Il rinascimento a Venezia
Venezia e Bisanzio
Venezia aveva già da tempo dato le spalle all’Italia: si sentiva ed era diversa, diversa era la sua visione del mondo, i suoi interessi, soprattutto rispetto a quelli fiorentini. Era una città “altra”, che non poteva che avere un “altro” Rinascimento. Questo Rinascimento si basa su una rispettosa attenzione per la lezione del passato, soprattutto sulla lezione appresa da Bisanzio, riascoltando il mito degli antichi, ma anche su una riscoperta di uno spazio e un paesaggio con un’efficacia di toni e modi, ascoltando e indagando le novità nordiche e ponentine. Osservazione della natura e delle leggi della natura.
Il secolo che va dalla metà del 1400 alla metà del 1500 è stato il secolo d’oro di Venezia. Venezia per tutto il Medioevo aveva voltato le spalle all’Europa e aveva avviato una politica mercantile: era aperta alle rotte commerciali, trafficava con tutti e cominciava ad apprendere da tutti, costruendo la propria identità.
Le relazioni con Bisanzio, in particolare, segnano la storia veneziana fin dalle origini: con le crociate, Venezia legittima il suo ruolo di nuova Costantinopoli. L’intera città subisce una riformulazione estetica.
Con Bisanzio ha moltissimi debiti:
- Urbanistica
- Architettura
- Arte del mosaico
- Pavimentazione
- Scultura
- Tecniche navali
- Tecniche dei tessuti e telai
Una delle cose più apprezzate era però l’arte coloristica del mosaico: le tessere vitree in grado di riflettere una quantità di luce molto intensa. Venezia si contraddistingue anche per i tessuti veneziani, stoffe richieste in tutta Europa, prodotti di artigianato originali e altissimi. Successivamente si sviluppa anche l’arte dei ricami. Tutto questo contribuisce a creare la definizione del colore veneziano. Per i suoi rapporti con Bisanzio, Venezia è definita la Nuova Bisanzio.
Fase gotica
Dopo la fase di dipendenza da Bisanzio, a Venezia vi fu una fase di maggiore autonomia e maggior sincretismo, che fu definita gotica. Venezia aveva voluto essere la nuova Bisanzio, dopo averla ferita a morte: per quasi un secolo il doge era stato presentato come il signore dell’Impero d’Oriente. La fine dell’impero d’Oriente, però, segna una nuova fase per Venezia: dopo aver dominato Bisanzio e averne raccolte eredità e gioielli, Venezia doveva darsi una storia che la ponesse come erede cristiana degli antichi.
In età gotica Venezia vive uno dei suoi periodi più straordinari. Superata la fase veneto-bizantina, la Serenissima guarda sempre più a Occidente e all’Europa. Il gotico a Venezia era uno stile molto fantasioso, luminoso e sinuoso. Era il gotico fiorito, uno stile raffinato ed elegante, caratterizzato da spettacolari decorazioni a traforo e una ricchezza di statue e marmi. Il gotico è caratterizzato dalla verticalità, dalla luminosità, dalle colonne sottili e slanciate, dagli archi a sesto acuto. L’edificio civile che meglio di tutti presenta questo stile è Palazzo Ducale. Altri edifici realizzati con questo stile, arricchito di giochi geometrici curvilinei, sono il palazzo della Ca’ d’Oro e quello di Ca’ Foscari. Le chiese che adottano questo stile sono invece la Basilica dei Frari e la chiesa di San Zanipolo.
I Vivarini e i Bellini
Nella prima metà del 1400, quindi, l’arte veneta ondeggiava tra il gotico e gli ultimi influssi bizantini ancora alimentati dai rapporti mantenuti con il Medio Oriente, mentre le novità rinascimentali che Firenze andava proponendo stentavano a prendere piede. L’ambiente artistico era dominato da due famiglie: i Vivarini e i Bellini, che...
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