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resto già nel "Parere sull'arte comica" (1785) aveva sostenuto che per far nascere un teatro in Italia

occorrevano non solo sommi autori, ma anche attori in grado di essere oggi Brighella e domani Alessandro,

ma soprattutto consapevoli che si possa andare in palcoscenico senza buca del suggeritore, che si possa

recitare con le pause utili per far riflettere su quello che si dice, e che si possa scegliere come modello la

lingua toscana anziché la commistione di dialetti che caratterizzava il linguaggio dei comici.

Preromanticismo russo

Negli ultimi anni del regno di Caterina II, una nuova ondata porta i nuovi esempi di Richardson e Rousseau,

insieme alle prime rivolte anticlassiciste. Massimo interprete di questa sensibilità preromantica è Nikolaj

Karamzin. Egli, continuando e modificando la riforma linguistica iniziata da Lomonosov elimina la pesante

sintassi latino-tedesca per uno stile più duttile, modulato anche lessicalmente sul francese che è ormai la

seconda lingua delle classi colte.

Già proiettata nel nuovo secolo è l'opera di Ivan Krylov nelle cui Fiabe influsso classicista e gusto del

folclore si combinano in un'inedita proposta realistica.

Area tedesca tra il 1790 e il 1850

Romanticismo tedesco

Il romanticismo raggiunge in area tedesca il suo apice tra il 1790 e il 1810. In Germania sono tra i maggiori

intellettuali del romanticismo, ma già all' inizio del secolo il clima culturale evolve verso una differenziazione

notevole del movimento e della cultura.

Friedrich Schiller (1759\1805) è uno sturmmer in ritardo. I suoi drammi giovanili, dai I masnadieri (1781) a

Don Carlos (1787) per la loro forma teatrale e la tematica rivoluzionaria sembrano inquadrarsi nel modulo

sturmer, ma segnano anche il distacco critico da alcuni dei suoi miti. Nel sodalizio weimariano con Goethe,

Schiller intende il classicismo come isola capace di salvare l'intellettuale nel mare di barbarie della politica

(rivoluzione francese). E' l'educazione estetica, afferma Schiller, a restituire l'uomo allo stato di libertà . Con

il Wallenstein e Maria Stuard, Schiller approda a un rigore stilistico classicista. Mentre con Wilhelm Tell

(1804) mostra i segni di una tematica populista.

Il percorso intellettuale e umano di Johann Wolfgang Goethe (1749\1832) è invece quello di un giovane

intellettuale che dà un contributo essenziale al romanticismo europeo, per giungere poi nell'età matura a

una forma di umanesimo classicista in cui quella esperienza viene riassorbita all'interno di una visione più

complessa.

Il mito classicista trova espressione nella lirica di Friedrich Hölderlin (1770\1843), pur in una situazione

psicologica romanticistica già matura.

Verso il romanticismo si proietta Jean Paul (1767\1825) con la sua ironia settecentesca, curioso dei lati

oscuri e bizzarri del mondo.

Heinrich von Kleist (1777\1811) ritaglia, all'interno del corpo romanticista, un nocciolo di grave e virile

realismo (si veda il suo "Michael Kohlhaas").

Il gruppo di Jena

I fratelli Schlegel

Negli ultimissimi anni del XVIII secolo i fratelli Schlegel, August e Friedrich , espongono nella rivista

«Athenäum» di Berlin (1798-1800) il programma romanticista: ribellione all'illuminismo, avvento della libera

espressione fantastica al posto dell'arte borghese contenutistica e raziocinante, recupero delle tradizioni

popolari (vedi Herder), rivalutazione del medioevo come età di poesia e fede. La loro casa a Jena diventa

punto d'incontro degli autori che si riconoscevano nella nuova concezione della letteratura.

Il sistema ideologico patrocinato dagli Schlegel e di cui «Athenäum» è portatore, si richiama all'ambiente di

Weimar, riprende posizioni dello sturm-und-drang, ma si poggia ormai soprattutto sulla grande scuola

filosofica dell'idealismo (J.G. Fichte, F.W.J. Schelling), e su istanze mistiche.

Alla rivista oltre agli Schlegel, collaborano Schelling, Tieck, Novalis. Essi vi pubblicano una serie di

importanti scritti, sviluppando tra l'altro l'idea dell' "eterno divenire", mentre il paradosso diventa un mezzo

per arguti giochi concettuali. Sono in particolare gli elementi mistici a influire sul culto dell'arte patrocinata

da Wackenroder (alla fine del secolo, con il decadentismo, sarà invece l'estetismo). Non a caso il più alto

testo poetico di questa prima generazione romanticista, sono gli "Inni alla notte" (1797) di Novalis. La figura

monacale cui Wilhelm H. Wackenroder attribuisce le sue "effusioni di cuore" esprime in maniera tipica

l'atteggiamento romanticista: l'intellettuale è isolato rispetto al contesto sociale, ma a lui è affidata la

missione di rappresentare la religione dell'arte. E' il primo spunto del künstlerroman, il romanzo che ha per

protagonista l'artista. E' un genere in cui si ritrovano Ludwig Tieck ("Le peregrinazioni di Franz Sternbald",

1798) e Novalis ("Heinrich von Ofterdingen", 1798-1801).

http://www.girodivite.it/antenati/xixsec/ - incipit

Esiti del romanticismo: le tradizioni popolari

Con l'adesione dei giovani al movimento romanticista, i princìpi teorizzati dagli Schlegel stanno alla base

della produzione letteraria del primo trentennio del secolo. Ma si delineano anche, all'interno del

movimento, caratteristiche contraddizioni. Il rapporto con le tradizioni popolari si sviluppa dall'impegno

filologico dei fratelli Grimm , Jakob e Wilhelm, alla libera interpretazione di Clemens Maria Brentano . Un

ruolo notevole in questo campo ha Achim von Arnim. Sono princìpi che in quegli anni, sempre su iniziativa

di Arnim e di Brentano, ebbero un canale giornalistico con il «Zeitung fü r Einsiedler» (Giornale per eremiti),

cui collaborarono Görres, i fratelli Grimm, Runge. Ma si giunge anche agli esiti reazionari di Görres . Il

percorso di Görres può essere anzi esemplare del percorso di una buona parte del romanticismo tedesco.

Più moderato di Görres ma sulla linea dell'imborghesimento romanticista è Friedrich Fouqué .

Esiti del romanticismo: oltre il realismo

A realizzare le possibilità espressive della poetica romanticista sono i prosatori aderenti alla realtà : Adalbert

von Chamisso , Joseph von Eichendorff , Ernst Th.A. Hoffmann . In essi però il realismo diventa elemento di

trasgressione: nel sogno o nel grottesco.

Esiti del romanticismo: la ribellione

Dopo il 1832 sono evidenti i segni dell'estenuazione romanticista. La stessa attenzione verso le tradizioni

popolari e la realtà rischia di ridursi a infatuazione letteraria. L'arte romanticista, elaborata da preziose

élites, rischia di insterilirsi in arte d'evasione. Ciò provoca una reazione al romanticismo, mossa

dall'ambizione di realizzare una letteratura più vicina alla vita, meno astratta e più utile. Così Heinrich Heine

(1797\1856) combatte la politica reazionaria della restaurazione e le affettazioni poetiche dei romanticisti

usando l'ironia la satira l'invettiva.

Esiti del romanticismo: l'imborghesimento

In gran parte dei contemporanei di Heine però gli atteggiamenti sono ancora quelli romanticisti, ma sempre

più moderati: oltre a Fouqué si ricordano Ludwig Uhland , August von Platen , Friedrich Rückert , Nikolaus

Lenau continuano la tematica romanticista in un clima antieroico e imborghesito.

Il biedermeier

La crisi romanticista si avverte soprattutto nel gusto del biedermeier: amori casalinghi, affetti familiari,

arcadiche situazioni rusticane dilagano nella poesia tedesca alla metà del secolo.

Biedermeier era un personaggio inventato da Kussmaul e da Eichrodt: a lui essi attribuirono alcune loro

poesie satiriche scritte nel 1855-1857. Agli inizi del XX secolo biedermeier fu lo stile di mobili e arredamento

tipico della Germania negli anni tra il congresso di Vienna e la rivoluzione borghese del 1848.

Successivamente il termine fu esteso alla pittura e letteratura del periodo, il filone caratterizzato da

sentimentalismo, intimismo, bonaria satira del mondo piccolo-borghese. Al gusto biedermeier sono

ricondotti in genere Immermann, Annette von Droste-Hülshoff , ma anche gli austriaci Grillparzer , Stifter,

Raimund, e lo svizzero Jeremias Gotthelf. Sola voce fresca e inconfondibile è quella di Eduard Mörike .

Questi citati sono i migliori: dietro a essi un nugolo di scrittori, prosatori e versificatori decisamente minimi

ma che fanno da sfondo a un fenomeno letterario come quello romanticista destinato a agire a lungo.

