasico, ipoacusico, spaventato, richiedere .

AVPU:

Poco utilizzata. Sistema di valutazione senza punteggio, utilizzata nella valutazione

extraospedaliera oltre la GCS

VALUTAZIONE DELLE PUPILLE

 Il diametro pupillare è determinato dai muscoli:

 Costrittore- Innervato dal parasimpatico, fibre del mesencefalo che decorrono nel III

nervo cranico)

 Dilatatore-Innervato dal simpatico delle fibre dell'ipotalamo

Il diametro è in generedi 3-4 mm. alterazioni:

 MIOSI: riduzione del diametro inferiore a 2 mm

 MIDRIASI: aumento del diametro superiore a 5 mm

 ANISOCORIA: Disuguaglianza diametro pupillare 36

Nei pti in coma si può osservare la forma degli occhi. possono essere in deviazione

coniugata o non coniugata verso dx o sn o verso il centro.

RIFLESSI DEL TRONCO

 FOTOMOTORE:

Stimolando la pupilla con fonte luminosa e dovrei avere una rx in miosi. questo

perchè funziona il III nervo cranico e il II ottico

 CORNEALE

Stimolo la cornea con una garza sterile e istintivamente dovrei osservare unno

stringendo della palpebra.

 OCULOCEFALICO:

Deviazione degli occhi verso il lato opposto alla rotazione del capo. detti occhi a

bambola.

 OCULOVESIBOLARE:

si solleva il pte a 30 gradi e spruzzo dell'acqua fredda nell'orecchio e vedrò la

pupilla girarsi dal lato dove ho spruzzato

 CARENALE:

STimolazione del retrofaringe e tracheale. se stimolo

 CILIOSPINALE

Se applico uno stimolo doloroso sul sopracciglio si ha una midriasi dall'occhio

del lato stesso

DISTURBI DEL LINGUAGGIO:

Learee del linguaggio sono situate nell'emisfero sx (area di Broca e area del linguaggio

scritto) a seconda del distubo si parlerà di:

AFASIA MOTORIA: l'individuo non parla ma comprende il significato delle parole udite

AFASIA SENSORIALE: Il soggetto è incapace di riconoscere il significato dei simboli

grafici. Non comprende gli stimoli dell'esterno .

TRAUMA CRANICO GRAVE:

Rappresenta uno dei problemi assistenziali più frequenti nell'ambito del primo

soccorso, trasporto, PS, e rianimazione

Il danno cerebrale non si esaurisce al momento dell'impatto (definito) DANNO

PRIMARIO, ma si evolve nelle ore e giorni successivi DANNO SECONDARIO

GESTIONE EXTRAOPERATORIA:

l'approccio al pte sulla scena viene effettuato da parte del personale 118 che prevede

una sequenza precisa di attività di valutazione e trattamento

1. Identificazione delle modalità del trauma

2. valutazione neurologica GCS

3. Protezione delle vie aeree e adeguata ABC

4. Stabilizzazione cardiocircolatoria ABC

5. Ricerca di lesioni associate (Valutazione rapida o esame focalizzato)

6. Anamnesi: Se si riesce ad avere più informazioni possibili sul posto del trauma. 37

La scheda paziente che il personale 118 consegna al trauma team in PS sintetizza le

seguenti info:

 Modalità del trauma

 Età del pte

 Segni vitali

 Eventuale presenza di cianosi

 sospetto abingestis

 GCS e valutazione pupille

 Eventuale presenza di intervallo libero

 Eventuale presenza di convulsioni

 eventuale presenza di rino otoliquorrea

 notizie relative all'assunzione di alcool, droghe o farmaci

 notizie del pte

ACCETTAZIONE IN PS E RICOVERO IL TERAPIA INTENSIVA:

Dopo l'accettazione occorre attivare uno standard di monitoraggio strumentale dei

parametri sistemici. MONITORARE:

 Monitoraggio ECG: perchè una parte di questi pti possono presentare dei sotto

slivellamenti del tratto ST

 Monitoraggio cruento della PA: Mantenere una PA > 90 mmHg.

 Monitoraggio della PVC

 Monitoraggio della SaO2 etCO2: importante sapere se lo stato confusionale abbia

un origine non dipendente da etCO2. perchè la CO2 è un vasodilatatore e quindi

può comportare edema a livello cerebrale. mantenerla sotto i 35 mmHg.

