IMPIANTI DI TRATTAMENTO DI INGEGNERIA SANITARIA
AMBIENTALE
L’ingegneria sanitaria ambientale si occupa di:
Qualità dell’aria
Qualità dell’acqua
Gestione dei rifiuti
Impatto degli odori
Bonifica dei siti contaminati
Impatto ambientale
Nell’ambito di questo corso non tratteremo tutti gli argomenti, ci occuperemo in particolare di aspetti
legati alla qualità delle acque nere ( di fogna ), le acque di scarto sono rifiuti liquidi e questi non
possono essere immessi direttamente nell’ambiente se non previo un opportuno trattamento, noi
andremo a capire quali sono i parametri di caratterizzazione delle acque reflue e quali sono i
trattamenti che possiamo fare per migliorarne la qualità prima della immissione nel corpo idrico
ricettore, quindi vogliamo progettare gli impianti di trattamento delle acque. Inoltre vedremo
un’introduzione agli impianti che servono ad implementare un corretto ciclo integrato di rifiuti solidi.
Al Seed si studiano tutti gli aspetti dell’ingegneria sanitaria ambientale
vengono svolte anche attraverso l’utilizzo di strumentazioni quali ad esempio
Le attività di laboratorio
ICP-OES 6000 (Thermo Electron Corporation)
Olfattometro (T08 ECOMA)
Polarografo (Metrhom)
Molti altri
L’ingegnere non è chiamato a fare le analisi ( fatte da chimici ) ma deve sapere come si fa l’analisi,
deve sapere quali parametri devono essere misurati e quali sono le incertezze della misura, altrimenti
non può sapere come si progetta un processo per diminuire quel parametro.
Sviluppo sostenibile
Definiamo lo sviluppo sostenibile, esso può essere raggiunto a livello globale se a livello locale
vengono applicate delle politiche di sviluppo sostenibile. La prima definizione è “ lo sviluppo
sostenibile è uno sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la
possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri “ Ci sono però dei problemi dal
punto di vista ingegneristico per verificare che un progetto è in linea con questo principio, perché se
i bisogni delle generazioni attuali possono in qualche modo essere stimati (non misurati) risulta
estremamente complesso e complicato ( complesso non è la stessa cosa di complicato ) stimare i
bisogni delle generazioni future, perché se oggi con una certa approssimazione possiamo capire quali
sono i bisogni della nostra generazione, non possiamo nemmeno immaginare quali sono i bisogni di
generazioni che non ci sono ancora soprattutto in funzione di quali saranno i processi tecnologici e
scientifici ( vedi ad esempio connessione ad internet, una generazione fa non era necessario ), al
crescere della qualità di vita aumentano i nostri bisogni dove per bisogni intendiamo quelle cose di
cui abbiamo bisogno per vivere dignitosamente.
Un esempio è l’ENERGIA, oggi per noi è impossibile vivere senza energia, l’altra è l’ACQUA i primi
centri abitati venivano fatti vicino alle fonti idriche. L’acqua e l’energia sono risorse che derivano
dall’ambiente, quindi capiamo come è importante l’ambiente per soddisfare i bisogni, l’acqua che noi
utilizziamo e di cui abbiamo bisogno la sporchiamo e per questo deve essere allontanata tramite le
fognature per evitare epidemie (il primo impianto di ingegneria sanitaria è stato fatto dai romani ossia
la fognatura), l’acqua e l’energia sono beni indispensabili per il nostro pianeta e per le attività
antropiche. Una formulazione più recente di sviluppo sostenibile è “un miglioramento della qualità
della vita, senza compromettere la capacità di carico degli ecosistemi di supporto, dai quali essa
dipende” ricordiamoci parliamo di sviluppo sostenibile, la prima parola è sviluppo che significa
migliorare e in particolar modo la qualità di vita del nostro pianeta, quindi molte azioni anche
ambientaliste si dimenticano che la prima parola è sviluppo, se ci neghiamo dei bisogni possiamo
vivere in modo molto più sostenibile ma con un livello qualità di vita molto più basso, lo scopo dello
sviluppo sostenibile è migliorare la qualità della vita, devo fare attenzione dunque a non
compromettere i bisogni delle generazioni future ossia i bisogni che serviranno per gestire qualsiasi
attività futura. Per capire bene questo dobbiamo parlare della capacità di carico dell’ambiente. La