Produzione teatrale tedesca

Il teatro riesce a costituire osservatorio privilegiato su uomini e costumi: da Georg Büchner a Franz

Grillparzer, Christian D. Grabbe, Christian F. Hebbel, il teatro tedesco riesce con la sua vigoria espressiva a

superare ogni enfasi e convenzione, a offrirci un'interpretazione estremamente lucida dei conflitti individuali

e di gruppo all'interno di una società fortemente divisa e contraddittoria.

Il romanticismo

Tra la fine del XVIII secolo e la prima metà del XIX secolo l'europa è interessata dal movimento ideologico e

culturale del romanticismo. Il romanticismo fu un insieme di interessi e di attenzioni, anche contraddittori,

ebbe centri di irradiazione e effetti di risonanza anche a distanza di tempo. A questa cultura fecero

riferimento intellettuali appartenenti all'é lite aristocratica, e giovani intellettuali "arrabbiati" e non integrati

alla ricerca del nuovo del diverso del differente. Messa in primo piano di alcuni dei nuovi valori borghesi

dopo che i valori della rivoluzione francese non erano più riproponibili, certo: contro "la fredda ragione" il

"calore del sentimento", l'individualismo contrapposto al protagonismo delle masse sui campi di battaglia.

Nelle regioni che avevano conosciuto la contrapposizione verso il giacobinismo francese, e la vittoria

successiva, il romanticismo si sviluppa in forme di contrapposizione culturale all'illuminismo francese; nelle

regioni in cui cominciano a prodursi i fermenti nazionalistici di liberazione dal dominio di "stranieri", il

romanticismo diventa il vessillo e si riempie di contenuti e riferimenti "rivoluzionari" o irredentistici. Nel

romanticismo confluisce l'individualismo borghese insieme all'altrettanto borghese istanza sociale. Ideali

comunitari di libertà e esigenze di affermazione del singolo; atteggiamenti aristocratici e democratici,

pessimismo e ricerca di rifugio nella natura sacralizzata o nell'introspezione contro il mondo delle macchine

e delle masse, consapevolezza del divario tra teoria e prassi, tra arte e realtà. La sensazione è che il

romanticismo diventa un contenitore che nei vari ambienti culturali e intellettuali europei si riempie di ciò

che in quel momento bolle in pentola con maggiore urgenza. Ma ovunque mantenendo una caratteristica: di

movimento di giovani intellettuali, che si contrappongono a una società in mano a vecchie generazioni. E'

un "movimento generazionale", variamente articolato, ma con questa caratteristica pulsiva, con

manifestazioni anche visiva, che produce moda e mutamento per esempio nel modo di vestire e nell'uso del

linguaggio, che "fa scandalo" tra i gruppi sociali di "benpensanti". Non è certo il primo movimento di questo

genere che la storia ricordi, ma oggi è alle forme del romanticismo che pensiamo quando vediamo le forme

odierne di contrapposizione giovanile nella nostra società: la linea della contrapposizione generazionale

deriva dal romanticismo di fine Settecento e di inizio Ottocento, secondo forme e modi non molto diversi a

livello sociologico, perché la società in cui questo avviene continua una medesima linea dinamica, e si tratta

della società borghese basata sulle strutture economiche del capitalismo.

Caratteristica del romanticismo non è solo l'individualismo, una forma accentuata di egocentrismo, la

contrapposizione di un "io del poeta" contro il mondo reale. Né solo la ricerca fantastica e fantasmagorica o

il gusto esotico, tutti elementi che sono compresenti e che si sviluppano o che vengono accentuati nei vari

scrittori. Una delle "conquiste" del romanticismo è un certo senso della storia, con il riesame del passato il

rinvenimento di un filo di "progresso" nella storia umana e europea in particolare. In questa storia,

acquistano rilievo non solo i grandi individui, la storia fatta dalle personalità di genio (grandi condottieri,

grandi poeti, grandi manigoldi ecc.) ciò che rimanda al fondo aristocratico della società del tempo; ma

anche l'accorgersi che in certi momenti della storia le masse hanno avuto una grande importanza, e in

queste masse soprattutto "gli umili", la "gente comune". Per la prima volta in età moderna quella che era la

figura letteraria dello "zotico" o del "rustico", del "campagnolo" non è più preso in chiave comica, ma posto

nella linea di una assunzione e una attenzione seria, consapevole. Ciò soprattutto appare nel secondo

Ottocento, con i movimenti letterari realistici, ma già nel primo Ottocento sono gettati i semi.

Il termine romantic apparve per la prima volta in Inghilterra verso la metà del XVII secolo, per designare

spregiativamente l'elemento fantastico, irreale e falso dei romanzi cavallereschi e pastorali allora in voga. Il

significato negativo fu mantenuto nel XVIII secolo razionalista. Il vocabolo penetrò in Francia, e fu adottato

da Rousseau, prima come sinonimo di 'pittoresco' per indicare gli aspetti bucolici e malinconici di un

paesaggio, poi per esprimere l'indefinito stato d'animo che un certo paesaggio suscita. Furono alcuni

gruppi intellettuali tedeschi a darne per primi una accezione totalmente positiva. Scrisse Novalis : «In

quanto conferisco al volgare un alto significato, al comune un aspetto enigmatico, al noto la dignità

dell'ignoto, al finito un'apparenza infinita, io lo rendo romantico». Fu Novalis a assimilare 'romantico' a

'poetico': «Tutto in lontananza diventa poesia: monti lontani, uomini lontani, eventi lontani, tutto diventa

romantico». Dopo le precisazioni teoriche dei fratelli August e Friedrich Schlegel , che lo diffusero

soprattutto in polemica contro il classicismo, il termine fu adottato dal nuovo movimento letterario,

riunificando le varie correnti sentimentali e irrazionaliste del XVIII secolo europeo.

I primi anni del XIX secolo si apre, in Europa, davanti ad avvenimenti politici e sociali di vasta portata. La

rivoluzione francese del 1789 con gli effetti su tutti gli stati europei, compresa la vicenda napoleonica; la

fase della restaurazione e l'emergere delle classi borghesi al potere a partire dalla metà del secolo a seguito

dei tentativi del 1848. Si tratta di rivolgimenti che si accompagnano e sono preparati da una poderosa

produzione di opuscoli, libelli, discorsi, canzoni ecc. Oltre che riflessioni più complesse. Un ruolo centrale,

dal punto di vista culturale, assume la Germania, pur spezzettata politicamente in stati. Qui alla fine del XVIII

secolo nasce il movimento dello sturm-und-drang, e soprattutto si affermano due personalità determinanti

come Goethe e Schiller . Ma quel che è la caratteristica del movimento non sono tanto le grandi singole

personalità quanto proprio il carattere diffuso, l'apporto corale (ognuno con la propria voce, ma in accordo

generale). Il romanticismo tedesco ebbe importanti apporti teorici, nel 1798- 1804 dal gruppo di Jena,

raccolto attorno alla rivista «Athenäum» (che era stata fondata nel 1797): qui a Jena operarono i poeti

Novalis e Tieck , gli esteti fratelli Schlegel, i filosofi Fichte e Schelling, il teologo Schleiermacher. Una

seconda scuola romanticista si ebbe a Heidelberg, nel 1804-1806, con Achim von Arnim e Brentano .

Con le loro discussioni e con le loro opere, furono tracciate e linee fondamentali del romanticismo europeo.

In filosofia è l'opposizione dell'idealismo al sensismo. Il sentimento, l'effusione del cuore, la fantasia alla

ragione fredda e astratta degli illuministi. Rispetto agli illuministi ci si pose in contrapposizione, ma anche,

per alcuni, come continuatori: ciò rende il movimento complesso e variegato, non riducibile alla sola

contrapposizione al movimento precedente: alcune istanze dell'illuminismo furono anzi riprese. La religiosità

, per lo più confessionale, si sostituì all'ateismo e al deismo. Cosmopolitismo e universalismo cedettero il

posto (in alcuni) ai princì pi democratici, agli ideali di riscatto dei popoli oppressi, alla coscienza della

nazionalità, alla religione della patria. Fu rivalutata la funzione illuminante e formativa della storia; il

medioevo (V-XIV secolo) non fu più considerato un periodo di oscurantismo e barbarie, ma l'età in cui era

sorta la civiltà europea moderna e cristiana, con i suoi valori e le differenziazioni etniche e nazionali. In

campo letterario ci si volle liberare dalla soggezione all'autorità dei classici, dai canoni dell'imitazione. Si

affermò che la poesia vera è sempre nuova, spontanea, aurorale. La sehnsucht (irrequietezza eterna) fu

contrapposta alla stille (la quiete profonda, l'imperturbata se- renità dell'anima). Nel pensiero di Friedrich

Schlegel la nostalgia diviene ironia, desiderio di cogliere nell'opera poetica l'infinito, ma anche la coscienza

del fatale distacco implicito in questo sforzo. Ogni opera d'arte è quindi insufficiente rispetto alla meta,

gradino necessario ma necessariamente superato (e perciò ironizzato) nel cammino poetico che è quello

della «poesia universale progressiva». La poesia unisce sentimento e riflessione. E' canto che riassume la

coscienza critica nei confronti della stessa poesia. Il romanzo, che è anche teoria del romanzo, è la

mescoanza di tutti i generi letterari: esso narra, calandola nella concretezza sensibile, questa avventura

trascendentale della coscienza moderna che si sente lacerata e separata dalla totalità. La poesia è

essenzialmente aurorale, dunque il massimo di poeticità è raggiunto dall'anonimo popolo, che esprime i

suoi sentimenti ignorando estetiche e letterature. Perciò vera poesia è quella che sorge dal popolo ed è

destinata al popolo, ne rispecchia sentimenti bisogni speranze. Di qui la raccolta e lo studio dei tesori della

poesia popolare: nasce con i fratelli Grimm il folklore.

