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normalità significa dunque guardare a una amplissima gamma di risorse, includendo in esse anche risorse

informali, come ad esempio i collaboratori scolastici (Piazza, 2003) o la famiglia, che tipicamente non

venivano inclusi come partner fondamentali in un progetto educativo didattico.

Attivare le risorse per l’inclusione

Di seguito verranno presentate 14 categorie generali di risorse che il Consiglio di classe o il team docenti

può decidere di attivare per organizzare una scuola realmente inclusiva.

in particolare l’organizzazione

1. Organizzazione scolastica generale: dei tempi scuola, degli orari degli

alunni: «Alla ripresa dopo la pausa estiva, la bambina frequenta metà del tempo scolastico in prima, per

acquisire le strumentalità di base, e l’altra metà in quinta, per ricevere stimoli adeguati alla sua età

cronologica» (Borghetti et al., 2002). In questa categoria organizzativa di risorse troviamo anche la

formazione attenta delle classi (eterogeneità ben studiata e numerosità compatibile con le risorse umane e

materiali), l’uso di classi aperte, oltre che l’utilizzo ampio e realmente improntato alla con titolarità

dell’insegnante specializzato per il sostegno: «Per evitare la presenza di un numero eccessivo di figure

educative all’interno della classe e per favorire ulteriormente l’integrazione dell’alunno diversamente

abile, il team docenti aveva stabilito di assegnare agli insegnanti di sostegno alcuni ambiti disciplinari:

ricerche, educazione al suono e alla musica, educazione motoria, informatica» (Abatangelo et al., 2005).

come lo spazio e l’architettura diventino una risorsa importante quando

2. Spazi e architettura: è evidente

garantiscono a tutti gli alunni la massima accessibilità sia interna che esterna.

3. Sensibilizzazione generale: in questa categoria di risorse troviamo tutte le varie iniziative di

informazione, conoscenza, attivazione di sensibilità e di atteggiamenti positivi costruttivi, non pietistici né

compassionevoli, rispetto agli alunni in difficoltà.

4. Alleanze extrascolastiche: con varie risorse extrascolastiche educative e formative, formali o informali,

a cominciare dalla famiglia e dalle tante realtà culturali, economiche, sociali, sportive e associative

presenti in un dato territorio. riguarda l’input formativo specifico sugli insegnanti la formazione non

5. Formazione e aggiornamento:

può ovviamente essere considerata un ripiego a cui si fa riferimento quando non ci sono ore sufficienti, o

percepite come sufficienti, dell’insegnante di sostegno. Anzi, sarà proprio la presenza forte, soprattutto

culturalmente forte, dell’insegnante di sostegno che elaborerà il bisogno di formazione specifica e sarà in

grado di guidare e sostenere questa formazione.

l’utilizzo sistematico della consultazione della documentazione di esperienze e di

6. Documentazione:

buone prassi compiute da altre istituzioni scolastiche.

le strategie inclusive all’interno della didattica comune, delle attività cioè svolte da

7. Didattica comune:

tutti i docenti nei vari percorsi curricolari di insegnamento-apprendimento per tutti gli alunni. Accanto ai

piccoli gruppi di apprendimento cooperativo, un accorgimento per rendere più speciale e più efficace la

9

didattica normale nelle varie discipline, e di conseguenza renderla maggiormente inclusiva, è il tutoring, e

cioè l’alunno che insegna all’altro alunno. Un altro approccio didattico speciale particolarmente utile

e interessante è quello che utilizza le mappe concettuali e rappresentazioni visive schematiche delle

relazioni e dei concetti implicati in un argomento o in un’attività.

8. Percorsi educativi e relazionali comuni: offerti cioè a tutti gli alunni, ma che vanno per alcuni aspetti

adattati e individualizzati: in questo caso si utilizzano spesso laboratori creativi, espressivi e produttivi,

l’espressione corporea e

come ad esempio la produzione di film. Altre attività laboratoriali coinvolgono

linguistica, i linguaggi grafici e pittorici e le attività ludiche e musicali e puntano allo

sviluppo di competenze sociali e relazionali. Il lavoro laboratoriale sulle emozioni è un ambito dei più

importanti: aiutare i bambini a sintonizzarsi meglio con le proprie emozioni è un importante fattore

psicologico di protezione con effetto positivo diretto sull’apprendimento e sulle competenze

interpersonali. Sviluppare l’intelligenza emotiva vuol dire allenare il bambino a un miglior rapporto con

se stesso e con gli altri.

