Ora dobbiamo capire come i buoni partecipano alla battaglia ZAN ZAN ZAAAAAN
Nei giochi di civilizzazione uno delle cose essenziali è comporre l’esercito.
Per organizzare un sistema difensivo dobbiamo:
• Alziamo delle mura con delle porte, delle barriere protettive, teoricamente insormontabili.
• Creare un esercito con un addestramento che avviene all’interno delle mura nel campo militare e
la caserma la metto al centro.
• Le truppe vengono disposte lungo il perimetro focalizzate laddove ci sono le porte d’entrata.
• Costruire delle vie di comunicazione per far sostare agevolmente le truppe e permettere la
comunicazione tra periferia e centro per velocizzare i processi di difesa e far in modo che gli
allarmi arrivino velocemente in centro in modo che altri soldati possano accorrere presso il luogo
d’intervento.
Nell’ipotetico regno di Francesco ci sarà tra le primarie esigenze quella di eleggere il ministro della difesa,
cioè il difendersi nei confronti di bioaggressori diventa un’esigenza di tutti gli organismi viventi. Anche i
batteri si difendono con gli enzimi di restrizione: quando arriva ad un batterio dell’acido nucleico virale
esogeno non metilato viene sottoposto in modo automatico agli enzimi di restrizione che lo tagliano e lo
ammazzano.
Per organismi superiori risulta strategico il difendersi dai batteri e mettono in moto meccanismi molto
sopraffini, evoluti e ridondanti di sistemi di controllo perché un sistema difensivo per difendersi
distrugge, per distruggere servono delle armi, ma queste armi possono essere indirizzati verso il
patogeno oppure è facile che si indirizzino verso il soggetto stesso, possono far male al patogeno così
come possono far male al soggetto che le produce. Per questo i sistemi di difesa vengono considerati
ridondanti nei termini di controllo e feedback negativo.
L’immunità viene definita come lo stato di resistenza o insensibilità a molecole, microrganismi o
cellule estranee.
Per molecole si possono intendere molecole prodotte dai microorganismi.
Per immunità verso cellule estranee si intendono anche i meccanismi che intervengono in situazioni non
troppo naturali tipo il rigetto dei trapianti.
L’immunità naturale è quella che ci salva la pelle ogni minuto che passa. Poi interviene il resto del libro.
COME SI DIFENDE L’ORGANISMO?
I primi meccanismi di difesa sono le difese costituzionali innate aspecifiche. Un ruolo chiave in caso di
aggressione è giocato dalle barriere chimico-fisiche e dalla popolazione di batteri commensali.
L’organismo mette in atto dei meccanismi molto rapidi come prima linea di difesa contro gli invasori. Il
più importante di questi sistemi innati è l’infiammazione. Le cellule che per prime riconoscono e
rispondono ai microorganismi invasori sono le cellule sentinella e cioè macrofagi, cellule dendritiche e
mastociti, con una conseguente produzione di citochine pro infiammatorie che servono da segnale di
allarme per il sistema immunitario per la presenza di un’aggressione.
Essendo non infallibile l’immunità innata, esistono ulteriori meccanismi di difesa di secondo intervento,
adattivi e altamente specifici.
Per stimolare questa seconda linea di difesa, il materiale estraneo deve essere catturato, processato e
presentato in modo corretto a cellule che lo possano riconoscere, dare il via ai processi difensivi e
distruggere: la responsabilità di questo passaggio chiave è affidata alle cellule presentanti l’antigene APC,
attivate dagli stessi stimoli che attivano l’infiammazione.
Una volta eliminato l’aggressore l’organismo si può dedicare alo sviluppo di un’immunità adattiva che
servirà in caso di secondo attacco da parte dello stesso aggressore. Quest’ultima è rappresentata da
sistemi molto elaborati che coinvolgono sia elementi cellulari (linfociti) sia prodotti solubili (anticorpi, 1
citochine e altri fattori umorali) che, nel loro complesso costituiscono il sistema immunitario nel senso
stretto. La peculiarità dei sistemi di difesa di secondo intervento è quella di essere altamente specifici:
sono rivolti verso una sola entità estranea.
BARRIERE AI PATOGENI
Iniziamo a vedere le mura di cinta. Il concetto del fuori e del dentro.
Le mucose intestinale, respiratoria (sino ad un certo punto) e urogenitale costituiscono un fuori,
non un dentro.
Difatti sulla superficie mucosale intestinale, urogenitale e sulla cute è presente un abbondante flora
microbica.
