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Il latino volgare

Le fonti del latino volgare

Le fonti che abbiamo per il latino volgare sono:

  • Tracce nei testi letterari - Vedi Plauto, Cicerone (epistole alla famiglia); Petronio (cena di Trimalchione nel Satyricon).
  • Grafia delle iscrizioni - Vedi CIL (Corpus Inscriptionum Latinarum, Berlino, 1863-1943).
  • Osservazione di grammatici latini - Vedi Appendix Probii.
  • Pronuncia in altre lingue di parole che vengono dal latino.

Iscrizioni murali

Ci sono arrivate molte testimonianze scritte del latino volgare, mentre per averne una di una qualsiasi lingua romanza bisogna aspettare l'842 (giuramenti di Strasburgo).

  • Nella categoria iscrizioni troviamo anche cose tarde.
  • È la fonte più diretta e cospicua.
  • La fonte primaria delle iscrizioni murali è il CIL (Berlino 1863-1943).

Iscrizioni di Pompei

  • Raccolta di graffiti tracciati sui muri, conservati grazie all'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
  • Possibilità di trattare quasi sempre il gran numero di graffiti e quindi poter datare le trasformazioni linguistiche.

I principali fenomeni registrati nei graffiti pompeiani

  1. Sonorizzazione delle esplosive intervocaliche: Es. PACATO > pagato, LOCUS > logus.
  2. Perdita di -m finale
    • Caratteristica legata allo sconvolgimento del sistema delle declinazioni.
    • Abbastanza comune.
    • Debolezza della m appare già un secolo prima nella metrica classica; il latino letterario la tende a ripristinare per conservare in modo artificiale la funzionalità della flessione nominale.
  3. Perdita di -s finale
    • Fenomeno fonologico che avrebbe creato una frattura tra Romania occidentale e orientale (infatti in spagnolo, francese e portoghese rimane per distinguere il singolare dal plurale).
  4. Sincope (= perdita della vocale atona interna)
    • Fenomeno testimoniato un secolo prima dalle tavolette con formule d'incantesimo di Roma.
  5. Vocale protetica davanti a s + consonante (s complicata)
    • Tratto che caratterizza per esempio lo spagnolo.
  6. Passaggio di E/I di iato in semivocale /iod/: Es. ALEA > alia, HABEAT > abiat.
  7. Dittonghi AE/OE scritti come vocali semplici (E)
  8. AU > O
    • Indicato dai letterati latini come un rusticismo.
    • Un nuovo AU < A+V (che si era vocalizzata a contatto con una consonante a seguito di sincope) origine della flessione romanza della 3^ singolare del perfetto it. cantò, sp. cantò, pt. cantou.
  9. NS > S (fenomeno panromanzo: riduzione di nasale + sibilante alla sola sibilante)
    • Attestato indirettamente da ipercorrettismi (FORMONSUS per FORMOSUS).
  10. Consonanti geminate o doppie
    • Nella grafia ruolo incerto che risulta difficile da legare al suono.
    • Alcune sono solo l'enfasi del linguaggio.
    • Frequenti nelle scritture antiche, si sono ridotte a partire dal I secolo; la tendenza delle iscrizioni era la riduzione.
  11. Sistema della declinazione
    • Caso genitivo sostituito dall'accusativo con o senza preposizione.
    • La forma dell'accusativo maschile singolare, con perdita di m finale e apertura di U post tonica > O.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza

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