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Il diritto internazionale dell’economia, tratta il funzionamento delle organizzazioni della

globalizzazione.

La GLOBALIZZAZIONE è il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi di

diverso tipo a livello mondiale in diversi ambiti osservato a partire dalla fine del HYPERLINK

"http://it.wikipedia.org/wiki/XX_secolo" \o "XX secolo" XX secolo, con riferimento in

particolare a tre ORGANIZZAZIONI MONDIALI:

a) Fondo Monetario Internazionale (F.M.I. – carattere monetario) – nata nel 1944 con

sede a Washington

b) Banca Mondiale (B.M. – carattere finanziario) - nata nel 1944 con sede a

Washington

c) Organizzazione Mondiale del Commercio (O.M.C. – carattere commerciale) – nata

nel 2004 con sede a Ginevra

Le ORGANIZZAZIONI EUROPEE (dette REGIONALI per la loro copertura continentale) sono

invece: banca centrale europea (B.C.E.) che corrisponde al FMI

banca europea degli investimenti (B.E.I.) che corrisponde alla B.M.

l’unione europea (U.E.) che corrisponde all’O.M.C.

A queste poi si affiancano le VARIE ORGANIZZAZIONI NAZIONALI che possono essere

rappresentate dal GOVERNO, dalla BANCA D’ITALIA secondo le diverse competenze ma

possiamo dire che hanno scarsissimi poteri poiché la sovranità nel campo economico,

commerciale, finanziario e monetario è stata quantomeno centralizzata a livello comunitario

(esempio: con riguardo alla competitività: è impossibile di fatto imporre dazi doganali ai

prodotti cinesi in ambito nazionale perché per eluderli basta che questi prodotti passino da

un paese confinante con l’Italia)

ANALISI STORICA della nascita delle Organizzazioni Mondiali

La banca mondiale e fondo monetario internazionale (B.M. – F.M.I.)

Sono state create nel 1944 nell’ultimo periodo della seconda guerra mondiale insieme ad

altre organizzazioni internazionali che si stavano ideando in quel momento, come le Nazioni

unite e altre organizzazioni con scopi politici;

LE CAUSE della loro nascita

I governanti delle potenze che stavano prevalendo nella guerra fecero un’analisi delle ragioni

che avevano portato alla seconda guerra mondiale, ragioni che, al di là di quelle razziali o

ideologiche, avevano portato molta gente a dare consensi al nazismo in Germania od ai

movimenti nazionalisti in altri paesi europei; in sintesi si vide che la Germania perdere la prima

guerra mondiale con la condanna a pagare i danni di guerra in maniera ingente, molto

superiore alle sue possibilità. Di fatto la Germania avrebbe dovuto pagare ogni anno una rata

molto superiore al suo prodotto interno lordo e questo comportava l’impossibilità di pagare i

debiti in modo normale, considerando anche che la zona della Rhur e le zone dove avveniva

l’estrazione di minerali (quindi zone molto ricche) erano state requisite dai francesi e al

momento occupate da francesi e inglesi; quindi in Germania pensarono di pagare i debiti

producendo di più e vendendo di più. E siccome gli oggetti per la casa, le magliette, le

scarpe prodotti in Germania erano uguali a quelli prodotti in Francia in Italia o in Inghilterra, a

parità di qualità pensarono di diminuirne il costo questo portò ad una fortissima

svalutazione del Marco.

Ci fu quindi uno shock enorme dei prezzi a livello europeo con la Germania che comincia ad

invadere i mercati degli altri paesi con i propri prodotti che costavano un centesimo o anche

di meno di quelli dei paesi confinanti.

LA RISPOSTA DEGLI ALTRI PAESI alla Germania fu:

la svalutazione competitiva delle monete per avere appunto prodotti più competitivi in base

al costo;

sottrazione di quote di mercato ai paesi concorrenti.

La CRISI del 1929

A un certo momento ci fu un crack a livello europeo e mondiale, crollarono le borse e i mercati

in tutto il mondo, fu la crisi del 1929 in America e in Europa. Si giunse inoltre alla costruzione

di barriere doganali, al fenomeno del PROTEZIONISMO arrivato all’eccesso: ogni paese

chiudeva il proprio territorio alle importazioni di altri paesi. In Italia il fenomeno non fu molto

avvertito perché vigeva una politica autarchica sotto il fascismo e quindi era meno

dipendente dagli altri paesi per l’import – export. Ci fu quindi da una parte la svalutazione che

causò poi inflazione di tutte le monete, dall’altra le BARRIERE DOGANALI e addirittura il

CONTINGENTAMENTO DELLE IMPORTAZIONI; ormai ogni paese doveva essere

autosufficiente e cercare di sopravvivere con le proprie risorse.

Si crearono pertanto grossi ostacoli al commercio internazionale perchè inoltre in quel

periodo, come anche oggi, alcuni paesi avevano le materie prime e altri non le avevano. La

Germania di fatto subì più di tutti questa crisi e davanti alle frontiere chiuse da parte dei paesi

concorrenti cominciò a pensare ad uno “spazio vitale” di sopravvivenza per estendere i propri

mercati e per acquisire materie prime (es. l’attacco militare di Hitler alla Russia, per l’interesse

al petrolio). In sostanza ciò che è successo nella seconda guerra mondiale è da spiegare con

motivazioni economiche.

NASCITA di una nuova organizzazione per la ricostruzione (Banca Internazionale per la

Ricostruzione e lo Sviluppo – detta anche Banca Mondiale)

Tutti questi problemi erano all’attenzione delle potenze che stavano vincendo la seconda

guerra mondiale che decisero di regolare a livello mondiale i fenomeni di guerre finanziarie o

commerciali per evitare che al termine della guerra potessero ricominciare lo stesso tipo di

problemi.

Si pensò anche che, se si globalizzava l’economia e la finanza sarebbe stato molto difficile

per un paese fare la guerra agli altri, prima di tutto perché sarebbero stati suoi clienti o

fornitori nell’ambito di questa economia globalizzata e poi perché si sarebbero anche creati

dei vincoli di amicizia, di paternariato, che avrebbero spinto contro una guerra.

IL FINE che si erano prefissati gli statisti che idearono questo sistema di organizzazione

internazionale:

controllare che non si venissero a creare svalutazioni competitive fra paesi vicini

impedire blocchi all’entrata delle merci alla dogana, con tariffe doganali o pretesti e a ciò è

preposta l’organizzazione mondiale del commercio creata nel 1994, dopo 50 anni.

creare nuove infrastrutture prima di partire con i commerci perché alla fine della guerra

Europa e Asia sarebbero stati dei continenti distrutti.

Si ideò quindi un organizzazione con la FUNZIONE DI RICOSTRUIRE: la cosiddetta Banca

Mondiale ovvero, più precisamente, Banca Internazionale per la ricostruzione e lo

sviluppo, con lo scopo di ricostruire e anche di sviluppare quei paesi che anche prima della

guerra non erano mai stati in grado di partecipare al commercio internazionale perché troppo

poveri o arretrati.