Altro motivo dominante del romanticismo è la coscienza della propria infelicità, ciò che distingue l'uomo dai

bruti e lo induce alla malin- conia, alla noia, alla disperazione. Il dolore nasce dal mistero che ci circonda, di

fronte al quale si è vittime martiri vinti o ribelli eroi titani. Si può anche tentare la fuga, rifugiandosi in luoghi

sconosciuti, lontani dalla civiltà: nell'esotismo. Vittimismo e titanismo sono i due poli di una stessa tensione

esistenziale. Altre coppie tipiche sono il realismo e il pathos, la tendenza al massimo di concretezza (che

porterà al naturalismo) e l'assottigliamento struggente della parola fino alla pura immagine sonora (che

porterà al decadentismo). Tutto questo si esprime in forme letterarie nuove e rinnovate: il poema filosofico e

morale, il poema cosmico, epico o idillico; il romanzo storico, quello contemporaneo, psicologico; la

memoria e il diario; il dramma storico; la ballata epico-lirica, la romanza, la novella sentimentale in versi e in

prosa.

Dalla Germania il romanticismo si diffuse in tutta europa, assumendo caratteri diversi.

In Inghilterra, rispetto alla Germania, furono perse le punte mistico- speculative, adattandosi alla tradizione

psicologico-realistica. Data d'inizio ufficiale è considerata quella della pubblicazione delle "Ballate liriche"

(Lyrical ballads, 1798) di Wordsworth e Coleridge .Insieme a Southey, essi sono i massimi esponenti dei

'laghisti', poeti attratti dalla bellezza della regione dei laghi, ai confini nord- occidentali della Scozia. Il filone

della poesia inglese che maggiormente influì l'europa però fu quello della passionalità erotica e eroica, data

dalle opere di Byron , Shelley , Keats . Nello stesso tempo Walter Scott creava la narrativa storico-

nazionalistica, che invase l'europa del primo trentennio del XIX secolo.

In Francia funzione divulgatrice fondamentale ebbe Madame de Staë l : il suo "Sulla Germania" (De

l'Allemagne, 1813) fu importantissimo per tutto il romanticismo dell'area latina. Preannunciato dal

tormentoso Chateaubriand , si ebbe all'inizio il cenacolo di Charles Nodier , nel 1823, frequentato da

Deschamps, Sainte-Beuve, De Musset , Chê nedollé , Hugo . Più tardi fu fondata un'altra scuola, di cui fu

riconosciuto come capo Hugo che nella prefazione al "Cromwell" (1827) diede una sintesi delle nuove idee.

Attorno a lui furono Vigny , Sainte-Beuve, Dumas , Lamartine , De Musset, Gautier, insieme a diversi pittori

e scultori.

In Spagna il romanticismo si divise in due filoni: storico- nazionalistico con il duca de Rivas; e soggettivo-

byroniano, di cui fu massimo esponente Espronceda.

In Russia il romanticismo ebbe spazio nei primi quattro decenni del secolo, grazie a tre autori fondamentali.

Puskin riuscì a porsi al di sopra di qualsiasi scuola, pur risentendo dell'atmosfera romanticistica europea,

soprattutto byroniana, nei poemi e in qualche punto del romanzo in versi "Evgenij Onegin" (1823- 1830).

Purezza di linguaggio, sottile ironia, appassionata dolcezza fanno delle sue liriche un superamento del

romanticismo in direzione di un realismo cristallino. In Lermontov è più evidente il contatto con il

romanticismo europeo: satanismo, nostalgia per un mondo perduto per sempre, costante infelicità degli

amori; esuberanza verbale, gusto esotico nel paesaggio e nelle tinte. Cantore del ripiegamento su sé stesso

fu Baratynskij: la sua lirica filosofica è pacata e profonda, in sintonia inquieta con la natura, un mondo

interiore tormen- tato dalle grandi questioni esistenziali.

Dal salotto al circolo

Tra i fenomeni sociali più interessanti, segno di un mutamento d'epoca rispetto alla socialità del secolo

precedente, è quella del "circolo". Luogo di riunione per eccellenza degli intellettuali aristocratici del XVIII

secolo era stato il salotto. Nel XIX secolo diventa il circolo, e la società è ormai quella borghese. I circoli

iniziano a sorgere verso la fine dell'ancient-ré gime, abbattendo progressivamente gli ostacoli e le

resistenze opposte da regimi politici fortemente sospettosi della libertà di associazione. I salotti avevano

avuto una impronta ari- stocratica e una configurazione fortemente gerarchica e selettiva; i circoli ebbero

carattere borghese, di associazioni egualitarie, volontarie e sostanzialmente democratiche. Essi derivavano

più dai club inglesi che dalle associazioni rivoluzionarie e giacobine, e anche questo è estremamente

indicativo. Una variante più povera fu il caffè.

Le caratteristiche dei circoli portavano con sé la disposizione alla discussione libera. Costituiti spesso in

gabinetti di lettura, con disponibilità di riviste e giornali, essi ebbero effetti non irrilevanti nel campo della

diffusione della cultura. Una funzione progressista che in Francia i circoli tennero per tutta la prima metà del

secolo, perdendolo poi nella seconda metà(dopo il 1848).

Scheda cronologica: il primo "ottocento"

restaurazione in Europa

affermazione della borghesia in Francia, della proprietà terriera in Prussia, espansionismo della Russia verso

il mediterraneo, rivoluzione industriale in Inghilterra

idealismo, primo positivismo, socialismo utopistico

1800:

"Inni alla notte" di Novalis

"Sistema dell'idealismo trascendentale" di Schelling

esecuzione della "Sinfonia n.1" di Beethoven

Goya dipinge la "Famiglia di Carlo IV"

1801:

pace di Luné ville tra Austria e Francia

concordato tra Napoleone e stato pontificio

"Elementi di ideologia" di Destutt de Tracy

"Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799" di Cuoco

1802:

pace di Amiens tra Inghilterra e Francia

"Il genio del cristianesimo" di Chateaubriand

"Fede e sapere" di Hegel

Napoleone è console a vita, e Canova lo immortala

1804:

codice civile napoleonico

Napoleone imperatore

termina la pubblicazione in 25 volumi della "Storia naturale" di Buffon

"Filosofia e religione" di Schelling

1805:

Beethoven musica la "Sinfonia n.3, eroica"

"Guglielmo Tell" di Schiller.

1806:

fine del sacro romano impero. Costituzione della Confederazione del Reno, con l'adesione di quasi tutti gli

stati tedeschi

"La guida alla vita beata" e "I tratti caratteristici del tempo presente" di Fichte

Proclamazione del blocco continentale inglese nei confronti della Francia.

l'inglese Ralph Wedgewood inventa la carta carbone.

1807:

pace di Tilsit tra Prussia Russia e Francia

"Fenomenologia dello spirito" di Hegel

"Discorsi alla nazione tedesca" di Fichte

1808:

realizzazione di un prototipo di macchina da scrivere, a cura dell'italiano Pellegrino Turri.

"Faust" di Goethe, prima parte

Goya inizia i "Disastri della guerra" che terminerà nel 1811

1809:

pace di Schö nbrunn tra Austria e Francia

1810:

"Della Germania" di M.me de Stael

1811:

Venezuela e Paraguay si proclamano indipendenti

1812:

campagna di Russia di Napoleone

"Scienza della logica" di Hegel

1813:

Napoleone sconfitto a Lipsia

"Introduzione alla filosofia" di Herbart

prima esecuzione de "La vittoria di Wellington" di Beethoven

1814:

ripristino della monarchia in Francia

congresso di Vienna

Stephenson costruisce la prima locomotiva a vapore

il 29 novembre esce la prima copia di un giornale realizzata con la stampa a vapore

1815:

Napoleone è sconfitto a Waterloo

"Storia del diritto romano nel medioevo" di Savigny

nuovo assetto legittimista in europa

santa alleanza

1816:

"Il barbiere di Siviglia" musicato da Rossini

formazione di stati nazionali in America latina

1817:

"Saggio sull'indifferenza in materia di religione" di Lamennais

"Princì pi di economia politica" di Ricardo

"Enciclopedia delle scienze filosofiche" di Hegel

1818:

"Il mondo come volontà e come rappresentazione" di Schopenhauer

"Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica" di Leopardi

1819:

"Ivanhoe" di Walter Scott

1820:

moti carbonari nel Regno delle Due Sicilie

moti rivoluzionari in Spagna

Oersted scopre la deviazione dell'ago magnetico in prossimità di corrente elettrica

le "Pitture nere" di Goya

1821:

"Lineamenti di filosofia del diritto" di Hegel

scoppio della rivoluzione in Grecia; tentativi in piemonte

1823:

dottrina di Monroe

1824:

costituzione della prima Trade-union

esecuzione della "Sinfonia n.9" di Beethoven

"Catechismo degli industriali" di Saint-Simon

il francese Louis Braille inventa l'alfabeto che permette la lettura ai non-vedenti: l'alfabeto braille si basa su

punti in rilievo su cui passare le dita.

