Il diritto internazionale dell’economia, tratta il funzionamento delle organizzazioni della
globalizzazione.
La GLOBALIZZAZIONE è il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi di
diverso tipo a livello mondiale in diversi ambiti osservato a partire dalla fine del HYPERLINK
"http://it.wikipedia.org/wiki/XX_secolo" \o "XX secolo" XX secolo, con riferimento in
particolare a tre ORGANIZZAZIONI MONDIALI:
a) Fondo Monetario Internazionale (F.M.I. – carattere monetario) – nata nel 1944 con
sede a Washington
b) Banca Mondiale (B.M. – carattere finanziario) - nata nel 1944 con sede a
Washington
c) Organizzazione Mondiale del Commercio (O.M.C. – carattere commerciale) – nata
nel 2004 con sede a Ginevra
Le ORGANIZZAZIONI EUROPEE (dette REGIONALI per la loro copertura continentale) sono
invece: banca centrale europea (B.C.E.) che corrisponde al FMI
banca europea degli investimenti (B.E.I.) che corrisponde alla B.M.
l’unione europea (U.E.) che corrisponde all’O.M.C.
A queste poi si affiancano le VARIE ORGANIZZAZIONI NAZIONALI che possono essere
rappresentate dal GOVERNO, dalla BANCA D’ITALIA secondo le diverse competenze ma
possiamo dire che hanno scarsissimi poteri poiché la sovranità nel campo economico,
commerciale, finanziario e monetario è stata quantomeno centralizzata a livello comunitario
(esempio: con riguardo alla competitività: è impossibile di fatto imporre dazi doganali ai
prodotti cinesi in ambito nazionale perché per eluderli basta che questi prodotti passino da
un paese confinante con l’Italia)
ANALISI STORICA della nascita delle Organizzazioni Mondiali
La banca mondiale e fondo monetario internazionale (B.M. – F.M.I.)
Sono state create nel 1944 nell’ultimo periodo della seconda guerra mondiale insieme ad
altre organizzazioni internazionali che si stavano ideando in quel momento, come le Nazioni
unite e altre organizzazioni con scopi politici;
LE CAUSE della loro nascita
I governanti delle potenze che stavano prevalendo nella guerra fecero un’analisi delle ragioni
che avevano portato alla seconda guerra mondiale, ragioni che, al di là di quelle razziali o
ideologiche, avevano portato molta gente a dare consensi al nazismo in Germania od ai
movimenti nazionalisti in altri paesi europei; in sintesi si vide che la Germania perdere la prima
guerra mondiale con la condanna a pagare i danni di guerra in maniera ingente, molto
superiore alle sue possibilità. Di fatto la Germania avrebbe dovuto pagare ogni anno una rata
molto superiore al suo prodotto interno lordo e questo comportava l’impossibilità di pagare i
debiti in modo normale, considerando anche che la zona della Rhur e le zone dove avveniva
l’estrazione di minerali (quindi zone molto ricche) erano state requisite dai francesi e al
momento occupate da francesi e inglesi; quindi in Germania pensarono di pagare i debiti
producendo di più e vendendo di più. E siccome gli oggetti per la casa, le magliette, le
scarpe prodotti in Germania erano uguali a quelli prodotti in Francia in Italia o in Inghilterra, a
parità di qualità pensarono di diminuirne il costo questo portò ad una fortissima
svalutazione del Marco.
Ci fu quindi uno shock enorme dei prezzi a livello europeo con la Germania che comincia ad
invadere i mercati degli altri paesi con i propri prodotti che costavano un centesimo o anche
di meno di quelli dei paesi confinanti.
LA RISPOSTA DEGLI ALTRI PAESI alla Germania fu:
la svalutazione competitiva delle monete per avere appunto prodotti più competitivi in base
al costo;
sottrazione di quote di mercato ai paesi concorrenti.
La CRISI del 1929
A un certo momento ci fu un crack a livello europeo e mondiale, crollarono le borse e i mercati
in tutto il mondo, fu la crisi del 1929 in America e in Europa. Si giunse inoltre alla costruzione
di barriere doganali, al fenomeno del PROTEZIONISMO arrivato all’eccesso: ogni paese
chiudeva il proprio territorio alle importazioni di altri paesi. In Italia il fenomeno non fu molto
avvertito perché vigeva una politica autarchica sotto il fascismo e quindi era meno
dipendente dagli altri paesi per l’import – export. Ci fu quindi da una parte la svalutazione che
causò poi inflazione di tutte le monete, dall’altra le BARRIERE DOGANALI e addirittura il
CONTINGENTAMENTO DELLE IMPORTAZIONI; ormai ogni paese doveva essere
autosufficiente e cercare di sopravvivere con le proprie risorse.