9. Didattica individuale: percorsi di didattica individuale, svolti cioè in rapporto uno a uno, in cui un

adulto, insegnante o comunque esperto, o un altro alunno nel ruolo di tutor, insegna direttamente

all’alunno in difficoltà. È evidente che queste attività didattiche individuali vengono messe in campo

quando gli adattamenti alla didattica comune di cui abbiamo parlato nella risorsa n. 7 non sono sufficienti

per ottenere un buon funzionamento apprenditivo.

10. Percorsi educativi e relazionali individuali: ci troviamo ancora in rapporto uno a uno, come abbiamo

visto nella risorsa precedente, ma gli obiettivi sono diversi, in questo caso le attività educative vengono

rivolte a obiettivi di autonomia personale e sociale, e le attività relazionali individuali possono prendere la

forma, se necessario, di interventi educativi rivolti al superamento di comportamenti problema, oppure

allo sviluppo di competenze comunicative e interpersonali fondamentali.

possono favorire l’apprendimento e la vita quotidiana degli

11. Ausili, tecnologie e materiali speciali:

alunni. In questa categoria amplissima troviamo sia le tipologie più tradizionali di ausili per la mobilità e

per la ricezione di input, come ad esempio i libri in Braille, ma anche hardware e software per

l’apprendimento e la comunicazione. la condizione specifica dell’alunno, la sua disabilità, può

12. Interventi di assistenza e di aiuto personale: oppure l’igiene personale o il

portare a bisogni di assistenza fisica diretta per quanto riguarda la mobilità

controllo degli sfinteri, l’alimentazione, ecc.

13. Interventi riabilitativi: la logopedia, la fisioterapia, la psicomotricità, la terapia occupazionale,

l’arteterapia, la musicoterapia o altri interventi speciali e mirati.

14. Interventi sanitari e terapeutici: si tratta di interventi terapeutici e sanitari, come quelli condotti dai

neuropsichiatri, dagli psicologi, dai neurologi, e così via. 10

Come si vede da questa panoramica delle categorie di risorse, il Consiglio di classe o il team docenti

cerca di attivare quello che esse prevedono, avendo a disposizione appunto 14 categorie di risorse anche

molto diverse, non limitandosi solamente ad alcune di esse. La qualità dell’integrazione e dell’inclusione

dall’ampiezza del quadro di risorse attivate e dalla loro «speciale normalità».

dipenderà principalmente

Migliorare l’integrazione-inclusione attraverso i Livelli Essenziali di Qualità. La Scuola italiana ha

bisogno che si attivi qualche leva strategica in grado di rilanciare effettivamente tutta una serie di azioni,

anche piccole, dal basso, a favore della realizzazione della Qualità quotidiana

dell’integrazione/inclusione. Crediamo che questa leva strategica possa essere la definizione e il rispetto

Qualità dell’Integrazione/Inclusione»: una soglia minima esigibile di Qualità,

di «Livelli Essenziali di

sotto la quale non si può andare in alcun caso. Una sorta di definizione di requisiti minimi, di standard

concordati e socialmente accettati dalle parti: Scuola, Sanità, Famiglie, Enti Locali.

Si potrebbero concepire i Livelli Essenziali di Qualità come:

1. diritti soggettivi esigibili (ad esempio, il diritto a prove equipollenti di esame, oppure a misure

sostitutive nel caso di disturbi dell’apprendimento);

2. livelli minimi di copertura (ad esempio, la definizione di un minimo di ore per alunno con disabilità in

cui può essere suddivisa una cattedra di sostegno);

3. tipologia di offerta (ad esempio, la Scuola deve essere in grado di offrire interventi psicoeducativi sui

comportamenti problema di alunni con autismo, oppure modalità di Comunicazione Aumentativa

Alternativa);

4. standard minimi di prestazione (ad esempio, la Scuola e i Servizi sociali e sanitari garantiscono almeno

tre incontri annuali per l’elaborazione e il monitoraggio del PEI con la famiglia);

5. standard di qualità dei Servizi (in questo caso si ricomprendono e si integrano diversi aspetti delle

concezioni precedenti).

I Livelli Essenziali di Qualità crediamo siano fondamentali per garantire agli alunni disabili e alle loro

famiglie pari diritti effettivi, al di là della loro condizione personale e sociale. Qualunque sia il loro livello

Spesso invece accade che se l’alunno ha disabilità più lievi realizza percorsi

di human functioning.

migliori di integrazione. Alcuni arrivano addirittura a sostenere che nelle situazioni di maggiore

gravità/complessità non valga la pena «spendere» quantità ingenti di risorse materiali e umane, perché i

risultati sono scarsissimi. E questo non è equo.

