Dott. Matteo Vidali email: vidali@med.unipmn.it matteo.vidali@gmail.com
INTRODUZIONE AL SISTEMA IMMUNITARIO
“Immunità” deriva dal latino “immunitas” che vuol dire protezione dalla malattia,
in specifico protezione dai microbi (batteri, virus e altri patogeni). Il sistema
immunitario è costituito da cellule e molecole quindi mediatori solubili e proteine
di membrana. Per risposta immunitaria intendiamo una risposta coordinata di
questi due grandi componenti.
La principale funzione del sistema immunitario è la difesa dagli agenti infettivi. Il
sistema immunitario reagisce contro gli agenti infettivi ma una risposta immunitaria
può essere suscitata anche da sostanze che non hanno una natura infettiva, può
anche agire contro se stesso (molecole self proprie dell’organismo). Il nostro
organismo a volte può agire anche contro se stesso patologie auto-immunitarie.
Talvolta il sistema immunitario reagisce contro il patogeno in maniera molto
violenta e può creare un danno maggiore dello stesso patogeno che ci ha invaso.
In alcune persone questa risposta immunitaria può essere assente e quindi
parleremo di immunodeficienze.
Si può parlare di immunologia come scienza sperimentale da quando siamo
riusciti a manipolare il sistema immunitario secondo i nostri comodi, possiamo
modificare il sistema immunitario a reagire in un determinato modo. Il primo che
ha scoperto la capacità che ha l’uomo di manipolare il sistema immunitario è
stato un certo Jenner che fece degli studi per il vaiolo. Ai tempo di Jenner si
conoscevano due forme di vaiolo: bovino e umano. Il vaiolo bovino intaccava le
vacche però dalle vacche poteva anche trasmettersi alle persone. In particolare
si trasmetteva più facilmente alle mungitrici. Questa forma di vaiolo bovino era
meno letale. Le mungitrici che avevano contratto il vaiolo bovino se
successivamente contraevano il vaiolo umano, non avevano gli stessi effetti che
aveva chi non aveva mai contratto il vaiolo. da qui Jenner prese del materiale
estratto da una pustola di vaiolo bovino e la iniettò nel braccio di un bambino di 8
anni. Quando venne infettato dal vaiolo umano, la malattia nel bambino non si
sviluppò. In qualche modo il bambino era stato vaccinato dal vaiolo bovino. Da
qui la vaccinazione per il vaiolo. Questa stessa modalità è stata poi estesa ad
altre patologie.
IMMUNITA’ INNATA E ADATTATIVA
La difesa contro i microbi è assicurata da:
- reazioni molto rapide/precoci pronti ad agire dell’immunità innata
- reazioni tardive dell’immunità acquisita/adattativa
IMMUNITA’ INNATA - CARATTERISTICHE
È costituita da meccanismi di difesa cellulare e meccanismi di difesa biochimici
(molecole): è preesistente all’infezione (non ha bisogno di un contatto
precedente con lo stesso patogeno) è pronta ad agire con rapidità, risponde sia
a microbi sia a cellule danneggiate (i macrofagi possono fagocitare cellule
danneggiate e patogeni). L’immunità innata però non distingue un microbo da un
altro perché riconosce delle strutture che sono presenti nelle strutture generali di
un microbo. Reagisce sostanzialmente in modo identico alle infezioni ripetute.
Sono reazioni sempre uguali. L’IMMUNITÀ INNATA NON IMPARA DALL’ESPERIENZA!
IMMUNITA’ INNATA – COMPONENTI
I componenti sono delle barriere chimiche e fisiche: è meglio bloccare l’invasore
alle porte piuttosto che farlo entrare; cellule fagocitiche deputate ad ingerire
questi microbi, cellule dendritiche e cellule natural killer; ci sono delle proteine del
sangue e citochine. DIFFERENZE TRA:
IMMUNITA’ INNATA IMMUNITA’ ADATTATIVA
È una serie di risposte stereotipate uguali È specifica per molecole diverse distingue
per tutte le molecole. un patogeno da un altro.
Riconosce gli stessi motivi molecolari e ha Riconosce molte più molecole diverse.
un repertorio molto limitato. L’immunità adattativa IMPARA
NON IMPARA DALL’ESPERIENZA DALL’ESPERIENZA e risponde più
vigorosamente e in maniera più appropriata.