Queste tre organizzazioni: fondo monetario internazionale, banca mondiale e

organizzazione mondiale del commercio erano il progetto specifico da mettere in campo alla

fine della guerra. Mentre il F.M.I e la B.M. nacquero senza problemi, l’organizzazione

mondiale del commercio non si creò per un problema creato dagli USA nel 1947 che

diventarono protezionisti e non ratificarono il trattato. Ci fu solo l’entrata in vigore del

G.A.T.T. ovvero l’ “Accordo generale sulle tariffe sul commercio”, un trattato di 30 articoli che

venne stipulato anche dagli USA nel 1947 e che per 50 anni, fino al 2004 ha regolato il

commercio internazionale. Nel 2004 in realtà è stata finalmente istituita l’organizzazione

mondiale del commercio come organizzazione internazionale e il G.A.T.T. è diventato uno

dei trattati da essa amministrati insieme ad altri trattati già approvati nel 1994 come quello

sul commercio sui servizi, quello sulla proprietà intellettuale, quello sulla risoluzione delle

controversie in sede commerciale.

IL SIST EMA MO NET ARIO INT ERNAZ IO NAL E ( il F O NDO MO NET ARIO

INTERNAZIONALE)

Il F.M.I. nasce nel 1944 alla Conferenza di Bretton Woods (U.S.A.) con il COMPITO di

monitorare la stabilità dei tassi di cambio tra le varie valute, l' equilibrio tra le bilance

dei pagamenti tra i vari paesi membri, e - infine - di assicurare l'ordine monetario a

livello internazionale, impedendo svalutazioni competitive (per favorire le esportazioni di

un paese verso gli altri) ed ogni altra misura di competizione commerciale fondata

esclusivamente su azioni sulle valute dei vari paesi membri. Il principio, di fatto, è che vige il

regime dei CAMBI FISSI, e che nessuna moneta può mutare il tasso di cambio verso le altre

senza l'accordo del F.M.I. Purtroppo il regime dei cambi fissi è sopravvissuto solo fino al

1968, dopodiché il F.M.I. ha assistito a significative modifiche:

PRIMA fase (1944-1968) – fino al 1969 il F.M.I. svolgeva il ruolo di “regolatore dei cambi”;

cambi fissi rispetto all'oro;

obbligo U.S.A. di convertire i dollari in oro (35 dollari per oncia, "gold exchange standard");

sottoscrizione di quote da parte dei membri, parte in oro, parte in moneta nazionale;

raggiungimento degli equilibri delle bilance dei pagamenti.

SECONDA fase (1969-1972): - dal 1969 in poi il F.M.I. svolge il compito di consulente

finanziario:

creazione degli S.D.R. (Diritti Speciali di Prelievo), assegnati ai membri proporzionalmente alla

loro quota;

revoca U.S.A. della convertibilità del dollaro in oro (1971);

fine del sistema dei cambi fissi;

shock petrolifero;

mercato degli eurodollari;

fluttuazione delle monete.

TERZA fase (1978 ad oggi):

l'oro decade dal ruolo di mezzo di pagamento;

le riserve auree del F.M.I. vengono restituite o vendute;

gli S.D.R. divengono l'unità di misura del F.M.I.;

gli S.D.R. non sono più contabilizzati in rapporto all'oro, ma secondo un basket di monete;

viene sancita la libera fluttuazione delle monete;

crisi debitoria dell'America Latina (1982): il F.M.I. si concentra prevalentemente sull'assistenza

finanziaria ai paesi membri, affermandosi come gestore delle crisi finanziarie a livello

globale.

STRUTTURA DEL F.M.I. - Gli organi del F.M.I. sono:

Board of Governors (organo assembleare): è formato dal ministro del tesoro o dal presidente

della banca centrale di ciascun paese membro. Voto ponderato (ossia ciascun paese

esprime voti in percentuale al capitale finanziario da esso paese membro sottoscritto e

versato al F.M.I.. In pratica, i diritti del paese equivalgono a quelli di un azionista di S.p.A.);

Executive Board of Directors (organo esecutivo): alcuni direttori sono nominati dai membri

più importanti, altri sono eletti ogni due anni a rotazione. Voto ponderato;

Managing Director (direttore generale): nominato dall'Executive Board, ha poteri di gestione

ordinaria ed è anche il capo del personale del F.M.I.;

Area Departments (America, Asia, Africa, Medio Oriente ed Europa): formulano politiche e

consigli nei confronti dei rispettivi paesi di competenza.

OBIETTIVI DEL F.M.I. (ART. 1):

facilitare l'espansione e la crescita equilibrata del commercio internazionale;

assistere nell'eliminazione delle restrizioni valutarie che disturbano la crescita del commercio

internazionale;

diminuire la durata e gli squilibri tra le bilance dei pagamenti internazionali dei Paesi Membri.

FUNZIONAMENTO DEL FMI

Il F.M.I. è oggi un'organizzazione internazionale di quasi 190 membri. E' stato costituito

per promuovere la cooperazione monetaria internazionale, la stabilità dei cambi, un ordinato

flusso negli scambi internazionali, per rafforzare la crescita economica e la piena

occupazione, nonché per fornire assistenza finanziaria temporanea ai Paesi membri che

debbano affrontare una situazione critica sulla bilancia dei pagamenti. Le funzioni del F.M.I.

di recente sono focalizzate sul monitoraggio, assistenza finanziaria e tecnica.

Per esserne membri bisognava approvare lo Statuto i cui elementi fondamentali erano

rappresentati fino al 1969 dai cambi fissi; pertanto il paese che richiedeva di essere

membro negoziava con gli altri paesi il tasso di cambio ( tutti i paesi avevano un tasso fisso

rispetto al dollaro quindi per sapere quanto valeva un franco rispetto alla lira bisognava fare

un cross change ( quanti franchi occorrevano rispetto al dollaro e quante lire occorrevano

rispetto al dollaro): con questa proporzione si capiva quanto valevano le altre monete rispetto

alla Lira italiana.

Punto centrale del sistema era il controllo dei CAMBI FISSI: tutte le monete avevano un

tasso di cambio stabilito rispetto al dollaro e per cambiarlo occorreva essere autorizzati dal

F.M.I. (non faceva considerazioni di carattere politico).

Siccome quasi tutte le compravendite internazionali erano basate sui dollari, gli USA

supportavano il sistema delle compravendite import export stampando dollari; lo Statuto

prevedeva che qualsiasi paese avrebbe dovuto cambiare poi i dollari in oro chiedendo agli

USA di ricomprarsi i dollari; cosa che ad esempio oggi rappresenta la grandissima minaccia

della Cina che ha 400 miliardi di dollari di patrimonio dei quali potrebbe, di fatto, chiedere la

conversione in oro, con consente crisi del sistema monetario mondiale.

Questa situazione esisteva fino al 1969 quando, in quell’anno la Francia per mettere in

difficoltà gli USA accusati di aver creato inflazioni a livello internazionale con la guerra del

Vietnam, si presentarono un giorno con una nave carica di dollari a Washington chiedendo la

conversione in oro. Dopo qualche giorno (1969) Nixon annunciò in televisione che gli USA

uscivano dal sistema di conversione del dollaro in oro del F.M.I. che infatti da quel momento

è entrato in crisi come controllore dei cambi.

Proprio questa crisi di carattere monetario provocata dalla Francia portò gli USA in

grandissima difficoltà perché da un punto di vista internazionale avevano finanziato la guerra

del Vietnam stampando moneta che aveva anche causato effettivamente inflazione a livello

internazionale.

Fino al 1962 in Italia non esisteva l’inflazione e addirittura c’era deflazione, anche causata

dalla povertà del dopoguerra.