Si crearono pertanto grossi ostacoli al commercio internazionale perchè inoltre in quel
periodo, come anche oggi, alcuni paesi avevano le materie prime e altri non le avevano. La
Germania di fatto subì più di tutti questa crisi e davanti alle frontiere chiuse da parte dei paesi
concorrenti cominciò a pensare ad uno “spazio vitale” di sopravvivenza per estendere i propri
mercati e per acquisire materie prime (es. l’attacco militare di Hitler alla Russia, per l’interesse
al petrolio). In sostanza ciò che è successo nella seconda guerra mondiale è da spiegare con
motivazioni economiche.
NASCITA di una nuova organizzazione per la ricostruzione (Banca Internazionale per la
Ricostruzione e lo Sviluppo – detta anche Banca Mondiale)
Tutti questi problemi erano all’attenzione delle potenze che stavano vincendo la seconda
guerra mondiale che decisero di regolare a livello mondiale i fenomeni di guerre finanziarie o
commerciali per evitare che al termine della guerra potessero ricominciare lo stesso tipo di
problemi.
Si pensò anche che, se si globalizzava l’economia e la finanza sarebbe stato molto difficile
per un paese fare la guerra agli altri, prima di tutto perché sarebbero stati suoi clienti o
fornitori nell’ambito di questa economia globalizzata e poi perché si sarebbero anche creati
dei vincoli di amicizia, di paternariato, che avrebbero spinto contro una guerra.
IL FINE che si erano prefissati gli statisti che idearono questo sistema di organizzazione
internazionale:
controllare che non si venissero a creare svalutazioni competitive fra paesi vicini
impedire blocchi all’entrata delle merci alla dogana, con tariffe doganali o pretesti e a ciò è
preposta l’organizzazione mondiale del commercio creata nel 1994, dopo 50 anni.
creare nuove infrastrutture prima di partire con i commerci perché alla fine della guerra
Europa e Asia sarebbero stati dei continenti distrutti.
Si ideò quindi un organizzazione con la FUNZIONE DI RICOSTRUIRE: la cosiddetta Banca
Mondiale ovvero, più precisamente, Banca Internazionale per la ricostruzione e lo
sviluppo, con lo scopo di ricostruire e anche di sviluppare quei paesi che anche prima della
guerra non erano mai stati in grado di partecipare al commercio internazionale perché troppo
poveri o arretrati.
Queste tre organizzazioni: fondo monetario internazionale, banca mondiale e
organizzazione mondiale del commercio erano il progetto specifico da mettere in campo alla
fine della guerra. Mentre il F.M.I e la B.M. nacquero senza problemi, l’organizzazione
mondiale del commercio non si creò per un problema creato dagli USA nel 1947 che
diventarono protezionisti e non ratificarono il trattato. Ci fu solo l’entrata in vigore del
G.A.T.T. ovvero l’ “Accordo generale sulle tariffe sul commercio”, un trattato di 30 articoli che
venne stipulato anche dagli USA nel 1947 e che per 50 anni, fino al 2004 ha regolato il
commercio internazionale. Nel 2004 in realtà è stata finalmente istituita l’organizzazione
mondiale del commercio come organizzazione internazionale e il G.A.T.T. è diventato uno
dei trattati da essa amministrati insieme ad altri trattati già approvati nel 1994 come quello
sul commercio sui servizi, quello sulla proprietà intellettuale, quello sulla risoluzione delle
controversie in sede commerciale.
IL SIST EMA MO NET ARIO INT ERNAZ IO NAL E ( il F O NDO MO NET ARIO
INTERNAZIONALE)
Il F.M.I. nasce nel 1944 alla Conferenza di Bretton Woods (U.S.A.) con il COMPITO di
monitorare la stabilità dei tassi di cambio tra le varie valute, l' equilibrio tra le bilance
dei pagamenti tra i vari paesi membri, e - infine - di assicurare l'ordine monetario a
livello internazionale, impedendo svalutazioni competitive (per favorire le esportazioni di
un paese verso gli altri) ed ogni altra misura di competizione commerciale fondata
esclusivamente su azioni sulle valute dei vari paesi membri. Il principio, di fatto, è che vige il
regime dei CAMBI FISSI, e che nessuna moneta può mutare il tasso di cambio verso le altre
senza l'accordo del F.M.I. Purtroppo il regime dei cambi fissi è sopravvissuto solo fino al
1968, dopodiché il F.M.I. ha assistito a significative modifiche:
PRIMA fase (1944-1968) – fino al 1969 il F.M.I. svolgeva il ruolo di “regolatore dei cambi”;
cambi fissi rispetto all'oro;
obbligo U.S.A. di convertire i dollari in oro (35 dollari per oncia, "gold exchange standard");
sottoscrizione di quote da parte dei membri, parte in oro, parte in moneta nazionale;
raggiungimento degli equilibri delle bilance dei pagamenti.
