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Impression management

A methodology for analysing and evaluating narratives in annual reports

Una comprensiva descrizione del profilo e metriche per gli attributi di qualità della disclosure.

Approcci esistenti all’analisi delle narratives negli annual reports

Subjective ratings

Approccio che basa la valutazione della qualità della disclosure in base a classificazioni effettuate da analisti. Tuttavia, questo approccio non è molto diffuso ed è criticato su tre fronti: la mancanza di chiarezza sul fatto che le classificazioni siano fatte seriamente, la mancanza di basi a partire dalle quali sono state fatte tali classificazioni e i potenziali biases che possono assoggettare gli analisti.

Semi-objective ratings

Disclosure index studies

A causa della difficoltà di valutare direttamente la qualità della disclosure, gli indici di disclosure partono dal presupposto che l’ammontare (la quantità) di disclosure riguardo un determinato tema sia anche un indicatore della qualità della disclosure. Spesso quindi si registra semplicemente la presenza o l’assenza di una specifica voce, oppure si attribuisce ad essa un valore su una scala. Successivamente si assume che la quantità sia correlata alla qualità e quindi da ciò si verifica se sia presente o meno la qualità della disclosure.

A causa dell’elevato numero di voci che possono essere divulgate da un’azienda, spesso si tende a focalizzarsi soltanto su una determinata categoria (per es. disclosure sociale e ambientale, mandatory disclosure, etc.). La maggior parte degli indici di disclosure si focalizza sulle differenze inter-aziendali o internazionali.

Textual analyses

  • Thematic content analysis: Si basano sull’analisi del contenuto dei report, andando a cercare quali sono le parole e i temi che si ripetono più frequentemente. È emerso che c’è un forte interesse nel miglioramento dell’utilizzo della disclosure per evidenziare i fattori critici di successo, gli intangibles, le previsioni sul futuro, le notizie negative, gli indici di performance adottati dall’azienda, etc.
  • Readability studies: È stata fatta un’analisi riguardante la difficoltà cognitiva nella lettura di alcuni report. Una volta confrontata questa analisi con gli indici relativi ad altre tipologie di testo, è emerso che in generale i report sono molto difficili da leggere. Nonostante essi siano obiettivi e affidabili, ci sono notevoli problemi riguardanti la readability.
  • Linguistic analysis: Si tratta di un’alternativa ai readability studies, che utilizza i Texture Index per riuscire a cogliere una gamma più ampia di caratteristiche contenute nei testi oltre alla facilità di lettura (readability). Infatti molti elementi non sono associabili alla facilità di lettura, pur essendo comunque indicatori della disclosure e dell’efficacia comunicativa. Si tratta di studi di tipo linguistico che effettuano un’analisi sui diversi attributi della narrative (topicality, intertextuality, conjunction, connectivity, etc.).

In sostanza, i diversi approcci all’analisi della narrative disclosure nei report hanno tutti due importanti limitazioni:

  • Sono mono-dimensionali → mentre la disclosure è un argomento estremamente complesso e ricco di sfaccettature. La maggior parte delle ricerche si limitano a verificare la presenza/assenza di una determinata voce per giudicare la presenza/assenza di disclosure, mentre non si considera il tipo di disclosure che viene data.
  • Sono parziali, poiché si occupano di analizzare soltanto tematiche specifiche, con indici pre-selezionati. Non c’è quindi un’immagine complessiva dell’intero contenuto narrativo di un report.

Impression management – scheme of analysis

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

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