Fino al 1960 in Europa non esisteva l’inflazione e fu proprio questa overdose di moneta

americana sul mercato che causò in buona parte lo shock petrolifero dei primi anni’70,

originato questo dal fatto che gli arabi si ritrovarono in possesso dei massicci proventi in

dollari delle esportazioni di petrolio ma che non potevano di fatto reinvestire.

Il sistema così congegnato del controllo sulle svalutazioni competitive è durato solo una

ventina di anni; il F.M.I. è riuscito a mantenere il ruolo di governatore globale della moneta

solo finchè c’è stato il cambio fisso fra tutte le monete e il dollaro e a sua volta la

conversione forzata del dollaro in oro.

Dal 1969 in poi è finito il regime dei cambi fissi e tutte le monete hanno iniziato a

fluttuare.

Il F.M.I. perso il ruolo di governatore mondiale della moneta, che era identico a quello che

oggi è della B.C.E; non guardiamo al fatto che oggi c’è l’Euro, guardiamo fino al 2001

quando c’era l’ECU o l’Euro virtuale, fino al giorno prima eravamo in una situazione identica a

quando è nato il F.M.I. ovvero c’era il cambio fisso e appunto l’ultima è stata l’Italia una

decina di anni fa a fare una svalutazione, dopodichè si sono fissati i cambi anche se non

esisteva una moneta come l’Euro.

RAPPORTO TRA F.M.I. ed EUROPA

Adesso ad es. non è più l’Italia che ha una politica monetaria o commerciale ed essendo stati

trasferiti tutti i relativi poteri all’Europa, la Banca d’Italia non controlla più il cambio e non

esiste nemmeno più la lira: la politica commerciale la fa la U.E.

LA FUNZIONE DEL FONDO MONETARIO OGGI

Il F.M.I. si è trovato un nuovo lavoro compatibile con il proprio Statuto: dal 1969 è passato

dalla sua funzione di controllore di paesi ricchi a quella di consigliere (CONSULENTE

FINANZIARIO) degli affari monetari e finanziari assumendo un ruolo quasi di finanziatore di

ultima risorsa. Oggi Il F.M.I. compie due tipi di esercizi: uno preventivo ed uno a posteriori.

a) INTERVENTO "PREVENTIVO" DEL F.M.I.

Quello preventivo è di consulente tecnico/finanziario, di come tenere in ordine i conti;

ogni anno il F.M.I invia i suoi esperti paese per paese a fare la pagella dei conti, delle

politiche economiche e fiscali e qualora il F.M.I. riscontri problemi vengono impartite dal

F.M.I. delle raccomandazioni svolgendo quindi un lavoro di stretta consulenza tecnico

finanziaria.

b) INTERVENTO "ORDINARIO" DEL F.M.I.

Il compito a posteriori (detto DI SUPPORTO) è invece posto in essere qualora un paese

abbia bisogno del F.M.I. per crisi finanziarie temporanee ed improvvise; si tratta di un

paese che si trova a corto di valute forti per pagare le importazioni. Non si tratta di paesi

poveri che chiedono soldi ma di paesi che (ANCHE SE RICCHI) hanno una improvvisa

necessità di valuta per pagare le importazioni; questo perchè se un paese è povero e

deve sopravvivere non c’è da richiedere niente al F.M.I. ma è la Banca Mondiale che

deve provvedere. Se un paese non riesce a pagare le importazioni aumentate per

improvvisi eventi esterni o interni, ovvero ha una crisi di valuta (anche ad es. fughe di

capitali) può chiedere l’aiuto del F.M.I. presentando una “lettera di intenti” in cui spiega

cosa è successo e lo comprova con una dettagliata documentazione. LA CONDIZIONE

fondamentale è che questa crisi sia temporanea e improvvisa ovvero non può

essere una crisi strutturale (che si risolve invece con l’intervento della Banca Mondiale).

F a s e g u it o u n c o n t ra t t o d i c o mp ra v e n d it e d i v a lu t e d e t t o “S t a n d B y

Arrangements” (S.B.A.) che prevede l’elargizione di fondi da parte del F.M.I. a condizione

che il paese beneficiario attui precise misure economiche. Inoltre questi fondi vengono

erogati in tranches e la successiva erogazione è sempre condizionata dal raggiungimento

dell’obiettivo macroeconomico posto nell’accordo.

Anche gli USA hanno avuto a volte bisogno di aiuto e chiunque sia membro del F.M.I. ha

diritto in qualsiasi momento, se ha problemi finanziari, a chiedere l’intervento ordinario che

è anche quello previsto dallo Statuto. IL FINE DELL’INTERVENTO DEL FMI è quello di

riportare il paese beneficiario dell’intervento in una situazione per la quale sia in grado di

ridiventare un operatore normale nell’ambito del commercio internazionale recuperando

l’equilibrio della bilancia dei pagamenti. Quando il F.M.I. procede agli interventi ordinari

opera con il capitale versato dai paesi membri; il F.M.I. non è una Banca, è strutturato

come una società per azioni, per cui i soci per entrare ed essere ammessi devono

pagare una quota e in base a tale quota si possono proporzionalmente vantare diritti.

ESEMPIO: in caso di assemblea si vota in proporzione (es voto per 1% quando ho

versato l’1%) ed ogni stato ha accesso "incondizionato" alla "TRANCHE DI RISERVA",

ossia la quota che il membro ha versato in S.D.R. o in "monete di riserva" (Dollaro,

Sterlina, Yen ed Euro). Tale tranche è utilizzabile a semplice richiesta, giustificata da un

uso conforme allo statuto.

L’INTERVENTO ORDINARIO è UN MECCANISMO che costituisce l'intervento

originariamente previsto affinché il F.M.I. supportasse i propri membri per contrastare

un'improvvisa crisi valutaria:

necessità di fronteggiare squilibri di carattere temporaneo della bilancia dei pagamenti;

sono prelievi "ordinari" quelli che gli stati hanno diritto ad effettuare secondo le disposizioni

originarie dello statuto del F.M.I., sulla base ed in percentuale alle loro quote di

partecipazione/sottoscrizione;

ogni stato ha accesso "incondizionato" alla "TRANCHE DI RISERVA", ossia la quota che il

membro ha versato in S.D.R. o in "monete di riserva" (Dollaro, Sterlina, Yen ed Euro). Tale

tranche è utilizzabile a semplice richiesta, giustificata da un uso conforme allo statuto;

oltre la tranche di riserva, i paesi membri possono utilizzare ulteriori disponibilità, sempre

che in tal modo il F.M.I. non venga a detenere valuta del paese in questione superiore al

200% della quota sottoscritta da questo;

il F.M.I. può comunque derogare al limite del 200% ("waiver");

le tranches ulteriori a quella di riserva sono utilizzabili in quattro "credit tranches", che

prevedono la vendita dal membro di propria moneta al F.M.I., con l'obbligo di riacquistarla

entro dato tempo restituendo gli S.D.R. o valute forti acquistati;

ogni credit tranche è sottoposta a condizioni.

PROGRAMMA DI STABILIZZAZIONE:

per l'utilizzo della prima credit tranche, basta che il paese membro dimostri che sta

compiendo "reasonable efforts" per superare la crisi finanziaria;

per le "upper credit tranches", vigono condizioni di utilizzo sempre più restrittive,

richiedendosi un programma di stabilizzazione specifico e con obiettivi definiti

quantitativamente;

per utilizzare le upper credit tranches, occorre prima definire uno "stand-by

arrangement" (S.B.A.);

gli S.B.A. prevedono prelievi scaglionati e condizionati al raggiungimento di determinati

obiettivi;

PRINCIPIO DI "MUTUALITA’": assistenza reciproca tra gli stati membri grazie alle quote

versate, nell'ambito della cooperazione finanziaria, ovvero significa che i versamenti di

capitale fatti da ogni paese al F.M.I. possono essere utilizzati da tutti; tutti hanno l’obbligo di

aiutare gli altri e il diritto di essere aiutati.