natura è straordinaria perché ha delle capacità autodepurative, noi possiamo “caricarla” con qualche
elemento e lei si autodepura, quindi i nostri sistemi ambientali riescono ad autodepurarsi da soli senza
fare attività straordinarie, ma questo avviene fino a quando non eccediamo la capacità della natura di
autodepurarsi, se noi mettiamo nell’ambiente molto di più di quello che la natura può trattare da sola
( per intenderci ) capiamo bene che poi si diffone l’inquinamento. Per capire quindi la sostenibilità
ambientale ( sviluppo sostenibile ) dobbiamo innanzitutto capire se c’è miglioramento della vita e poi
capire se è sostenibile, per capire se è sostenibile noi andiamo a vedere il contrario se è insostenibile
Vediamo che se riduciamo il carico il nostro sistema ritorna alle condizioni ottimali di funzionamento,
ciò vuol dire che gran parte delle risorse ambientali sono rinnovabili ( se superiamo la capacità di
carico la risorsa non è persa ma si rigenera una volta ridotto il carico ) se io levo la pressione
ambientale il mio sistema in un tempo definito, grazie anche alla sua capacità di autorigenerarsi,
ritorna alle condizioni iniziali di funzionamento; questo tipo di risorse sono dette rinnovabili, però
purtroppo non tutte le risorse sono rinnovabili. Un esempio di risorsa rinnovabile è l’acqua e in questo
antropici o naturali, l’acqua di per se
corso capiremo come migliorarne la qualità, con trattamenti
tende a migliorare la propria qualità, l’acqua e il suolo se contaminati in un tempo adeguato si rinnova;
quindi l’acqua è una risorsa indispensabile e rinnovabile. Però spesso noi la sporchiamo più
di quanto lei è in grado di depurarsi, ma se noi rimuoviamo queste pressioni dall’acqua
velocemente
noi consentiamo all’acqua di rigenerarsi, quali sono queste pressioni?
Pressioni e impatti
Sono in primis gli scarichi che convogliamo nelle fognatura che ha una qualità pessima, capiamo
facilmente che si può superare la capacità di carico del corpo idrico ricettore, dunque noi dobbiamo
cercare di ridurre il carico che arriva al fiume (ad esempio) facendo un impianto di trattamento di
acque reflue, se l’impianto funziona al fiume arriva soltanto quel carico che è compatibile con la
capacità di carico del fiume, non è che scarico acqua perfettamente depurata perché non ci serve a
niente in quanto nel fiume già ci sono batteri ed altro (siamo immersi nei batteri), i batteri sono
importantissimi perché servono per gli equilibri degli ecosistemi. Un'altra pressione importante che
l’uomo ha soprattutto nelle città sono le emissioni in atmosfera, in maniera analoga esistono degli
impianti di trattamento delle emissioni gassose, anche in atmosfera abbiamo una capacità di carico e
questa non deve essere superata, capiamo che le strategie ambientali a scala urbana sono fondamentali
(smart cities).
Quindi cerchiamo di razionalizzare quello che abbiamo detto: abbiamo le attività antropiche, queste
sono divisibili in tante azioni, quando l’azione interagisce con l’ambiente quell’azione si chiama
pressione sull’ambiente
Abbiamo fatto due esempi di pressione uno è l’emissione in atmosfera un altro è lo scarico nel corpo
molto spesso si confonde la pressione con l’impatto ambientale, sono due cose diverse. La
idrico,
pressione è l’emissione o lo scarico cioè la quantità e la qualità di quello che sto immettendo
nell’ambiente, l’impatto invece è l’alterazione della qualità ambientale dovuta a tutte le pressioni. Ad
esempio se io scarico in un lago una certa quantità di refluo, quello che io scarico è la pressione, se
scarichiamo in un lago enorme con un flusso d’acqua molto elevato probabilmente quella pressione
alterazione di qualità dell’acqua, se lo stesso scarico e quindi la stessa
non comporta nessuna
pressione avviene in un lago molto piccolo con flussi d’acqua molto limitati probabilmente quella
stessa pressione può incidere in maniere negativa e significativa sulla qualità del corpo idrico, quindi
l’impatto è l’effetto della pressione, io posso avere tante emissioni ma non vuol dire che sto
inquinando, un’impresa inquina se supera il limite di emissione stabilito dalla legge, io potrei avere