In conclusione, l’arrivo anche in Italia dell’Index per l’inclusione è un’occasione preziosa per attrezzare

meglio i vari percorsi di automiglioramento delle qualità inclusive che le scuole possono intraprendere

autonomamente o all’interno di scenari favorevoli come la sperimentazione I CARE del Ministero

dell’Istruzione e l’intesa Stato-Regioni del 20 marzo 2008 sull’accoglienza e la presa in carico

dell’alunno con disabilità. 11

Per l’Inclusione

L’Index

Parte 1 Un approccio inclusivo allo sviluppo della scuola

con l’Index

Parte 2 Il processo di sviluppo

Indicatori per l’inclusione e domande

Parte 3

Parte 4 Scheda riepilogativa e questionari

Parte 1 Un approccio inclusivo allo sviluppo della scuola

L’Index è il prodotto di tre anni di lavoro, con la collaborazione di un team di insegnanti, genitori,

dirigenti e amministratori scolastici, ricercatori e rappresentanti delle organizzazioni delle persone con

disabilità, tutti con un’ampia esperienza rispetto ai temi dell’educazione inclusiva.

Non c’è un modo «giusto» per utilizzare l’Index. La Parte 2 descrive solo un possibile modo di utilizzo,

partendo dal presupposto che il progetto venga attivato e condotto dall’interno dalle singole scuole. Ogni

utilizzo è legittimo, se promuove la riflessione sull’inclusione e conduce a una maggiore partecipazione

degli alunni alle culture, ai curricoli e alle comunità presenti nella scuola.

I contenuti dell’Index

L’Index si compone di quattro elementi:

1. Concetti chiave

• Per favorire la riflessione sullo sviluppo inclusivo della scuola.

2. Cornice di analisi/quadro di riferimento: dimensioni e sezioni

• Per organizzare l’approccio alla valutazione e allo sviluppo della scuola.

3. Materiali di analisi: indicatori e domande

• Per permettere un’analisi dettagliata di tutti gli aspetti della scuola, e aiutare a identificare e realizzare le

priorità per il cambiamento.

4. Un processo inclusivo

• Per assicurare che i processi di analisi, progettazione e realizzazione dei progetti siano a loro volta

inclusivi.

Concetti chiave: sviluppare un linguaggio per l’inclusione. I concetti chiave dell’Index sono

«inclusione», «ostacoli all’apprendimento e alla partecipazione», «risorse per sostenere l’apprendimento e

la partecipazione» e «sostegno alla diversità». I concetti chiave strutturano un linguaggio comune per

discutere del potenziamento delle strategie educative inclusive.

Inclusione implica il cambiamento: è un percorso verso la crescita illimitata degli apprendimenti e della

partecipazione di tutti gli alunni, un ideale cui le scuole possono aspirare ma che non potrà mai realizzarsi

l’inclusione comincia

compiutamente. Tuttavia a realizzarsi non appena ha inizio il processo per la

crescita della partecipazione. Una scuola inclusiva è una scuola in movimento. 12

Nell’Index, il concetto di ostacoli all’apprendimento e alla partecipazione viene proposto in alternativa

a quello di Bisogni Educativi Speciali; La nozione di «ostacoli all’apprendimento e alla partecipazione»

può essere utilizzata per focalizzare l’attenzione su ciò che occorre fare per migliorare l’educazione di

ogni allievo.

risorse per sostenere l’apprendimento e la partecipazione

Le possono essere presenti in ogni ambito

della vita scolastica: negli alunni, nelle famiglie, nelle comunità e negli insegnanti, nei cambiamenti della

cultura della scuola, nelle politiche gestionali e nelle pratiche e possono essere scarsamente utilizzate,

L’Index aiuta le scuole ad att ingere a tali saperi

così come le capacità potenziali del gruppo insegnante.

per dar forma al proprio sviluppo.

L’Index assume una nozione più ampia di sostegno, interpretandolo come ogni attività che accresce la

capacità da parte della scuola di rispondere alla diversità degli alunni. Fornire un sostegno individuale

rappresenta solo una parte dello sforzo per accrescere la partecipazione degli alunni. Viene fornito

sostegno anche quando gli insegnanti progett ano il lavoro di classe avendo in mente tutt i gli alunni,

riconoscendone i diff erenti punti di partenza, le esperienze e gli stili cognitivi, o quando gli alunni si

aiutano reciprocamente. Il sostegno è parte di ogni insegnamento e tutto il gruppo insegnante vi è

coinvolto.