ECCEZIONI: dovute all’ingresso di paesi più poveri negli ultimi 30 anni dopo la

decolonizzazione che hanno portato il F.M.I. da club di ricchi a diventare come una

cooperativa ed è sorta l’esigenza di aiutare in qualche modo quei paesi che benché

accettino le regole del F.M.I. si trovano di tanto in tanto con difficoltà più di tipo

strutturale che temporanee e il F.M.I. li aiuta anche se sarebbero interventi a cui è

tenuta la Banca mondiale. Per aiutare i paesi poveri presso il F.M.I. sono quindi

riservate disponibilità finanziarie speciali per casi speciali, che si chiamano

“SPORTELLI” che fungono quasi più da finanziatori dei prestiti che da meccanismi

di compravendita di valuta come abbiamo visto prima per l’intervento ordinario.

FRA I VARI SPORTELLI SPECIALI istituiti nel tempo, ad es. negli anni ’70 a causa

della guerra in Medio Oriente vi fu l’improvviso quadruplicamento del prezzo del

petrolio, accadde che l’Arabia Saudita (che aveva aumentato a dismisura i profitto

derivante dal petrolio) prestò le eccedenze dei dollari incassati, i “ petrodollari”, al

F.M.I. affinché fosse istituito un fondo di finanziamento per le vittime del prezzo del

petrolio, ovvero quei paesi che all’improvviso si erano trovati a pagare per le

importazioni petrolifere molto più di quello che avevano preventivato in dollari (l’Italia è

stato uno dei primi paesi ad utilizzare questo sportello petrolifero).

PRINCIPIO DI "TEMPORANEITA’": obbligo di riacquistare la moneta nazionale venduta al

F.M.I. entro un dato termine, in cambio della valuta di altri paesi membri o di S.D.R.;

il TERMINE MASSIMO per il riacquisto è di 5 anni dalla data della vendita della propria

moneta al F.M.I.;

è il F.M.I. che determina quali valute estere devono essere utilizzate per il riacquisto, al

fine di assicurare un equilibrio tra le valute detenute.

INGRESSO NEL FMI

Quando un paese vuole entrare nel F.M.I. deve essere in primo luogo accettato dagli altri

paesi soci (ormai quasi tutti i paesi del mondo ad esclusione dei paesi comunisti). L’entrata

avviene attraverso una negoziazione lunghissima che può durare anche anni, dove si decide

quanta quota avrà questo nuovo paese entrante e si dovranno cambiare anche le quote dei

paesi presenti; il tutto dipende dalla capacità di negoziazione del paese al momento in cui

entra; non è detto che un paese solo perché è importante debba entrare con una quota alta

ma entrerà con la quota che gli altri paesi permetteranno.

Il paese può cambiare la propria quota solo se lo autorizzano gli altri, il principio è che si

tratta di una S.p.a ma non quotata in borsa ovvero si tratta di una SRL, con le prelazioni da

parte di alcuni soci e con l’unanimità per decidere se cambiare il valore delle quote.

LA MONETA "VIRTUALE" DEL F.M.I.: FUNZIONAMENTO DEGLI S.D.R

Uso degli "special drawings rights" (diritti speciali di prelievo):

un paese si trova a corto di valute forti;

chiede al F.M.I. di vendere S.D.R. nella sua disponibilità contro valute forti detenute da altri

paesi membri;

il F.M.I. individua il paese con riserve in eccesso e gli chiede di venderne parte contro S.D.R.;

sono previsti meccanismi di restituzione e compensazione nel tempo, per evitare eccessivi

squilibri tra il possesso di S.D.R. e le riserve in valute forti.

GLI ACCORDI TRA IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE E GLI STATI

MEMBRI

LA NEGOZIAZIONE E LE CONDIZIONI DELL'ACCORDO TRA F.M.I. ED IL PAESE MEMBRO

PER L'UTILIZZO DELLE DISPONIBILITA' ORDINARIE DEL F.M.I., ATTRAVERSO GLI

STAND-BY ARRANGEMENTS ("S.B.A.")

PROCEDURA

Un paese ha un problema di mancanza di liquidi per pagare l’import/export (se fosse un

problema di mercato interno basterebbe stampare moneta propria, salvo la svalutazione, ad

es. Argentina) perché nessuno accetta la sua moneta.

Si tratta in pratica di un'apertura di credito condizionata, dal F.M.I. al paese membro

richiedente, per utilizzo scaglionato nel tempo. Il F.M.I. approva una certa linea di credito a

favore di un paese, cui quest’ultimo può accedere nel periodo di durata del prestito, sempre

che siano soddisfatte le condizioni concordate con lo stesso F.M.I.. Questo strumento è

mirato a fornire assistenza nei casi di deficit temporanei o ciclici della bilancia dei pagamenti

che si ritiene abbiano breve durata, di conseguenza i rimborsi devono avvenire entro 5 anni.

Presupposto dello S.B.A. è la discussione e la sottoscrizione, da parte del governo

richiedente, di una "letter of intent" indirizzata al direttore generale del F.M.I.. dove spiega

cosa è successo e lo comprova con dettagliata documentazione .La lettera deve contenere:

la richiesta di concessione di un S.B.A.;

il programma di stabilizzazione della bilancia dei pagamenti;

sulla base della lettera, il F.M.I. elabora ed approva un CONTRATTO detto Stand By

Arrangements (SBA) con allegata la lettera, ed il paese richiedente può iniziare il primo

utilizzo in conformità alle disposizioni dello S.B.A. stesso; dentro lo SBA sono previste

elargizioni di valuta in varie rate ed è prevista l’erogazione dei fondi a condizione che si

attuino delle misure precise; questa erogazione di fondi si attua in più fasi ed è

condizionata al raggiungimento degli obiettivi macroeconomici previsti per ogni fase;

quindi si mettono delle condizioni precise che si chiamano CRITERI DI PERFORMANCE e

solo al raggiungimento di queste prescrizioni si avrà diritto alla rata successiva prevedendo

altresì che entro il termine di cinque anni i soldi debbano essere restituiti.

la durata dello S.B.A. varia da 6 mesi a 3 anni.

In realtà questa è un operazione di compravendita e non di finanziamento, il paese che

chiede l’intervento prende ad es. dollari ma deve restituire al F.M.I. l’equivalente in valuta

nazionale, con l’impegno che alla fine del contratto (dopo 5 anni) deve fare l’operazione

inversa ovvero ricomprarsi la valuta nazionale e restituire valuta forte come dollari, Euro, Yen

ma non in oro.

L’oro non può essere restituito perché negli anni ’70 il F.M.I. ha deciso di vendere tutte le

riserve in oro, costituendo un trust per le vendite con i proventi delle quali ha per qualche

anno finanziato degli sportelli speciali. Quindi non c’è più oro, almeno nel F.M.I. e nelle varie

banche centrali, ciò perché l’oro non produce interessi ed è più un bene da speculatori

che puntano ad una plusvalenza piuttosto che un bene da soggetti con bassa

propensione al rischio come le Banche centrali, che preferiscono tenere dei bond

americani piuttosto che l’oro perché vivono con gli interessi di questi.