tante imprese che non supera i limiti di pressioni che quindi di per se non stanno inquinando ma
questo non vuol dire che la qualità dell’ambiente sia al sicuro, è difficile dire di chi è la colpa, quindi
a livello amministrativo ora abbiamo degli strumenti che prima di fare la zona industriale dobbiamo
capire qual è il massimo carico che posso emettere in questa zona in cui voglio fare la zona industriale
quindi bisogna valutare l’impatto sull’ambiente prima di
(protocollo di kyoto e poi di parigi)
pianificare e progettare e questo vale per tutte le opere di ingegneria civile, se pensiamo agli impatti
negativi (perché possono essere anche positivi, vogliamo massimizzare i positivi e cercare di rendere
trascurabili quelli negativi) allora possiamo dire che
Relazione tecnologica e impatti ambientali =
impatti negativi sull’ambiente
I
P popolazione
B benessere
T tecnologia -> sviluppo sostenibile -> [0;1[
Se pesiamo con I gli impatti negativi sull’ambiente, possiamo intuire facilmente che se aumenta la
popolazione gli impatti aumentano perché ci sono più fabbisogni da soddisfare, inoltre se aumenta il
livello di benessere (qualità di vita) della popolazione mondiale aumenta il fabbisogno (diminuisce
la natalità, cioè facciamo meno figli e più avanti negli anni) e quindi aumentano gli impatti negativi
(superamento della capacità di carico), allora non c’è soluzione allo sviluppo sostenibile? La
soluzione è la tecnologia, perché con lo sviluppo tecnologico noi riusciamo a soddisfare più
fabbisogno utilizzando meno risorse, ad esempio oggi abbiamo le lampade a led queste a parità di
lumen (intensità di luce) consumano molti meno watt, abbiamo motori molto più performanti, con 1
litro di carburante facciamo molti più km rispetto alle auto di una volta; quindi con la tecnologia
riusciamo a ridurre le pressioni ambientali oppure a soddisfare più persone a parità di impatto, oppure
aumentare il livello di benessere senza aumentare il livello di impatto. L’ultimo aspetto è quello
empatico come i nostri l’età in cui le persone esercitano le
Perché vediamo questa foto? Nei paesi sviluppati
maggiori pressioni sull’ambiente è proprio quest’età, quando siamo in fasce, i pannolini vengono
smaltiti nell’indifferenziato ma nel pannolino ci sta sostanza organica e la sostanza organica
nell’indifferenziato crea non pochi impatti, impatti significativi sono esercitati anche da latte sintetico
o dai prodotti per la palle, questa pressione non è presente nei paesi non sviluppati (low income
countries) ma in questi paesi c’è una forte mortalità infantile, in questi primi anni di vita il bambino
deve essere molto riguardato ma per fare questo c’è bisogno di tanta energia e quindi di risorse
ambientali, nei paesi meno sviluppati la mortalità infantile è ancora un grosso problema, inoltre la
principale causa di morto infantile ma in generale una della principali cause di mortalità è la diarrea,
nel mondo migliaia di persone muoiono di dissenteria e questa patologia viene contratta bevendo
(da batteri fecali, prendono l’acqua sporca non depurata
acqua contaminata e la bevono e poi non si
curano), la mortalità infantile così come l’età media è un indicatore della qualità di vita in un paese.
Industria ambientale
Ormai gli aspetti ambientali sono aspetti da considerarsi come una vera e propria industria, ci sono
delle persone che fanno buisness e speculano sull’ambiente, alcuni nel bene alcuni nel male, quelli
che speculano nel bene cioè vedono l’ambiente come un’opportunità per fare soldi, quelli che
speculano nel male sono quelli che non rispettano le leggi ambientali risparmiando su alcuni costi
(come la gestione e smaltimento dei rifiuti).
Alcuni studi dimostrano che la percentuale ambientale sul totale fatturato è in aumento, gran parte
delle multinazionali risparmiano andando a mettere gli impianti laddove non ci sono leggi restrittive
sull’ambiente, perché il costo principale è trattare l’acqua o i fumi, può essere redditizio produrre
senza rispettare l’ambiente perché il costo maggiore è il rispetto delle leggi ambientali, questo
fatturato sarà ancora in crescita.
