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Il surrene

Il surrene è una ghiandola endocrina che, come suggerito dal nome, è situata sopra il rene. Si tratta, in realtà, di due piccole ghiandole (5-7 grammi), di forma piramidale, presenti bilateralmente a destra e a sinistra. La parte più esterna e più grande, detta corteccia surrenale, produce ormoni di natura steroidea ed è sotto il controllo dell’ipofisi; la parte più interna, detta midollare, produce adrenalina e noradrenalina ed è posta sotto il controllo di fibre nervose ortosimpatiche.

Tutti questi ormoni svolgono delle funzioni molto importanti; sono fondamentali, infatti, nelle risposte acute agli eventi stressanti e improvvisi, nello sviluppo dei caratteri sessuali, o addirittura nell’impedire una caduta per terra quando si passa dalla posizione sdraiata a quella eretta.

Le ghiandole surrenaliche, quindi, sono indispensabili per la sopravvivenza. Infatti, chi è stato sottoposto ad asportazione chirurgica di entrambi i surreni deve necessariamente effettuare una terapia sostitutiva, cioè deve prendere dei farmaci che sostituiscano, in tutto e per tutto, gli ormoni che normalmente vengono prodotti dai surreni, altrimenti l’asportazione bilaterale del surrene porta a morte in una decina di giorni per collasso cardiocircolatorio (per mancanza di aldosterone).

La corteccia surrenale

Costituisce il 90% del surrene, ed è costituita da tessuto di origine mesodermica. È formata da tre strati di cellule ricche di colesterolo e di acido ascorbico. Distinguiamo la zona fascicolata che secerne i corticosteroidi (o glucocorticoidi), la zona glomerulosa, che secerne gli ormoni mineraloattivi (o mineralcorticoidi) e la zona reticolare, che secerne gli ormoni sessuali di tipo di androgeno.

Steroidogenesi surrenalica

In generale, gli ormoni steroidei controllano il metabolismo (a livello genico) regolando l’espressione di particolari geni. Essi reagiscono con proteine recettoriali intracellulari e i complessi ormone – recettore vanno a legarsi su specifici siti del genoma dove influenzano la trascrizione dei geni adiacenti.

Le principali classi di ormoni steroidei sono cinque:

  • I progestinici (il progesterone) che regolano l’andamento della gravidanza e sono i precursori di tutti gli altri ormoni steroidei.
  • I glucocorticoidi (cortisolo e corticosterone) che promuovono la gluconeogenesi e, in dosi farmacologiche, aboliscono le reazioni infiammatorie.
  • I mineralcorticoidi (aldosterone) che regolano l’equilibrio ionico.
  • Gli androgeni (androstenedione e testosterone) che promuovono lo sviluppo sessuale maschile e mantengono le caratteristiche del sesso maschile.
  • Gli estrogeni (estrone ed estradiolo) gli ormoni sessuali femminili, che danno caratteristiche femminili.

In tutti i casi la catena laterale del colesterolo è estremamente accorciata oppure non esiste più. Una caratteristica generale degli ormoni steroidei è che essi non vengono immagazzinati dopo la sintesi per essere poi rilasciati. Perciò il livello di ormone circolante è regolato soprattutto dalla velocità di sintesi che spesso è a sua volta regolata da segnali provenienti dal cervello.

L’attivazione della sintesi degli ormoni steroidei comporta una stimolazione sia dell’idrolisi degli esteri del colesterolo, sia l’assunzione del colesterolo stesso da parte dei mitocondri delle cellule degli organi bersaglio. Qui un complesso enzimatico detto colesterolo desmolasi idrossila la catena laterale e la taglia formando il prognenolone. Quest’ultimo viene convertito nell’ormone steroideo progesterone grazie a una deidrogenazione e all’isomerizzazione di un doppio legame. In seguito avviene la conversione del progesterone negli altri ormoni steroidei.

L’aldosterone si ottiene grazie a un’idrossilazione (in corrispondenza del C-21) catalizzata da un enzima della corteccia surrenale, seguita da altre due idrossilazioni e una deidrogenazione che formerà il gruppo aldeidico. L’idrossilazione del progesterone origina l’idrossiprogesterone che altre due idrossilazioni trasformano in cortisolo, essenzialmente al livello del surrene. Un enzima delle gonadi è responsabile del taglio della catena laterale dell’idrossiprogesterone originando l’androstenedione, un precursore degli androgeni e degli estrogeni. Gli enzimi coinvolti in questi processi formano un complesso detto aromatasi. Il testosterone viene ridotto al C-5 originando diidrotestosterone, il membro più potente della famiglia degli androgeni.

