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I licheni "bioindicatori": due casi riassunti

Lo studio della qualità dell'aria attraverso i licheni epifitici come bioindicatori

Studio di ARPA Toscana (1999-2000)

I licheni sono il risultato dell'unione stabile tra due organismi viventi: un fungo e un'alga. Tale unione rappresenta una simbiosi ed è pertanto vantaggiosa per entrambi: l'alga produce tramite la fotosintesi carboidrati ed altre sostanze da cui il fungo trae nutrimento, mentre riceve in cambio dal fungo protezione contro l'essiccamento e contro radiazioni solari nocive.

I funghi che partecipano alla simbiosi lichenica appartengono in massima parte agli Ascomiceti, mentre le alghe sono solitamente Alghe verdi unicellulari (Chlorophyceae) o cianobatteri (Cyanophyta). L'unione porta alla formazione di un organismo, il lichene, con caratteristiche proprie; possiede un proprio metabolismo che permette di produrre sostanze nuove che i due componenti isolati non saprebbero sintetizzare.

Il corpo vegetativo di un lichene è detto tallo ed è costituito dall'intreccio delle ife del fungo al cui interno sono distribuite le cellule algali. Il tallo lichenico può presentare due tipi di struttura:

  • Struttura eteromera: il tallo appare stratificato e le alghe sono localizzate in uno strato ben distinto; gli strati sono: cortex superiore, strato gonidiale (dove compaiono le alghe), medulla (costituita da ife fungine) e cortex inferiore.
  • Struttura omeomera: le ife fungine e alghe formano un intreccio omogeneo e indifferenziato.

In base alla morfologia del tallo lichenico si possono distinguere 3 forme di crescita principali.

La metodologia per il rilevamento dell'inquinamento atmosferico con i licheni epifiti (cioè che vivono su tronchi d'albero) è basata su una misura della biodiversità, ossia sulla varietà delle specie licheniche. I valori di biodiversità vengono interpretati in termini di allontanamento rispetto alla naturalità attesa causato dagli inquinanti (soprattutto gas fitotossici come ossidi di zolfo e di azoto) che provocano alle comunità licheniche una diminuzione nel numero di specie e una diminuzione della loro copertura o frequenza.

La misura della Biodiversità Lichenica viene intesa come somma delle frequenze delle specie licheniche in un reticolo di rilevamento di dimensioni fisse. Le aree prese in considerazione in questo studio sono molteplici e riguardano aree più o meno largamente antropizzate per evidenziarne la validità e quindi le criticità ambientali.

A ciascun valore di Biodiversità Lichenica è possibile associare il grado di deviazione (allontanamento) da condizioni naturali tramite una scala detta BLS, anche se in questi studi precedenti al 2000 era ancora in uso la metodologia IAP o "Indice di Purezza dell'Aria".

Esempio 1: L’Empolese

La qualità dell'aria risulta particolarmente compromessa (rosso/arancio) lungo l'asse del fiume Arno e del fiume Elsa, soprattutto in corrispondenza dei Comuni di Empoli e Montelupo, in pieno accordo con lo studio del territorio che evidenzia come in queste aree pianeggianti si concentrino i centri urbani più densamente popolati, le più importanti attività artigiane ed industriali. Un globale miglioramento è stato rilevato in aree collinari, agricole e boschive a bassa pressione antropica situate nei Comuni di Fucecchio (Cerbaie e Padule) e di Cerreto Guidi. Limitate zone con lievi alterazioni oppure senza apprezzabili alterazioni della qualità dell'aria sono state rilevate nei Comuni di Empoli e Montelupo. Questi ultimi due territori risultano più densamente popolati, caratterizzati da un'industrializzazione più pesante e da più ridotte aree a carattere naturale.

Esempio 2: L’Area Fiorentina

La carta elaborata che rappresenta il biomonitoraggio del Comune di Signa ha evidenziato che la qualità dell'aria in generale è piuttosto scarsa, soprattutto in corrispondenza dei nuclei abitativi e delle strade di maggior scorrimento del traffico (SS 66, SS 325, SS67). Esistono tuttavia ampie zone di ripopolamento della flora lichenica coincidenti con la parte ovest del territorio comunale (Villa Castelletti, Lecore, Il Padule) che potrebbero risentire dell'influenza dei vicini rilievi montuosi (Poggio alla Malva, Artimino). La fascia di miglior qualità dell'aria segue il confine occidentale con Carmignano in corrispondenza del corso del fiume Ombrone.

Esempio 3

Com’era ovvio aspettarsi, anche qui le Aree più...

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Scienze biologiche BIO/07 Ecologia

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