CONTENUTO DI UNO S.B.A.:

performance clauses (clausole di comportamento): descrive il programma economico/fiscale

che il paese deve seguire per stabilizzare la propria economia;

performance criteria: indicatori degli obiettivi economici (limiti all'espansione monetaria, riserve

bancarie, riduzione delle restrizioni valutarie e commerciali, controllo della spesa pubblica);

phasings: al raggiungimento degli obiettivi di ciascuna fase, il paese ha diritto ad utilizzare le

risorse per la fase successiva;

rescheduling: qualora il paese non riesca a raggiungere tutti gli obiettivi di una fase, si

iniziano con il F.M.I. trattative per rimodulare le azioni del paese e fissare nuove performance

criteria;

fondamento giuridico: tutti i membri del F.M.I. hanno diritto alla concessione di uno S.B.A.,

che è un vero e proprio obbligo statutario per il F.M.I., subordinato all'ottenimento di

"adequate safeguards" (art. I, n. 5, Statuto F.M.I.), ovvero al principio di "conditionality".

La EXTEND FUND FACILITY è la variante di un prestito a più lungo termine mirato agli

squilibri esterni, la cui causa sia essenzialmente da ricondurre a problemi strutturali (il rimborso

deve avvenire entro dieci anni) .

Inoltre il Fmi da pochi anni dispone di DUE strumenti per soccorrere i paesi che si trovino in

una situazione finanziaria difficile:

A) Supplemental Reserve Facility: è uno sportello di emergenza che il Fmi utilizza per

soccorrere paesi membri in piena crisi finanziaria.

B) Contingent Credit line : è una linea di credito che a differenza della Srf, viene

impiegata in funzione esclusivamente preventiva.

LE POLITICHE DEL F.M.I.: PRINCIPIO DI CONDIZIONALITA'

Gli interventi finanziari o di altro tipo di assistenza del F.M.I., sono normalmente

condizionati, si tratta in pratica di un'apertura di credito condizionata, dal F.M.I. al paese

membro richiedente, per utilizzo scaglionato nel tempo.

Il F.M.I. mette a disposizione dei paesi membri le proprie risorse finanziarie, affinché essi

possano provvedere ad eliminare squilibri insorti nelle proprie posizioni esterne, che possono

manifestarsi sia in deficit della bilancia di pagamenti, sia in una posizione precaria delle

riserve. La funzione finanziaria è intesa ad evitare che i paesi facciano ricorso a misure

estreme, ossia distruttive della prosperità nazionale o internazionale. In altre parole si vuole:

da un lato, ridurre il ricorso ad azioni che vadano a danno di altri paesi membri, come le

misure protezionistiche e le svalutazioni competitive;

dall’altro, evitare i paesi in difficoltà aggiustamenti eccessivamente costosi, in termini di

credito e occupazioni, delle proprie politiche.

Nell’esercitare tale funzione, il FMI ricerca sempre un giusto equilibrio tra le risorse

concesse in prestito e il grado di correzione delle politiche economiche, in breve tra

finanziamento esterno ed aggiustamento interno.

Questa pratica viene chiamata condizionalità (conditionality).

Con esso si vuole:

che il paese rimedi in modo duraturo ai problemi che sottostanno allo squilibrio esterno.

la garanzia che i prestiti concessi al paese, che implicano l’uso delle risorse comuni, possano

essere rimborsati tempestivamente.

che attraverso questo venga salvaguardata la stabilità finanziaria del Fmi sul piano

aziendale

che le risorse comuni (limitate), siano il più possibile disponibili a tutti i membri che ne hanno

bisogno.

Solitamente, questo significa che i prestiti o le ristrutturazioni dei debiti sono distribuiti su più

fasi, ed il paese assistito può accedere alla fase successiva di intervento finanziario solo a

condizione di aver perfettamente adempiuto a tutti gli obblighi prescritti per la fase

precedente.

In caso di mancato rispetto di detti obblighi, non solo resta pregiudicato il rapporto con il

F.M.I., ma possono bloccarsi anche i crediti delle banche commerciali.

I MO VIMENT I SPECUL AT IVI DI CAPIT AL E: O L T RE L E PO SSIBIL IT A'

D'INTERVENTO E MONITORAGGIO DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

Il fenomeno esiste da sempre ma, fino agli anni '70, le autorità nazionali ed internazionali

erano in grado di controllarlo.

Cause che hanno aggravato il fenomeno:

svalutazione del dollaro per la guerra in Vietnam e conseguente inflazione U.S.A.;

crisi del petrolio ed eccessiva liquidità dei paesi O.P.E.C. (Organizzazione dei Paesi

Esportatori di Petrolio);

fine del regime dei cambi fissi;

rilassamento delle restrizioni valutarie tra i paesi occidentali;

trasferimento elettronico dei fondi.

STRUMENTI TELEMATICI di trasferimento di capitali "Swift" ("Society for worldwide

international financial telecommunications"), "Chips" (New York "Clearing house interbank

payment system") e "Fedwire" (della Federal Reserve Bank Americana) ; sin dagli anni '70

hanno aiutato a realizzare movimenti di fondi in ammontare decine di volte superiori alle

riserve valutarie detenute da tutto l'insieme dei paesi industrializzati.

Per fornire un quadro regolamentare al trasferimento dei capitali via telex, l'Uncitral ("U.N.

Commission on International Trade Law") ha predisposto delle "Model rules for International

Credit Transfers". Tuttavia, le regolamentazioni internazionali non sembrano in grado di

poter seguire il passo dello sviluppo tecnologico e le nuove tecniche, soprattutto favorite da

internet.

PERCHE' ESISTONO GLI EURODOLLARI:

il primo motivo fu prettamente politico: il governo sovietico ritirò i propri depositi in dollari

dagli U.S.A., dove erano tenuti fino agli anni '60, per trasferirli presso banche europee

ed evitare il rischio di una confisca come invece avvenuto per i depositi di Cuba;

secondo motivo, economico: gli interessi su depositi in dollari al di fuori degli Stati Uniti

potevano essere stabiliti liberamente, mentre negli U.S.A. vi erano limiti normativi;

altro motivo economico: le banche non U.S.A. in alcuni paesi non avevano obblighi di

mantenere riserve su depositi in dollari. Pertanto, anche gli europrestiti divenivano più

convenienti;

infine, un motivo psicologico: che le operazioni in eurodollari potessero sfuggire a

qualsiasi possibile controllo valutario (Dimostratosi non vero alla luce del blocco dei

depositi bancari di soggetti iraniani presso banche al di fuori degli U.S.A. e dell'Iran,

durante la crisi degli ostaggi americani detenuti presso l'Ambasciata U.S.A. a Teheran,.

ALTRI INTERVENTI A SUPPORTO DEGLI STATI MEMBRI

IL G.A.B. (GENERAL ARRANGEMENTS TO BORROW = ACCORDO GENERALE SUI

PRESTITI):

nei primi anni '60, il F.M.I. chiese ai paesi più industrializzati di mettere a disposizione ulteriori

mezzi finanziari;

tali paesi si dichiararono pronti a prestare determinati importi al F.M.I. a tassi d'interesse

pagabili in S.D.R. (Diritti Speciali di prelievo) od in valuta;

una volta acquisite queste risorse supplementari, il F.M.I. ne dispone secondo i propri fini

istituzionali, senza obbligo di alcuna particolare destinazione;

i singoli prestiti devono essere rimborsati al relativo stato finanziatore entro 5 anni;

al G.A.B. partecipa anche la banca nazionale della Svizzera, che pure non è membro del

F.M.I.;

un accordo di prestito simile al G.A.B. è stato raggiunto nel 1982 tra il F.M.I. e l'Arabia

Saudita;

più di recente, è stato istituito il N.A.B. ("New Arrangements to Borrow" Si tratta in pratica

di un accordo simile al G.A.B., al quale però partecipano come finanziatori più Paesi

che al G.A.B).

