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Il contratto sociale, Rousseau

Appunti/Riassunti del libro di Rousseau "Contratto sociale", con introduzione e suddivisione in primo, secondo e terzo libro. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Persano dell’universitàdegli Studi di Macerata - Unimc. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia del pensiero politico docente Prof. P. Persano

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LIBRO II

La sovranità è inalienabile: non rappresentabile da altri.

Solo la volontà generale può dirigere lo stato versi il fine, cioè il bene comune.

Ci devono essere alcuni punti sui quali tutti gli interessi si accordono così da creare la

società. La sovranità è l’esercizio della volontà generale e il corpo sovrano è

rappresentabile solo da se stesso​ . La volontà generale tende all'uguaglianza mentre la

volontà particolare tende alle preferenze.

La sovranità è indivisibile:​ l’autorità sovrana è semplice e una, n​ on si può dividerla

senza distruggerla​ . I scrittori politici dividono la sovranità nell’oggetto: in forza e volontà, in

legislativo ed esecutivo.

La volontà può errare? La volontà tende sempre all’utilità pubblica. Si vuole sempre il suo

bene, ma non sempre lo si vede, il popolo non si corrompe, ma lo si inganna.

C’è differenza tra volontà di tutti e volontà generale.

La volontà di tutti ha di mira l’interesse privato ed è una somma di volontà particolari.

I cittadini non devono comunicare tra loro prima della deliberazione perché potrebbero

formarsi delle fazioni. La volontà di ciascuna associazione diventa generale in rapporto ai

suoi membri e particolare rispetto allo stato. Le differenze diventano meno numeroso e

danno un risultato meno generale.

Ogni cittadino deve ragionare soltanto con la propria testa.

Limiti al potere sovrano: lo stato è l’unione dei suoi membri e siccome si preoccupa della

propria conservazione c’è necessario che essa abbia una forza universale.

Il patto sociale dà al corpo politico un potere assoluto su tutti i propri membri​ e tale

potere è diretto dalla volontà generale in nome della sovranità.​ Il corpo sovrano non può

caricare i sudditi di nessuna catena che sia inutile alla comunità.

Gli impegni in quanto reciproci →​ non si può lavorare per gli altri senza lavorare anche per

se stessi. La volontà deve partire da tutti per applicarsi a tutti. ​

Conclusione → il patto sociale stabilisce tra i cittadini una tale uguaglianza​ , che essi si

impegnano tutti alle medesime condizioni e debbono tutti godere degli stessi diritti.

Atto di sovranità: convenzione tra corpo e ciascuno dei suoi membri.

1 convenzione legittima​ : la base è il contratto sociale

2 giusta:​ comune a tutti

3 utile:​ oggetto=bene generale

4 solida​ : garante è la forza pubblica e potere supremo.

Il corpo sovrano non ha mai il diritto di gravare su un suddito piuttosto che su un altro perché

trattandosi di questione privata il suo potere non è più competente.

Diritto di vita e di morte: Ogni uomo ha il diritto di rischiare la vita per conservarla.

Chi vuole conservare la vita con l’aiuto degli altri deve anche darla per loro.

Ogni malfattore violando il diritto sociale diventa traditore verso la patria. Bisogna che uno

dei due perisca. Quando si uccide il colpevole non lo si uccide come cittadino, ma come

nemico perché ha infranto il patto e non è più membro dello stato.

→ esilio: trasgressore del patto

→ morte: nemico pubblico - diritto di guerra uccidere il vinto.

Diritto di concedere grazia:​ solo il corpo sovrano.

In uno stato ben governato ci sono poche punizioni perché ci sono pochi criminali.

La legge:​ con il patto sociale si dà vita al corpo politico e con la legislazione gli si dà la

volontà. Esiste una giustizia universale emanata dalla sola ragione, ma questa giustizia per

essere ammessa, deve essere reciproca. Occorrono convenzioni e leggi per unire i diritti ai

doveri. Tutti i diritti sono fissati dalla legge. La materia sulla quale si delibera è generale

come la volontà che delibera, è questo l’atto che chiama legge.

Qualsiasi funzione che si riferisca a un oggetto individuale non appartiene al potere

legislativo. La legge non può essere ingiusta perché nessuno è ingiusto verso se

stesso.

Repubblica è ogni stato retto dalle leggi​ , qualunque sia la forma di amministrazione.

Ogni governo legittimo è repubblicano, ovvero guidato dalla volontà generale ( cioè dalla

legge). ​

Il popolo deve essere l’autore delle leggi ed esse sono le condizioni dell’associazione

civile.

Però come potrebbe una moltitudine cieca compiere un’impresa così grande e così difficile.

Il popolo vuole sempre il suo bene, ma non sempre lo vede. Bisogno di una guida.

Legislatore​ : Intelligenza superiore che vede tutte le passioni degli uomini e non ne prova

nessuna, che conosca perfettamente la natura dell’uomo.

“meccanico che inventa la macchina”

Deve essere capace di trasformare ogni individuo in una parte di un tutto più grande.

