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Il sistema digerente

Appunti di anatomia sul sistema digerente basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni dell’università degli Studi di Milano - Unimi, facoltà di Medicina e Chirurgia, del Corso di laurea in infermieristica . Scarica il file in formato PDF!

Esame di Anatomia docente Prof. P. Biologia

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proteggerle e lubrificarle nei confronti delle secrezioni acide e abrasioni

dovute al passaggio di materiale

- Assorbimento: coinvolge processi di trasporto di elettroliti prodotti della

digestione, vitamine, acqua attraverso l’epitelio intestinale e all’interno

dei vasi sanguiferi linfatici dell’apparato digerente.

- Eliminazione delle scorie: funzione finale dell’apparato digerente, tutti

i materiali ingeriti così come i prodotti di scarto secreti dagli organi

annessi nel tratto GI vengono compattati nelle feci e poi evacuati

mediante il processo di defecazione.

CAVITA’ ORALE

La cavità orale o bocca è la prima porzione del canale alimentare. Situata nella

testa a livello del massiccio facciale dove comunica con l’esterno tramite la

rima buccale delimitata dal bordo libero delle labbra. La cavità orale prosegue

posteriormente nel istmo delle fauci e quindi nella faringe. La bocca è in grado

di assumere gli alimenti dall’esterno attraverso la rima buccale; di triturarli con

i denti; di impastarli con la saliva prodotta dalle ghiandole salivari; di inviare il

bolo così formato nella faringe attraverso l’istmo delle fauci (deglutizione); di

contribuire con le labbra, il palato molle, la lingua e i denti all’articolazione del

linguaggio; di contribuire alla percezione gustativa per mezzo di specifiche

formazioni presenti soprattutto nella lingua; di contribuire alla difesa specifica e

aspecifica dell’organismo attraverso le tonsille e la secrezione salivare.

Nella cavità orale si possono riconoscere due porzioni divise dalla presenza di

arcate gengivo- dentarie:

- Vestibolo della bocca anteriormente e lateralmente

- La cavità orale propriamente detta posteriormente

Il vestibolo della bocca è una fessura concava posteriormente delimitata

anteriormente e lateralmente dalla mucosa delle labbra e delle guance e

posteriormente dalle arcate gengivodentarie.

Nel vestibolo sono presenti nella zona centrale e anteriore il frenulo del labbo

superiore e inferiore.

Le labbra e le guance che delimitano anteriormente il vestibolo presentano una

faccia esterna rivestita dalla cute e una faccia interna rivestita dalla mucosa.

Tra le due facce, le labbra e le guance presentano un’impalcatura impalcatura

muscolare (muscolatura mimica) che ne garantisce i movimenti e

un’impalcatura connettivale ricca di tessuto adiposo nella parte posteriore delle

guance.

La cavità orale propriamente detta è delimitata anteriormente dalle arcate

gengivodentarie, superiormente dal palato, inferiormente dalla lingua e dal

solco sottolinguale, posteriormente dall’istmo delle fauci che separa la faringe.

Le arcate gengivodentarie sono costituite dai processi alveolari delle ossa

mascellari superiormente e dalla mandibola inferiormente. I processi alveolari

sono rivestiti da una mucosa detta gengiva dove sono infissi i denti.

Il palato è formato anteriormente dal palato osseo costituito dalle lamine

orizzontali delle ossa mascellari e palatine rivestite dalla mucosa e

posteriormente dal palato molle costituito da una lamina connettivale rivestita 2

da muscoli e da una tonaca mucosa. Centralmente si prolunga verso il basso

formando l’ugola.

DENTI

Sono gli organi della masticazione ed una prima generazione (denti da latte)

crescono normalmente intorno al 6° mese di vita e si completa generalmente

intorno al terzo anno, costituita da 20 denti (10 superiori e 10 inferiori) due

incisivi, un canino e due molari per ogni emiarcata; poi una seconda

generazione inizia normalmente a 6 anni e si conclude a 18/20 anni circa con

l’introduzione degli ultimi 4 molari (denti del giudizio).

La dentizione definitiva è costituita da 32 denti: due incisivi, un canino, due

premolari e tre molari per ogni emiarcata.

Ogni dente è costituito da una parte sporgente all’esterno o corona, una parte

infissa nell’alveolo o radice (da 1 a 3 secondo il tipo di dente) e una parte

intermedia chiamata colletto.

Al suo interno ciascun dente presenta una cavità occupata dalla polpa dentaria,

un tessuto connettivo vascolarizzato e innervato.

Ogni radice è legata alle pareti del proprio alveolo dal parodonto costituito dalla

gengiva con il periostio alveolare e il legamento connettivale che li unisce al

cemento. Queste formazioni costituiscono un’articolazione delle sindesmosi

chiamata gonfosi.

