Introduzione all’immunologia
Immunità: resistenza alle malattie infettive
Immunologia: studio del sistema immunitario (= è un insieme di cellule, tessuti e molecole, organi
agiscono in maniera concertata in modo da resistere alle infezioni, che non è l’unica funzione.
che
Un’altra funzione è di mantenere l’omeostasi dei tessuti).
Sistema Immunitario: insieme di cellule, tessuti e molecole che mediano la resistenza alle
infezioni
Risposta immune: reazione coordinata delle cellule del sistema immunitario nei confronti
dell’agente infettivo. La risposta immunitaria può essere scaturata da infezioni, ma anche da protesi
ecc.
Funzioni del sistema immunitario
• Protezione contro agenti infettivi
• Mantenere l’omeostasi dei tessuti (le cellule del sistema immunitario rimuovono cellule
morte o danneggiate)
• Partecipa nella riparazione delle ferite
• Rimuove cellule che hanno subito delle trasformazioni (cellule tumorali)
• Il sistema immunitario riconosce tutto ciò che è estraneo ed elimina (o confina) qualsiasi
sostanza estranea.
Il sistema immunitario è quello che mantiene l’immunità dell’individuo e consente di mantenere gli
equilibri quando l’organismo viene colpito da agenti esterni. La risposta immunitaria è anche
coinvolta nei meccanismi di rimozione delle cellule morte e elle fasi iniziali dei meccanismi di
riparo tissutale.
Ruolo del sistema immunitario Implicazioni
Un’immunità poco efficiente aumenta la
Difesa contro le infezioni suscettibilità alle infezioni, come testimonia
l’AIDS
La vaccinazione potenzia le difese immunitarie
e protegge dalle infezioni
Difesa contro i tumori Potenziale immunoterapia dei tumori
Il sistema immunitario riconosce e risponde ai Le risposte immunitarie costituiscono delle
trapianti di tessuto e alle proteine di nuova barriere ai tarpanti e alla terapia genica
sintesi
Il sistema immunitario può essere causa di Le risposte immunitarie sono la causa di
patologia su basa infiammatoria risposte allergiche, autoimmuni e di altre
malattie infiammatorie.
Nonostante gli effetti benefici,, l’eccessiva attivazione del sistema immunitario è responsabile di
molte malattie su base infiammatoria e causa di morbosità e mortalità.
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Origini dell’immunologia
Edward Jenner (1796) fece esperimenti di vaccinazione (vaccino contro il vaiolo). Aveva osservato
che le mungitrici, difficilmente sviluppavano il vaiolo. Pensò che probabilmente il contatto con gli
animali malati, le proteggeva dall’ammalarsi loro stesse. Prese il liquido dalle lesioni provocate dal
vaiolo della vacca, le essiccò e le iniettò in un ragazzino. Prelevò anche il materiale essiccato da
ferite di una persona e le iniettò sempre nel ragazzino, il quale
non si ammalò.
Jenner aveva preso il virus, che infetta la vacca, che non è
infettivo per l’uomo, e iniettandolo nel bambino, l’organismo
del ragazzino aveva prodotto anticorpi contro il virus che
infettava l’uomo.
L’ultimo caso di vaiolo è stato alla fine degli anni ‘70. Dagli anni ‘80 la malattia “non esiste più”. Si
vaccina ancora contro il vaiolo nei paesi dove ci sono le scimmie.
Storia dell’immunologia
• Robert Koch scoprì gli agenti infettivi, ossia che le malattie erano trasmesse dai
microrganismi
• Louis Pasteur sviluppò il vaccino contro il colera e contro la rabbia
• Emil von Behring e Shibasaburo Kitasano scoprirono l’attività antitossica che si sviluppa
negli animali che sono in grado di riconoscere in maniera molto specifica, molecole che
appartengono ai microrganismi.
Organizzazione del sistema immunitario
Difese esterne: cute, mucose, ciglia, lacrime (contengono lisozimi che digeriscono le pareti dei
batteri e presentano anticorpi), funghi commensali (flora) che proteggono dalle infezioni, basso ph a
livello vaginale, che protegge dalle infezioni, muco a livello intestinale e nei bronchi. Finché un
corpo estraneo, può essere tenuto fuori dall’organismo, il sistema immunitario non si attiva. Quando
vengono superate le barriere esterne, si attivano le difese interne, ossia il sistema immunitario.