1825:

moto decabrista in Russia

inaugurazione della prima linea ferroviaria in Inghilterra (Stockton-Darlington)

1827:

"Libro dei canti" di Heine

"Operette morali" di Leopardi

1828:

Wö hler compie in laboratorio la prima sintesi organica

1829:

"Il nuovo mondo industriale e societario" di Fourier

scoperta delle geometrie non euclidee da parte di Lobacevskij e Bolyai

1830:

proclamazione dell'indipendenza della Grecia

"Il rosso e il nero" di Stendhal

rivoluzione di luglio in Francia: regno di Luigi Filippo I d'Orlé ans

"Corso di filosofia positiva" di Comte (terminato nel 1842)

l'inglese J. Perry inventa i pennini d'acciaio per scrivere.

1831:

indipendenza del Belgio

"Canti" di Leopardi

"Boris Godunov" di Puskin

1832:

legge di riforma elettorale in Inghilterra

"Faust" di Goethe, seconda parte

1834:

istituzione dello Zollverein tedesco

1835:

"La democrazia in America" di Tocqueville, prima parte

"Vita di Gesù " di Strauss

1836:

origini del movimento cartista in Inghilterra

"L'ispettore generale" di Gogol

1837:

Vittoria regina d'Inghilterra

Morse inventa il telegrafo con i fili

1838:

Bessel misura per la prima volta la parallasse stellare

pubblicazione degli "Annali di Halle", rivista della sinistra hegeliana

1839:

guerra dell'oppio tra Inghilterra e Cina

Daguerre realizza la prima macchina fotografica

1840:

sviluppo della politica coloniale inglese in asia e africa

"Racconti del grottesco e dell'arabesco" di Poe

"Che cos'è la proprietà?" di Proudhon

1841:

inizia la pubblicazione della "Commedia umana" di Balzac

"L'essenza del cristianesimo" di Feuerbach

"Sistema nazionale di economia politica" di List

1842:

termina la guerra dell'oppio tra Inghilterra e Cina: cessione di Hong Kong

"Le anime morte" di Gogol

1843:

"Principi della filosofia dell'avvenire" di Feuerbach

"Aut-aut" e "Timore e tremore" di Kierkegaard

"Sistema di logica" di Stuart-Mill

1844:

prima linea telegrafica Baltimora-Washington

"L'Unico e la sua proprietà" di Stirner

"Il concetto dell'angoscia" di Kierkegaard

il 24 maggio 1844 Samuel Morse invia il primo messaggio telegrafico

1845:

politica liberista di Peel in Inghilterra

prima rappresentazione del "Tannhauser" di Wagner

"La sacra famiglia" di Marx e Engels

1846:

"La filosofia della miseria" di Proudhon

abolizione del dazio sul grano in Inghilterra

guerra tra Stati Uniti e Messico

1847:

prima industria elettrica fondata da Siemens

Joule enuncia il principio della conservazione dell'energia

Galle individua il pianeta Nettuno

"Miseria della filosofia" di Marx

1848:

insurrezioni a Berlin, Milano, Venezia, Vienna, Praga e in Ungheria

Lord Kelvin enuncia il secondo principio della termodinamica o dell'entropia

"Manifesto del partito comunista" di Marx e Engels

1849:

"Davide Copperfield" di Dickens

Repubblica a Roma: gli austriaci 'normalizzano'

Romanticismo (letteratura) Movimento letterario affermatosi in Europa tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX

secolo. In contrapposizione al razionalismo illuminista, rivalutò l'immaginazione e la libertà creativa

dell'individuo. Entrato in uso alla metà del Seicento, il termine inglese romantic indicava narrazioni di

contenuto particolarmente fantasioso, affine a quello dei romanzi cavallereschi medievali; in un'accezione

più ampia, e con valore spesso anche dispregiativo, indicava temi e argomenti strani, assurdi o comunque

fuori del comune, ma anche paesaggi naturali inconsueti e pittoreschi tali da colpire le emozioni e i

sentimenti dello spettatore. Fu poi Jean-Jacques Rousseau a definire "romantico" uno stato d'animo incline

alla meditazione e alla malinconia.

Le origini tedesche

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L'inizio del romanticismo si fa generalmente coincidere con la pubblicazione della rivista

"Athenäum" (1797), fondata a Jena dai fratelli August Wilhelm e Friedrich Schlegel, che enunciò le linee

programmatiche del nuovo movimento. Particolarmente influenzato dal pensiero del filosofo Johann

Gottfried Herder, il romanticismo tedesco individuava nel Medioevo il momento di formazione della

coscienza nazionale germanica, le cui origini dovevano essere quindi valorizzate da una letteratura non più

assoggettata alla tradizione classica. Il ritorno alle fonti originarie della cultura tedesca fu anche uno degli

obiettivi del movimento Sturm und Drang. Lo stato d'animo degli scrittori romantici può essere

esemplificato dal protagonista del romanzo epistolare I dolori del giovane Werther (1774) di Goethe, dove

all'esaltazione del sentimento amoroso si accompagna il senso di solitudine di Werther, che non potendo

adattarsi alla mediocrità del vivere, compie con il suicidio un gesto estremo di rivendicazione della propria

libertà.

Il romanticismo in Inghilterra e in Francia

Il manifesto del romanticismo inglese è la Prefazione alla seconda edizione delle Ballate liriche (1800) dei

poeti William Wordsworth e Samuel Taylor Coleridge: vi si afferma che la vera poesia nasce dal sentimento

e dall'immaginazione, quando la tensione espressiva non viene imbrigliata dalla fredda perfezione formale.

Nella letteratura francese, analoga funzione di manifesto programmatico ebbe un'altra Prefazione, quella di

Victor Hugo al proprio dramma Cromwell (1827): vi sono esposte le ragioni della scelta di un protagonista

tanto diverso dai modelli della tradizione classica, contraddistinto dalla presenza di difetti e qualità

riscontrabili anche nell'"uomo comune", benché già in precedenza Rousseau avesse evidenziato nel

processo di "umanizzazione" dell'eroe una caratteristica delle moderne tipologie del personaggio letterario.

Hugo ebbe comunque il merito di contestare e rifiutare uno dei canoni ritenuti fino ad allora fondamentali

dell'arte drammatica, quello delle tre unità, di tempo, di luogo e di azione, la cui formulazione veniva

tradizionalmente attribuita alle teorie poetiche di Aristotele.

Il romanticismo in Italia

Dalla Germania e dalla Francia i grandi temi romantici circolarono in tutta Europa, costituendo un punto di

riferimento essenziale per gran parte della produzione letteraria del XIX secolo. In Italia, i primi segni di

sensibilità romantica emersero già in Vittorio Alfieri e Ugo Foscolo. Si assume però come anno di nascita

del romanticismo il 1816, anno di pubblicazione sulla rivista milanese "Biblioteca italiana" dell'articolo

intitolato Sulla maniera e l'utilità delle traduzioni scritto da madame de Staël. Criticando "gli eruditi che

vanno continuamente razzolando le antiche ceneri", la scrittrice francese sollecitò gli italiani a cogliere i

fermenti innovativi presenti nelle letterature delle altre nazioni europee. L'articolo innescò un acceso

dibattito culturale che vide schierati su posizioni conservatrici autori come Vincenzo Monti e Pietro

Giordani, mentre i giovani romantici, tra i quali Silvio Pellico, Ludovico Di Breme, Pietro Borsieri e Giovanni

Berchet, si riunirono intorno alla rivista "Il Conciliatore", mostrandosi aperti ai nuovi stimoli culturali,

soprattutto ai temi patriottici. Fu Berchet, con La lettera semiseria di Grisostomo (1816), a indicare come

nuovo percorso compositivo la poesia popolare in contrapposizione a quella classica e mitologica,

definendo quest'ultima "poesia dei morti".

Il rifiuto della mitologia è uno dei temi centrali della Lettera sul romanticismo (1823) di Alessandro Manzoni,

per il quale la letteratura doveva avere come soggetto il "vero", frutto di una sintesi tra valori morali,

veridicità storica e accuratezza espressiva. A questi stessi principi, che sono alla base della concezione

manzoniana del romanzo storico, si ispirò la composizione dei Promessi sposi (1827, 1840-1842), una delle

opere fondamentali del romanticismo italiano. Su un altro versante si collocò la ricerca espressiva di

Giacomo Leopardi, che produsse risultati di straordinario rilievo nella lirica europea, mentre autori come

Carlo Porta, Giuseppe Gioacchino Belli, Giuseppe Giusti, Ippolito Nievo si fecero interpreti di un

romanticismo dai toni prevalentemente realistici. A un cosiddetto "secondo romanticismo", caratterizzato

da un sentimentalismo dai toni esasperatamente languidi e sospirosi, appartengono invece poeti come

Giovanni Prati e Aleardo Aleardi.