 Monitoraggio della diresi oraria

 Monitoraggio della TC: se troppo alta aumenta il metabolismo cerebrale

 Monitoraggio laboratorio con EGA

 Monitoraggio dell'SJO2: una una cannula posizionata nella giugulare dove si svolge

un prelievo e vedo quanto ossigeno viene consumato a livello cerebrale e lo

valuterò con l'EGA.

PRIORITA':

1. Protezione vie aeree ed ossigenazione garantita attraverso intubazione

endotracheale

2. Mantenere una pressione di perfusione cerebrale CPP maggiore di 70 mmHg.

3. Pressione arteriosa media (PAM) deve essere mantenuta al di sopra dei 90 mmHg

4. Correggere immediatamente ogni singolo episodio di ipotensione o ipossia

Per correggere questi episodi di ipossia e ipotensione devo monitorare i pti.

L'ipotensione è imputabile a cause extracraniche: emorragia esterna/interna,

pneumotorace, tamponamento cardiaco, sedazione.

 NEL TCE si ricorre all'utilizzo di farmaci inotropi e vasocostrittori (dopamina/

noradrenalina). si gestiscono in pompasiringa. i PPVV si valutano nel complesso 38

 Disporre cannula venosa centrale con 3 lumi. perchè integrazione idrica, ammine,

sedazione, antidolorifico.

 Deve essere garantita la sedazione e l'analgesia: al fine di adattare il pte ala

ventilazione, tollerare il tubo endotracheale, controllare le risposte

neurovegetative, controllare il dolore e le stimolazioni indotte dalle manovre di

nursing.

 TAC eseguita il più precocemente possibile dopo l'accettazione e deveessere

ripetuta ad intervalli stabiliti ed in base all'evoluzione clinica: eseguita subito, dopo

6 ore e dopo 12

 Valori dell'SJO2 deve essere mantenuto fra 54 e 75%. se < di 52% vuol dire ischemia

cerebrale, se > di 75 iperfagia cerebrale.

FINESTRA NEROLOGICA:

Nei pti che per qualsiasi causa sono sottoposti a sedazione farmacologica occorre

rivalutare periodicamente le condizioni neurologiche: finestra neurologica.

Noi sospendiamo il farmaco e dal momento in cui l'emivita del farmaco è esaurita

andiamo a valutarlo neurologicamente rieseguendo il GCS

PRESSIONE INTRACRANICA PIC:

DEFINIZIONE: il volume cerebrale non può essere ridotto per cui la capacità di compenso

del sistema e rappresentata dalla dimi...

Il compartimento liquorale CSF e quello ematico CBV insieme, rappresentano il 10% del

peso cerebrale.

Ipertensione intracranica comporta effetti deleteri:

La possibilità di determinare erniazione di tessuto cerebrale (incuneamento cerebrale)

La compromissione della perfusione cerebrale che espone il cervello ad un potenziale

rischio ischemico.

CAUSE:

 EMORRAGIE: Rottura aneurisma, stoaculazione, picco ipertenssivo, trauma.

ANISOCORIA

 TUMORI CEREBRALI: mi alterano i volumi a livello cerebrale

 IDROCEFALO: Impossibilità per vari motivi del drenaggio di liquor dai ventricoli. 39

INTERVENTO:

Drenare il liquor all'esterno permettendomi di tenere sottocontrollo il quadro

neurologico.

Monitorare PIC. Metodo invasivo per la determinazione dell'aumento della PIC

Inserimento di un catetere di rilevazione della pressione, o in sede

intrapareenchimale o ventricolare. Lo utilizzo per valutare l'ipertensione e per

intervenire.

 POSIZIONAMENTO CATETERE INTRAPARENCHIMALE

PRO: facile posizionamento, minor rischio di infezione

CONTRO: inesatta lettura nel tempo, impossibilità di drenare il liquor.

 POSIZIONAMENTO CATETERE INTRAVETRICOLARE

PRO: Accurata misura PIC, con possibilità di rilevazione dell'onda, drenaggio liquor

CONTRO: difficoltà dinserzione dei piccoli ventricoli, rischio più elevato di infezioni

MONITORIZZAZIONEDEL CATETERE INTRAVENTRICOLARE/PARENCHIMALE

MONITOR CODMAN: Utilizzato per rilevare la PIC. Principale strumento in uso per il

controllo della PIC nelle terapie intensive neurochirurgiche.