Il dente è costituito da 3 tessuti:

Lo smalto che ricopre la corona, costituito da sostanza calcificata e

 matrice organica prodotta da cellule epiteliali.

La dentina che forma la massa del dente costituita di tessuto osseo.

 Il cemento che ricopre la maggior parte della radice, un tessuto osseo

 particolare ricco di cellule specializzate.

LINGUA

Fa parte del pavimento della cavità orale, è un organo muscolo mucoso mobile

costituito da una parte anteriore che termina libera ed una porzione posteriore

o faringea detta base che in profondità prosegue con la radice mediante la

quale la mandibola si collega alla mandibola e all’osso ioide.

Presenta un apice libero, il corpo scavato superiormente da un solco mediano,

la radice e una base delimitata dal corpo per la presenza di un solco aperto

anteriormente (solco terminale).

La faccia inferiore della lingua ha un solco sottolinguale con un frenulo sulla

linea mediana e ai lati gli orifizi di sbocco delle ghiandole salivari

sottomandibolari e sottolinguali.

La lingua è rivestita in superficie da una mucosa caratterizzata da epitelio

pavimentoso pluristratificato che dorsalmente ha delle papille di 4 tipi: filiformi

(numerose e sottili con funzione tattile), le fungiformi (scarsi calici gustativi), le

circumvallate che sono 7 e si trovano avanti al solco terminale (V linguale)

ricche di calici gustativi, e foliate situate nel terzo posteriore del bordo linguale

ricche di calici gustativi. 3

La lingua presenta un grosso corredo muscolare con muscoli striati intrinseci ed

estrinseci che assicurano una mobilità all’organo sostenuti da uno scheletro

fibroso che si fissa sul margine superiore dell’osso ioide.

Posteriormente alla V linguale nella radice la tonaca propria della mucosa

linguale è ricca di masse di tessuto linfoide che vanno a costituire la tonsilla

linguale.

Ghiandole salivari

Nella parete della cavità orale, all’interno della mucosa del palato, delle guance

e del pavimento della lingua sono presenti numerose ghiandole salivari

intramurali che contribuiscono a mantenere umida e lubrificata la superficie

buccale. La funzione delle ghiandole presenti nella lingua è di detergere in

continuazione le papille gustative per mantenerle sempre pronte a ricevere le

molecole in soluzione nella saliva quindi percepire il gusto dei cibi.

Alla cavità orale sono annesse 3 ghiandole salivari extramurali pari: la parotide,

la sottomandibolare e la sottolinguale che insieme alle piccole ghiandole

salivari minori elaborano la saliva, un liquido che contribuisce all’iniziale

digestione di cibo e formazione del bolo.

- La ghiandola parotide è la maggiore, situata nella loggia parotidea del

collo (dietro il ramo della mandibola al davanti del muscolo

sternocleidomastoideo al di sotto del meato acustico esterno). La

parotide è in rapporto con i piani sottocutanei, il suo condotto escretore

lungo 5 cm attraversa il muscolo buccinatore e si apre nel vestibolo della

bocca all’altezza del 2° dente molare superiore. all’interno della loggia

parotidea decorrono l’arteria carotide esterna, la vena giugulare esterna

e il nervo facciale che qui si divide nei rami terminali.

- La ghiandola sottomandibolare situata a livello del pavimento della

bocca, sulla superficie esterna. Pesa circa 8 gr. Il suo condotto escretore

lungo circa 5 cm sbocca nel vestibolo della bocca ai lati del frenulo

linguale.

- La ghiandola sottolinguale è situata anch’essa nel pavimento della bocca

al di sotto ella mucosa del solco sottolinguale. È la più piccola tra le

ghiandole e sbocca lateralmente al frenulo linguale con un dotto

maggiore.

Le ghiandole salivari maggiori possono essere di 3 tipi: a secrezione sierosa

producendo saliva ricca di elettroliti ed enzimi e inoltre hanno un abbondante

reticolo endoplasmatico rugoso, a secrezione mucosa producenti saliva di tipo

glicoproteico ricca di mucine e costituiscono la parte tubulare degli adenomeri,

a secrezione mista con adenomeri di tipo sieroso e mucoso dove si possono

trovare gruppi di cellule a secrezione sierosa che formano le semilune di

Giannuzzi.

La ghiandola parotide è una ghiandola acinosa composta a secrezione sierosa;

la sottomandibolare e la sottolinguale sono invece tubuloacinose a secrezione

mista.