I principi romantici

Romanticismo e rivoluzione

Il romanticismo si fece sostenitore anche di ideali civili, primo fra tutti la libertà dei popoli dall'oppressione

politica in nome del diritto di ogni individuo al riconoscimento della propria dignità. Nel Guglielmo Tell

(1804) di Friedrich Schiller, cui si ispirò l'omonima opera (1829) di Gioacchino Rossini, il leggendario eroe

svizzero incarna il simbolo della rivolta contro il tiranno e la dominazione straniera. Poeti come George

Byron e Percy Bysshe Shelley sostennero gli ideali romantici della lotta per la libertà sia con la loro opera

sia nella vita, combattendo in Italia e in Grecia. Il russo Aleksandr Puškin, che scrisse poesie di aperta

intonazione rivoluzionaria, come l'ode Alla libertà (1817), fu per questo perseguitato dal regime zarista.

Il sentimento della natura

Secondo la concezione illuministica la natura era regolata da un complesso di leggi e fenomeni che l'uomo

poteva comprendere grazie all'uso della ragione. In campo estetico venivano quindi ignorati tutti gli aspetti

del reale che aprivano spiragli su dimensioni ancora sconosciute e che, sfuggendo agli schemi razionali, per

questo venivano ritenute inquietanti. Nell'estetica neoclassica di Johann Joachim Winckelmann il bello si

trova nella "nobile semplicità" e nella "quieta grandezza"; esso è "come la profondità del mare che resta

sempre immobile per quanto agitata sia la superficie". Per i romantici, invece, la natura è il luogo in cui

l'anima può dare sfogo alla propria malinconia e i fenomeni più interessanti sono proprio quelli che esulano

dalla norma, mettendo l'individuo in contatto con una dimensione superiore, che non può essere percepita

con l'aiuto della ragione ma solo abbandonandosi ai sensi e alla fantasia. Il "bello" coincide allora col

"sublime", sia esso un paesaggio sconvolto dalla furia degli elementi (si pensi alla situazione descritta da

Leopardi nell'Ultimo canto di Saffo) o l'uomo perseguitato da una sorte ineluttabile (come nel caso di Ulisse

"bello di fama e di sventura" nel sonetto A Zacinto di Foscolo).

Il fascino dell'esotico

La ricerca di nuove esperienze interiori si tradusse spesso in un'apertura verso nuovi orizzonti spaziali e

temporali. Ci si rivolgeva con grande interesse a culture ancora sconosciute, o si rileggevano in una nuova

ottica testimonianze ed espressioni di civiltà ormai scomparse. L'interesse per la poesia popolare aveva già

in precedenza dato i suoi frutti nella poesia ossianica, che evocava atmosfere altomedievali, mentre ad

affascinanti sfondi orientali si era richiamato Samuel Taylor Coleridge in Kubla Khan (1816). La nostalgia per

il Medioevo si fuse con la malinconica consapevolezza dell'impossibilità di recuperare un passato ormai

perduto per sempre; fra gli scenari preferiti dai narratori romantici ci furono allora castelli in rovina e abbazie

diroccate, sfondi ideali per ambientare storie dense di elementi misteriosi e soprannaturali come quelle dei

romanzi gotici di Matthew Gregory Lewis e di Horace Walpole, autore del celebre Castello d'Otranto (1764).

Il tema del "doppio"

L'interesse per il soprannaturale caratterizzò in particolar modo la letteratura romantica inglese e tedesca.

Esso fu acuito da un lato dalla disillusione nei confronti del razionalismo settecentesco, dall'altro dalla

riscoperta del patrimonio folclorico della fiaba popolare, dovuta in primo luogo ai fratelli Grimm e Hans

Christian Andersen. Uno dei motivi ricorrenti nel genere fiabesco, e che ebbe molto seguito in letteratura, fu

quello del Doppelgänger, ossia del "doppio" o dell'"altro che è in noi". Soprattutto gli scrittori tedeschi

furono affascinati da questa nuova possibilità di indagine sulla propria identità, di uno scavo in un io più

profondo. Il poeta Heinrich Heine vi dedicò una lirica, intitolata proprio Il doppio (1827); lo stesso tema

compare nel racconto Gli elisir del diavolo (1816) di E.T.A. Hoffmann e nel romanzo breve La straordinaria

storia di Peter Schlemihl (1814) di Adalbert von Chamisso, la vicenda di un uomo che vende la propria

ombra al diavolo. Nella seconda metà dell'Ottocento il motivo del doppio ricompare nel romanzo di Fëdor

Dostoevskij Il sosia (1846), descrizione di uno stato di alienazione di cui è vittima un modesto impiegato.

Evoluzione del romanticismo

Nella seconda metà dell'Ottocento alcune delle tendenze tipiche del romanticismo divennero

particolarmente accentuate, come nel caso della poesia sentimentale, che talvolta divenne un facile

pretesto per evadere in una visione trasognata e illusoria di mondi irreali. Dalla reazione a certe

esasperazioni romantiche derivarono movimenti come la scapigliatura, il parnassianesimo, il realismo e il

naturalismo.

DIE ROMANTIK

Die Romantik ist eine Bewegung, die im Jahr 1795 entstand ist und die bis 1848 gedauert hat. Die

Romantik ist im Gegensatz mit der Aufklärungszeit des vorherigen Jahrhundert.

Die Merkmale der Romantik sind die Ablehnung der Vernunft, die Betonung des Gefühls und die Freiheit

des Dichters.

Für diesen Grund ist ihr Stil verschwommen, formlos, musikalisch und stimmungsvoll.

Ihre beliebteste Gattung ist die lyrische Gedicht, wo der Dichter sein ich und seine Gefühle ausdrücken

kann.

Die Dichter beschreiben die Natur, besonders in der Nacht.

Sie wandern oft einsam in der Mondnächte, ohne Ziel zu haben, weil sie einfach vor der Wirklichkeit

zurückziehen wollen.

In dieser Sehnsucht nach ferne Ländern und Zeiten entdecken die Romantiker den Orient und das deutsche

Mittelalter. Deswegen sammeln sie die deutsche Sagen und Balladen.

Dieser Wunsch von Flucht nach eine Phantasiewelt kommt aus die Enttäuschung über die Franzosische

Revolution und die folgende Restauration.

Die Religion ist sehr wichtig für die Romantiker, sie ist eine mystische Religion und Gott offenbart sich in der

Natur.

Diese Bewebung teilt sich in zwei Teile: Früh- und Spätromantik.

Die Frühromantik hat vor allem philosophische und theoretischen Charakter und ihre wichtigste Vertreter

sind Novalis und Tiek.

Die Spätromantik hat vor allem volkstümlichen Charakter und ihre wichtigste Vertreter sind Brentano und

Arnim, die zusammen die Volksliedersammlung „Des Knaben Wunderhorn“ geschrieben haben, und

Eichendorff, der viel Lieder, Balladen, Erzählungen und Romane geschrieben hat.

Il Preromanticismo

Il Preromanticismo è l’insieme delle tendenze o delle manifestazioni che precorrono il Romanticismo.

Il Romanticismo, infatti, come ogni gran movimento culturale, non sorse improvvisamente ma cominciò a

manifestarsi già nell’età stessa dell’Illuminismo, che, come ogni altra ideologia, accanto ai valori positivi e

progressivi presentava i suoi limiti e la sua unilateralità e non riusciva d appagare pienamente gli spiriti più

acuti e pensosi. Perciò, nell’epoca del pieno trionfo dell’Illuminismo, verso la seconda metà del Settecento,

si avvertono in Europa alcune tendenze chiaramente preromantiche, dapprima assai timide in sostituzione

della vecchia ideologia materialistica e meccanicistica. Queste affermavano una teoria nuova, spiritualistica

ed ideologistica, il Romanticismo, appunto.

Il Romanticismo

Il Romanticismo, come movimento consapevole di cultura, sorge originariamente in Germania e da qui si

diffonde rapidamente in Europa. Tale rapidità si spiega con il fatto che i popoli europei erano già

spiritualmente predisposti ad accoglierlo: negli ultimi decenni del ‘700 razionalistico ed illuminista, infatti,

l’Europa, e specialmente l’Inghilterra, è già percorsa da una sensibilità nuova, malinconica.

Il Romanticismo si adattò poi alla storia e alla cultura dei vari popoli, assumendo particolari caratteristiche

razionali, per cui si parla, giustamente, di Romanticismo tedesco, inglese, francese, italiano eccetera.