Difese interne: 2
• Immunità innata (immunità naturale): fanno parte i fagociti, proteine che vengono prodotte
a seguito dell’attivazione del sistema immunitario, proteine della fase acuta ecc. é la
risposta precoce nei confronti dei microbi, che si basa su meccanismi ripetitivi e aspecifici.
Rappresenta la prima linea di difesa del sistema immunitario. É una forma di immunità che è
conservata nell’evoluzione. Alcuni meccanismi sono conservati dai vertebrati all’uomo.
• Immunità adattativa (immunità acquisita o antigene specifica): risposta più tardiva,
capace di distinguere in maniera straordinariamente specifica le diverse molecole estranee,
e in grado di rispondere in modo sempre più potente ad esse dopo contatti ripetuti (memoria
di immunità altamente specifica nei confronti dell’agente
immunologica). È una forma
infettivo/estraneo, è composta dai linfociti e dai loro prodotti, come gli anticorpi. È quella
parte dell’immunità che reagisce ai vaccini. Tal forma di immunità compare con i vertebrati.
◦ immunità umorale: data dagli anticorpi prodotti dai linfociti B. Gli anticorpi sono
rilasciati nel circolo nelle secrezioni delle mucose e neutralizzano ed eliminano i microbi
e le loro tossine presenti nel sangue e nel lume di organi rivestiti da mucose. Una delle
funzioni più importanti degli anticorpi è quella di impedire ai microbi presenti a livello
delle mucose e del sangue di colonizzare le cellule e i tessuti connettivi dell’ospite.
◦ immunità cellula mediata: è esercitata dai linfociti T. Gli anticorpi prodotti dai linfociti T
riconoscono gli antigeni prodotti dai microbi intracellulari.
Tutto il secolo scorso si è concentrato sullo studio dell’immunità adattativa. Dalla fine del secolo
scorso si è incominciato a studiare l’immunità innata.
l’immunità può essere attivata in seguito a infezione o vaccinazione
In ciascun individuo,
(immunità attiva) oppure può essere trasferita attraverso la somministrazione di anticorpi o linfociti
provenienti da un individuo immunizzato (immunità passiva).
• Immunità attiva: un individuo esposto agli agenti microbici monta una risposta immunitaria
attiva volta a eradicare l’infezione, sviluppando contemporaneamente la resistenza a una
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futura infezione da parte dello sesso microbo. Tale individuo vene definito immune a quel
microbo.
• Immunità passiva: un individuo naive (o vergine) riceve anticorpi o cellule da un altro
soggetto già immune all’infezione e acquisisce a sua volta la capacità di combattere
l’infezione per tutto il periodo di sopravvivenza degli anticorpi o delle cellule trasferite. Ciò
però non induce una resistenza duratura all’infezione. L’unico esempio fisiologico di
immunità passiva si osserva nei neonati, in quanto la loro protezione contro le infezioni
placenta e l’allattamento al seno.
deriva dagli anticorpi ricevuti dalla madre attraverso la
Definizione di antigene
Antigeni: tutte quelle sostanze che il sistema immunitario
riconosce come estranee. Possono essere delle proteine L’immunità
estranee, virus, batteri parassiti, funghi. Alcuni antigeni sono patogeni, altri no.
riconosce in maniera molto specifica l’antigene. L’immunità innata ha delle forme di
discriminazioni non altamente specifiche a livello antigene-specifica.
Tipi di patogeni
Vi sono numerosi tipi di patogeni:
• batteri, che crescono all’interno delle cellule che infettano (intracellulari) o batteri che
crescono tra gli interstizi delle cellule (extracellulari). → immunità di tipo 1
• Virus che infetta le cellule (parassita intracellulare)
• Patogeni pluricellulari come nel caso dei vermi. → immunità di tipo 2. L’aspetto patologico
dell’immunità di tipo 2 sono le allergie. 4
Il sistema immunitario
• organi e cellule
• sistema circolatorio ematico
• sistema circolatorio linfatico
Gli organi del sistema immunitario si
dividono in
• organi linfoidi primari: timo e
midollo osseo. In questi organi
linfoidi avviene lo sviluppo e il
differenziamento delle cellule del
sistema immunitario.
• Organi linfoidi secondari:
linfonodi (piccoli organi
spugnosi), appendice, placche del
Peyer, la milza. I liquidi che si
formano tra gli interstizi delle
cellule vengono trasportati dai
vasi linfatici ai linfonodi, che
hanno funzione di stazione di
controllo. Negli organi linfoidi
secondari si attiva la risposta immunitaria.
Se un’infezione arriva in circolo, essa viene controllata dalla milza.