Azione dei glucocorticoidi

Il glucocorticoide più importante è il cortisolo; altri ormoni della stessa famiglia sono corticosterone e cortisone, secreti in misura assai minore. Il cortisolo entra nel sangue, dove per oltre 96% si lega a particolari proteine e raggiunge in questo modo i tessuti bersaglio. Le funzioni sono molteplici:

  • Azione metabolica: Aumentano la gluconeogenesi, glicogenosintesi, insulino-resistenza, proteolisi, lipolisi, o liposintesi. Aumenta la formazione di corpi chetonici o riducono la captazione periferica del glucosio.
  • Metabolismo calcio: Aumentano l’escrezione renale, riducono l’assorbimento intestinale, inibiscono la formazione ossea e facilitano il riassorbimento.
  • Sistema immunitario: Azione antiinfiammatoria o azione immunosoppressiva (riduzione dei linfociti circolanti) o inibisce la produzione di anticorpi.
  • SNC: Insonnia e euforia seguite da depressione. Ad alte dosi, aumento della pressione endocranica.
  • Cute: Sembra che un ormone ipofisario, l’intermedina, aumenti la deposizione di melanina da parte dei melanoblasti della pelle umana: questa attività è ridotta dalla presenza di cortisone e idrocortisone.
  • Altri effetti: Produzione di surfattante nel polmone fetale. Aumento del numero di piastrine ed eritrociti. Predisposizione allo sviluppo di ulcera peptica.

L’insieme di questi effetti metterebbe l’organismo nelle migliori condizioni per fronteggiare una situazione di stress. I glucocorticoidi vengono distrutti dopo 60-90 minuti dal fegato, che li trasforma in composti detti 17-chetosteroidi, eliminati poi con le urine. La produzione di glucocorticoidi subisce alcune oscillazioni nel corso della giornata, con il massimo poco dopo l’alba ed il minimo la sera (ritmo circadiano).

La regolazione della secrezione surrenale di glucocorticoidi, è dovuta all’ipofisi anteriore e al tasso ematico di cortisolo. Ad aumento del cortisolo circolante, corrisponde diminuzione della produzione ipofisaria di ACTH (adrenocorticotropina), che stimola la corteccia surrenale; l’azione dei glucocorticoidi si esplica inibendo a livello ipotalamico la produzione dello specifico RF (CRF) che giungendo all’adenoipofisi promuove la secrezione di ACTH: ne consegue minore stimolazione surrenalica, minore produzione di glucocorticoidi e diminuzione del cortisolo circolante.

La produzione di ACTH, e quindi di glucocorticoidi, aumenta rapidamente al verificarsi di una qualunque condizione di stress, come paura, fame, freddo, ecc. L’esercizio fisico, ad esempio, è una forma di stress e quindi si associa ad aumento in circolo di endorfine, MSH e ACTH: l’aumento di quest’ultimo si traduce in incrementata secrezione corticosurrenalica di ormoni glucocorticoidi, che aumentano in circolo in misura direttamente proporzionale all’intensità dell’esercizio.

Azione dei mineralcorticoidi

Il principale mineralcorticoide è l’aldosterone, il cui ruolo fisiologico è quello di controllare il bilancio dell’escrezione di ione Na a livello renale. Stimola infatti il recupero di ioni Na e di acqua a livello dei tubuli renali, causando parallelamente una perdita di ioni K e H: queste azioni hanno come conseguenza aumento della pressione arteriosa e diminuzione dell’acidità del sangue. È la mancanza dell’aldosterone la vera causa della morte da asportazione bilaterale dei surreni.

La regolazione della secrezione surrenale di aldosterone, non è dovuta all’ipofisi, ma ad un meccanismo di origine renale, il sistema renina-angiotensina. Nel rene, infatti, esiste l’apparato iuxtaglomerulare che, quando diminuisce la pressione arteriosa, libera nel sangue un enzima, la renina. Nel sangue, questa trova una proteina di origine epatica, l’angiotensinogeno, da cui stacca un frammento di 10 aminoacidi, l’angiotensina I, da cui deriva, per azione dell’enzima convertasi presente nel polmone, l’angiotensina II, che...

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Scienze mediche MED/13 Endocrinologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ramona.scoglio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Endocrinologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Buscema Massimo.
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