Da questo deriva tutti i nomi dell’immunità adattativa:
si adatta all’infezione stessa
adattativa:
specifica: la risposta è diversa per ogni patogeno
acquisita: perché impara dall’esperienza e quindi ogni volta acquisisce risposte
protettive migliori
IMMUNITA’ ADATTATIVA – TIPI E COMPONENTI
Ci sono 2 grandi tipologie:
umorale: principali giocatori sono gli anticorpi/immunoglobuline presenti nel
sangue e nelle secrezioni mucosali e sono prodotti dai linfociti B
immunità cellulo-mediata: mediata dai linfociti T
Rispondono ad antigeni. La risposta è esercitata da mediatori solubili citochine
e da componenti cellulari quali linfociti B,T, NK e cellule presentanti l’antigene
(APC). Le cellule presentanti l’antigene sono i macrofagi e le cellule presentanti
l’antigene che sono parte dell’immunità innata e di quella adattativa.
I due diversi tipi dell’immunità adattativa riconoscono microbi presenti a diverso
livello. Quelli dell’immunità umorale bloccano le infezioni ed eliminano i microbi
extracellulari, quelli dell’immunità cellulare uccidono i microbi fagocitati (linfociti B)
ed eliminano i serbatoi dell’infezione (linfociti T). I linfociti B sono coinvolti
nell’immunità umorale. I linfociti T (helper= aiutano ad esempio il macrofago a
fagocitare, citotossici=uccidono la cellula che è stata infettata da patogeni
intracellulari)nell’immunità cellulare.
CITOCHINE
Sono coinvolte nella risposta adattativa e nell’immunità innata. Sono delle
proteine secrete dai diversi tipi cellulari e hanno un ruolo importante in entrambi i
tipi di immunità. Hanno 3 caratteristiche più importanti: - Pleiotropismo: una stessa
citochina può avere tanti effetti diversi agendo su cellule diverse; -Ridondanza: più
citochine hanno la stessa funzione; -Stimolazione che può essere autocrina può
essere prodotta da una cellula e agire sulla stessa cellula che l’ha prodotta, è un
modo per potenziare se stessa; paracrina la cellula può produrre delle citochine
che agiscono su cellule che agiscono nelle cellule presenti nelle vicinanze;
endocrina se le citochine entrano nel circolo sanguigno possono agire molto
distanti dal sito di produzione.
Immunità innata: barriere epiteliali, cellule fagocitiche (neutrofili, macrofagi)
cellule dendritiche, cellule natural killer, complemento; intervengo da 0 a 12 ore.
Immunità adattativa: Linfociti B e T
(vedere tabella dell’immunità innata vs l’immunità adattativa e delle
caratteristiche della risposta adattativa)
RISPOSTA IMMUNITARIA ADATTATIVA
Immaginiamo che il nostro organismo viene a contatto con un antigene X e
successivamente con un antigene Y. I linfociti B nativi (= non hanno ancora
incontrato l’antigene) incontrano l’antigene X risposta primaria = il sistema
immunitario è la prima volta che incontra quell’antigene e impiega qualche
giorno. Risposta primaria anti-x: dai linfociti B si formano plasmacellule che
cominciano a produrre anticorpi verso quel determinato antigene X la risposta
si spegne perché il patogeno è stato sconfitto, e si formano deli linfociti B memoria
=linfociti che ricorderanno quel determinato incontro. Immaginiamo che la
risposta immunitaria verso l’antigene X si è spenta e successivamente il nostro
organismo viene a trovarsi con l’antigene X che ha già incontrato e un antigene Y
che ha appena incontrato. La risposta all’antigene Y è identica alla primaria
dell’antigene X, perché l’antigene Y non è stato mai incontrato. La risposta
all’anti-X è molto più vigorosa e parte prima perché le cellule memoria hanno già
incontrato l’antigene e se lo ricordano.
FASI DELLA RISPOSTA IMMUNITARIA ADATTATIVA
1. Fase di riconoscimento: l’antigene viene presentato ai linfociti
2. Fase di attivazione: i linfociti B e T si attivano; espansione clonale=i linfociti B
e T proliferano e portano una progenie tutta uguale nel senso dei recettori
che riconoscono l’antigene. I Linfociti B possono produrre anticorpi, i linfociti
T diventeranno citotossici oppure T helper.
