Diabete mellito
Iperglicemia persistente significa valori >100 mg/dL; si tratta di una patologia non correlata allo stato nutrizionale, con ridotta capacità ad utilizzare i carboidrati per disregolazione della funzione o della secrezione insulinica.
Diabete
(Passo attraverso): qualunque disordine caratterizzato da eccessiva escrezione di urina (es. diabete bronzino, insipido, renale).
Diabete mellito
(Deriva dalla parola “miele” poiché quest’ultimo veniva assaggiato dai ricercatori in laboratorio che poi sviluppavano questa patologia): termine riferito alla glicosuria, in conseguenza di errori o guasti del metabolismo del glucosio (malattia dismetabolica). Il disordine metabolico più comune del sistema endocrino (3% della popolazione mondiale).
Glucosio
- Principale fonte energetica per le cellule dell’organismo (glicolisi, ciclo di Krebs, fosforilazione ossidativa).
- I livelli ematici di glucosio (glicemia: 70-120mg/dL) devono essere costanti e sono regolati da un controllo ormonale: ↓ insulina ↑ glucagone, prodotti dalla porzione endocrina del pancreas (isole del Langherans).
Fase post-prandiale
Immaggazzinamento attraverso la glicogenosintesi (muscoli e fegato) quando i livelli di glucosio sono troppo alti, lipogenesi (tessuto adiposo e fegato); avviene attraverso il passaggio in vescicole, determinando una diminuzione dei livelli di glucosio in circolo.
Fase di digiuno
Reimmissione in circolo per demolizione delle scorte attraverso la glicogenolisi, lipolisi e β-ossidazione, gluconeogenesi (fegato).
Insulina
- Ormone proteico ad azione ipoglicemizzante.
- Sintetizzata come proinsulina (proormone costituito da due catene A e B legate fra loro dal peptide C di connessione), racchiusa in granuli di secrezione, convertita in insulina matura da enzimi specifici che staccano il peptide C e secreta dalle cellule β (60-80%) del pancreas.
- Sintesi e secrezione sono stimolate dall’innalzamento della glicemia e dal parallelo ingresso di glucosio nella cellula β.
Quantità giornaliera rilasciata: 35-50 unità
Meccanismo d’azione
Interagisce con un recettore di membrana (IR, α2β2) presente sulle cellule insulino-sensibili (muscolo scheletrico, tessuto adiposo, cellule pancreatiche) e dotato di proprietà autofosforilanti e tirosinochinasiche.
Attiva:
- L’ingresso del glucosio nelle cellule: l’insulina aumenta l’ingresso del glucosio nelle cellule aumentando il numero dei trasportatori del glucosio, GLUTs, che sono in continuo turnover (per aumento della traslocazione dal citoplasma alla membrana cellulare):
- GLUT1 è presente nella maggior parte dei tessuti.
- GLUT2 (fegato e cellule β).
- GLUT3 (cervello).
- GLUT4 (cuore, tessuto adiposo e muscolo scheletrico).
- La formazione dei depositi: l’azione dell’insulina sul recettore insulinico fosforila l’IRS-1 (substrato recettore per l’insulina) con attivazione della cascata chinasica che porta ad attivazione degli enzimi che catalizzano la lipogenesi, la glicogenosintesi e la sintesi proteica (attivazione della glicogeno sintetasi e inattivazione della glicogeno fosforilasi).
Stimola:
- Il trasporto transmembrana di glucosio e aminoacidi.
- La formazione di glicogeno epatico e muscolare.
- La conversione del glucosio in trigliceridi.
- La sintesi di acidi nucleici.
- La sintesi proteica.
Inibisce:
- La glicogenolisi.
- La proteolisi.