VALORI DELLA PIC: PIC Normale < 15 mmHg. oltre i 15 sono considerati patologici.

IPERTENSIONE FISIOLOGICA:

 Colpo di tosse

 Aspirazione

 Posizionamento del malato a 35°

 Nursing generico (meglio sedare il pte durante le attività di cura)

INTERVENTI

L'unica indicazione certa è quella di mantenere la PIC media al di sotto dei 20 mmHg

con l'utilizzo di tecniche conosciute ed accreditate come:

 Iperventilazione: Riduce la CO2 quindi riduzione PIC

 Mannitolo: per ridurre l'edema e per l'effetto diuretico

 Barbiturici: Meglio somministrare PROPOFOL, se no Benzodiazepine altrimenti

come 3a scelta il barbiturico. il problema è se voglio eseguire la finestra neurologica.

 Craniotomia decompressiva 40

Lezione 6

I PRESIDI UTILIZZATI NEL SOCCORSO DA PARTE DEI

PROFESSIONISTI

COLLARI RIGIDI:

Monovalva (è un pezzo unico), bivalva (si può staccare).

- STIFNECK: semirigido a 2 pezzi

- PHILADELPHIA CERVICAL COLLAR (non si utilizzano pià)

- PHILADELPHIA CERVICAL COLLAR aperto (non si utilizzano più)

- NEC-LOC- chiuso

- NEC LOC- aperto

Posizionamento dal basso verso l’alto. A 2 operatori.

BARELLA A CUCCHIAIO:

si parte dal presupposto che il pte non dovrebbe cadere e quindi spesso non si usano le

cinghie. Ormai si utilizza di più la barella spinale. Presidio utilizzato per gli spostamenti

TAVOLA SPINALE:

Di diverso colore. Non tutte le barelle spinali entrano nei locali diagnostici. Max 30

minuti sulla barella.

Esistono le: cinghiaggio ragno che sono le cinghie utilizzate per immobilizzare il pte. E

infine il ferma capo.

Lo utilizziamo per una estricazione rapida: quindi per un pte non stabile, o se ho

Un pericolo imminente o in caso di pericolo imminente.

Il pte viene ruotato nella macchina e lo si fa scivolare sulla tavola che è poggiata

Tra il pavimento e il bordo del sedile.

Esistono tavole più piccole per i bambini: TAVOLA SPINALE PEDIATRICA

MODELLO PREOSPITAL PH:

Prevede che il pte sia pià in giù della tavola e bisogna fare uno spostamento in diagonale

verso l’alto

il direttore durante la mobilizzazione è colui che si trova sulla testa del pte e gestisce gli

altri.

ESTRICATORE:

E’ utilizzato per tirare fuori il pte dalle auto. È munito di cinghie. È una manovra da fare

se il pte è stabile perché si perde più tempo. Lo utilizzo in caso di pte in arresto, quindi

instabile. Oppure se l’ambiente è pericoloso non si utilizza, ma si procede direttamente

con la spinale.

La utilizziamo SOLO se il pte è stabile, e non c’è pericolo!. 41

Posizionare comunque il collare, lo si inserisce sotto le ascelle e tramite le cinghie lo

immobilizzo tramite le cinghie .

STECCOBENDE:

Utilizzate per immobilizzare gli arti, posizionati a 2 operatori.

RIMOZIONE DEL CASCO:

Fare attenzione perché se tolgo il casco e non ho presidi meglio lasciarlo in sede.

Attenzione al basculamento del pte durante la rimozione del casco. Una mano al mento e

una alla nuca.

MONITORAGGIO PTE IN TERAPIA INTENSIVA:

- Monitor

- SNG

- Tracheostomia

- Swanganz

- Temperatura corporea

- CVC

- CVP

- Bracciale PAO

- Sat

- CV

- IAP: pressione intraaddominale.

A: pervietà delle vie aeree:

La lingua occlude le vie aeree quindi o iperestendiamo l’aria o non concludiamo nulla.

Iperestensione del capo

Manovre alternative: SUBLUSSAZIONE DELLA MANDIBOLA: Jaw thrust oppure

iperestensione chin lift.

Cannule orofaringee: se troppo lungo stimolo il riflesso oro faringeo stimolando il

vomito.

Nel bambino si inserisce senza ruotarlo a 180 gradi ma si mette di lato o utilizzando un

abbassa lingua.