3. Eliminazione dell’antigene: grazie ai linfociti attivati effettori l’antigene viene
eliminato
4. Declino della risposta (omeostasi): la risposta immunitaria adattativa non
serve più e si ritorna all’omeostasi
5. Memoria: le cellule della memoria sopravvivono e rimangono a sorvegliare.
IMMUNITA’ ATTIVA E PASSIVA
In quale modo il nostro sistema immunitario può essere informato da eventuali
aggressioni? O perché viene direttamente a contatto col patogeno perché viene
infettato o vaccinato immunità attiva perché l’organismo ha un ruolo attivo
nella formazione di questa risposta. Se l’organismo monta una risposta attiva, la
riposta è specifica e darà memoria. Immunità passiva trasferisco all’organismo
degli anticorpi già formati che se è presente il patogeno lo elimineranno. Ma non li
ha formati l’organismo gli anticorpi, li abbiamo introdotti noi. Un esempio è quello
della madre che li passa al feto che gli conferiscono una protezione o anticorpi
che iniettiamo a delle persone che sono venuti a contatto con un determinato
patogeno. Rispetto all’immunità attiva, l’immunità passiva è più specifica perché
l’anticorpo è più specifico per quel patogeno ma non ha memoria perché il
nostro organismo non li ha mai prodotti da sé.
CELLULE DEL SISTEMA IMMUNITARIO
Fagociti = cellule che sono in grado di mangiare patogeni. In particolare i
neutrofili e i fagociti mononucleati (monociti=forma circolante,
macrofagi=forma tissutale)
Mastociti, basofili, eosinofili
Cellule che presentano l’antigene(APC): cellule dendritiche=cellula più
importante tra l’immunità innata e l’immunità adattativa è una delle prime
cellule che incontra il patogeno, macrofagi= presentano l’antigene per la
risposta immunitaria adattativa, linfociti B che presentano l’antigene; cellule
dendritiche follicolari
Linfociti (nativi=non hanno mai incontrato l’antigene, effettori= deputati alle
azioni dei linfociti produzione di anticorpi e distruzione di cellule
citotossiche, memoria): linfociti B,T e NK
(vedi tabella dei valori di range dell’emocromo)
FUNZIONI DEI FAGOCITI
Non sono solamente a livello tissutale ma sono anche a livello del sangue, nel
circolo sanguigno. Quindi deve essere possibile il loro reclutamento dove è
necessario. Il fagocita deve essere in grado di riconoscere i microbi, di fagocitarlo
ed essere attivato (la cellula che mangia il patogeno si attiva perché capisce che
ha mangiato un patogeno, serve a smontare il patogeno in pezzi), di uccidere il
patogeno ingerito, sono capaci di regolare la risposta immunitaria, sia innata sia
passiva.
NEUTROFILI
Ha un diametro di 12/15 micron, presenta un nucleo sedimentato in 3-5 lobuli
leucociti polimorfonucleati. Contiene una serie di granuli dove ci sono le armi del
neutrofilo. In base alla colorazione e al contenuto si distinguono in granuli specifici
(contengono lisozima ed elastasi che sono enzimi potentissimi per eliminare i
batteri) granuli azzurrofili (contenenti enzimi e sostanze microbicide). Sono coinvolti
nelle prime fasi della risposta infiammatoria. La cellula più importante
dell’infiammazione acuta è il neutrofilo che dura in circolo meno di 10 ore
FAGOCITI MONONUCLEATI – MONOCITI
I monociti hanno una forma circolante cellula non ancora completamente
differenziata, nucleo a forma di fagiolo. Contiene dei granuli contenenti lisosomi e
ha una grande funzione di fagocitosi.
FAGOCITI MONONUCLEATI – MACROFAGI
Ne esistono due sottopopolazioni distinte: una popolazione darà origine ai
macrofagi che vengono reclutati durante le infezioni, un’altra è quella che dà
origine ai macrofagi residenti cioè macrofagi che comunemente ci sono. Altri
sono i macrofagi tissutali prendono nome diverso a seconda dei tessuti in cui si
trovano.
Funzioni: devono essere in grado di ingerire e uccidere i microbi, sono importanti
nella risoluzione del processo infiammatorio (portano via le cellule morte), produce
una serie di mediatori solubili quali citochine, presenta antigeni al linfociti T e non
solo attiva la risposta adattativa ma è importante anche per la risoluzione del
danno riparazione dei tessuti.
MASTOCITI/MASTCELLULA
Hanno origine da precursori midollari, sono un po’ più grandi e si trovano quasi
completamente a livello tissutale non sono in circolo. In particolare si trovano a
livello delle mucose e nel tessuto connettivo e in particolare si dispongono lungo i
vasi; contengono granuli in cui troviamo citochine (mediatori
dell’infiammazione)istamina (ha effetti vasoattivi) e altri mediatori vasoattivi.
Hanno dei recettori che riconoscono in modo specifico alcuni anticorpi in
particolari IgE e IgG. Sono coinvolti nell’infiammazione e nelle reazioni allergiche.
