L'illuminismo e il suo contesto storico
«L'illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l'incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stessi è questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! – è» dunque il motto dell'illuminismo. (Immanuel Kant, Risposta alla domanda: che cos'è l'Illuminismo?)
Origine e diffusione dell'illuminismo
L'illuminismo fu un movimento culturale e filosofico nato in Inghilterra intorno alla metà del XVII secolo ed espresso principalmente da John Locke, che si diffuse in Europa dall'inizio del XVIII secolo fino alla Rivoluzione francese.
Il secolo dei lumi
Nel periodo conosciuto come Età dell'Illuminismo, l'Europa del XVIII secolo fu testimone di notevoli cambiamenti culturali, caratterizzati, fra l'altro, da un esame critico della fede e delle strutture del potere dispotico. Ma ciò non significa né che l'Illuminismo nasca come anti religioso e né come anti monarchico. Le dottrine religiose istituzionalizzate vengono contrastate con l'esaltazione di valori da esse non riconosciuti. Il laicismo, con i suoi principi razionalistici, libertari e gnoseologici, concorre a determinare un'ottica illuministica che tende alla progressiva emancipazione dell'uomo dalle tenebre ideologiche in cui era stato tenuto dalla religione, dal potere dispotico e dai criteri assiologici di classe.
Le idee prevalenti dell'illuminismo sono perciò: libertà, uguaglianza, fraternità (o fratellanza), diritti umani, scienza, pensiero razionale, autonomia del potere politico e laicità dello Stato. Non essendo l'illuminismo fondamentalmente anti monarchico e né anti religioso, esso poté accogliere apporti sia dal mondo aristocratico che da quello cattolico. Molti nobili furono degli intellettuali illuministi, e preti missionari in paesi ancor più dispotici della Francia, portano nei loro resoconti opinioni critiche che concorrono ad alimentare le idee illuministe. Ad esempio i resoconti dei viaggi dei preti cattolici in Cina, servirono come modello per un secolarizzato despota illuminato.
Relazione tra illuminismo e rivoluzione
Non è esistito alcun rapporto diretto tra le idee illuministe e quelle rivoluzionarie, poiché l'ideale illuminista è essenzialmente riformista, guardando perlopiù alla monarchia inglese come modello da seguire. Allo scoppio della Rivoluzione, nel 1789, i grandi illuministi sono già tutti morti, tutt'al più. viene strumentalizzato e plagiato il loro pensiero. Solo Voltaire e Rousseau vengono assunti come modelli di pensiero dai rivoluzionari moderati, e la Guerra di indipendenza americana, in quanto anti-inglese, era già un mito sotto l'Ancien Régime, ben prima degli eventi rivoluzionari francesi.
Gli illuministi guardano semmai alla Rivoluzione industriale e al liberalismo inglese come esiti di un nuovo modello di società, presenti anche nella stesura della Costituzione degli Stati Uniti e di quelle che seguirono negli stati europei da parte delle monarchie illuminate.
Impatto economico e culturale
L'illuminismo fu anche segnato dal sorgere del capitalismo e dall'ampia circolazione di materiale stampato. L'Encyclopédie francese, in questo senso, fu la più importante sintesi del pensiero illuminista, la quale riassumeva al suo interno tutto il sapere del tempo, combinando articoli più marcatamente filosofici, con altri dedicati alle scienze, alle arti e alla tecnica che proprio allora cominciava ad assumere un suo proprio sviluppo.
Il concetto di un singolo movimento di dimensioni europee può indurre in confusione, essendo in realtà un riflesso del reale predominio culturale del pensiero francese.