Perciò, allo sviluppo della civiltà romantica ha contribuito tutta l’Europa. Tuttavia, nonostante le

caratteristiche europee del movimento, come l’Illuminismo ebbe il suo centro di irradiazione nella Francia,

anche il Romanticismo ebbe il suo centro di irradiazione, e questo fu in Germania, dove esso ebbe il più

ampio e profondo sviluppo. Perciò bisogna sempre riferirsi al Romanticismo tedesco se vogliamo

comprendere, per analogia o diversità, le caratteristiche particolari dei romanticismi nazionali.

A fare della Germania la patria del Romanticismo concorse soprattutto la natura e lo spirito tedesco,

perennemente inquieto e scontento della realtà, proteso alla vita del sentimento, della fantasia, del sogno. I

tedeschi sono consapevoli di questa loro tendenza a sognare ed a fantasticare.

Riesce estremamente difficile definire il Romanticismo, per due ragioni. La prima sta nella complessità del

movimento che, come precedentemente il Rinascimento e l’Illuminismo, interessò tutti i campi dell’attività

umana. Si dovrebbe quindi sfaccettare il Romanticismo e distinguere i suoi vari aspetti e parlarne

separatamente, per poi cogliere la connessione che esiste tra essi, scaturita dalla comune matrice

ideologica e storica.

L’altra difficoltà che sorge analizzando il Romanticismo sta nella mancanza di un’adeguata prospettiva

storica. Nel campo morale, il Romanticismo respinge l’ideale di vita degli illuministi, fondato

sull’eudemonismo, sulla ricerca, cioè, di una felicità che per quelli consisteva nell’appagamento, misurato e

ragionevole.

I romantici considerano questo tipo di felicità naturale, piatto, rozzo, mediocre, banale, insignificante.

Anch’essi aspirano alla felicità ma la vogliono eccezionale, assoluta, totale. Di essa può farne parte anche il

dolore, perché il Romanticismo non considera il dolore come una sofferenza, ma come segno di nobiltà e di

distinzione, una prova severa, insomma, dalla quale lo spirito deve essere temprato e rinforzato.

In campo politico, il Romanticismo rifiuta il cosmopolitismo degli illuministi, il concetto dell’uomo cittadino

del mondo, con caratteri universali che lo uniscono agli altri uomini, e contrappone a questo il concetto di

nazione, di una particolare comunità di uomini, una comunità, cioè, che ha una sua propria fisionomia, una

connivenza di lingua, di storia, di pensiero, di ricordi, di ideali, un inconfondibile patrimonio spirituale, che

ogni generazione riceve in eredità da quella precedente e trasmette, arricchito, a quella successiva. Nel

campo politico, oltre a promuovere il sentimento nazionale, il Romanticismo promuove ideali democratici

della libertà, dell’uguaglianza, della giustizia, del progresso.

In campo storiografico, il Romanticismo reagisce all’antistoricismo dell’Illuminismo.

Gli illuministi, infatti, valorizzavano l’età in cui vedevano realizzato il loro ideale di vita secondo natura e

ragione. I romantici giudicano antistorico questo criterio di valutazione. Nello studio del passato, essi non

ricercano gli elementi comuni ed universali, i segni, cioè, della ragione e dell’armonia con la natura, ma gli

elementi particolari, le caratteristiche proprie dei singoli popoli e delle singole epoche. I modi con cui gli

spiriti romantici cercano di superare il pessimismo sono assai vari.

Molti ritornano alla fede religiosa, ritrovano il fine e il significato della vita in Dio, la cui Provvidenza dirige la

storia del mondo secondo i suoi imperscrutabili disegni.

Ma dopo la Rivoluzione Francese, gli uomini sono diventati così sensibili ai problemi politici e sociali che la

ragione stessa si colora di politica ed assume due aspetti, il primo conservatore, il secondo liberale,

democratico. Per i conservatori, come De Maistre (Mastr), il sentimento religioso promosso dal

romanticismo per reazione all’ateismo ed al materialismo significa rifiuto dell’età moderna.

“Classico –dice Goethe- è tutto ciò che è sano, romantico è tutto ciò che è malato”. Goethe chiama

classico tutto ciò che è sano perché il classicismo comporta sanità morale, equilibrio e dominio di sé.

Quando poi Goethe chiama malato tutto ciò che è romantico, e chiama la poesia romantica “poesia da

ospedale”, allude agli aspetti deteriori del Romanticismo, alle morbosità sentimentali e passionali, al gusto

per l’irrazionalità.

Nel campo filosofico, il Romanticismo reagisce all’arido intellettualismo illuministico e propugna la creatività

dello spirito, l’idealismo e lo spiritualismo assoluto.

Il Romanticismo

Il Romanticismo entra in Italia attraverso la garbata mediazione di una grande "operatrice culturale",

madame de Stäel (1766-1817). Il suo articolo, esce nel gennaio del 1816 sulla Biblioteca italiana, periodico

milanese promosso e divulgato a cura del governo austriaco.

La scrittrice francese invita gli italiani ad aprire i propri orizzonti, a guardare anche alla produzione

d'oltr'Alpe e, in particolare, agli sviluppi della cultura in Inghilterra, Germania e Francia, dove ormai si sta

diffondendo il Romanticismo. Subito si infiamma il dibattito fra i critici della proposta della Stäel e i suoi

sostenitori, come Pietro Borsieri (1786-1852), autore dell'articolo Intorno all'ingiustizia di alcuni giudizi

letterari italiani (1816) e Ludovico Di Breme (1780-1820) che scrive Avventure letterarie di un giorno (1816),

ma non mancano in primo piano gli amici del Manzoni, come Ermes Visconti e Giovanni Berchet. Questi,

nella Lettera semiseria di Giovanni Grisostomo (dicembre 1816), elabora il manifesto del Romanticismo

italiano. In tono elegante e vivace polemizza contro i classicisti, che ripetono sempre gli stessi moduli

poetici, imitando i modelli antichi, fanno della poesia mezzo di diletto, piuttosto che di educazione, ignorano

il sentimento, si rivolgono a una categoria ristretta di "addetti ai lavori".

Invece il Romanticismo propugna un'arte diretta a un ampio pubblico borghese, mira a riprodurre i problemi

degli uomini, calati nella realtà, si propone una funzione importante, perché vuole educare le menti e i cuori.

Anche Alessandro Manzoni vi aderisce con entusiasmo, ma non si pronuncia per iscritto. Conosciamo le

sue idee sul questo movimento dalla lettera Sul Romanticismo, inviata al marchese Cesare D'azeglio nel

1823 e pubblicata senza il suo consenso nel 1846. Egli ritiene assurdo l'uso della mitologia,

massicciamente presente nella poesia neoclassica, perché crea una letteratura d'evasione, elaborata

secondo l'imitazione acritica, pedissequa e anacronistica dei classici. Invece l'opera d'arte deve essere

educativa, cioè deve aiutare l'uomo a conoscere meglio se stesso e il mondo in cui vive. In questo testo

Manzoni elabora una formula che mette a fuoco la sua concezione poetica: l'opera letteraria ha «l'utile per

iscopo, il vero per oggetto e l'interessante per mezzo».

È questa un'affermazione non nuova nella forma, ma certamente nuova nella sostanza. L'utile coincide con

la moralità in senso cristiano ed è il fine stesso della poesia tesa alla formazione delle coscienze;

l'interessante viene a coincidere con la scelta stessa dell'argomento da trattare, che deve restare

nell'ambito della meditazione sull'uomo, sulla sua vita e sul suo rapporto con la Divina Provvidenza; mentre

il vero coincide con la ricerca del vero storico.

In pratica considera il Romanticismo come un rinnovamento dei moduli espressivi e dei temi propri della

letteratura, poiché si indirizza a un pubblico vasto. In modo particolare sottolinea le peculiarità del

Romanticismo lombardo‚ che, erede dell'Illuminismo, non lo sconfessa ma ne approfondisce e sviluppa le

tematiche. Aperta all'Europa, Milano, ex capitale della napoleonica Repubblica Cisalpina, ospita intellettuali

e periodici che non intendono sconfessare la Ragione, ma, semmai, vogliono affiancarle il sentimento, per

rendere più completa la visione dell'uomo. In nome della Ragione si cerca di svecchiare la letteratura,

liberandola da regole assurde, come le tre unità aristoteliche, che hanno condizionato la produzione teatrale

italiana sino al Settecento. I classici sono letti con ammirazione e costante interesse, ma non più imitati,

perché l'opera d'arte nasce strettamente congiunta con lo spirito di un'epoca, che è irripetibile. Infine anche

la Religione è vissuta in sintonia con il vaglio della Ragione.

L'esempio più evidente delle strette interrelazioni tra i due movimenti culturali, in Lombardia, è proprio

Manzoni, un grande romantico, nipote di un grande illuminista, Cesare Beccaria. Ma c'è di più: il

Romanticismo lombardo porta avanti, senza nasconderlo, un preciso intendimento patriottico-

risorgimentale che emerge dalle pagine del periodico Il Conciliatore.