Il midollo osseo
è un tessuto da cui hanno origine le cellule del sangue. Le cellule del sangue, che vengono prodotte
nel midollo e poi immesse in circolo, originano da cellule progenitrici: le cellule staminali
ematopoietiche. Tali cellule hanno la capacità di dividersi e di autorinnovarsi. Possono andare
incontro a processi di differenziamento diversi dando origine a cellule diverse. Da una cellula
staminale midollare pluripotente derivano tutte le cellule del sistema immunitario. Si trovano nelle
cavità delle ossa, in particolare in quelle “brevi” come il bacino, le coste, lo sterno ecc.
• Cellule della linea linfoide: linfociti.
• cellule della linea mieloide: il progenitore della linea mieloide darà origine al precursore
dei granulociti e dei monociti e macrofagi e i progenitori dei megacariociti.
Il primo step di differenziamento avviene nel midollo, per questo che troviamo i progenitori della
linea linfoide e quelli della linea mieloide. Dal precursore comune linfoide originano i linfociti:
linfociti T, linfociti B e cellule natural killer. Dal precursore dei granulociti macrofagi derivano le
cellule dendritiche, i granulociti (neutrofili, basofili e eosinofili) e i monociti. Le cellule B e le
cellule natural killer differenziano nel midollo osseo, mentre le cellule T si differenziano nel timo.
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I granulociti, monociti e i precursori dei mastociti si differenziano nel midollo osseo.
• I linfociti ricircolano e si troveranno nei linfonodi e associati a vari tessuti a seconda del loro
stadio di differenziamento.
• I granulociti si trovano nel sangue e vengono richiamati nei tessuti quando necessario.
• I mastociti e i macrofagi sono localizzati nei tessuti.
Le cellule B e T sono le cellule dell’immunità adattativa. Le cellule natural killer sono state
come cellule dell’immunità naturale/innata. Neutrofili, eosinofili, basofili monociti e
classificate
macrofagi sono classificati come cellule dell’immunità innata.
I linfociti in genere non funzionano in maniera indipendente ma devono essere attivati da cellule
accessorie, a differenza delle cellule dell’immunità innata che funzionano in maniera indipendente.
Cellule della linea mieloide
Granulociti, cellule circolanti che sono richiamate nei tessuti in condizioni infiammatorie:
1. Neutrofili (polimorfonucleati= nuclei plurilobati) costituiscono circa il 50-70% dei
1. globuli bianchi e intervengono in quasi tutti i tipi di infezione. Sono stati chiamati
neutrofili in quanto venivano colorati con coloranti neutri.
(polimorfonucleato) costituiscono l’1-4%
Eosinofili delle cellule del sangue e assieme ai
2. basofili sono importanti nella risposta da infezioni causate da parassiti pluricellulari e
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nelle reazioni infiammatorie allergiche, nelle quali i loro effetti sono dannosi piuttosto
che protettivi. Sono stati chiamati eosinofili perché si coloravano con eosina molto più
velocemente che altre cellule
costituiscono meno dell’1% delle cellule del sangue. Sono stati chiamati
Basofili
3. basofili perché si colorano con coloranti basici e sono implicati nelle reazioni allergiche.
Mastociti: si differenziano nei tessuti e i loro precursori hanno origine nel sangue e non
2. sono ben definiti. Sono importanti nell’orchestrare le risposte allergiche, ma giocano un
ruolo importante nella protezione delle superfici interne del corpo dai patogeni e anche nella
risposta ai vermi parassiti. Essi nel citoplasma hanno dei grossi granuli, che sono rilasciati
quando il mastocita è attivato; questi aiutano ad indurre l’infiammazione.
si trovano nel sangue e costituiscono l’2-8%
Monociti: delle cellule del sangue. É una
3. cellula circolante che viene richiamata nel tessuto se c’è uno stato infiammatorio. Quando
entra nel tessuto, il monocita va incontro al suo differenziamento terminale e diventa un
macrofago. I macrofagi mantengono l’omeostasi dei tessuti. A ciascun organo e a ciascun
tessuto è associato un tipo di macrofago. I macrofagi del sistema nervoso centrale si
chiamano microglia, quelli del fegato si chiamano cellule di Kupfer, quelli nella cute cellule
di Langhernas. Ci sono dei macrofagi associati a tessuti che originano dal sacco vitellino o
dal fegato fetale e inoltre i macrofagi possono derivare dai monociti per estravasazione.