La produzione di saliva può essere molto abbondante potendo superare il litro e

mezzo nelle 24 ore, è ricca di importanti enzimi, contiene sodio, potassio e

cloro. 4

Tra le funzioni della saliva oltre a quello di mantenere umida la parete buccale,

contribuire alla formazione del bolo e dare inizio alla digestione vi è quello di

solubilizzare le molecole dei cibi.

ISTMO DELLE FAUCI

Rappresenta il breve tratto di passaggio fra cavità orale e faringe, delimitato

inferiormente dalla base della lingua con la tonsilla linguale e superiormente e

lateralmente da un arco anteriore e posteriore che si congiungono in alto e

sulla linea mediana a formare un margine libero del palato molle con l’ugola. I

due archi divergono in basso delimitando una fossa dove è alloggiata una

tonsilla palatina. Le due tonsille palatine sono rivestite da epitelio pavimentoso

stratificato sono costituite da tessuto linfoide

FARINGE

È la terza porzione del canale alimentare, organo in comune con il respiratorio.

Superiormente fa seguito alle coane (rinofaringe), la parte intermedia segue

l’istmo delle fauci (orofaringe) e inferiormente continua con l’esofago

posteriormente alla laringe (laringofaringe).

Ha un lungo decorso che la colloca superiormente nella testa e inferiormente

nel collo; dalla base del cranio fino alla sesta vertebra cervicale con una

lunghezza di 15 cm.

Riceve attraverso l’istmo delle fauci il bolo proveniente dalla cavità orale e lo

convoglia nell’esofago e contemporaneamente convoglia l’aria inspirata

attraverso la laringe.

Presenta organi linfoidi che danno una difesa specifica e aspecifica contro

antigeni inalati o ingeriti.

Ha la forma di un cilindro allargato verso l’alto e più ristretto in basso,

lievemente appiattito in senso antero-posteriore.

La parete anteriore è incompleta in alto infatti si trova l’apertura delle coane

cui seguono il palato molle con l’arco faringopalatino e l’ugola mentre

inferiormente è presente l’istmo delle fauci.

Nell’ultima porzione laringea, la parete della faringe risulta completa. Le facce

laterali sono in rapporto con il fascio vascolonervoso del collo.

Internamente le pareti laterali della rinofaringe presentano l’orifizio di sbocco

della tuba di Eustachio che mette in collegamento l’orecchio medio con la

faringe. Intorno alla membrana del timpano ce un rilievo determinato dalla

tonsilla tubarica. A livello della volta faringea è presente un rilievo chiamato

tonsilla faringea (accumulo di tessuto linfoide che può dar origine alle

vegetazioni adenoidi). La tonsilla faringea insieme alle tonsille tubariche, alle

due palatine e alla linguale da origine all’anello di Waldayer (importante

presidio immunologico).

Irrorata da rami dell’arteria carotide esterna; il flusso venoso è a carico della

vena giugulare interna. Innervazione garantita da un plesso in cui partecipano i

nervi vago, glossofaringeo e accessorio spinale (rami simpatici che provengono

dal ganglio cervicale superiore). 5

Presenta struttura tipica di un organo cavo, con tonaca mucosa interna con

epitelio respiratorio nella porzione rinofaringea e pavimentoso stratificato nella

oro e laringofaringe.

Nella mucosa sono presenti anche ghiandole tubuloacinose a secrezione

mucosa.

Esternamente alla faringe ci sono i muscoli striati di due tipi costrittori ed

elevatori la cui azione combinata consente l’atto volontario della deglutizione.

Esternamente alla tonaca muscolare ce la tonaca avventizia formata da uno

strato di tessuto connettivo in rapporto con i tessuti circostanti.

ESOFAGO

Fa seguito a livello della sesta vertebra cervicale alla faringe e continua con lo

stomaco a livello della decima vertebra toracica. Lungo circa 25 cm e durante il

suo percorso attraversa il collo, mediastino, diaframma e infine per un breve

tratto l’addome.

Ha numerose curvature e segue inizialmente la cifosi toracica della colonna

vertebrale, poi si porta in avanti per lasciar posto all’arteria aorta che gli si

pone dietro. Visto frontalmente al di sotto dell’arco dell’aorta curva verso

sinistra spostandosi dalla linea mediana.

L’epitelio che lo riveste ne garantisce la resistenza alle lesioni traumatiche,

chimiche e fisiche grazie al secreto delle ghiandole mucose. Il muco prodotto

favorisce anche la lubrificazione insieme alla saliva di cui è impastato il bolo.

Dotato di una componente muscolare che garantisce il coordinamento con

l’atto volontario della deglutizione, inferiormente l’ingresso del bolo nello

stomaco.