Vogliamo vedere quelli che sono i parametri di caratterizzazione qualitativa delle acqua. Le acque,
sia di rifiuto come le acque reflue industriali, ma anche le acque derivanti dal ciclo naturale in
particolar modo le acque superficiali piuttosto che le acque di falda, hanno la necessità di essere
caratterizzate, sia da un punto di vista quantitativo che da un punto di vista qualitativo; infatti prima
di gestire la risorsa idrica abbiamo la necessità di capire con che portate abbiamo a che fare ma anche
con che tipologia di inquinanti, quindi di capire quali sono le caratteristiche delle acque che dobbiamo
trattare, ciò influenza sia la scelta della metodologia e quindi del tipo di trattamento sia il
dimensionamento degli impianti di trattamento a cui queste sono destinate ma soprattutto per valutare
gli standard di qualità delle acque e quindi la compatibilità con i parametri imposti dalla normativa
del settore. Quindi sostanzialmente dobbiamo individuare dei parametri che ci consentono di
caratterizzarle a 360°, in particolare questi parametri possono essere di varia natura; innanzitutto
possiamo avere a che fare con parametri aspecifici che possono essere utilizzati per caratterizzare
qualsiasi tipo di acqua ad esempio la salinità e la temperatura, sono dei parametri che vengono detti
aspecifici in quanto possono essere utilizzati per caratterizzare qualsiasi tipo di acqua con cui ci
troviamo a che fare. Altri parametri invece vengono detti specifici, vengono detti specifici perché
sono strettamente correlati al tipo di acque che stiamo andando a caratterizzare come ad esempio la
domanda biochimica di ossigeno (BOD), per quanto riguarda le acque reflue civili un parametro
molto importante è quello che misura la domanda biochimica di ossigeno, questo parametro che
vedremo dopo, serve per determinare in via indiretta il contenuto di sostanza organica e quindi viene
essenzialmente impiegato per la caratterizzazione di matrici acquose a prevalente contaminazione di
natura organica, quindi il BOD è un parametro specifico perché non viene impiegato per la
caratterizzazione della totalità delle acque. In generale per quanto riguarda i parametri di qualità delle
acque noi possiamo distinguere i parametri in
Parametri fisici
Parametri biologici
Parametri chimici
La principale classificazione dei parametri necessaria per la caratterizzazione qualitativa delle acque
prevede la distinzione in parametri fisici, chimici e biologici. Ad esempio i solidi rappresentano un
parametro fisico della caratterizzazione delle acque, in particolare ci soffermeremo oltre che sui solidi
anche sulla determinazione di:
Sostanza organica
Nutrienti rappresentano un parametro di criticità soprattutto per le acque naturali
Concentrazione di metalli sono una risorsa perché vedremo che alcuni tipi sono necessari
dai virus batteri fino all’uomo, ma un elevata
per la sopravvivenza di alcune specie,
concentrazione può rappresentare una tossicità
Batteri -> parametro biologico -> sono dei microrganismi naturalmente presenti nelle
acque ma anche qui un eccesso degli stessi può portare ad un inquinamento, soprattutto se
pensiamo a dei batteri che possono essere patogeni (inducono malattie nell’uomo) quindi
una particolare attenzione viene posta sulla determinazione della concentrazione dei
batteri.
I SOLIDI
Partiamo da come si definiscono i solidi e perché si definiscono. Come abbiamo detto questi solidi
appartengono a dei parametri di tipo fisico, insieme alla determinazione dei solidi esistono altri
parametri fisici per caratterizzare le acque, ad esempio per le acque destinate al consumo umano un
aspetto fondamentale è la temperatura perché essa è indicativa della qualità delle acque, la
temperature è influenzata dalla fonte di inquinamento ma anche la temperatura può favorire eventuali
cinetiche che promuovono ancora di più lo sviluppo del fenomeno di inquinamento. Altri parametri
l’odore
fisici per la caratterizzazione delle acque destinate al consumo umano sono il colore e il
sapore che costituiscono le proprietà organolettiche
PROPRIETA’ ORGANOLETTICHE => {
Se vediamo un acqua torbida o calda difficilmente la beviamo, quindi c’è un limite al consumo anche
se poi quest’acqua rispetta tutti i parametri di qualità, le caratteristiche organolettiche sono
fondamentali per il consumo umano. Insieme a queste caratterist
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