Cannula nasale: il principio è utilizzare il naso per permettere una buona ventilazione.

Non la utilizzo se sospetto una frattura della base del cranio. Non posso neanche

inserire un SNG. Si introduce a 90 gradi 42

B: Respirazione:

Pocket mask: utilizzo con manovra a C. elimina il contato diretto, facilita la

ventilazione, possibile supplemento di O2, utilizzo più facile rispetto all’ambu.

Modalità diversa di utilizzo: Jaw thrust, o iperestensione del pte.

Ventilazione con Ambu:

1 persona: difficile e meno efficace:

2° persona più facile ed efficace: uno ventila e uno tiene il capo

SISTEMA MASCHERA- VALVOLA- PALLONE

Composto da resevoir e da pallone espandibile. Il resevoir serve per migliorare la

fiO2.

AMBU= Composto da maschera- pallone auto espandibile e da pallone espandibile

(esame)

VANTAGGI: da immediata sensazione della resistenza delle vie aeree, può fornire

adeguato supporto ventilatorio, rende possibili elevate concentrazioni di O2, può

essere usata per assistere un respiro spontaneo.

COMPLICANZE: ipoventilazione, inflazione gastrica.

INTUBAZIONE TRACHEALE: protegge le vie aeree dall’aspirazione di materiale

estraneo, facilita la ventilazione e l’ossigenazione, facilita l’aspirazione delle

secrezioni (ho una via dalla quale posso inserire un sondino), può essere usata come

via per somministare farmaci, prevenzione inflazione gastrica (perché cuffiato),

consente massaggio cardio adeguato.

Raccomandazioni:

o Intubare non appena possibile (dopo adeguata ossigenazione) nell’arresto

cardiaco

o Affidare il compito a personale esperto (ove disponibile)

o Non dedicare più di 30 secondi ad ogni tentativo (per capire dobbiamo

trattenere il fiato quando iniziamo la manovra.

o Verificare il corretto posizionamento

Complicanze:

o Traumi (denti, labbra, lingua, mucosa, corde vocali, trachea)

o Intubazione esofagea: controllare con fonendo.

o Vomito ed aspirazione

o Aritmie pericolose

Preparazione per un intubazione:

- STOP IC BARS:

o S: Staff, suction

o T: Tube tubo

o O: oxygen O2

o P: pharmacology farmaci

o I: via venosa

o C: connettere il monitor

o B: blades: lame per laringoscopio 43

o A: Alternate: stiletto luminoso

o R: Rescue: salvataggio con doppio tubo. Poco utilizzato, tubo di grandi

dimensioni

o S: Crico tiroidotomia

Pazienti con difficile ventilazione in maschera.

- Bear: Barba: nell’immediato si taglia una parte per facilitare la manovra di

fissaggio

- Obese: Obeso: è difficile intubarlo per via del collo troppo grosso

- Older: difficile intubare per via della forma della bocca molto stretta per via del

depauperamento delle gengive

Mallampati: per valutare il rischio e la difficoltà per l’intubazione

LEMON LAW

INTUBAZIONE TRACHEALE: TECNICA (domanda esame)

- Preparare e controllare il materiale (sapere dove trovare il materiale)

- Aspiratore a muro, preparare espiratorie

- Scelta del diametro del tubo: lo scelgo in base al tipo di pte se maschio (8) se

donna (6.5-7.5).

- Preossigenare:

- Corretto posizionamento della testa: rimuovere protesi dentarie se dislocate.

- Aspirare e rimuovere protesi dentarie:

- Corretto uso del laringoscopio:

- Corretto uso del mandrino: mandrino per posizionare il tubo per le intubazioni

difficili

- Eventuale compressione cricoidea: abbassando la trachea facilitiamo la

visualizzazione

MATERIALE PER INTUBAZIONE:

- DPI: Guanti monouso, Visor, Macherina. Cerco di introdurre meno microbi

possibili anche perché le vie aeree non sono sterili.

- Tubo endotracheale: verifico il numero

o Neonati: non si cuffia

- Laringoscopio: luce, pile, lampadina. Riagganciarla perfettamente perché può

distaccarsi

- Lame curve: vallecola.