La forma dell’esofago è cilindrica e appiattita in senso antero-posteriore e

presenta 4 restringimenti dovuti a rapporti con gli organi vicini: il

restringimento cricoideo nel tratto iniziale dovuto al rapporto con la parte

posteriore della cartilagine cricoide della laringe; il restringimento aortico a

livello toracico nel mediastino posteriore dovuto al rapporto con l’arco

dell’aorta; il restringimento bronchiale dovuto al rapporto con il bronco sinistro

e infine il restringimento diaframmatico in corrispondenza del passaggio

attraverso l’orifizio esofageo del diaframma.

I rapporti dell’esofago sono differenti:

- Nel collo è in rapporto anteriormente con la trachea e nervi laringei

ricorrenti, posteriormente con la colonna vertebrale, a destra e sinistra

con i lobi tiroidei e le arterie relative e più lateralmente con le arterie

carotidi comuni.

- Nel torace mantiene il rapporto anteriore con il bronco principale sinistro

e con il cuore in particolare l’atrio sinistro, posteriormente con la colonna

vertebrale, la vena azygos e i suoi affluenti, il dotto toracico, aorta

discendente, arteria succlavia sinistra, nervo vago e la pleura.

- A livello del diaframma si impegna nell’orifizio esofageo del diaframma,

con lo scambio di fibre connettivali e muscolari e nel breve tratto

addominale prende rapporto con il fegato.

Vascolarizzazione è irrorato da rami delle arterie gastrica e frenica

L’esofago

di sinistra. 6

Il drenaggio venoso è assicurato nella parte cervicale e in quella toracica da

vene affluenti delle tiroidee e azygos, nell’addome da rami tributari della vena

gastrica sinistra e quindi dal sistema portale.

Nella parete dell’esofago si riconoscono le 4 tonache sovrapposte tipiche degli

organi cavi:

La tonaca mucosa ha un epitelio pavimentoso stratificato non

 cheratinizzato che continua con l’epitelio batiprismatico semplice dello

stomaco.

La muscolaris mucosae costituita da elementi posti in maniera

 longitudinale, spessa e con la sua contrazione è responsabile dell’aspetto

a pliche longitudinali della superficie interna dell’organo.

La tonaca sottomucosa molto spessa ha numerose ghiandole mucose

 La tonaca muscolare ha uno strato esterno longitudinale e uno interno

 circolare. Formata da fibre muscolari striate nel terzo superiore e da

fibrocellule lisce nel terzo inferiore. Nel terzo medio dell’organo la

muscolatura striata passa gradualmente in quella liscia perciò i due

tessuti coesistono.

A livello del passaggio attraverso il diaframma, la muscolatura di questo e

quella esofagea vanno a costituire lo sfintere esofageo inferiore che impedisce

il reflusso del succo gastrico corrosivo nel lume esofageo.

STOMACO

Dilatazione del canale alimentare che fa seguito all’esofago al di sotto del

diaframma. Situato nella regione sovramesocolica della cavità peritoneale

dell’addome insieme al fegato posto a destra e alla milza a sinistra e occupa

l’ipocondrio di sinistra insieme alla milza che gli è posta lateralmente e dietro e

la regione epigastrica.

Riceve gli alimenti deglutiti per esporli all’azione del succo gastrico. L’epitelio

di rivestimento assicura costante difesa sulla superficie gastrica con uno strato

di muco protettivo nei confronti dell’azione corrosiva del succo gastrico. La

secrezione del fattore intrinseco garantisce assorbimento della vitamina b12 e

le cellule endocrine della mucosa producono una serie di peptidi in grado di

regolare la secrezione e la motilità dello stomaco.

La spessa muscolatura garantisce il rimescolamento degli alimenti che in

permanenza nello stomaco per circa 1-3 ore si trasforma in chimo che viene

immesso nel duodeno attraverso il piloro.

Ha la forma di un sacco dilatato in alto in alto, appiattito in senso antero-

posteriore quando è vuoto. Ha un margine destro concavo e più breve (piccola

curvatura 15 cm), mentre il margine sinistro è convesso. e più lungo (grande

curvatura 40 cm).

Presenta due facce:

una anteriore in rapporto con il diaframma, l’arcata costale e la parete

 addominale e a destra con la faccia viscerale del fegato;

una posteriore in rapporto con il diaframma, la retrocavità degli epiploon

 (borsa omentale) e gli organi retroperitoneali (pancreas, rene, surrene

sinistro). 7


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DETTAGLI
Esame: Anatomia
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (BUSTO ARSIZIO - CERNUSCO SUL NAVIGLIO - GARBAGNATE MILANESE - LEGNANO - MILANO - ROZZANO)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federicablecich di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Biologia Prof.

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