BASOFILI
Li troviamo in circolo. Si chiamano granulociti perché come i neutrofili sono
caratterizzati dalla presenza di questi granuli. Hanno molte analogie con i
mastociti però i mastociti sono solamente tissutali. Originano da precursori
midollari, maturano nel midollo osseo, sono ricoperti da recettori che legano
immunoglobuline di classe E, e contengono granuli contenenti mediatori simili a
quelli dei mastociti.
EOSINOFILI
I loro granuli non oscurano il nucleo (il colore dipende dalle sostanze acide o
basiche che contengono). Originano da precursori midollari, si localizzano nei
tessuti al livello delle mucose degli apparati respiratorio, gastrointestinale e
genitourinario ma sono anche in circolo. La loro funzione principale è che sono
coinvolte nelle reazioni allergiche e sono coinvolti nelle risposte verso i parassiti.
CELLULE PRESENTANTI L’ANTIGENE
Presenta l’antigene a qualche altro tipo di cellula. Possiamo distinguere cellule
presentanti l’antigene professioniste da cellule presentanti l’antigene non
professioniste. Le cellule presentanti l’antigene NON PROFESSIONISTE sono tutte le
cellule che non presentano il nucleo. Le più importanti cellule presentanti
l’antigene SPECIALIZZATE sono le cellule dendritiche che catturano gli antigeni al
di sotto degli epiteli che vanno subito ad attivare i linfociti B e T al livello dei
linfonodi. È la cellula più importante che fa da ponte tra l’immunità innata e
quella attiva. Anche linfociti B e macrofagi sono considerate cellule dendritiche,
che però presentano l’antigene al linfociti T. cellule dendritiche sono le cellule
dendritiche follicolari che non c’entrano nulla con le cellule dendritiche normali,
sono solo all’interno dei linfonodi.
Funzioni: cattura i microbi, li presenta ai linfociti e mentre li presenta produce una
serie di segnali che sono in grado di attivare i linfociti B o T. E’ piena di profaggini
che sono molto più funzionali all’attivazione dei linfociti T. Hanno lunghe protrusioni
di membrana. Li troviamo nei tessuti linfonodi, nell’epitelio delle mucose e nel
parenchima degli organi.
Esistono due importanti sottopopolazioni: convenzionali che catturano l’antigene
e scappano subito verso i linfonodi ad attivare i linfociti T e plasmacitoidi che sono
importanti nella risposta verso le infezioni virali.
CELLULE CHE PRESENTANO L’ANTIGENE AI LINFOCITI T EFFETTORI
Cellule dendritiche fagocita l’antigene al livello delle mucose, scappa verso
i linfonodi dove attiva i linfociti T nativi cioè quelli che non hanno ancora
conosciuto l’antigene;
I linfociti B e macrofagi: presentano l’antigene ai linfociti T effettori.
Qualunque cellula nucleata: può presentare antigeni ai linfociti T citotossici.
(non professioniste)
Cellule dendritiche follicolari: presentano l’antigene nei follicoli linfoidi dei
linfonodi e lo presentano ai linfociti B e sono cellule che non c’entrano nulla
con le cellule dendritiche convenzionali
DA DOVE SALTANO FUORI LE CELLULE FAGOCITICHE?
Le cellule fagocitiche hanno un precursore comune al livello del midollo osseo che
si differenzia in 1. precursore comune delle cellule dendritiche 2. precursore del
monocita/cellula dendritica. Il precursore dei macrofagi e dei monociti si chiama
monoblasto che dà origine a cellule monocitiche che passano nel sangue e
danno origine a due sottopopolazioni, da una sottopopolazione vengono fuori i
macrofagi reclutati durante l’infiammazione. Esiste anche una sottopopolazione
che entra nei tessuti diventano macrofagi e risiedono nel tessuto e sono pronti d
intervenire. Dal precursore comune delle cellule dendritiche invece origineranno
cellule dendritiche convenzionali (catturano l’antigene e corrono ai linfonodi)e le
cellule dendritiche plasmacitoidi (importanti per la difesa verso i virus)
Da dove originano? A livello midollare esiste un precursore comune che è la
cellula staminale da dove verranno fuori tutte le altre cellule. Se viene stimolata
da alcune citochine si orienterà verso una linea maturativa, se viene stimolata da
altre citochine prenderà un’altra direzione. I precursori della linfopoiesi o precursori
della linea mieloide dal quale vengono furori anche i progenitori dei GR, delle
piastrine, basofili, eosinofili.
LINFOCITI
Sono cellule dell’immunità adattativa che i recettor
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.