A livello delle vie respiratorie il fuori arriva sino ad un certo punto, dopo di che si entra nel polmone, il
quale è un dentro, e infatti dentro si difende con meccanismi diversi rispetto alle superfici respiratorie. Le
superfici sia cutanea che mucosale diventano le nostre mura invalicabili.
La pelle integra perché è invalicabile? Perché è impermeabile. Perché la crema si assorbe? Perché è a
base lipidica.
La cute per definizione può definirsi integra con certezza? No. Tagli, microtagli, di insetti
punture
ematofagi, lesioni e punture garantiscono la possibilità che i microorganismi possano superare la
barriera.
La superficie della pelle è acida, questo comporta un controllo delle proliferazioni microbiche.
Anche l’interno del derma è acido, tale per cui la soluzione di continuo che mi si infetta rappresenta un
ambiente sfavorevole alla proliferazione microbica.
Disfunzioni del PH delle superfici possono causare dismicrobismi e avrò una diminuzione del potere di
controllo delle flore microbiche.
È stato descritto un tessuto linfoide intimamente associato alla cute chiamato SALT (skin- associated
lymphoid tissue) ed identificato un vero e proprio sistema immunitario indipendente localizzato a livello
cutaneo, chiamato SIS (Skin Immune System). I cheratinociti possono accorgersi della presenza di un
patogeno e mediare la risposta immunitaria in modo tale da tollerare antigeni innocui e combattere quelli
pericolosi. Sono dotati di recettori TLR che riconoscono gli antigeni PAMP con conseguente attivazione di
una risposta immunitaria. I cheratinociti producono inoltre diversi peptidi e ad attività antimicrobica
(defensine e catelicidine) e diverse citochine e chemochine. Esprimono inoltre molecole MHC2 e
possono quindi agire come cellule presentanti l’antigene non professioniste. Le cellule dendritiche
sono dei veri cani da guardia, sono infatti tra le prime cellule a venire in contatto con gli antigeni
microbici che vengono catturati e processati, migrano quindi ai linfonodi regionali dove presentano
l’antigene ai linfociti T e possono dare il via ad una risposta immunitaria o smorzarla, inducendo
tolleranza. A livello dermico si ritrovano inoltre diversi macrofagi residenti, mastociti e circa il doppio
dei linfociti T rispetto al sangue.
Per quanto riguarda l’apparato gastroenterico, la presenza di enzimi nel cavo orale, nello stomaco e
nell’intestino si oppone all’ingresso di antigeni. La saliva è ricca di lisozima e IgA, le tonsille pure
producono IgA, ma avendo un epitelio molto sottile sono moto sensibili alle invasioni microbiche.
Il PH dello stomaco dei monogastrici è decisamente acido ed è una barriera importantissima a virus e
batteri perché vengono deteriorati e causerà almeno una diminuzione delle cariche infettanti ingerite.
La peristalsi intestinale, l’elevata quantità di lisozima prodotto dalla mucosa gastrica e dai macrofagi
della mucosa intestinale, le IgA presenti nei fluidi intestinali e l’abbondante flora microbica commensale
partecipano attivamente alla protezione dell’intestino. Anche vomito e diarrea altro non sono che
meccanismi messi in atto dall’organismo per liberarsi degli aggressori. I movimenti di peristalsi
intestinale fanno sì che il contenuto intestinale sia rimosso, passeranno 1,2, o 3 giorni ma dopodiché esce
fuori.
Il rinnovamento intestinale fa sì che ogni 48 ore i piani si distacchino, quindi i microorganismi che
avevano adesi saranno rimossi.
Sulla superfice della mucosa intestinale è presente il muco che contiene IgA e lisozima.
Il lisozima è un enzima prodotto dai granulociti neutrofili e dai monociti macrofagi, presente in tutti i
fluidi corporei ad eccezione del liquido cefalorachidiano e delle urine. Ha una spiccata attività battericida
in quanto scinde la parete batterica nelle sue due componenti acido muramico e glucosamina, è attivo
anche verso i gram negativi e alcuni virus, funge inoltre da potente opsonina in quanto legandosi alla 2
superficie batterica ne facilita la fagocitosi.
Le flore microbiche tengono sotto controllo i batteri perché vanno a competere sulle risorse trofiche per
cui i batteri non possono moltiplicarsi, vi è anche competizione sui recettori per cui una volta attaccati
dalla flora microbica i patogeni non avranno recettori a disposizione.
La flora batterica normale è strategica per impedire l’attecchimento di altri germi e la loro
moltiplicazione -> Competizione recettoriale e trofica.