La legislazione ha raggiunto il massimo grado di perfezione quando ogni cittadino non è

niente e non può niente se non per mezzo di tutti gli altri e quando la forza acquisita dal tutto

è uguale alla somma delle forza naturali di tutti gli individui.

Il legislatore è un uomo straordinario​ , che non entra nella costituzione. Ha una funzione

particolare e superiore. Non può usare nè la forza nè il ragionamento, deve

necessariamente ricorrere a un’autorità di altra specie. Solo la saggezza può rendere un

legame duraturo. All’origine delle nazioni l’una, la religione, serve come strumento dell’altra,

la politica. ​

Il popolo: il legislatore deve esaminare se il popolo è capace di sopportare delle leggi e poi

le redige. Si può conquistare la libertà, ma non si può mai recuperarla.

In qualunque corpo politico vi è un maximum di forza che il corpo non dovrebbe

oltrepassare.

In generale, uno stato piccolo è proporzionalmente più forte di uno grande perchè nei stati

grandi l’amministrazione è più faticosa e onerosa, minore prontezza a far osservare le leggi,

ma anche il popolo ha minore attaccamento per i capi che non vede mai.

Le medesime leggi non possono adattarsi a tante province​ diverse che hanno costumi e

climi differenti. (Montesquieu)

Lo stato deve darsi una certa base per avere solidità. Trovare la proporzione più

​ ​

vantaggiosa per la conservazione dello stato, una sana e forte costituzione è la prima cosa

​ ​

che bisogna ricercare. Un corpo politico può misurarsi in 2 modi:

- estensione del territorio

- numero degli abitanti

Il rapporto conveniente è quello per cui la terra sia sufficiente al sostentamento degli abitanti.

In questa proporzione si trova il maximum di forza​ di una data quantità di popolazione

perché se il territorio è eccessivo la difesa è diversa, la coltivazione insufficiente e il prodotto

superfluo (ciò causa guerre difensive).

Se il popolo si deve basare sul commercio o sulla guerra è debole ( esistenza breve-incerta).

La scelta del momento istituzionale è uno dei caratteri più sicuri per cui si può distinguere

l’opera del legislatore da quella del tiranno.

Popolo adatto alla legislazione?

- già legato a qualche vincolo d’origine

- non abbia superstizioni o abitudini radicate

- non teme invasioni

- resiste alle dispute senza immischiarsi

- ogni uomo è conosciuto da tutti gli altri

- nè ricco nè povero

Sistemi di legislazione:

Il fine di ogni sistema è la libertà e l’uguaglianza.

Bisogna assegnare ad ogni popolo un sistema particolare di istituzioni.

Ogni popolo racchiude in sè qualche condizione che lo indirizza in maniera particolare e

rende la sua legislazione adatta a lui. Ciò che rende veramente solida e duratura la

costituzione di uno stato è che le sue necessità siano osservate, rapporti naturali=leggi.

Divisione leggi:

1) rapporto del tutto col tutto​ (corpo e stato): leggi politiche o fondamentali. In ogni

caso un popolo è sempre padrone di cambiare le proprie leggi, anche le migliori.

2) relazione membri tra loro o corpo intero​ : rapporto più piccolo possibile, così che ci

sia perfetta indipendenza da tutti gli altri e estrema dipendenza dallo stato (leggi

civili)

3) relazione tra uomo e legge (leggi penali)​ : quando l’uomo disobbedisce vi è

sanzione.

4) costumi, usanze e opinione pubblica​ : formano la vera costituzione dello stato, le

leggi non scritte sono essenziali → educazione pubblica.

LIBRO III

Governo in generale

Volontà=​ potere legislativo appartiene al popolo.

Forza=​ potere esecutivo.

“Niente si fa, niente si deve fare senza il loro concorso”.

Il potere esecutivo non può essere dell’intero corpo perché consiste in atti particolari, non

competenti alla legge. Occorre un​ agente che metta in funzione la direttive della volontà

generale, comunicazione tra stato e corpo sovrano.

- Corpo intermediario:​ istituto tra i sudditi e il corpo sovrano per la loro reciproca

corrispondenza, incaricato dell’​ esecuzione delle leggi​ e del​ mantenimento della

libertà​ sia civile sia politica.

Membri governo= magistrati/governatori.

Corpo intero= principe.

L’atto è un mandato, esclusivamente per un incarico.

Governo=​ esercizio legittimo del potere esecutivo e il principe è l’incaricato di questa

amministrazione.

Il governo riceve dal corpo sovrano gli ordini che a sua volta impartisce al popolo.

Ci deve essere​ parità tra il prodotto e il potere del governo.

Basterebbe alterare uno solo dei tre termini (corpo sovrano-sudditi-magistrati) per rompere

la proporzione e lo stato si dissolverebbe, cadrebbe nel dispotismo/anarchia.

Più lo stato si ingrandisce, più diminuisce la libertà.

Il governo, per essere buono, deve essere relativamente più forte in proporzione all’aumento

della popolazione.