È un foglio azzurro che viene pubblicato due volte la settimana a Milano, dal 3 settembre 1818 al 17 ottobre

1819: viene sostenuto economicamente dal conte Luigi Porro Lambertenghi (1780-1860) e dal conte

Federico Confalonieri (1785-1846), che collaborano anche con interventi redazionali. Lo dirige il piemontese

Silvio Pellico e scrivono articoli Giovanni Berchet, Ludovico Di Breme, Pietro Borsieri, Ermes Visconti.

Collaboratori occasionali sono grandi nomi dell'economia, come Melchiorre Gioia, Gian Domenico

Romagnosi (1761-1835) e Giuseppe Pecchio (1785-1835), storici come il ginevrino Sismonde de Sismondi

(1773-1842), scienziati come il medico-letterato Giovanni Rasori (1766-1837).

Manzoni ne rimane estraneo, troppo assorbito dalla sua attività creativa, che in quegli anni è davvero

intensa. Segue, però, con attenzione e partecipazione, condividendone il programma. Il titolo del periodico,

Conciliatore, non è casuale: nasce dall'intenzione di mettere in comune gli sforzi dei circoli intellettuali

milanesi per dare alla letteratura forza ed efficacia, per elaborare un valido progetto culturale, sociale e

politico: inevitabile, quindi, proprio alla luce dell'evidente intento patriottico, che intervenga l'occhio vigile

della censura austriaca, la quale lascia ben poca vita al giornale. L'impegno sociale del Conciliatore, che

mira alla «pubblica utilità», istruendo i Milanesi sulle innovazioni che in Europa segnano il progresso in tutte

le branche del sapere (dalla pedagogia all'agricoltura, dalle istituzioni alla medicina, dalle scienze naturali

alle loro applicazioni tecniche), lo pongono sulla linea del Caffè, del quale, peraltro, i "conciliatori" si

considerano eredi e prosecutori.

Naturalmente il giornale si presenta come espressione di una cultura italiana. Per esempio, il problema

della coltivazione della vite in Toscana non risulta meno interessante di quello dei bachi da seta in

Lombardia. C'è quanto basta per indurre l'Austria a sopprimere il giornale e costringere al silenzio i

collaboratori con l'intimidazione o la deportazione: tra questi ricordiamo Silvio Pellico, il quale riporta le

memorie della sua prigionia nel carcere asburgico dello Spielberg nel libretto Mie prigioni (1832), che fece

grande scalpore e rappresentò per l'Austria una notevole sconfitta. Gli anni del "periodo creativo" del

Manzoni sono caratterizzati da grandi eventi storici che si ripercuotono sulla Lombardia, lasciando tracce

profonde. Il crollo di Napoleone, e la restaurazione sui troni degli antichi sovrani, "spazzati via" dalla

conquista francese, porta la Lombardia nuovamente sotto la dominazione austriaca. Anche qui, come in

altri Paesi europei, si formano società segrete; in Lombardia sorge la Carboneria, che organizza moti

insurrezionali, destinati a fallire prima ancora di realizzarsi.

Manzoni abbraccia gli ideali patriottici e risorgimentali, auspicando l'indipendenza e l'unificazione delle

regioni italiane: esprime le sue idee soprattutto nelle quattro appassionate Odi civili.

Proprio il Cinque maggio, che non ha un carattere militante patriottico, perché non invita all'azione,

rappresenta una riflessione sul rapporto fra l'uomo e la storia. Manzoni introduce il concetto di provvida

sventura, affermando che le sconfitte, come l'esilio di Napoleone, avvicinano l'uomo alla fede e gli fanno

conquistare qualcosa di molto più alto e prezioso, la salvezza dell'anima.

Con la scrittura delle tragedie, Il conte di Carmagmola e l'Adelchi, si rafforzano proprio due concetti che

diventeranno il fondamento della poetica manzoniana: la provvida sventura e il vero storico.

Nella Lettre à monsieur Chauvet sur l'unité de temps et de lieu dans la tragédie, pubblicata nel 1823, il

Manzoni offre un vero saggio di metodologia. Egli sostiene che l'unità d'azione non corrisponde a un

singolo avvenimento, ma a molti avvenimenti, anche lontani nel tempo e nello spazio; essi, però, sono

collegati da rapporti interni (come quello di causa ed effetto). Collante che garantisce l'unità dell'azione è,

per Manzoni, il vero storico ossia rispetto per i fatti e riproduzione fedele delle caratteristiche dei

personaggi, così come ci sono state tramandate dalla storia e puntualizzate in seguito a una severa

ricostruzione preliminare. Sentiamo l'eco dell'insegnamento dello Schlegel che costituisce il punto

fondamentale della poetica manzoniana: il rispetto della verità storica è garanzia della validità morale ed

estetica dell'opera d'arte: l'unità d'azione, dunque, nasce dalla capacità dello scrittore di cogliere i nessi tra

gli eventi e rintracciarne il senso più alto. Si noterà anche che non è estranea, soprattutto in quest'ultima

implicazione, la visione religiosa dell'autore.

L'aggettivo "romantic", già in uso nell'inglese della fine del XVII sec. con il significato di "relativo al

romance", ovvero di "romanzesco", cominciò fin dal XVIII sec. nella stessa Inghilterra ad assumere il

significato di medievale, gotico, in contrapposizione con classico, antico. Passato nella lingua tedesca, fu

assunto da Herder come sinonimo di "medievale" e divenne il simbolo della battaglia per una nuova cultura,

che affondasse le sue radici appunto in tale momento di ogni singola storia nazionale. Tuttavia, per la sua

stessa complessità e per la vastità dell'area che venne a investire, non è possibile stringere nel giro di una

definizione compendiosa il significato del termine Romanticismo e connotare tutte le implicazioni di gusto,

di sensibilità, di orientamento intellettuale che ne arricchiscono la risonanza. D'altra parte la difficoltà di

fissare con nettezza i limiti temporali del movimento e l'inevitabile scoperta di anticipazioni e di persistenze

del gusto e della concezione romantica della vita hanno reso necessaria l'introduzione di nozioni come

"preromanticismo", "protoromanticismo", "tardo romanticismo", "romanticismo decadente", le quali

peraltro non vengono applicate con il solo scopo di ben periodizzare il lungo arco storico. Distinguere, con

il Croce, un "Romanticismo teoretico e speculativo", legittima e feconda rivolta contro l'accademismo

letterario e l'intellettualismo filosofico dominanti nell'età illuministica, dal Romanticismo sentimentale e

morale (il cosiddetto "male del secolo"), definendo negativamente quest'ultimo, è anch'essa una proposta

che irrigidisce anziché chiarire i termini del problema.

E la contrapposizione dello "storicismo" romantico al "razionalismo" illuministico, dalla quale

tradizionalmente si muove per caratterizzare la nuova concezione dell'uomo e del mondo, rischia di mettere

troppo in ombra quegli aspetti, pure essenziali, per i quali il Romanticismo si presenta come erede legittimo

della cultura del Settecento e, in particolare, della sua innegabile passione per la ricerca storica (Hume,

Robertson, Gibbon). Certo, la rivalutazione del passato e la pietas per le tradizioni, il privilegio attribuito alla

coscienza popolare di essere depositaria di un'antica e sotterranea sapienza, la rivendicazione del

sentimento contro la ragione, la riscoperta dei valori religiosi al di là della sbrigativa liquidazione "libertina" e

razionalistica, l'esaltazione della fantasia contro il freddo e impotente intellettualismo, l'affermata superiorità

della poesia come illuminazione sull'arido e improduttivo raziocinare della prosa sono atteggiamenti

intellettuali e morali che sembrano giustificare la concezione semplificatrice del Romanticismo come

rovesciamento delle più tipiche posizioni illuministiche. Ma non si deve mai perdere di vista il fatto che "il

nuovo modo di sentire la vita" (l'espressione è di Baudelaire) è tutto intessuto di atteggiamenti

contraddittori, nei quali passato e presente, restaurazione e rivoluzione, malinconia sepolcrale e "titanico"

amore della vita, utopismo avveniristico e nostalgia di mondi remoti (la primitività barbarica, gaelica o

germanica, e più ancora il medioevo), coscienza della funzione sociale dell'uomo di lettere e isolamento

aristocratico e sprezzante coesistono in un provvisorio e tormentato equilibrio. Il rapporto di continuità-

opposizione col "secolo dei lumi" risulta d'altronde evidente in molte manifestazioni del gusto e

dell'ideologia romantica. La nuova riverenza per i valori della religiosità cattolica poté colorirsi di cupe

nostalgie reazionarie, ma dalla stessa matrice emersero inclinazioni democratiche ed egualitarie di

ispirazione evangelica.

Nell'estetica e nella filosofia del Vico si trovano le anticipazioni dirette della sensibilità e del pensiero

romantici, e non per caso la Scienza nuova fu letta e interpretata al principio dell'Ottocento con

partecipazione e intelligenza quali prima non è dato di constatare. D'altra parte la fedeltà alla tradizione

classica era stata e rimaneva una delle costanti della storia culturale della penisola. La posizione così

particolare di grandi personalità come il Foscolo e il Leopardi, ascrivibili con criteri formalistici e di "scuola"

alla schiera dei classicisti conservatori, è anche un riflesso di tale ambivalenza non risolta della civiltà

letteraria italiana.