A livello intestinale esistono due possibili vie attraverso cui i microorganismi e le molecole possono
superare una barriera intestinale intatta ed essere portati a livello dei tessuti linfoidi. Una via coinvolge
delle cellule epiteliali specializzate, le cellule M, che si trovano nell’epitelio giusto sopra gli aggregati
linfoidi o le placche di Peyer. L’altra prevede l’intervento delle cellule dendritiche che risiedono nella
sottomucosa ma che estendono i loro processi tra gli enterociti fino al lume intestinale: in questo modo, le
giunzioni occludenti tra gli enterociti rimangono intatte, ma campioni di antigene possono essere
fagocitate dalle cellule dendritiche ed essere traportate fino al tessuto linfoide sottostante. La parete
intestinale contiene molti linfociti B e T.
A livello respiratorio i microorganismi si disperdono lungo il tratto respiratorio composto dalle vie
aeree superiori (nasali, faringe, laringe, trachea, bronchi, bronchioli). Le particelle sospese nell’aria
entrano nelle vie respiratori superiori e vengono rimosse innanzitutto dalla turbolenza causata dalla
conformazione anatomica dei turbinati, della trachea e dei bronchi, che le spinge contro pareti ricoperte i
muco, dove aderiscono.
La flora commensale presente dal naso-faringe fino ai bronchi costituisce un microecosistema specifico
per l’ospite e il suo ambiente che contribuisce ad attivare le cellule effettrici dell’immunità aspecifica e
specifica. Le immunoglobuline sintetizzate in questi tessuti sono IgA a livello di vie aree superiori e IgG
ed IgE a livello di bronchioli ed alveoli.
L’epitelio di queste è composto da cellule ciliate che in pratica prendono e spostano il muco in modo
ascensionale, per cui i microorganismi e le particelle fino a 5 micron vengono conglutinati nel muco che
grazie alle ciglia viene mosso in modo ascensionale e viene portato in faringe e poi o viene deglutito o
espettorato. Una volta in stomaco muoiono quasi tutti a causa del PH.
I sciroppi fanno sì che si produca più muco che possa pulire meglio le superfici respiratorie. La tosse
secca è improduttiva e va cambiata in grassa perché pulisce.
Quando l’ascensore muco-ciliare non funziona ce ne accorgiamo.
Il muco contiene molte molecole antimicrobiche come defensine, catelicidine, lisozima, lattoferrina,
fosfolipasi, monossido d’azoto ed IgA.
Il battito delle ciglia può essere bloccato da alcuni agenti infettivi che aderiscono a dei recettori presenti
sulle ciglia, da inquinanti atmosferici (fumo di sigaretta, microparticelle di idrocarburi) o da alcuni
farmaci (barbiturici, anestetici).
Le particelle più piccole di 5 micron possono bypassare questo sistema di difesa e raggiungere gli alveoli
polmonari, dove vengono fagocitati dai macrofagi alveolari che quindi prendono l’ascensore fino alla
faringe dove possono essere eliminati, rappresentano il 90% della popolazione cellulare alveolare.
Per quanto l’apparato urogenitale, il flusso dell’urina ed il suo Ph (acido in cani e gatti, basico in bovini
ed equini) generalmente forniscono una valida protezione; tuttavia, malattia che alterano la frequenza o il
volume di minzione o che permettono all’urina residua di rimanere in vescica dopo la minzione
predispongono ad infezioni. Inoltre, lo spesso strato di glicosamminoglicani GAG a livello di uroepitelio,
che ricopre la pelvi renale, gli ureteri, la vescica e l’uretra e la presenza di IgA ne aumentano la funzione
di barriera e prevengono l’adesione batterica. Gli anticorpi principali del muco cervico-vaginale sono IgA,
mentre dell’utero IgG.
A livello di occhio, l’azione fisica delle chiusura delle palpebre, la membrana nittitante e il
dilavamento lacrimale rappresentano la prima barriera alla possibile invasione da parte di
microrganismi e sostanze chimiche. La superficie oculare è costituita da un epitelio stratificato non
cheratinizzato che funge esso stesso a barriera per la presenza di giunzioni occludenti. Le cellule epiteliali
della congiuntiva producono diversi peptidi ad azione antimicrobica come lisozima, lattoferrina e
defensine. È presente, inoltre, un abbondante flora microbica. Le ghiandole lacrimali, la congiuntiva e la
terza palpebra albergano plasmacellule che secernono IgA , queste acquisiscono il pezzo secretorio 3
divenendo IgAS, che prevengono l’adesione degli aggressori. Le infiammazioni a carico dell’occhio siano
esse appropriate o inappropriate possono mettere a rischio la vista del paziente, per questo motivo
l’occhio nel suo insieme, e la cornea in particolare, godono del privilegio immunitario che permette di
evitare le potenziali conseguenze dannose di un’infiammazione oculare, evita il rigetto dei trapianti ed è
garantito da ignoranza immunitaria -> un antigene estraneo non viene presentato al sistema
immunitario, ambiente immunosoppressivo e tolleranza immunitaria -> un antigene estraneo viene
tollerato dal sistema immunitario. Lo stato di privilegio si può, però, alterare con conseguenti
infiammazioni oculari come uveiti e cheratiti.