Cellule della linea linfoide
Linfociti:
• Cellule T (immunità adattativa): originano dal precursore comune midollare che migrano
nel timo. Queste cellule partecipano attivamente alla risposta immunitaria e fanno parte
dell’immunità cellula mediata.
• Cellule B (immunità adattativa): tali cellule si differenziano nel midollo osseo. Queste
parte dell’immunità umorale
cellule producono gli anticorpi e fanno
• Cellule natural killer (immunità innata): cellule dotate di attività killer naturale (innata)
fanno parte dell’immunità cellula mediata.
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Il sistema linfatico
Lo scopo del sistema linfatico è quello di
drenare il liquido interstiziale che si
accumula nei tessuti e di portarlo ai
linfonodi. Vi è sempre un drenaggio basale
che fa parte del mantenimento dell’omeostasi
dei tessuti. Il drenaggio aumenta se vi è un
processo infiammatorio.
Presenta due funzioni principali:
• Il ritorno dei fluidi tissutali alla
circolazione
• Combattere le infezioni, sia con la
resistenza specifica che aspecifica.
I vasi linfatici
I vasi linfatici sono dei vasi a fondo cieco
che decorrono parallelamente ai vasi arteriosi
e ai vasi venosi. Raccolgono il liquido
interstiziale (linfa) che è presente nei tessuti, in modo da non accumularlo. La composizione della
linfa è diversa a seconda del tessuto che viene drenato. Le cellule che entrano nella linfa sono le
cellule del sistema immunitario (cellule dendritiche, cellule T, cellule B). Le interazioni tra le
cellule dei vasi linfatici sono abbastanza lasse. In caso di infezione il fenomeno di drenaggio
aumenta. La linfa si muove in una sola direzione, perché i vasi hanno delle valvole, dato dal
movimento dei muscoli e non dà alcun movimento peristaltico. Il liquido entra nel linfonodo
attraverso i vasi linfatici afferenti, dove il liquido viene vagliato nel linfonodo, e la linfa fuoriesce
dai linfonodi attraverso i vasi linfatici efferenti. Il liquido che arriva nel sistema circolatorio ematico
è “pulito”. I linfonodi sono uno delle vie principali della diffusione dei tumori.
Il sistema linfatico origina con i capillari linfatici presenti nell’interstizio tissutale con estremità a
fondo cieco; essi drenano l’eccesso di liquidi che ristagna nell’interstizio per riportarlo al sistema
sanguigno attraverso il sistema venoso; inoltre diverse sostanze penetrano nei capillari linfatici,
variabili in relazione all’organo da cui ha inizio la rete capillare linfatica. La linfa è il risultato di
quanto penetra nei vasi linfatici, oltre ad elementi corpuscolati i linfociti
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I linfonodi
Sono dei piccoli organi rotondi spugnosi, ai
quali arriva la linfa tramite i vasi linfatici
afferenti. Sono circondati da una capsula e
una parte parenchimatosa. Nel parenchima
si distinguono una parte corticale e una
parte midollare. La funzione dei linfonodi
è quella di drenare la linfa, ma anche di
attivare la risposta immunitaria adattativa.
A livello della capsula arrivano i vasi
linfatici afferenti. Nella regione midollare
si originano i vasi linfatici efferenti dai
quali la linfa esce dopo che è stata vagliata dalle cellule. A ridosso della capsula si trovano i macrofagi,
detti macrofagi subcapsulari.
Nella zona gialla (corteccia superiore) sono localizzate le cellule B, sono i centri germinativi;
nell’area paracorticale ci sono le cellule T. Nei linfonodi i linfociti sono localizzati in follicoli, che
formano la corticale esterna del linfonodo, con le cellule T che sono distribuite più diffusamente
nelle aree paracorticali circostanti, dette anche corticale profonda, zone delle cellule T. Alcuni dei
follicoli delle cellule B hanno centri germinativi, dove le cellule B attivate vanno incontro a intensa
proliferazione e differenziamento in plasmacellule.
I linfonodi sono delle strutture ad altissima densità cellulare, altamente specializzate in modo tale
che le cellule possano incontrarsi tra di loro e incontrare l’antigene.
Dalla circolazione sanguigna, le cellule T e B entrano nei linfonodi attraverso le venule ad endotelio alto.
La corticale è composta da una zona esterna di linfociti B organizzati in follicoli linfoidi, mentre, più
all’interno le aree paracorticali sono composte prevalentemente di linfociti T e da cellule dendritiche.
Quando è in corso una risposta immunitaria, vi son alcuni follicoli che presentano delle aree centrali in cui
vi è un’attiva proliferazione dei linfociti
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