DISPONIBILITA' SPECIALI:

inizialmente, non venivano differenziate le varie necessità di ricorso alle disponibilità del

F.M.I., essendo i limiti di accesso vincolati alla quota di partecipazione del singolo Stato al

F.M.I.: meccanismo delle "disponibilità ordinarie";

dopo le riforme del 1969 e 1978, le varie cause che portano a squilibri della bilancia dei

pagamenti sono state inquadrate in "disponibilità speciali", ad ognuna delle quali corrisponde

uno specifico "sportello";

la fonte normativa per le disponibilità speciali che recita: " il F.M.I. può adottare politiche

speciali per problemi straordinari relativi alle bilance dei pagamenti");

le disponibilità speciali si aggiungono a quelle ordinarie, e sono a disposizione di qualsiasi

stato membro;

"principio di uniformità": tutti gli stati membri sono potenzialmente destinatari dell'assistenza

del F.M.I., sempre che rientrino nelle condizioni stabilite dallo Statuto, ossia che si trovino a

dover contrastare un problema di bilancia dei pagamenti per il quale è stata predisposta una

specifica disponibilità speciale;

le disponibilità speciali hanno pertanto un'applicazione oggettiva per problemi specifici,

non soggettiva per Paesi (in via di sviluppo o meno);

gl i i nte r v e nti c on di s poni bi l i tà s pe c i a l i s ono e r oga ti a ttr a v e r s o i c . d.

"sportelli" (petroliferi, sui prodotti di base, sugli squilibri strutturali, ecc.).

L’INTERVENTO SPECIALE DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

GLI SPORTELLI PETROLIFERI

All'inizio degli anni '70, si assiste al forte ed improvviso aumento del prezzo del petrolio

stabilito dall'O.P.E.C. ("Organization of petroleum exporting countries"). I paesi O.P.E.C. si

trovano rapidamente in possesso di ingenti quantità di valuta ed attivi di bilancia dei

pagamenti. All'opposto, molti paesi importatori vedono crescere a dismisura il passivo delle

loro bilance dei pagamenti.

Presso il F.M.I., si cerca di fare incontrare la domanda ed offerta di disponibilità finanziarie

venutesi a creare a livello internazionale:

O.F. (Oil Facility) (1974) destinata all'assistenza dei paesi maggiormente in difficoltà in

seguito al deficit petrolifero che aggrava il passivo della bilancia dei pagamenti.

Particolarità:

interamente finanziata dai paesi O.P.E.C. tramite loro prestiti al F.M.I.;

ai prelievi dall'O.F. non sono posti limiti proporzionali alla quota di partecipazione al

F.M.I.;

non sono collegati al prelievo condizioni o vincoli di aggiustamento economico;

Seconda O.F. (1975): si aggiunge la condizione che il prelievo sia condizionato alla

definizione con il F.M.I. di iniziative dirette al risparmio od alla riconversione energetica;

O.F.S.A. (Oil Facility Subsidy Account) (1976):

viene istituito un contributo che il F.M.I. può concedere per facilitare il pagamento degli

interessi sui prelievi dall'O.F. (per gli altri tipi di prelievo, non sono generalmente

dovuti interessi al F.M.I., ma solo provvigioni o commissioni);

anche questa disponibilità non proviene da fondi del F.M.I., ma da contributi dei paesi

più industrializzati.

Tutti gli sportelli petroliferi hanno cessato di operare nel 1983.

GLI SPORTELLI SUI PRODOTTI DI BASE:

C.F.F. (Compensatory Financing Facility) (1963):

finanziamento dei deficit dovuti al calo delle esportazioni dei prodotti di base, sia per motivi

climatici (es.: siccità), sia per altri motivi al di fuori del controllo dello stato membro, sempre che

si tratti di situazioni di breve periodo;

il prelievo finanziario che lo stato può effettuare raggiunge il 100% della sua quota, ed è

cumulabile con le tranches della disponibilità ordinaria;

nel 1981, il C.F.F. è stato esteso anche agli squilibri derivanti dall'importazione di cereali in

caso di improvviso aumento eccessivo del loro costo.

C.C.F.F. (Compensatory and Contingency Financing Facility) (1988):

questo meccanismo ha esteso il C.F.F. e prevede un aiuto supplementare da parte del F.M.I.

qualora, durante l'esecuzione di un piano di aggiustamento già concordato con il F.M.I., uno

Stato si trovi a dover affrontare nuove, improvvise, turbative esterne (es.: aumento inatteso

dei tassi d'interesse internazionali).

B.S.F.F. (Buffer Stock Financing Facility) (1969):

gli stati interessati a stabilizzare i prezzi dei prodotti di base, convengono su riserve-

cuscinetto;

il F.M.I. contribuisce finanziariamente a tali accordi di stabilizzazione, coprendo parte del

deficit connesso alla creazione delle riserve di prodotti di base;

i paesi beneficiari si devono impegnare a cooperare con il Fondo a risolvere le proprie

difficoltà finanziarie.

GLI SQUILIBRI STRUTTURALI

E.F.F. (Extended Fund Facility) (1974):

assistenza ai paesi membri che devono affrontare uno squilibrio non temporaneo, ma

strutturale;

si ricorre all'E.F.F. quando il problema è talmente grave che l'intervento ordinario e

speciale non è più sufficiente;

i prelievi sono concessi in più fasi, ognuna delle quali è subordinata al raggiungimento di

tutti gli obiettivi di quella precedente (forte condizionalità degli "stand-by

arrangements");

insieme all'intervento ordinario, lo stato membro può effettuare prelievi fino al 265% della

propria quota del F.M.I., con obblighi precisi di riacquisto entro un determinato numero

di anni.

S.F.F. (Supplementary Financing Facility) (1977): (ormai esaurito nelle fonti di

finanziamento e sostituito da EAP nel 1981)

anche questo meccanismo serve a finanziare gravi squilibri nella bilancia dei pagamenti;

a differenza dell'E.F.F., ed a somiglianza dell'O.F., è finanziato non con risorse del F.M.I.,

ma con prestiti di paesi industrializzati e di paesi O.P.E.C., oltre che dalla Svizzera;

i prelievi dallo S.F.F. costituiscono un finanziamento supplementare rispetto alle Credit

Tranches della disponibilità ordinaria, aggiungendosi a queste;

il finanziamento supplementare può anche applicarsi ai prelievi effettuati in base

all'E.F.F..

S.F.F.S.A. (Supplementary Financing Facility Subsidy Account) (1980): è un fondo

speciale per il pagamento degli interessi sull'uso del S.F.F..

E.A.P. (Enlarged Access Policy) (1981):

è un meccanismo istituito per sostituire il S.F.F., ormai esaurito nelle fonti di

finanziamento;

l'utilizzo è concesso senza che sia necessaria l'esistenza delle gravi ragioni richieste per il

S.F.F.;

con l'E.A.P., si possono effettuare prelievi multipli della quota.