SECONDA fase (1969-1972): - dal 1969 in poi il F.M.I. svolge il compito di consulente
finanziario:
creazione degli S.D.R. (Diritti Speciali di Prelievo), assegnati ai membri proporzionalmente alla
loro quota;
revoca U.S.A. della convertibilità del dollaro in oro (1971);
fine del sistema dei cambi fissi;
shock petrolifero;
mercato degli eurodollari;
fluttuazione delle monete.
TERZA fase (1978 ad oggi):
l'oro decade dal ruolo di mezzo di pagamento;
le riserve auree del F.M.I. vengono restituite o vendute;
gli S.D.R. divengono l'unità di misura del F.M.I.;
gli S.D.R. non sono più contabilizzati in rapporto all'oro, ma secondo un basket di monete;
viene sancita la libera fluttuazione delle monete;
crisi debitoria dell'America Latina (1982): il F.M.I. si concentra prevalentemente sull'assistenza
finanziaria ai paesi membri, affermandosi come gestore delle crisi finanziarie a livello
globale.
STRUTTURA DEL F.M.I. - Gli organi del F.M.I. sono:
Board of Governors (organo assembleare): è formato dal ministro del tesoro o dal presidente
della banca centrale di ciascun paese membro. Voto ponderato (ossia ciascun paese
esprime voti in percentuale al capitale finanziario da esso paese membro sottoscritto e
versato al F.M.I.. In pratica, i diritti del paese equivalgono a quelli di un azionista di S.p.A.);
Executive Board of Directors (organo esecutivo): alcuni direttori sono nominati dai membri
più importanti, altri sono eletti ogni due anni a rotazione. Voto ponderato;
Managing Director (direttore generale): nominato dall'Executive Board, ha poteri di gestione
ordinaria ed è anche il capo del personale del F.M.I.;
Area Departments (America, Asia, Africa, Medio Oriente ed Europa): formulano politiche e
consigli nei confronti dei rispettivi paesi di competenza.
OBIETTIVI DEL F.M.I. (ART. 1):
facilitare l'espansione e la crescita equilibrata del commercio internazionale;
assistere nell'eliminazione delle restrizioni valutarie che disturbano la crescita del commercio
internazionale;
diminuire la durata e gli squilibri tra le bilance dei pagamenti internazionali dei Paesi Membri.
FUNZIONAMENTO DEL FMI
Il F.M.I. è oggi un'organizzazione internazionale di quasi 190 membri. E' stato costituito
per promuovere la cooperazione monetaria internazionale, la stabilità dei cambi, un ordinato
flusso negli scambi internazionali, per rafforzare la crescita economica e la piena
occupazione, nonché per fornire assistenza finanziaria temporanea ai Paesi membri che
debbano affrontare una situazione critica sulla bilancia dei pagamenti. Le funzioni del F.M.I.
di recente sono focalizzate sul monitoraggio, assistenza finanziaria e tecnica.
Per esserne membri bisognava approvare lo Statuto i cui elementi fondamentali erano
rappresentati fino al 1969 dai cambi fissi; pertanto il paese che richiedeva di essere
membro negoziava con gli altri paesi il tasso di cambio ( tutti i paesi avevano un tasso fisso
rispetto al dollaro quindi per sapere quanto valeva un franco rispetto alla lira bisognava fare
un cross change ( quanti franchi occorrevano rispetto al dollaro e quante lire occorrevano
rispetto al dollaro): con questa proporzione si capiva quanto valevano le altre monete rispetto
alla Lira italiana.
Punto centrale del sistema era il controllo dei CAMBI FISSI: tutte le monete avevano un
tasso di cambio stabilito rispetto al dollaro e per cambiarlo occorreva essere autorizzati dal
F.M.I. (non faceva considerazioni di carattere politico).
Siccome quasi tutte le compravendite internazionali erano basate sui dollari, gli USA
supportavano il sistema delle compravendite import export stampando dollari; lo Statuto
prevedeva che qualsiasi paese avrebbe dovuto cambiare poi i dollari in oro chiedendo agli
USA di ricomprarsi i dollari; cosa che ad esempio oggi rappresenta la grandissima minaccia
della Cina che ha 400 miliardi di dollari di patrimonio dei quali potrebbe, di fatto, chiedere la
conversione in oro, con consente crisi del sistema monetario mondiale.
Questa situazione esisteva fino al 1969 quando, in quell’anno la Francia per mettere in
difficoltà gli USA accusati di aver creato inflazioni a livello internazionale con la guerra del
Vietnam, si presentarono un giorno con una nave carica di dollari a Washington chiedendo la
conversione in oro. Dopo qualche giorno (1969) Nixon annunciò in televisione che gli USA
uscivano dal sistema di conversione del dollaro in oro del F.M.I. che infatti da quel momento
è entrato in crisi come controllore dei cambi.
