Il Settecento: contesto storico
La "Glorious Revolution" del 1688 dà inizio al governo di Guglielmo III d'Inghilterra e la moglie Maria II Stuart. Con questi si arrivò a una monarchia costituzionale e alla Dichiarazione dei Diritti nel 1689, che limitava al re il potere assoluto. Insieme alla Toleration Act del 1689 (che permetteva ai dissidenti di avere libertà di culto anche se non potevano accedere alle cariche politiche), si mise fine alle guerre di religione e si diede inizio a un periodo di stabilità politica. Questa età viene definita "età augustea".
Dopo Guglielmo III salì al trono Anna Stuart fino al 1704 e successivamente, i nuovi sovrani, furono Giorgio I e poi Giorgio II, i quali disprezzavano pittori, poeti e scrittori che, dal 1714 al 1760, insieme ai Whig (oligarchici), si affermavano come potenza incontrastata addirittura avendo nelle proprie mani il titolo di primo ministro, in particolare nelle mani di Robert Walpole. George I e George II erano estranei alla realtà britannica e Walpole operò in modo da mantenere la pace all'estero, abolendo tasse sull'esportazione dei manufatti e di importazione sulle materie prime. Al lato opposto dei Whig vi erano i Tory nati con il regno di Carlo II che sostenevano che il potere parlamentare doveva essere meno forte rispetto a quello regio. Erano piccoli proprietari terrieri anglicani.
Nel 1707, a livello politico, con la Act of Union nacque ufficialmente la Gran Bretagna, che accorpava il Regno di Inghilterra e Irlanda a quello della Scozia: i termini "English" e "England" furono sostituiti da "British" e "Great Britain". Secondo alcuni autori, come Defoe, ciò servì a favorire l'ascesa degli Hannover e a impedire il ritorno di James Stuart dopo la morte di Anne (1714). Gli Stuart, però, istigarono la popolazione scozzese a ribellarsi (1715 e 1745). Le rivolte furono sedate ma furono imposte drastiche punizioni come l'impossibilità di parlare il gaelico o di camminare con le armi. Gli Hannover si imposero come nuova dinastia, comprando terre e consolidando la loro posizione spendendo in modo grandioso.
Questo periodo fu definito anche "età illuminata" in quanto si ritornava all'ideale classico per esaltazione dell'intelligenza razionale sulla fantasia, per il tono didattico delle opere letterarie e per le regole imposte dai classici latini e greci. I lettori avevano come obiettivo quello di "illuminare" la natura in un modo di esprimersi razionale, scorrevole e non artificiale. L'illuminismo era espressione della middle class che cercava di permettere all'uomo di fare luce sugli aspetti oscuri della natura. A livello sociale nasce la nuova ricca borghesia dei gentlemen che controllava le grandi compagnie e sosteneva Walpole e gli Hannover (Giorgio I e II). Lo strato intermedio della popolazione era costituito dai piccoli imprenditori e commercianti, definiti the people, mentre, al limite estremo, vi erano the mob che sopravvivevano faticosamente nelle città.
Il Settecento fu un secolo caratterizzato da tre rivoluzioni: la Rivoluzione Americana, Francese e Industriale, che portarono notevoli mutamenti nel corso della storia. Con la Rivoluzione Francese (1789-1799) l'uomo cominciò a pensare in termini di "uguaglianza" (non accettando più privilegi), di "libertà" (reclamando la tutela dei suoi diritti e doveri), e di "fraternità".
La rivoluzione industriale
La Rivoluzione Industriale (1780-1830) portò a un progressivo aumento delle industrie producendo una nuova classe sociale (il proletariato) e un nuovo soggetto socio-economico (l'operaio). Tutto ciò portò a un profondo mutamento della famiglia che perse ogni valenza educativa. Anche le donne e i bambini furono inseriti nel sistema di fabbrica e le loro condizioni di vita diventarono durissime. La produzione del sistema tessile e metallurgico divenne più veloce e semplice grazie a nuove scoperte scientifiche e alla creazione di nuovi macchinari partendo dalla nascita della macchina a vapore. I contadini diventarono operai e si arrivò a un maggiore benessere economico che portò alla nascita di una borghesia produttiva ed economicamente forte costituita dai proprietari delle fabbriche e dai loro investitori. Ci fu inoltre un grande aumento demografico.