LA COOPERAZIONE TRA F.M.I. E BANCA MONDIALE:

S.A.F. ( Structural Adjustment Facility) (1986):

nel 1986, il F.M.I. ha sostituito il Trust Fund (finanziato con le riserve auree del F.M.I.),

ormai esaurito, con il S.A.F.;

gli aiuti del S.A.F. sono riservati ai paesi più bisognosi, che già possono accedere ai

prestiti dell'I.D.A. (International Development Association), organo della Banca

Mondiale;

l'accesso al S.A.F. è condizionato da un punto di vista economico, tenendo presente

però i possibili impatti sugli strati più poveri della popolazione. Si può pertanto

considerare anche quale strumento per l'aiuto allo sviluppo (come tale, di competenza

primaria della Banca Mondiale);

per tale scopo, è obbligatorio il coinvolgimento della Banca Mondiale che, attraverso

la I.B.R.D. (Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo), deve elaborare il

piano triennale contenente suggerimenti per la soluzione dei problemi strutturali del

paese interessato.

E.S.A.F.( Nel 1999 l'E.S.A.F. è stata trasformata nella P.R.G.F. ("Powerty Reduction and

Growth Facility"), uno strumento di prestito a tassi minimi (0,5%) creato per sostenere

sul medio termine i programmi di riforma e di riduzione della povertà nei Paesi in via di

sviluppo, dove però si richiede al Paese mutuatario un impegno ben preciso per ridurre

la povertà) (Enhanced Structural Adjustment Facility) (1988):

viene confermata la cooperazione tra F.M.I. e Banca Mondiale;

a differenza del S.A.F., l'E.S.A.F. è finanziato quasi esclusivamente da prestiti e donazioni di

enti o paesi esterni rispetto al F.M.I.;

dal punto di vista giuridico, l'E.S.A.F. è analogo al trust fund, sia istituzionalmente che

contabilmente;

gli aiuti ottenibili tramite l'E.S.A.F. sono molto maggiori rispetto al S.A.F.: inoltre, soggetti

esterni al F.M.I. possono concedere prestiti addizionali ai paesi che abbiano già ottenuto dal

F.M.I. la concessione di un S.A.F..

LA BANCA MONDIALE (Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo –

I.B.R.D.)

La Banca Mondiale non è una "banca" in senso proprio, ma piuttosto un'agenzia

specializzata delle Nazioni Unite, composta da quasi 190 Paesi membri, che devono

essere già membri del F.M.I.. Questi contribuiscono con le proprie quote a finanziare

l'attività della Banca Mondiale, la quale comunque trae la maggior parte dei mezzi

finanziari dei quali ha bisogno per funzionare, soprattutto emettendo obbligazioni sui

mercati dei capitali. Il fine principale dei suoi interventi è ormai divenuto la riduzione della

povertà nei Paesi membri in via di sviluppo. Gli strumenti per ottenere tale risultato sono:

prestiti a tasso agevolato;

crediti senza interesse;

donazioni ai Paesi più bisognosi.

Molti dei Paesi che ricevono prestiti dalla Banca Mondiale non potrebbero (se non, forse, a

tassi d'interesse molto alti) ottenere finanziamenti da banche commerciali.

IBRD/ International Bank for Reconstruction and Development (World Bank)

E’ una agenzia specializzata delle Nazioni Unite; è stata creata nel 1945 a seguito degli

accordi di Bretton Woods; lo scopo iniziale fu la ricostruzione degli stati colpiti dalla seconda

guerra mondiale. Insieme alla I.D.A. (International Development Association) costituisce la

Banca Mondiale.

Adesione italiana: legge 23 marzo 1947, n.132.

OBIETTIVI

Ridurre la povertà

Raggiungere i “Millennium Development Goals (MDGs)”

creare un clima favorevole agli investimenti (ruolo del settore privato);

migliorare il livello partecipativo delle popolazioni nei processi decisionali.

finanziare formazione e programmi per combattere HIV/AIDS;

Guida nello sforzo di anticorruzione;

Finanziare forniture di beni di necessaria importanza come acqua pulita ed elettricità;

Aiuti ai Paesi che emergono dai conflitti.

STRUMENTI

Finanziamenti a lungo termine ai paesi a “reddito medio” (reddito pro capite inferiore

a USD 5185) che possono permettersi di pagare tassi di interesse vicini a quelli di

mercato; i governi ricevono i finanziamenti per specifici progetti quali riduzione della

povertà, sviluppo dei servizi per soddisfare bisogni primari, protezione dell’ambiente,

crescita economica; i finanziamenti sono accompagnati da servizi di assistenza per

utilizzare al meglio i fondi erogati; in alcuni casi i programmi sono co-finanziati da altre

istituzioni.

Il Comprehensive Development Framework è un modello integrato a livello paese che

contempla l’aspetto macro economico e finanziario (FMI) e l’aspetto strutturale sociale e

umano dello sviluppo (Banca Mondiale)

Il Country Assistance Strategies, che copre un periodo di tre anni, definisce il livello e la

composizione dell’assistenza da fornire basata sui bisogni e sulla performance di

portafoglio.

Il piano Marshall è una rappresentazione specifica di cosa significa l’aiuto allo sviluppo: si

danno i soldi a qualcuno per ricostruire; gli aiuti allo sviluppo non vengono dati per comprare

prodotti commerciali ma vengono dati per sviluppare.

L’aiuto allo sviluppo ha una sua istituzione internazionale che è la Banca Mondiale (a cui

corrisponde la B.E.I. a livello europeo) chiamata a gestire dei soldi anche qui procurati, solo

in parte, con i fondi dei soci che sono quasi tutti i paesi del mondo. La B.M. emette dei bond

(obbligazioni) con i quali finanzia dei progetti ovvero li presta a sua volta per realizzare dei

progetti; siccome la B.M. non può fallire è quindi considerato un ottimo debitore e raccoglie

quindi i soldi sul mercato mondiale ad un bassissimo tasso di interesse. Quindi la B.M. non dà

soldi regalati ma crea finanziamenti per realizzare infrastrutture e questo è il suo scopo

specifico: FINANZIARE INVESTIMENTI PRODUTTIVI, CHE PRODUCANO REDDITO. Non

può infatti finanziare ad esempio la costruzione di ospedali o asili pubblici ma opere che

servono alla comunicazione e al commercio, le infrastrutture. La B.M. peraltro interviene

fornendo solo una quota relativa all’intero progetto poiché la partecipazione della B.M. serve

ad assicurare gli altri finanziatori che il progetto è serio e il presupposto del finanziamento

della B.M. è che il progetto sia redditizio. Nel merito gli investitori che mettono i soldi per

realizzare le infrastrutture sperano infatti che il Governo del paese presso il quale realizzano

le opere di progetto possa godere dei finanziamenti della B.M. prestati ad un tasso molto

basso (definibile in base al rischio di investimento nel singolo paese) affinchè l’investimento

possa di fatto ripagarsi da solo (ad es. con il pedaggio per le autostrade o le tariffe per i

servizi anche in concessione). Ad es. l’aeroporto di Malpensa è stato costruito con i soldi

della B.E.I. circa 7/8 anni fa.

LE ISTITUZIONI FINANZIARIE INTERNAZIONALI DEL GRUPPO BANCA

MONDIALE (B.M.)