- Ambu, mandrino (non tutti usano il mandrino)

- Siringa per gonfiare il palloncino piena di ARIA

- Pinza di Magil: lo uso poco, perché con una mano ho il laringoscopio e con l’altra

ho il tubo endotracheale

- Fonendoscopio per il controllo del posizionamento

- Cannula di Mayo: per evitare che il pte morda il tubo, permette l’apertura del

cavo orale.

- Lubrificante 44

TUBO ENDOTRACHEALE:

controllare la posizione del tubo, solitamente quando si è a livello dell’arcata dentaria ci

troviamo tra i 23-24 cm.

Gonfio il palloncino con 20 cc di aria

Lezione 7

ASPIRAZIONE TRACHEOBRONCHIALE

Eseguita al pte intubato collegato alla macchina:

- Controllare equipaggiamento:

- Preossigenare al 100% per 1 -5 minuti: oppure eseguire 4 ventilazioni di AMBU.

- Usare tecnica sterile: introduco un sondino e posso spingere contaminanti

all’interno del tubo.

- Inserire catetere d’aspirazione nel tubo: prima inserire il catetere senza aspirare,

arrivare giù fino al carenale e salgo un po, poi inizio ad aspirare in uscita.

- Aspirare e rimuovere il catetere con movimento rotatorio: aspirare durante

l’uscita non quando entriamo.

- L’aspirazione non deve durare più di 10- 15 secondi

AUSCULTAZIONE PER VERIFICARE IL POSIZIONAMENTO DEL TUBO

ENDOTRACHEALE:

- Dalle basi polmonari fino all’apice e anche in zona epigastrica.

CEROTTO NON CEROTTO:

- Tube holders: il tubo tende ad essere a sx o a dx, quindi importante variare i

decubiti del tubo e le secrezioni si stagnano. Con questo sistema riusciamo a

variare i decubiti.

- c’è un sondino con un buco al centro dove si fa entrare l’imboccatura del tubo

endotracheale e questo sondino (tipo gli occhialini) passa da dietro le orecchie e

ancora il tubo endotracheale al pte.

CAPNOMETRIA COLORIMETRICA

SATURIMETRO O2:

SaO2: 99 = PaO2 127. La saturazione arteriosa rilevata dall’EGA può differire dalla

saturazione rilevata dal pulsossimetro. Se non riusciamo a farlo al dito, è impossibile

farlo altrove. Cambiare macchinario.

FATTORI INFICIANTI:

- Ipotermia

- Aritmie

- Anemie

- Ittero

- Smalto

- Luce esterne

- Tremori

- Intossicazione da monossido 45

EGA EMOGASANALISI

In un mondo perfetto: l’infermiere. L’infermiere può fare l’EGA se sa quello che fa Legge

42 del 26 febbraio 1999. Può farlo.

Valuta:

- Ossigenazione, ventilazione, la perfusione

- L’equilibrio acido base

- Documentare i valori di base per un riferimento futuro

- Valutare l’efficacia degli interventi e quindi lo status del pte

EMOGASANALISI BASALE: faccio l’EGA, metto l’ossigeno e dopo mezzora si O2 terapia

rifaccio l’EGA.

TEST DI ALLEN: si controlla la perfusione dell’arteria ulnare. Si occlude dal polso e dopo

pochi secondi si lascia e vedremo la mano diventare rossa.

Non ho più siringhe preconfezionate, cosa faccio? Utilizzo una siringa da 2.5 ml. Aspiro

una eparina da 0.2 e faccio in modo da distribuirla sul bordo.

Utilizzare crioterapia per il trasporto dell’EGA.

SEDI DI PRELIEVO:

- Arteria RADIALE:

o Sito più sicuro

o Più accessibile

o Non adiacente a vene di grosse dimensioni

o Possibilità di eseguire test di Allen

- Arteria OMERALE

o Più difficile palpare e da stabilizzare

o Ha un minore circolo collaterale

o Aumento rischio di puntura venosa

o Di seconda scelta dopo l’arteria radiale

- Arteria FEMORALE

o Esecuzione più complessa

o Non ha un adeguato circolo collaterale se ostruito

ERRORI DI INTERPRETAZIONE:

- Bolle d’aria nel campione: rimuovere immediatamente le bolle d’aria

- Campioni sedimentati: miscelare il campione prima del trasferimento

dell’analizzatore

CONTROINDICAZIONI:

- Coagulopatie o terapie con farmaci fibrinolitici

- Ustione a tutto spessore della cute 46

- Inadeguato circolo alle estremità (test di allen positivo)

- Sindrome di Raynaud

COMPLICAZIONI:

- Ematoma (attenzione al pte in TAO)

- Neuropatie da compressione

- Anemizzazione secondaria ad ematoma

- Eventi ischemici

Controllo della FiO2 con maschera venturi.