Cornice di analisi/quadro di riferimento: dimensioni e sezioni. I concetti di inclusione ed esclusione

vengono esplorati lungo tre dimensioni interconnesse che riguardano il miglioramento della scuola:

creare culture inclusive, produrre politiche inclusive, sviluppare pratiche inclusive (figura 1.3 ).

pag. 117

Ciascuna dimensione è suddivisa in due sezioni per focalizzare ulteriormente l’attenzione su ciò che

per accrescere l’apprendimento e la partecipazione (figura 1.4

occorre fare ).

pag. 117

Dimensione A: Creare Culture Inclusive

Sezione A.1 Costruire comunità

Sezione A.2 Affermare valori inclusivi

Dimensione B: Produrre Politiche Inclusive

Sezione B.1 Sviluppare la scuola per tutti

Sezione B.2 Organizzare il sostegno alla diversità

Dimensione C: Sviluppare Pratiche Inclusive

Sezione C.1 Coordinare l’apprendimento

Sezione C.2 Mobilitare risorse

I materiali: indicatori e domande. Ogni sezione contiene da cinque a undici indicatori, che definiscono

un obiettivo a cui mirare e che vanno confrontati con le pratiche abitualmente in uso nella scuola, in modo

da individuare le priorità per il cambiamento. Il significato di ogni indicatore è chiarito da una serie di

approfondiscono l’analisi sullo stato attuale della scuola, forniscono idee

domande. Le domande

aggiuntive per la costruzione di attività e servono come criterio per valutare i progressi realizzati. 13

Il processo di sviluppo con l’Index

Parte 2 il primo anno di lavoro con l’Index come «unirsi a un salto alla corda in

Una scuola ha descritto

movimento», nel momento in cui ha tentato di fondere il processo dell’Index con quello previsto nel

piano della sua offerta formativa. Le scuole differiscono rispetto alla pianificazione: alcune utilizzano

progetti di sviluppo triennali, altre quinquennali. Alcune strutturano piani annuali dettagliati, altre si

concentrano su periodi più ampi.

Per quanto attentamente pianificato, il lavoro con l’Index non è riducibile a un processo lineare per

realizzare le priorità per il cambiamento, in quanto lo sviluppo della scuola è sempre qualcosa di più

complesso e impegnativo.

Cominciare a utilizzare l’Index

Fase 1.

• Individuare un gruppo di coordinamento: spesso i gruppi di coordinamento hanno trovato utile ospitare

un «amico critico». Può trattarsi di una persona esterna alla scuola, che ne conosca la realtà e si presti a

sostenerla, ma abbia al tempo stesso la capacità di mettere sotto severa analisi le situazioni e di seguire il

processo lungo tutto il suo percorso. Deve essere una persona con una buona confidenza con il gruppo di

coordinamento e con la scuola, capace di sostenere una discussione critica nel rispetto dell’interlocutore.

• Analizzare l’approccio allo sviluppo della scuola

• Accrescere la consapevolezza rispetto all’Index

• Esplorare le competenze esistenti utilizzando i concetti e il quadro di analisi

• Approfondire la ricerca utilizzando gli indicatori e le domande

• Preparare il lavoro con altri gruppi

Fase 2. Analizzare la scuola

• Esplorare le conoscenze del gruppo insegnante e del Consiglio di istituto: per cominciare a raccogliere

le informazioni si può dedicare una giornata alla formazione degli insegnanti, in cui tutto il personale

docente possa lavorare insieme. Se organizzata con cura, la giornata permetterà al gruppo insegnante di

percepire i benefici di un’esperienza inclusiva e aumenterà il suo coinvolgimento nella promozione

dell’inclusione nella scuola.

• Esplorare le conoscenze degli alunni: scuola devono avere l’opportunità di

tutti gli alunni della

contribuire in qualche misura, anche se solo con alcuni ci sarà abbastanza tempo per organizzare

discussioni approfondite.

• Esplorare le conoscenze delle famiglie e dei membri della comunità locale: consultarsi con le famiglie e

con i rappresentanti della comunità locale è importante per migliorare i contatti tra la scuola e le famiglie.

• Decidere le priorità per lo sviluppo

Fase 3. Produrre un progetto di sviluppo inclusivo per la scuola

• Inserire il quadro di riferimento dell’Index nel progetto di sviluppo della scuola

• Inserire le priorità nel progetto di sviluppo della scuola 14


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ninja13

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti della professoressa Manno sull'Index per l'inclusione.
Gli appunti utili per l'esame di Politiche sociali per l'inserimento del disabile contengono l'analisi delle differenze di linguaggio: politiche, inclusione ed integrazione.
Studio delle differenze tra il modello Biomedico e il modello sociale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politiche sociali per l'inserimento del disabile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Manno Daniela.

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