Indagini neurologiche e elettrofisiologiche
Esistono indagini neurologiche che si associano a indagini elettrofisiologiche e sono utili a capire perché la riabilitazione non ha avuto risultati. Perché un movimento venga svolto in modo adeguato, devono funzionare vari sistemi tra cui il SNC e il SNP, e, in particolare, per quanto riguarda l’attività motoria, la via piramidale. La via piramidale ha inizio nella corteccia motoria primaria, con il primo motoneurone che decussa a livello del bulbo passando nella metà controlaterale del midollo, facendo sinapsi col secondo motoneurone, il quale fuoriesce dal SNC e fa sinapsi con una fibrocellula muscolare.
Condizioni cliniche e uso delle indagini neurofisiologiche
A volte ci sono delle condizioni cliniche o “pseudo-cliniche” che possono simulare condizioni patologiche e l’esame clinico o la classica visita medica non riesce a capire bene se effettivamente c’è un interesse di questi sistemi. Per cui, le indagini neurofisiologiche utilizzate sono:
- Potenziali evocati
- Elettromiografia
I potenziali evocati
Il potenziale evocato è una risposta generata dal soggetto dopo uno stimolo visivo, acustico o elettrico. In base alla zona che voglio valutare, somministrerò al paziente uno stimolo elettrico se voglio valutare la conduzione lungo le vie somato-sensoriali; uno stimolo visivo, per valutare la conduzione lungo il nervo ottico e uno acustico per valutare il tronco encefalo. In base alle risposte, capisco se il sistema è integro, parzialmente integro o non funziona.
Utilità dei potenziali evocati
A che cosa servono i potenziali evocati? Ciò che a noi interessa è la correlazione con i dati clinici: noi abbiamo davanti un paziente e non sappiamo se questo ha fatto una risonanza o se è in trattamento; il paziente riferisce però dei segni clinici per i quali si ritiene appropriata la nostra terapia. Il potenziale evocato serve per capire come agire e cercare di migliorare qualche segno clinico che disturba il paziente. Il monitoraggio tramite il potenziale evocato può essere utile anche per noi poiché la valutazione a lungo termine del paziente può essere utile per capire se c’è stato o meno il miglioramento del paziente in seguito alla nostra terapia.
In base allo stimolo somministrato avremo allora un arco di tempo nel quale andremo a valutare le risposte che il paziente può dare (es. stimolo luminoso, sappiamo che l’elaborazione e la risposta hanno una durata. Se lo stimolo è elettrico il paziente avrà un’altra risposta e di durata differente). In base alle risposte i potenziali evocati vengono chiamati:
- Precoci (tronco encefalico)
- Lenti (aree corticali)
- Molto lenti (onde di aspettativa)
Importanza delle indagini neurofisiologiche
In alcune patologie, la risonanza magnetica non dà informazioni utili e l’indagine neurofisiologica può essere importante (es. valutare la conduzione lungo il nervo ottico retro bulbare e rilevare neurite ottica, dunque esordio di sclerosi multipla). Noi possiamo avere pazienti con segni clinici non evidenziabili come ad esempio perdita di sensibilità (pazienti con lussazione del n. radiale), in questi casi l’indagine neurofisiologica è importante per vedere se dopo intervento chirurgico e dopo riabilitazione il paziente sta meglio o meno.
Registrazione della risposta evocata
Come si riesce a registrare la risposta evocata? C’è un sistema computerizzato, un’apparecchiatura con la tecnica dell’Averaging (calcolatore di media). Esso associa e somma in modo temporale tutto ciò che è correlato allo stimolo, eliminando ciò che non è correlato allo stimolo. Somma tutto ciò che non è random (non è a caso). Quando registro dopo una stimolazione io coinvolgo più sistemi (motorio, sensitivo, piramidale), non solo quello che stimolo, posso registrare anche altre attività fisiologiche che posso valutare applicando questi sensori e che è utile registrare per rendere migliore i dati ottenuti. La tecnica dell’Averaging acquisisce e somma dunque tutto ciò che è correlato allo stimolo.
Parametri considerati nei potenziali evocati
Ciò che è tenuto in considerazione del potenziale evocato sono:
- Latenza: tempo che intercorre dalla somministrazione dello stimolo alla risposta del soggetto. Io somministro lo stimolo, vado nel distretto dove so che lo stimolo arriverà e vado a vedere quanto tempo impiega a dare la risposta. In base alle risposte ogni laboratorio si munisce dei propri dati normativi che variano da laboratorio a laboratorio, in alcuni ci sono componenti che possono variare le latenze; è allora importante che ogni laboratorio faccia queste valutazioni in un numero di soggetti sani per crearsi i propri dati normativi.
- Ampiezza: è data dal numero di fibre coinvolte durante la registrazione. A seconda del numero di fibre io avrò un’onda con una certa ampiezza, se le fibre coinvolte sono poche l’ampiezza sarà minore.