La polemica, occasionata dalla pubblicazione (1816) dell'articolo della Staël Sull'utilità delle traduzioni,

trovò le formulazioni più persuasive del punto di vista romantico nella "Lettera semiseria di Grisostomo" del

Berchet (1816). Il gruppo romantico ebbe come proprio organo la rivista Il Conciliatore (1818-1819), di cui

era redattore capo Silvio Pellico. La discussione fu alimentata dall'intransigenza di classicisti autorevoli,

come il Giordani e il Monti: "il Sermone sulla mitologia" (1825) di quest'ultimo ebbe la funzione di un vero e

proprio manifesto antiromantico. Tuttavia la lettura degli autori romantici stranieri (la Staël, Sismondi, i

fratelli Schlegel, Byron, Scott, Chateaubriand, ecc.), l'esperienza di nuovi mondi sentimentali e morali e il

sincero fervore di rinnovamento non produssero in un primo momento risultati poetici e concettuali di

grande rilievo. Le discussioni critiche restarono per lo più ferme al livello di problemi non sostanziali, come

quello del ripudio della mitologia e delle unità cosiddette aristoteliche. Solo col Manzoni e col De Sanctis il

Romanticismo raggiunse in Italia la pienezza di un'elaborazione autonoma e realmente innovatrice.

Del primo, oltre al romanzo, si devono ricordare gli scritti teorici, incentrati sul tema della popolarità e verità

della poesia e sulla questione della lingua; del secondo, la concezione della storia letteraria come storia

degli ideali e della vita morale di un popolo e l'estetica della "forma", capitolo fondamentale dell'estetica

moderna. Dal Romanticismo trasse anche nutrimento l'ideologia risorgimentale nelle sue varie

estrinsecazioni dottrinarie, dal mito mazziniano del popolo al neoguelfismo del Gioberti. Alle battaglie

risorgimentali gli scrittori romantici parteciparono con l'invettiva e la satira (Berchet, Prati, Giusti, ecc.), con

la lirica patriottica (Berchet, Poerio, Tommaseo, Mameli, Giusti, Rossetti, Aleardi, Prati, ecc.), con il teatro

(Pellico, Niccolini, ecc.), con la ricerca storica (Colletta, Balbo, Troya, Capponi, Tommaseo, Cantù, Amari,

ecc.), con il rinnovamento degli studi filosofici e pedagogici realizzato mediante l'innesto nella tradizione

nazionale delle conquiste del pensiero europeo (Rosmini, Gioberti, Cattaneo, Capponi, Lambruschini, ecc.).

D'altra parte l'esigenza di un realismo che continuasse e approfondisse gli spiriti innovatori della letteratura

settecentesca trovò una manifestazione originalissima nella poesia dialettale del Porta e del Belli.

INTRODUZIONE AL ROMANTICISMO

Origine del termine Romanticismo

La parola romantic appare per la prima volta in Inghilterra nel ‘600 e indica in senso dispregiativo, il

fantastico, l’assurdo e il falso degli antichi romanzi cavallereschi e pastorali.

Nel ‘700 comincia a perdere l’accezione peggiorativa e significa ciò che diletta l’immaginazione; definisce

anche paesaggi naturali selvaggi, solitari e malinconici. A fine secolo delinea l’emozione soggettiva

suscitata in chi contempla una scena romantica.

Nei manifesti Romantici italiani della prima metà dell’800, la parola designava la poesia moderna “dei

vivi”, contrapponendola a quella “dei morti” e all’imitazione dei classici.

Il termine indica, per esteso, uno stato d’animo di nostalgia e tensione verso l’infinito, recupero del

mistero.

È la reazione alla razionalità illuminista

Illuminismo Romanticismo

Esaspera la realtà e la razionalità Istinto subcosciente

Emozioni, ricerca di qualcos’altro rispetto la forma esteriore

Storicismo illuminato (= non si Storicismo romantico (=rivalutazione della storia,

preoccupa delle cause) considerata lo svolgimento di un travaglio dell’umanità e la ricerca delle radici,

attraverso la rivalutazione di Vico che con la sua definizione di storia costituita da corsi e ricorsi dà molta

importanza alle tradizioni; e con la ripresa del Muratori, che riconsidera il Medioevo, illuminandolo di una

nuova luce.

Si ha un rinnovamento formale (già il Monti aveva adeguato l’Italia al linguaggio europeo), i

romantici, in nome della libertà espressiva, rifiutano le formule standard, mantenendo, comunque, una certa

compostezza formale.

I MOVIMENTI ROMANTICI IN EUROPA

In Germania è il primo paese europeo in cui si sviluppa il Romanticismo, il carattere di questa diffusione

è peculiare perché invasiva (dopo il Medioevo, Lutero, con il suo pessimismo, aveva bloccato la fioritura

culturale umanistica, così i tedeschi non erano preparati alla nuova sensibilità che rivalutava l’anima

dell’uomo)Già nel corso del 700 si svilupparono correnti preromantiche dello Strum und Drang, ma l’atto di

nascita del Romanticismo è la fondazione della rivista “Athenaeum” a Berlino, intorno al 1800. Il centro

principale della corrente fu a Jena.

In Inghilterra il manifesto del movimento può essere considerata la prefazione alla raccolta delle Lyrical

Ballads a cura di Wordsworh e Coleridge. Il romanticismo inglese si espresse soprattutto nelle forme liriche

e i principali esponenti che possono essere ricordati sono Byron, Shelly, Keats e Scott. Le correnti

preromantiche sono di particolare interesse, poiché influenzeranno gli autori italiani, e si dedicarono alla

poesia cimiteriale, naturalistica e storica

In Francia si espresse soprattutto nella poesia lirica e il manifesto che attesta l’inizio della corrente fu la

prefazione alla tragedia storica Cromwell di Victor Hugo. Sono da ricordare come esponenti fondamentali

del romanticismo Charles Boudelaire (I fiori del male), Alexandre Dumas (I tre moschettieri e Il conte di

Montecristo), Stendhal (Il rosso e il nero, la certosa di Parma), Gustave Flaubert.

In Russia i romantici come Puŝkind e Lermontov per i loro ideali progressisti e liberali e per le critiche

mosse al sistema feudale russo e all’aristocrazia zarista, furono spesso perseguitati e puniti con il carcere o

l’esilio.

Nell’ America del Nord si portarono avanti i generi ereditati dalla cultura europea e furono sviluppati in

particolare i romanzi sentimentali, avventurosi, storici e “neri”; Edgar Allan Poe, Nathaniel Hawthrone (La

lettera scarlatta) e Herman Melville (Moby Dick)sono i fondamentali esponenti

In ITALIA il manifesto del Romanticismo fu la fondazione, da parte degli intellettuali romantici, del

“Conciliatore”, un giornale che fungeva da portavoce per le nuove ideologie letterarie e si finalizzava un

certo progresso civile ed economico, con la diffusione di cognizioni scientifiche, specialmente per il

territorio lombardo. Il programma del “Conciliatore” ricorda quello del “Caffè”, per l’intento che si

proponevano entrambi di diffondere i lumi e per la ricerca di uno slancio progressivo della società italiana.

Comunque gli intellettuali romantici possedevano un diverso senso della storia e avevano orientamenti

decisamente liberali che davano fiducia al popolo, che doveva portare una profonda trasformazione

dell’assetto politico dal basso. Il Romanticismo italiano è profondamente differente rispetto a quello

europeo, nel senso che mancavano tutti gli aspetti irrazionali, fantastici e mistici, ma vi era un’aderenza al

vero e ai principi della ragione: il Romanticismo italiano è semmai espressione di un momento costruttivo e

di crescita della società,e ,dato che lo scrittore non è in conflitto con essa, riveste un ruolo costruttivo nel

corpo sociale. Infatti le tematiche esasperatamente irrazionalistiche si presenteranno in Italia nella

Scapigliatura, a fine secolo, non appena il processo risorgimentale sarà compiuto.

COS'E' IL ROMANTICISMO?

Il Romanticismo nasce in Germania verso la fine del 1700 e conosce la sua massima fioritura nel resto

dell'Europa nei primi decenni dell'Ottocento; in Italia, in particolare, il movimento romantico vi si affaccia nel

1816, nonostante delle tendenze romantiche fossero in atto già da tempo anche nelle altre regioni europee.

Il concetto di Romanticismo trova molte difficoltà nell'essere definito, rispetto alle precedenti nozioni di

Rinascimento o Illuminismo. Vi sono dunque due interpretazioni:

indirizzo culturale che trova la sua nota qualificante nell'esaltazione del sentimento e che si concretizza nei

rappresentanti del circolo tedesco di Jena e in tutti i letterati europei in opposizione alle idee classiche.


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Corso di laurea: Corso di laurea in lettere (BRESCIA - MILANO)
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