A livello di mammella la risposta locale non è particolarmente efficace. Nel soggetto non in lattazione
l’orificio del capezzolo è chiuso da un tappo di cheratina, mentre nella femmina in lattazione è lo stesso
flusso del latte che aiuta a prevenire invasioni microbiche perché contiene molecole antimicrobiche come
complemento, lisozima, lattoferrina e lattoperossidasi ed una grande quantità di anticorpi IgA nei
monogastrici e IgG nei ruminanti.
Altre barriere ai patogeni:
Cellule NK
➢ Fagocitosi
➢ Interferone
➢ Lattoferrina: Proteina della famiglia delle transferrine, presente in particolare nel latte e nel
➢ colostro ma anche in altre secrezioni dell’organismo quali saliva e lacrime: legando il ferro
compete con i microorganismi ferro-dipendenti e svolge attività battericida e fungicida. Attivo
verso gram positivi e negativi.
complemento
➢ battericidine: sostanze letali per i batteri
➢ Peptidi anti-microbici: presenti in differenti secreti ed escreti. Sono molecole ad attività
➢ antibatterica che si fonda su due meccanismi: meccanismo attuato attraverso l’utilizzo di
perforine, oppure attraverso la destabilizzazione delle componenti lipidiche membranarie. Le
perforine sono prodotte dall’aggregazione di elementi molecolari proteici che associandosi
producono un piccolo tubicino capace di penetrare le membrane citoplasmatiche dei batteri,
provocando la fuoriuscita del citoplasma, uccidendo la cellula batterica.
Sono nuove frontiere per molecole alternative agli antibiotici.
Infiammazione
➢
Infiammazione: chi sono i buoni
dell’organismo? I globuli bianchi o leucociti e
si trovano nel sangue che sta dentro i vasi, se
mi capita un problema fuori dai vasi e i
difensori stanno nei vasi, ci deve essere un
sistema che mette in comunicazione i vasi col
fuori dai vasi, a seguito di determinati stimoli
si producono segnali che mi vanno ad
attivare certe cellule tra queste soprattutto i
mastociti, i quali una volta attivati
producono sostanze vasoattive ( istamina e
serotonina + note), grazie alla loro azione, si
blocca il circuito locale, assistiamo ad una
vasodilatazione locale per la quale il
sangue scorre a velocità più bassa grazie al quale potranno fuoriuscire dai vasi per diapedesi sia cellule
che frazioni liquide di sangue.
La diapedesi è il passaggio di elementi cellulari del sangue attraverso lo spessore delle pareti dei capillari
senza che vi siano lesioni delle stesse.
Nel tessuto circostante avremo una perturbazione locale della circolazione vasale, la fuoriuscita di cellule
e di liquidi che devono andare da qualche parte e occupano in termini di volume il tessuto. Sintomi
infiammazione: 4
tumor: rilievo dato dal liquido che è uscito
➢ rubor: rossore
➢ calor: calore
➢ Dolor: dolore (percezione conscia di ciò che accade).
➢ Functio lesa
➢
In quest’immagine riassuntiva vediamo cosa può capitare su una cellula o su un batterio ad esempio,
vediamo quello che gli si può scatenare addosso a seguito di un riconoscimento: avremo l’azione degli
anticorpi, del complemento, dei macrofagi che fagocitano, dei linfociti, delle cellule NK che danno luogo ad
una citotossicità cellulo-mediata.
Gli anticorpi con l’immunità umorale e l’immunità cellulo mediata sono i due grandi assi
dell’immunità.
Ognuno di questi meccanismi è dosato in funzione sia dello stimolo primigenio. Per esempio, se
parliamo di infezioni lo stimolo primigenio sarà la presenza di virus o batteri, maggiore sarà la presenza
di questi elementi attivatori maggiore sarà l’effetto attivatore.
Con l’andar del tempo teoricamente un soggetto guarisce, guarendo diminuisce la causa perché se uno
guarisce vuol dire che ha inciso sulla causa, causa che coincide anche con il sistema attivatore, per cui
andando a diminuire la ca
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