Proprio questa crisi di carattere monetario provocata dalla Francia portò gli USA in
grandissima difficoltà perché da un punto di vista internazionale avevano finanziato la guerra
del Vietnam stampando moneta che aveva anche causato effettivamente inflazione a livello
internazionale.
Fino al 1962 in Italia non esisteva l’inflazione e addirittura c’era deflazione, anche causata
dalla povertà del dopoguerra.
Fino al 1960 in Europa non esisteva l’inflazione e fu proprio questa overdose di moneta
americana sul mercato che causò in buona parte lo shock petrolifero dei primi anni’70,
originato questo dal fatto che gli arabi si ritrovarono in possesso dei massicci proventi in
dollari delle esportazioni di petrolio ma che non potevano di fatto reinvestire.
Il sistema così congegnato del controllo sulle svalutazioni competitive è durato solo una
ventina di anni; il F.M.I. è riuscito a mantenere il ruolo di governatore globale della moneta
solo finchè c’è stato il cambio fisso fra tutte le monete e il dollaro e a sua volta la
conversione forzata del dollaro in oro.
Dal 1969 in poi è finito il regime dei cambi fissi e tutte le monete hanno iniziato a
fluttuare.
Il F.M.I. perso il ruolo di governatore mondiale della moneta, che era identico a quello che
oggi è della B.C.E; non guardiamo al fatto che oggi c’è l’Euro, guardiamo fino al 2001
quando c’era l’ECU o l’Euro virtuale, fino al giorno prima eravamo in una situazione identica a
quando è nato il F.M.I. ovvero c’era il cambio fisso e appunto l’ultima è stata l’Italia una
decina di anni fa a fare una svalutazione, dopodichè si sono fissati i cambi anche se non
esisteva una moneta come l’Euro.
RAPPORTO TRA F.M.I. ed EUROPA
Adesso ad es. non è più l’Italia che ha una politica monetaria o commerciale ed essendo stati
trasferiti tutti i relativi poteri all’Europa, la Banca d’Italia non controlla più il cambio e non
esiste nemmeno più la lira: la politica commerciale la fa la U.E.
LA FUNZIONE DEL FONDO MONETARIO OGGI
Il F.M.I. si è trovato un nuovo lavoro compatibile con il proprio Statuto: dal 1969 è passato
dalla sua funzione di controllore di paesi ricchi a quella di consigliere (CONSULENTE
FINANZIARIO) degli affari monetari e finanziari assumendo un ruolo quasi di finanziatore di
ultima risorsa. Oggi Il F.M.I. compie due tipi di esercizi: uno preventivo ed uno a posteriori.
a) INTERVENTO "PREVENTIVO" DEL F.M.I.
Quello preventivo è di consulente tecnico/finanziario, di come tenere in ordine i conti;
ogni anno il F.M.I invia i suoi esperti paese per paese a fare la pagella dei conti, delle
politiche economiche e fiscali e qualora il F.M.I. riscontri problemi vengono impartite dal
F.M.I. delle raccomandazioni svolgendo quindi un lavoro di stretta consulenza tecnico
finanziaria.
b) INTERVENTO "ORDINARIO" DEL F.M.I.
Il compito a posteriori (detto DI SUPPORTO) è invece posto in essere qualora un paese
abbia bisogno del F.M.I. per crisi finanziarie temporanee ed improvvise; si tratta di un
paese che si trova a corto di valute forti per pagare le importazioni. Non si tratta di paesi
poveri che chiedono soldi ma di paesi che (ANCHE SE RICCHI) hanno una improvvisa
necessità di valuta per pagare le importazioni; questo perchè se un paese è povero e
deve sopravvivere non c’è da richiedere niente al F.M.I. ma è la Banca Mondiale che
deve provvedere. Se un paese non riesce a pagare le importazioni aumentate per
improvvisi eventi esterni o interni, ovvero ha una crisi di valuta (anche ad es. fughe di
capitali) può chiedere l’aiuto del F.M.I. presentando una “lettera di intenti” in cui spiega
cosa è successo e lo comprova con una dettagliata documentazione. LA CONDIZIONE
fondamentale è che questa crisi sia temporanea e improvvisa ovvero non può
essere una crisi strutturale (che si risolve invece con l’intervento della Banca Mondiale).
F a s e g u it o u n c o n t ra t t o d i c o mp ra v e n d it e d i v a lu t e d e t t o “S t a n d B y
Arrangements” (S.B.A.) che prevede l’elargizione di fondi da parte del F.M.I. a condizione
che il paese beneficiario attui p
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