ESEGUIRE QUANDO:

- Insufficienza respiratoria acuta o cronica riacutizzata, un alterazione metabolica,

un alterazione dello stato di coscienza.

- Coscienza

-

LETTURA EGA: gs VALORI DI RIFERIMENTO CHIEDE ALL’ESAME

- pH: Se > 7.45 alcalemia

- pH: se< 7.35 Acidosemia

-

-

-

-

-

-

-

-

Ansioso iperventila e quindi diminuisce e quindi andrà in alcalosi respiratoria. Non

centrano i bicarbonati.

CALCOLO DEL RAPPORTO PaO2/FiO2:

Rapporto tra pressione parziale di ossigeno e frazione inspirata di O2.

- Normale: >350

- Scende: peggioramento del pte. 47

NIV (Ventilazione Non Invasiva)

- Individuare i pti da sottoporre a NIV

- Scegliere la metodica più idonea per quel pte

- Gestire in maniera corretta la NIV

- Diminuire il livello di ansia del pte

- Aumentare la collaborazione del pte

PREQUISITI ORGANIZZATIVI:

- Possibilità di monitoraggio clinico

- Possibilità di monitoraggio strumentale

- Supporti tecnici idonei

- Possibilità di rapida intubazione tracheale

- Sufficiente personale addestrato

- Effettuazione di controlli emo gas.

ASSISTENZA INFERMIERISTICA:

- Pte semiseduto

- Spiegare le procedure e ottenere la sua collaborazione

- Controllo monitoraggio sell’apparecchio

- Scelta del presidio più indicato

- Verifica idoneità del presidio

- Impostare dei parametri su prescrizione medica

- Controllo regolazione del ventilatore

- Fogli di idrocolloidi sui punti di pressione

- Posizionare saturimetro

- Essere pronto per eventuali emergenze: critico, avere sempre e comunque un

piano di azione di emergenza

- Pronta disponibilità dei farmaci di emergenza.

- Acquisire dimestichezza sul settaggio dell’apparecchiatura

- Conoscere il modo di applicazione dei diversi device e relativi accessori

- Avere sempre disponibile un apparecchio pronto all’uso

- Aggiornarsi continuamente sugli aspetti tecnologici della NIV in special modo in

termini di nursing.

MONITORAGGIO CLINICO:

Avviene attraverso il controllo e osservazione del paziente da parte del personale

addestrato. È una pressione continua sul viso e bisogna avere consapevolezza

dell’obiettivo da raggiungere.

Durante la terapia controllare/ osservare:

- Lo stato di coscienza del paziente

- Il livello di saturazione dell’O2

- Segni di affaticamento

- Sincronismo pte con il ventilatore 48

- Comparsa di anomalie di espansione della gabbia toracica

- Comparsa di tachi cardia bradicardia

- Iperventilazione

- Peggioramento

- Comparsa dolore

- claustrofobia

- Ristagno di muco all’interno del casco

- Vomito o scialorrea

- Monitoraggio strumentale tramite monitor

ASPETTO PSICOLOGICO

COMPLICANZE:

- Agitazione psicomotoria

- Lesione cutanea della cavità nasale

- Congiuntivite

- …

VENTILAZIONE INVASIVA

UMIDIFICAZIONE per evitare secchezza delle mucose, addensamento delle secrezioni,

formazione di tappo.

Il ventilatore sostituisce in parte od in tutto, l’attività dell’insieme sistema nervoso…

- CONTROLLATO: totalmente dipendente dalla macchina. Il lavoro respiratorio è

effettuato dalla macchina.

- ASSISTITO: Un atto respiratorio assistito è triggerato dal pte, ma limitato e ciclato

dal ventilatore.

VOLUME CORRENTE: è la quantità di gas/miscela che do al pte durante l’inspirazione.

Tendenzialmente si fanno 6- 7 ml per Kg del pte. Ex io peso 70 e faccio 70*7= 490 cc.

FiO2: nei moderni ventilatori è possibile regolare la concentrazione dell’O2 erogata.

MODALITA’ VOLUMETRICA: a differenza di quella pressoria eroga in un tempo

determinato un certo volume determinato di Gas.