Principio forme di governo:​ Il corpo della magistratura può essere composto da un

numero più o meno grande di membri.

Più i magistrati sono numerosi, più il governo è debole.

Nella persona del magistrato:

1)​ volontà propria dell’individuo​ che tende al suo vantaggio particolare

2) volontà comune dei magistrati,​ si riferisce unicamente al vantaggio del principe

3) volontà del popolo​ (sovrana) è generale sia rispetto allo stato sia al governo

Legislazione perfetta=​ volontà particolare-individuale deve essere nulla.

La volontà generale deve essere sempre dominante e unica regola di tutte le altre.

Il governo più attivo è quello di uno solo.

Il rapporto tra i magistrati e il governo deve essere inverso al rapporto tra i sudditi e il corpo

sovrano, cioè più lo stato si ingrandisce e più il governo deve restringersi, in modo che il

numero dei capi diminuisce in proporzione all’aumento della popolazione.

Tanto più i magistrati sono numerosi, tanto più la volontà del corpo si avvicina alla volontà

generale.

Divisione dei governi:

Il corpo sovrano può affidare l’incarico del governo a:

​ ​ ​

1) tutto il popolo o alla maggior parte del popolo → democrazia.

2) minoranza di governo → aristocrazia.

3) unico magistrato → monarchia.

Governo democratico = piccoli stati

Governo aristocratico = stai medi

Governo monarchico = stati grandi

Democrazia​ : stato molto piccolo in cui il popolo sa riunirsi ed ogni cittadino possa facilmente

conoscere tutti gli altri.

Semplicità nei costumi, impedisca affari e discussioni, uguaglianza di condizioni e fortune.

Poco lusso (corrompe l’individuo) ​

Il fondamento della repubblica deve essere la virtù​ .

Aristocrazia​ : le prime società si governavano aristocraticamente, i capi famiglia

deliberavano tra loro sugli affari pubblici.

3 specie di aristocrazia:

1) naturale​ : popoli semplici

2) elettiva​ : la forma migliore

3) ereditaria​ : governo peggiore

Le assemblee si tengono più comodamente, gli affari si discutono meglio…

L’ordinamento migliore e più naturale: i più saggi governino la moltitudine, se si è sicuri che

la governino per il suo vantaggio.

Monarchia: monarca-re → lui solo ha il diritto di disporre del potere esecutivo.

Viene immediatamente rifiutata e condannata, ma c’è democrazia diretta.

Governo misto:​ non esistono governi semplici.

Nella divisione del potere esecutivo c’è sempre una graduazione dal numero maggiore al

numero minore.​ Il governo semplice è il migliore in sè,​ in quanto è semplice.

Si divide il governo per indebolirlo e si concentra per rinforzarlo.

Il maximum di forza e di debolezza si trova in misura eguale nei governi semplici, mentre le

forme miste hanno una forza media.

Non ogni forma di governo è adatta a ogni paese.

Abuso del governo →​ Degenerazione:

La volontà particolare agisce senza tregua entro la volontà generale. Prima o poi il principe

finirà con l’opprimere il corpo sovrano e violare il patto sociale.

Questo è il vizio intrinseco e inevitabile che fin dalla nascita del corpo politico tende senza

tregua a distruggerlo.

Il governo delibera in 2 modi:

1) si restringe​ : passa dalla maggioranza alla minoranza,

2) stato si dissolve​ .

La dissoluzione avviene in 2 modi:

1) quando il principe non amministra più lo stato secondo le leggi e usurpa il potere

sovrano. In questo caso è lo stato che si restringe, si forma un altro stato dentro di

esso,composto dai membri del governo.

2) quando i membri del governo usurpano separatamente il potere che essi devono

esercitare solamente come corpo, si hanno tanti principi quanti sono i magistrati.

Se lo stato si dissolve, l’abuso del governo =​ anarchia.

→ Democrazia degenera in oclocrazia.

→ Aristocrazia degenera in oligarchia.

→ Monarchia degenera in tirannide.

Tiranno = usurpatore autorità - Despota = usurpatore potere sovrano

Si deve credere che solo per la loro bontà le volontà antiche si siano potute conservare.

Il corpo sovrano agisce solo per mezzo della legge,​ cioè attraverso atti autenticati dalla

volontà generale.

Il corpo sovrano può agire solo quando è adunato.

Ogni assemblea del popolo che non sia stata convocata dai magistrati, preposti a tale

incarico e secondo le forme prescritte, va considerata illegale.

L’ordine stesso di adunarsi deve essere emanato per legge. Dal momento in cui il popolo è

legittimamente riunito come corpo sovrano, cessa ogni giurisdizione del governo →​ il potere

esecutivo viene sospeso.

In uno stato veramente libero i cittadini fanno tutto con le loro braccia e niente col denaro.


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AUTORE

corii97

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7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in relazioni internazionali e politiche di cooperazione
SSD:
Università: Macerata - Unimc
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher corii97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del pensiero politico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Macerata - Unimc o del prof Persano Paola.

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