Il sistema monetario internazionale 1870-1973
Ogni variazione del tasso di cambio reale interno implica automaticamente una variazione opposta del tasso di cambio all’estero, o ogni spostamento delle spese interne cambia la domanda nazionale di beni esteri. Salvo che il paese considerato sia molto piccolo, ciò che succede al suo interno influisce sulle condizioni macroeconomiche all’estero, complicando il comportamento dell’autorità di politica economica straniera. I canali dell’interdipendenza dipendono dagli accordi monetari e dal tasso di cambio che i paesi adottano: un insieme d’istituzioni detto sistema monetario internazionale.
In un’economia aperta, la politica macroeconomica ha due obiettivi principali: l’equilibrio interno (pieno impiego con prezzi stabili) e l’equilibrio esterno (squilibri non eccessivi nei pagamenti internazionali). Il perseguimento da parte di un paese dei propri obiettivi macroeconomici influenza inevitabilmente il grado in cui gli altri paesi raggiungono i loro obiettivi.
Obiettivi di politica macroeconomica in economia aperta d’equilibrio
Nelle economie aperte i policymaker sono motivati da obiettivi interni ed esterni.
L’equilibrio interno: il pieno impiego e la stabilità dei prezzi
Quando c’è il pieno impiego delle risorse produttive di un paese e il livello dei prezzi è stabile, il paese ha raggiunto l’equilibrio interno. La sovra e sotto occupazione portano a movimenti del livello generale dei prezzi che riducono l’efficienza dell’economia rendendo meno certo il valore della moneta. Poiché i salari e i prezzi interni salgono quando la domanda di lavoro e di prodotti supera il livello di pieno impiego e scendono nel caso opposto, il governo deve prevenire i movimenti eccessivi della domanda aggregata rispetto al livello di pieno impiego, al fine di mantenere un livello dei prezzi stabile e prevedibile.
L’inflazione e la deflazione possono aversi anche in condizioni di pieno impiego, se le aspettative dei lavoratori e delle imprese circa la futura politica monetaria conducono a una spirale prezzi-salari inflazionistica o deflazionistica. Un effetto particolarmente negativo di un livello dei prezzi instabile è quello sul valore reale dei prestiti. Poiché i prestiti sono denominati in unità monetarie, una variazione inattesa dei prezzi provoca una ridistribuzione del reddito dai creditori ai debitori.
Per evitare l’instabilità del livello dei prezzi, il governo deve prevenire fluttuazioni eccessive nella produzione. Inoltre, deve evitare di alimentare l’inflazione o la deflazione, assicurando che l’offerta di moneta nazionale non cresca troppo rapidamente o troppo lentamente.
L’equilibrio esterno: il livello ottimo del conto corrente
Un paese con un deficit nel saldo del conto corrente sta prendendo a prestito risorse dal resto del mondo e dovrà ripagarle in futuro. Un avanzo nel saldo del conto corrente non pone alcun problema se il risparmio interno è investito in maniera più profittevole all’estero di quanto avrebbe all’interno.
I paesi in cui l’investimento è improduttivo dovrebbero essere esportatori netti di produzione mentre i paesi in cui l’investimento è più produttivo dovrebbero essere importatori netti di produzione presente (e, quindi, sperimentare avanzi di conto corrente). Un paese in cui la produzione diminuisce temporaneamente può volere prendere a prestito all’estero per evitare la brusca caduta dei consumi. In assenza di prestiti, il prezzo della produzione presente sarebbe più alto che all’estero; così lo scambio in termini della produzione futura interpolare elimina questa differenza di prezzo e conduce a un guadagno per entrambi.
I policymaker adottano un qualche livello del saldo corrente come obiettivo, e questo livello definisce l’obiettivo di equilibrio esterno.
Problemi causati da deficit eccessivi del saldo del conto corrente
Un alto livello del deficit causato da una politica fiscale espansiva che allo stesso tempo non renda più profittevoli gli investimenti interni, può segnalare la necessità, per il governo, di ristabilire l’equilibrio esterno cambiando la politica economica seguita. Quando i paesi sono insolventi, gli stranieri diventano diffidenti nel prestare nuovi fondi e chiedere la restituzione del prestito. Il governo del paese può essere costretto a ridurre il livello di indebitamento estero.
Problemi causati da surplus elevati del saldo del conto corrente
Un surplus significa che il paese sta accumulando attività localizzate all’estero. Questo è un problema in quanto per un dato livello di risparmio interno, un aumento dell’attivo estero implica un minore investimento interno in impianti e attrezzature. I policymaker possono preferire che il risparmio interno sia indirizzato a livelli più elevati di investimento interno in quanto il rendimento sul capitale nazionale può essere tassato più facilmente di quello estero; l’investimento aggiuntivo all’interno può ridurre la disoccupazione; gli investimenti nazionali di un’impresa possono avere effetti positivi di tipo tecnologico sugli altri produttori.
Paesi con surplus elevati possono diventare oggetto di misure protezionistiche discriminatorie. Per evitare tali restrizioni, i paesi in attivo possono tentare di non aumentare troppo il proprio surplus. L’obiettivo dell’equilibrio esterno è un livello del saldo di conto corrente tale da permettere che il guadagno derivante dallo scambio interpolare possa essere realizzato senza problemi. Poiché i governi non conoscono esattamente questo livello, di solito cercano di evitare attivi o passivi elevati.
La politica macroeconomica internazionale durante il gold standard, 1870-1914
Il Gold Standard si basa su tre presupposti:
- Esiste una parità tra le monete e l’oro.
- Convertibilità della moneta in oro.
- Proporzionalità tra l’offerta di moneta di un paese e la quantità di oro disponibile all’interno di quel paese.
Il tasso di cambio è legato alla parità, però non può oscillare al di sopra e al di sotto della parità ma può farlo sulla base dei punti dell’oro (che dipendono dalle spese di spedizione dell’oro).
Origini del gold standard
Il gold standard ha avuto origine nell’uso delle monete d’oro come mezzo di scambio, unità di conto e riserva di valore. Il resumption act (1819) segnò l’adozione di un vero gold standard, poiché esistenti da tempo sull’esportazione di lingotti ...
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