Il controllo delle nascite in Cina
La popolazione negli anni Settanta
Negli anni Settanta del Novecento, il governo cinese, preoccupato per la tumultuosa crescita della popolazione, considerata un ostacolo allo sviluppo e alla modernizzazione del paese, decise di varare alcune politiche di controllo delle nascite. Innanzitutto fu legalizzato l'aborto e favorita la sterilizzazione in massa delle donne.
Politiche di controllo delle nascite
Successivamente venne istituita la cosiddetta «politica del figlio unico», che vietava alle coppie di avere più di un figlio, anche se con alcune eccezioni. Tuttavia, per le famiglie contadine era necessario avere molti figli per portare avanti il duro lavoro nelle campagne. Nelle zone rurali, a causa della lontananza dal potere centrale, era facile sfuggire ai controlli, così molte coppie facevano di nascosto più figli. I figli maschi erano più ambiti rispetto alle femmine, perché adatti ai compiti più faticosi. Si diffuse pertanto l'infanticidio femminile, cioè l'uccisione delle bambine, ritenute un peso per la famiglia.
Con l'introduzione dell'ecografia prenatale si cominciò a praticare l'aborto selettivo, per sbarazzarsi dei feti di sesso femminile. L'insieme di queste pratiche e il loro consolidamento nel corso degli anni ha portato a squilibri di genere nella popolazione: in Cina nel 2013 c'erano 122 maschi ogni 100 femmine, contro una media mondiale di 106 su 100.
Conseguenze demografiche
Secondo gli esperti, nel 2020 ci sarà un'eccedenza di 35 milioni di giovani uomini, che avranno difficoltà a trovare una compagna. Nel 2013 il governo cinese ha posto fine alla politica del figlio unico, consentendo alle coppie di avere due figli. Non è sicuro che questa politica di controllo delle nascite abbia prodotto risultati. Si stima che essa abbia evitato la nascita di 400 milioni di persone, anche se gli studiosi sostengono che il calo del tasso di fecondità ci sarebbe stato comunque in ogni caso per altri motivi.
Tasso di fecondità e invecchiamento
Oggi il tasso di fecondità in Cina è 1,6, inferiore rispetto al 2,7 del 1978, quando la legge venne adottata. Il rallentamento della crescita ha portato a un invecchiamento della popolazione. Oggi il 15% della popolazione cinese ha più di 65 anni, ma entro il 2050 gli over 65 supereranno il 25%.