COMPOSIZIONE DEL GRUPPO BANCA MONDIALE:

Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (I.B.R.D.);

Associazione Internazionale per lo Sviluppo (I.D.A.);

Società Finanziaria Internazionale (I.F.C.);

Agenzia per la Garanzia Multilaterale degli Investimenti (M.I.G.A.);

Centro Internazionale per la Soluzione delle Controversie sugli Investimenti (I.C.S.I.D.).

ISTITUZIONI REGIONALI:

Banca Africana per lo Sviluppo;

Banca Asiatica per lo Sviluppo;

Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (B.E.R.S.);

Banca Interamericana per lo Sviluppo;

Banca Islamica per lo Sviluppo.

PRINCIPALI ATTIVITA':

prestiti a tasso agevolato per promuovere investimenti, rafforzare la crescita economica e

la cooperazione regionale;

assistenza tecnica per la preparazione, valutazione ed esecuzione dei progetti di

sviluppo;

finanziamento dei programmi di assistenza tecnica;

partecipazione di capitale in J.V. di investimento.

CARATTERISTICHE DEGLI INTERVENTI REGIONALI:

le banche d'intervento regionale sono capitalizzate dagli stessi governi locali (oltre che da

alcuni governi occidentali) e funzionano come non-profit organizations;

i prestiti sono a tassi estremamente ridotti rispetto a quelli di mercato ("soft loans");

i prestiti sono concessi sia a governi che a privati (nell'ambito degli obiettivi dell'ente);

sono particolarmente favoriti i progetti relativi al miglioramento delle infrastrutture (strade,

porti, energia, telecomunicazioni, opere di irrigazione);

sono disponibili anche garanzie in favore delle banche commerciali che finanziano i

progetti di sviluppo;

in taluni casi, i finanziamenti vengono concessi in parte dall'ente regionale, in parte dalle

banche commerciali ("co-financing").

AGENZIE E ISTITUZIONI AFFILLIATE ALLA BANCA MONDIALE

1 - INTERNATIONAL FINANCE CORPORATION (I.F.C.):

Lo sviluppo non si ha solo con le sovrastrutture/infrastrutture; se una volta realizzate queste,

ad esempio, non ci sono fabbriche, lo sviluppo non è attuabile; quindi la B.M. cerca di

incoraggiare chi ha i soldi (gli investitori stranieri e non) a costruire le fabbriche in quei paesi

dove si realizzano infrastrutture con interventi della Banca Mondiale stessa. Per incoraggiare

gli investitori esiste la Società Finanziaria Internazionale (I.F.C.) che è una Agenzia con il

compito di aiutare l’investitore privato di un paese ad investire in un altro paese, prima

di tutto affiancandolo nella negoziazione con il partner del paese dove intende investire;

l’intervento dell’ I.F.C. è importante perché una cosa è se ad esempio un privato imprenditore

stipula in Cina un contratto con il governo Cinese; altra cosa è se insieme al privato è

presente un’Agenzia internazionale come quella di cui si parla perché una cosa è defraudare

un privato qualsiasi e altra cosa defraudare la B.M.; inoltre si ha una sorta di marchio sul

progetto che si va ad attuare, una specie di certificazione di qualità dell’I.F.C., utile anche per

raccogliere finanziamenti dalle banche.

L’I.F.C. è stata costituita nel 1956 con il mandato di promuovere lo sviluppo del settore

privato nei P.V.S.; fa parte del gruppo Banca Mondiale. Adesione italiana: legge 23

dicembre 1956, n. 1597.

è un istituto affiliato alla Banca Mondiale;

il suo compito è di agire di supporto ad investimenti privati nei Paesi in via di

sviluppo ("P.V.S."), al fine di ridurre la povertà e migliorare le condizioni di vita;

I.F.C. presta sia assistenza finanziaria che tecnica;

l'obiettivo primario d'intervento è il settore privato, tanto è che l'investimento deve

generare profitti: infatti, I.F.C. può anche assistere una società privata in un P.V.S. per

ottenere finanziamenti sui mercati internazionali dei capitali;

I.F.C. è attivo anche nella promozione di J.V. con governi locali, favorendo anche

l'intervento di soci terzi;

l'assistenza di I.F.C. non è concedibile agli stati non membri della Banca Mondiale;

oltre che con prestiti, I.F.C. può partecipare ad una Joint Venture anche con

sottoscrizione diretta di capitale;

recentemente, I.F.C. si è incaricata anche della consulenza per le privatizzazioni nei

paesi dell'Est;

gli aspetti ambientali non sono una priorità per I.F.C., a differenza dell'approccio delle

istituzioni europee.

maggiore equilibrio nella distribuzione regionale degli investimenti, concentrati soprattutto

in Asia ed America Latina;

potenziamento dei servizi di consulenza che in genere vengono forniti ai governi e

società nell'ambito stesso dell'attività di investimento.

STRUMENTI

Il contributo diretto dell’IFC agli investimenti è di solito limitato al 25 per cento, ma la

solidità della Corporation, il rating AAA (basso livello di rischio) e il rigoroso processo di

selezione delle operazioni che catalizzano la partecipazione di altri investitori. Legalmente

e finanziariamente indipendente dalle altre istituzioni del Gruppo, la Società combina in sé le

caratteristiche di una banca multilaterale di sviluppo e di una banca d'affari. Come

un'istituzione finanziaria privata, fissa infatti un costo per i servizi resi in linea con le

tendenze di mercato ed assume, assieme ai suoi "partners", i rischi connessi ai singoli

investimenti. A differenza della maggior parte delle istituzioni multilaterali, pur operando in

un'ottica di promozione dello sviluppo, non richiede per i suoi prestiti garanzie

governative.

2 - MULTILATERAL INVESTMENT GUARANTEE AGENCY (M.I.G.A.)

Rappresenta Agenzia per la Garanzia Multilaterale degli Investimenti. E' una convenzione

del 1988 aperta alla firma dei soli stati membri della Banca Mondiale, si occupa

esclusivamente di promuovere lo sviluppo del settore privato e di incoraggiare l'investimento

privato estero verso i PVS, assistendo sia gli investitori stranieri sia i governi interessati; quindi

offrendo agli investitori ed ai finanziatori un’ assicurazione contro i rischi politici, al fine di

incoraggiarli ad investire e fare prestiti nei Paesi in via di sviluppo;

MIGA offre agli investimenti garanzie contro certi rischi non commerciali (come i rischi

politici) per investitori stranieri qualificati che investono nello sviluppo dei paesi

membri. Sono coperti i seguenti rischi:

i rischi coperti da questo strumento di carattere più propriamente assicurativo sono quelli

non commerciali, quali:

non convertibilità della valuta locale;

espropriazione, confisca o requisizione governativa;

inadempimento contrattuale del governo;

perdita subita per eventi militari o guerra civile;

l'assicurazione copre sia gli investimenti di capitale che i prestiti, ed anche contratti

di licenza e similari, a condizione che gli investimenti siano nuovi e di durata

minima triennale;

sia gli investitori che gli investimenti devono provenire da un Paese straniero rispetto a

quello dove si verifica l'evento, e provenire comunque da uno Stato membro del


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto internazionale e dell'economia, sui seguenti argomenti trattati: la globalizzazione, le organizzazioni europee, analisi storica della nascita delle organizzazioni internazionali mondiali, le cause della loro nascita, il sistema monetario, il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondiale (BM), accordi tra Fondo monetario e Stati membri.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Internazionale dell'Economia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Porchia Ornella.

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