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Immobilizzazioni materiali e immateriali

Immobilizzazioni materiali

Introduzione

Definizione: Le immobilizzazioni materiali sono fattori produttivi con queste caratteristiche:

  • Sono destinati a far parte in modo durevole della struttura tecnico/organizzativa e strategica dell'impresa per essere funzionali a questa attività. La durevolezza deve essere letta in ordine di destinazione del bene e non di natura (es. un’azienda usa l’automezzo per trasportare i suoi beni, immobilizzazione materiale. Un concessionario che ha l’automezzo in negozio non la riconosce come immobilizzazione ma come rimanenza).
  • Non esauriscono la loro utilità in un solo esercizio manifestando benefici economici in diversi anni;
  • Hanno un ruolo strumentale nel business aziendale ovvero non gli ho comprati per venderli o trasformarli.

L’utilizzo di questi beni ai fini della produzione economica concorre a misurare il reddito di esercizio mediante il processo di ammortamento, ovvero la rilevazione di un costo rappresentativo della quota di riduzione di valore dei beni in parola dovuta all’utilizzo che ne viene fatto nel corso dell’esercizio.

Le immobilizzazioni materiali si trovano nell’attivo di stato patrimoniale, macroclasse B (immobilizzazioni), classe II (materiali). Nello specifico, parlando di immobilizzazioni materiali, si intendono:

  • Terreni e fabbricati;
  • Impianti e macchinari;
  • Attrezzature industriali e commerciali;
  • Altri beni.

Questa classificazione è fatta secondo il livello di mobilità: si parte dai beni meno mobili (terreni) fino ad arrivare ai beni più mobili (automezzi).

Come valuto le immobilizzazioni?

La valutazione delle immobilizzazioni è espressa nell’art.2426 comma 1, 2, 3. Le immobilizzazioni si valutano al costo di acquisto o di produzione. Il valore capitalizzato a Stato Patrimoniale è negli anni ridotto attraverso le quote di ammortamento che rappresentano il costo di utilizzo del bene. Nel costo di acquisto si contano anche i costi accessori (es. montaggio, avviamento etc…).

In ogni momento della sua vita utile un’immobilizzazione si valuta al suo valore netto contabile ovvero al suo costo a cui sono sottratti gli ammortamenti fino a quel momento effettuati. Durante la vita utile del bene è molto probabile che si presentino condizioni che modifichino il valore economico dell’immobilizzazione, come:

  • Stima di ammortamento errato in eccesso o in difetto;
  • Il valore netto contabile non è allineato con il valore corrente del bene (ovvero il prezzo a cui potrei venderlo);
  • Immobilizzazione utilizzata in una attività produttiva non abbastanza redditizia per remunerare gli ammortamenti (si crea un problema di valore recuperabile tramite l’uso anche detto valore d’uso).

La valutazione delle immobilizzazioni può avvenire secondo criteri diversi in funzione non solo degli obiettivi di misurazione del capitale netto, ma anche della rilevanza attribuita, nell’ambito del bilancio di esercizio, ai principi generali di valutazione.

I momenti di valutazione di un’obbligazione materiale sono 3:

  1. Valutazione in sede di prima iscrizione
    Devo andare ad inserire le immobilizzazioni in bilancio al loro costo storico:
    • Di acquisto se acquisto da terzi;
    • Di produzione (sommatoria dei costi che sostengo per realizzare la mia immobilizzazione) se sto costruendo internamente le mie immobilizzazioni (costruzione in economia).

I costi industriali devono poter essere direttamente o in quota parte riferibili al bene. Oneri finanziari = interessi passivi che pago per poter acquistare l’immobilizzazione (es. interessi sul finanziamento). Questi oneri possono essere capitalizzati (ovvero posti in aumento del valore dell’immobilizzazione, quindi messi a SP e non CE) solo se hanno le seguenti caratteristiche specifiche:

  • Il finanziamento è specifico, ovvero il mutuo è fatto in modo specifico per finanziare l’acquisto di un’immobilizzazione;
  • Tasso di interesse normale per finanziamenti con caratteristiche simili;
  • Il finanziamento deve essere effettivamente utilizzato;
  • Posso capitalizzare gli interessi passivi contati solo sulla parte di finanziamento usata fino a che il bene non è pronto all’uso (perché da questo momento inizio ad ammortare e non posso variare il valore del bene).

Esempio

Alfa acquista il 01/03/X un’immobilizzazione a costo storico di 500.000. Nella stessa data si versa un anticipo pari a 300.000; l’impianto è pronto all’uso dal 01/09/X. In data 01/11/X si riceva la fattura e in data 01/12/X si salda la differenza. Per acquistare l’immobilizzazione il 31/12/X-1 è stato ricevuto un finanziamento pari a 400.000 per 24 mesi a i=6%. Poiché il finanziamento è stato fatto interamente per pagare l’immobilizzazione (possiede tutte le caratteristiche necessarie) posso caricare il valore dell’immobilizzazione degli oneri finanziari derivanti dal finanziamento.

Qual è il valore che posso aggiungere come onere finanziario?

Devo calcolare il 6% sul denaro utilizzato da quando il bene è stato acquistato (01/03/X) fino a che non è pronto all’uso (01/09/X) quindi su 300.000 e solo per i mesi che intercorrono tra le due date.

6 4 300.000 • 6% • = 9.000 → = 509.000 12

Una volta trovato il valore al costo (compresi anche gli eventuali oneri finanziari capitalizzabili) del mio bene devo confrontarlo con il valore recuperabile che può essere identificato in due modi diversi:

  1. Value in use: somma del valore attuale dei flussi di cassa, potenziali, generati dal bene, compreso il flusso derivante dallo smobilizzo;
  2. Fair value: ammontare recuperabile mediante la cessione del bene (valore che questo bene ha sul mercato in condizioni normali tra parti informate).

Per essere il più prudente possibile dovrò scegliere il maggiore tra i due valori recuperabili per poi confrontarlo con il valore di costo. In sede di prima iscrizione solitamente il costo è minore del valore recuperabile perché, ad esempio, eviterei di comprare qualcosa che mi costa di più di quanto mi farà guadagnare.

Il 31/12 del primo anno dovrò valutare l’adeguatezza del valore di iscrizione e dovrò confrontare il costo d’acquisto al netto del fondo di ammortamento così da avere il VNC (valore netto contabile).

Costo di acquisto
Costo di produzione

Confrontando VNC con il maggiore dei valori recuperabili se VNC è Prezzo di acquisto Costi variabili diretti (es. maggiore allora dovrò svalutare il mio bene poiché un valore netto (+ eventuale IVA materie prime) contabile maggiore del valore recuperabile del bene indica una indetraibile) sovrastima del valore reale del bene. + Oneri accessori + Costi fissi industriale (es. energia elettrica) Le due tipologie di acquisizione di un’immobilizzazione viste sopra - Sconti commerciali Non si considerano costi (acquisto da terzi e costruzione in economia) non sono le uniche, ma amministrativi o generali esistono anche: + Oneri finanziari + Oneri finanziari Permuta Una parte o tutto il prezzo di ac

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher NiccoloMP di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi di bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano o del prof Lombardi Stocchetti Gianluca.
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