OSSERVARE MUCO ASPIRATO:

- Normale: trasparente, non odorante

- Infezione: colore giallo o verde e maleodorante 49

- Sangue: qualche traccia di sangue è normale. Invece la presenza di maggiori

quantità di sangue rosso vivo o di sangue scuro di vecchia data più segnalare dei

problemi.

PREVENZIONE DELLE INFEZIONI

BRONCOASPIRAZIONE x 3, x 4: vuol dire quante volte al giorno bisogna bronco aspirare.

Però è indicativo, perché se il pte non ha bisogno non devo bronco aspirare.

Ausculto i polmoni. Osservo la dinamica respiratoria, osservo lo stato del pte se ha fatica a

respirare o meno, allarmi che suonano, satO2 scende, aumento delle resistenze.

Controllare l’allarme.

Quando un pte è sottoposto a ventilazione devo: mobilizzare il pte variando i decubiti.

L’igiene personale, Clapping: uso di una coppetta dietro al dorso per mobilizzare le

secrezioni bronchiali, mantenere la posizione semiseduta a 30- 45 gradi riduce l’incidenza

di polmoniti da inalazione. 50

USTIONE lezione 9

L’ustione è un trauma che provoca effetti che si ripercuotono sull’intero organismo,

coinvolgendo, con intensità proporzionale alla sua % tutti gli organi ed apparati

APPARATTO RESPIRATORIO:

- Danno diretto da calore

- Inalazione di prodotti tossici di combustione

APPARATO CACRIOCIRCOLATORIO: SHOCK: si forma edema per via del circolo capillare,

aumento della permeabilità della parete vascolare, sequestro di liquidi ai vasi.

APPARATO RENALE:

APPARATO GASTRO INTESTINALE:

- Dilatazione gastrica ed ileo paralitico

- Ulcera gastro intestinale

- Traslocazione batterica: i pti rimangono per le prime 24 ore a digiuno e solo

successivamente infondiamo butamina (?).

SISTEMA IMMUNITARIO:

APPARATO LOCOMOTORE: riduzione della mobilità per il mantenimento di una postura

obbligata e per la limitazione dei movimenti

COSA SUCCEDE IN SEGUITO A UN USTIONE:

- Reazione infiammatoria con conseguente vasodilatazione

- Aumento della permeabilità

- Fuoriuscita di plasma dagli spazi intracellulari.

CLASSIFICAZIONE:

- ESTENSIONE: % dell’ustione in larghezza

o REGOLA DEL 9: serve per stimare più o meno l’estensione dell’ustione.

Estesa se > 18-20%.

- PROFONDITA’: 1°, 2°, 3° grado

- Agente causale

PROFONDITA’

Fornisce il valore del danno locale:

I grado:

- interessa solo la parte più esterna dell’epidermide si manifesta con

eritema

II grado:

- interessa anche la porzione superficiale del derma si manifesta con

FLITTENE (BOLLE)- DOLORE. Non si scoppiano mai i flitteni e le bolli perché danno

infezione

III grado:

- Interessa il derma a tutto spessore ed anche i tessuti sottocutanei

(muscoli, piani ossei. Non fa male perché i recettori sono bruciati 51

I GRADO:

Strisciando col dito si ottiene lo scollamento dell’epitelio esponendo il sottostante derma.

II GRADO si divide in:

- SUPERFICIALE: Flittene, non si bucano

- PROFONDO: se si vede la parte bianca è profonda

III GRADO: l’ustione di III grado è dura, muore tutto e si inspessisce (COTENNA). La cotenna

si inspessisce e il rischio è una sindrome compartimentale (perdiamo il circolo)

PRIMO SOCCORSO SUL LUOGO DELL’INCIDENTE:

- SICUREZZA:

- Raffreddare con fisiologica: acqua tiepida.

VALUTAZIONE INIZIALE:

- Ustione: Grande trauma

- Valutato e trattato secondo il protocollo ATLS

- Valutazione primaria: ABCD (AVPU)E.

VALTUTAZIONE SECONDARIA:

DINAMICA DELL’INCIDENTE:

importante per il monossido di carbonio: se l’ustione è avvenuta in un luogo chiuso

Allontanare la persona dall’agente causale.

Ustioni da polveri chimiche: acqua non serve per togliere l’agente chimico.