Il Settecento voleva portare l'uomo a essere cittadino artefice del proprio destino. Quanto all'espansione coloniale, la Gran Bretagna acquisì la baia di Hudson e Terranova, con la guerra di successione spagnola nel 1701-1713 e con quella di successione austriaca (1740-1748) ebbe il controllo delle rotte atlantiche. Con la guerra dei sette anni (1756-1763) conquistò l'India. Con il trattato di Parigi (1763) acquistò la Louisiana e il Canada a spese della Francia dando alla Gran Bretagna un forte e vasto potere coloniale.
In successione al primo ministro Walpole, vi fu William Pitt (1757-1761) con il quale vi fu una guerra di indipendenza delle colonie americane tra il 1775 e il 1783 che si concluse con un distacco dei possedimenti britannici e l'acquisizione dell'Australia (1768-1780). George III andò contro i Whig. Lui era il primo degli Hannover ad essere nato in Gran Bretagna (infatti i primi due non erano anglofoni). Ebbe problemi con il paese e con il Parlamento e successivamente anche problemi mentali. Fece perdere 13 colonie americane e con la pace di Parigi del 1783 si segnò la fine del primo impero britannico. La rivoluzione industriale chiuderà quest'epoca.
Contesto letterario
Romanzo
Lo scrittore deve fare i conti con la commerciabilità delle sue opere, imparando a considerare il proprio lavoro come merce da offrire al mercato intellettuale. La domanda di libri cresceva di giorno in giorno ed erano soprattutto le donne dell'alta borghesia ad avere più tempo libero per leggere.
L'avvento di nuove forme di scrittura quali le lettere, i giornali, periodici, diari, relazione di viaggio e autobiografie incrementarono la nascita del romanzo a inizio 1700. In tutte queste forme di scrittura vi è una caratteristica comune, ovvero l'esperienza del quotidiano di gente qualsiasi, dunque esperienze 'realistiche'. Nasce quello che noi conosciamo come "novel" che si differenzia dal romance per queste ragioni:
- Romance: Avventure fantastiche;
- Novel: Metta in risalto la realtà, nella quale il lettore può riconoscersi.
In questo modo l'autore previene ogni tipo di censura relativamente alla finzione. Con l'istituzione delle biblioteche circolanti si provvide a mettere la lettura a disposizione anche dei meno abbienti e questo porta a una diffusione del romanzo e di audience, mentre, chi non aveva tempo, poteva soddisfare il proprio bisogno di informazione anche attraverso periodici ad opera di autori borghesi. Questo aumento fece mutare anche i temi del novel che divenivano più consueti a un pubblico meno colto e più vasto. Solitamente la storia raccontava la ricerca di uno status appropriato e agiato della società, in cui l'eroina/eroe ripercorreva la sua discendenza familiare o ricorreva al matrimonio. Nel novel abbiamo la coincidenza tra intreccio e forma del discorso. Vi è la narrazione in prima persona in modi di confessione o lettere: esempi di queste caratteristiche sono Defoe o Richardson, mentre Fielding, con il narratore onnisciente, rappresenta la svolta e il cambio dei canoni tradizionali.
Alcuni autori hanno dato vasta importanza più al lettore che al genere stesso. Joseph Addison nel suo Spectator parla di una strategia temporale con cui l'autore deve suscitare curiosità e attesa. Anche Samuel Johnson nel suo Rambler parla del novel e il suo impatto sul pubblico. Ma questi giornali non utilizzano mai il termine novel e si concentrano sul pubblico piuttosto che sulla struttura. Questo perché l'audience era cambiato, il numero di donne lettrici era sempre più numeroso e la lettura si faceva silenziosa e individuale. Anche filosofi come Hume e Smith si concentrano sull'effetto "novità", soffermandosi sulla struttura che ormai è cambiata a causa del cambiamento del pubblico, ma solo Fielding, forte dalla sua esperienza in teatro, uscirà da questo 'empasse' e con la figura del narratore onnisciente, abbandona l'idea di "realtà" del romanzo e la forma epistolare, di diario e manoscritti ritrovati, assumendosi la responsabilità della storia in quanto autore. Il novel indica la "novità" e ciascun autore pone il suo romanzo come "qualcosa mai visto prima", di totalmente nuovo. Un esempio è Richardson con Pamela, or Virtue Rewarded (1740) e Clarissa, in cui utilizza la forma epistolare. Anche Fielding in Joseph Andrews, parodia di Pamela, parla di romanzo mai visto prima. Fielding e Richardson rappresentano due antipodi: il primo...
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