Sostanza chimiche : andamento progressivo si manifestano dopo 24-48 h.

Sulle ustioni da acidi non si usa l’acqua.

Ghiaccio non va bene! Aggrava e approfondisce una volta di più l’ustione.

Patata su ustione e medicare se non abbiamo nulla

CONTAMINAZIONE OCULARE

- Eseguire lavaggio continuo a palpebre aperte con soluzione fisiologica per 30

minuti.

- Instillare un anestetico locale (se possibile)

- Non appena possibile richiedere consulenza oculistica.

Trapianto di palpebre.

USTIONE ELETTRICHE:

Ustioni con un punto di entrata e uno di uscita con aspetto crateri forme e necrotico.

Marchi elettrici ( indicano il percorso della corrente): solitamente le mani sono i fattori di

ingresso e i piedi sono gli organi di uscita

USTIONI DA FIAMMA: Si scolla la pelle 52

USTIONI DA LIQUIDI: acqua bollente e spruzzi di olio bollente

FOLGORAZIONI:

USTIONE DA METALLO FUSO:

ESPLOSIONE DI ORDIGNI O FUOCHI D0ARTIFICIO: cavità, frammentati, tatuaggi (tatuaggi

provocati da polvere da sparo)

CONGELAMENTO:

ANTINEOPLASTICI

INTOSSICAZIONE DA MONOSSIDO DI CARBONIO: il pte si presenta di cute rosso ciliegia.

Segni e sintomi sono tanto gravi quanto maggiore è la superficie interessata

VALUTAZIONE INIZIALE in PS:

- ANAMNESI: acronimo AMPLE (allergien, medications, farmaci, malattie

pregresse, ultimo pasto (rischio di vomito).

- PRIORITA’ ASSOLUTA: segni di ostruzione delle vie aeree: specialmente se

ipotizzo un ustione delle vie aeree per monossido di carbonio. Noto: Cianosi,

disfonia, stridore, broncospasmo…

Segni di lesioni acute da inalazioni:

o Ustioni del volto , collo, testa, tronco

o Bruciature delle vibrisse nasali e sopraciglia

o Escreato con residui carboniosi

o Anamnesi..

- VALUTAZIONE TESTA PIEDI

GESTIONE DEL PTE ARRIVO IN DEA:

- MONITORAGGIO STANDARD:

o ECG

o Cruento della pressione arteriosa

o PVC

o SaO2

o Diuresi oraria

o TC

o EtCO2 e scambi gassosi

o Ematochimici

o EGA arterioso

o Se ustione elettrica: ECG a 12 derivazioni 53

INTUBAZIONE

OBBLIGAOTORIO se:

- TBSA > 50% (superficie ustionata)

- Segni di ostruzione vie aeree

- Segni evidenti di inalazione

- Ustioni profonde del volto o del collo

- Coscienza alterata

- Presenza di traumi associati

- Insufficienza respiratoria.

CONSIGLIATO:

GESTIONE DEL CIRCOLO:

- Reperire accesso venoso di grosso calibro non inferiore a 16

- INCANULARE VEA SUCCLAVIA o GIUGULARE, monitoraggio PVC e infusione di

farmaci caridioattivi

- Posizionamento catetere sistema PiCCO in arteria femorale, nei pti più gravi

RIANIMAZIONE IDRO- ELETTROLITICA:

Mantenere la perfusione tissutale. Importante perché tutti gli ustionati possono andare in

contro a disidratazione.

CALCOLO DEI LIQUIDI DA INFODNERE:

2-4 ml * Kg pte* BSA (% di estensione dell’ustione)= ½ nelle prime 8 ore della

rimanenza ½ nelle successive 16 ore.

MONITORAGGIO EMODINAMICO:

- Diuresi: 0.5 ml /kg/ ora

- FC

- ..

ESCAROTOMIA: escissioni

Necessaria per efficace ventilazione e perfusione periferica:

- Ustione circonferenziali

- Ustioni molto profonde

- Ineffiacia della manovre di rianimazione

- Dolore profondo..

USITIONI CIRCONFERENZIALI DEL TRONCO:

In questo caso per garantire la ventilazioni bisogna eseguire l’escarotomia solitamente ad

alteza della linea verticale sotto ascellare. 54


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (ASTI - AOSTA - CUNEO - ORBASSANO - TORINO)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alfonso.loiscio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica d'urgenza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Deiana Cecilia.

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