Igiene
01/03/2021
Igiene è un termine molto utilizzato nel quotidiano, che però ha un significato “popolare”, come igiene personale, delle abitazioni, degli alimenti, dal punto di vista della pulizia. “Igiene” “buona salute”.
Da un punto di vista scientifico, il termine deriva dal greco, e significa buona salute.
L’igiene è una disciplina in cui bisogna utilizzare una disciplina corretta, perché ha dei termini precisi con specifici significati.
- La scienza che si occupa di prevenire l’insorgenza delle malattie e di potenziare la salute umana (Albano/Salvaggio).
- La disciplina che ha per fine la promozione e la conservazione della salute umana (Meloni/Pellissero).
Il concetto di igiene è strettamente connesso a quello di “salute” nell’uomo. Quando si parla di prevenzione e conservazione della salute, non si possono escludere altri concetti, come quello di malattia.
Definizione di salute
- Assenza di malattia/infermità (valida fino al XIX sec.): un soggetto era considerato in salute quando non malato o non soggetto ad una condizione di infermità, perché la malattia in forma conclamata era all’epoca l’unica condizione rilevabile ed era molto alta la letalità per malattie infettive (evitare la morte era già tanto!).
- Stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto assenza di malattia (alimentazione razionale, idoneo ambiente di vita, possibilità di studiare, di trovare lavoro, buoni rapporti sociali, ...), abbracciando la sfera psichica e umana/sociale dell’uomo, World Health Organization, WHO, 1947.
- La salute è un fondamentale diritto il cui rispetto deve essere assicurato dai governi di tutti i popoli mediante l’adozione di ogni misura utile. ONU, 1984.
- Condizione di armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale. Alessandro Seppilli, 1966.
Mentre nella seconda definizione si parla di stato di completo benessere, in cui l’individuo si trova in una situazione statica, nell’ultima l’equilibrio è dinamico: la presenza di perturbazioni (input negativi) esterne viene bilanciata, in modo da ripristinare una condizione di nuovo equilibrio, grazie alla dinamicità dello stato di salute. Questo è infatti in continuo movimento, proprio in risposta ai diversi stimoli che arrivano dall’esterno, in maniera più o meno pronta a ripristinare l’equilibrio.
Importanti sono i rapporti che l’individuo ha con il sociale, impostati/intrattenuti con le persone che lo circondano.
Definizione completa di Igiene = disciplina che studia come raggiungere, mantenere e potenziare la condizione di salute della popolazione umana.
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Principali differenze con le scienze mediche di tipo clinico
L’igiene è un tipo di medicina preventiva, che si differenzia in molti aspetti dalla medicina classica clinica:
- Medicina Clinica: oggetto dello studio = persona malata; ambito di intervento = il medico cura il singolo individuo; tipologia di interventi = solo uomo.
- Medicina Preventiva/Igiene: oggetto dello studio = soggetto sano o presunto tale, l’igienista cerca di non far ammalare; ambito di intervento = si occupa di popolazione, di gruppi di individui; tipologia di interventi = uomo (popolazione) + ambiente (fisico, chimico, biologico e sociale).
Ha l’obiettivo di mantenere la popolazione in buona salute.
Le malattie si differenziano in due diverse grandi categorie:
- Malattie infettive = sono ad eziologia mono-fattoriale (hanno una sola causa, necessaria affinché ci sia la malattia → microrganismo patogeno) relazione di causalità.
- Malattie cronico-degenerative = hanno eziologia multifattoriale (interazione tra molteplici cause) → fattori di rischio/protettivi: non hanno cause, ma solo fattori di rischio che, quando presenti in più di uno, aumentano il rischio* di sviluppare una certa patologia.
*Rischio = probabilità che un effetto si verifichi: se un individuo è esposto a diversi fattori di rischio, questa condizione aumenta la probabilità di sviluppare una malattia cronico-degenerativa. Quanto più esso è esposto ai fattori di rischio, maggiore sarà la probabilità di sviluppare tali malattie.
Esistono anche fattori di protezione, che possono derivare da vitamine, antiossidanti, fibre, ... la cui esposizione tende ad abbassare la probabilità che si verifichi la malattia.
Malattie infettive
- La causa è indispensabile e necessaria: la presenza del microrganismo patogeno è unica e specifica, e il contatto con esso causa una specifica malattia. C’è una stretta associazione tra tipologia di patogeno e malattia che si sviluppa.
- Hanno durata breve, cioè si risolvono nel giro di qualche giorno solitamente.
- Si possono guarire, anche senza intervento farmacologico (es. antibiotici, antimicotici).
- Hanno una breve latenza, ossia il periodo che intercorre tra il contagio (contatto con patogeno) e lo sviluppo della sintomatologia.
- Sono malattie contagiose (con eccezioni, come il tetano e botulismo).
Esempi di malattie infettive:
- Colera - Vibrio cholerae.
- Tifo - Salmonella Typhi.
- Epatite B - Virus dell’Epatite B.
- Influenza - Virus dell’Influenza.
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Malattie cronico-degenerative
- Per queste malattie non sono ancora state identificate delle cause, come per le malattie infettive, ma sono stati identificati dei fattori di rischio e dei fattori di protezione, di fondamentale importanza per la prevenzione e la gestione delle malattie stesse, perché conoscerli mette nella condizione di evitarli, laddove sia possibile.
- Non sono contagiose (es. tumore, diabete).
- Non guariscono mai spontaneamente, ma c’è sempre bisogno di una terapia, di un intervento, di una correzione (es. alimentazione sbagliata).
- Sono di lunga durata.
- Hanno lunga latenza, ossia dalla trasformazione della cellula iniziale a cellula neoplastica, fino allo sviluppo del tumore sintomatologico passa molto tempo, prima di avere dei sintomi classici evidenti (alterazione cellulare che dà vita a tutto il processo della sintomatologia classica).
Esempi di malattie cronico-degenerative:
- Tumori maligni (27% di mortalità generale) - fattori di rischio*: agenti cancerogeni (sostanze in grado di danneggiare il DNA, rappresenta l’alterazione iniziale dello sviluppo della cancerogenesi) - es. agenti fisici (raggi UV), chimici e biologici (microrganismi).
- Malattie cardio-vascolari (43% di mortalità generale), tra cui infarto e ictus - fattori di rischio: elevato tasso di colesterolo a livello ematico, fumo e ipertensione.
*Fattori di rischio = aumentano la probabilità di sviluppare una malattia, ma non ne sono la causa diretta.
Mezzi dell’igiene
Con quali mezzi l’igiene cerca di raggiungere i suoi obiettivi?
Attraverso l’identificazione:
- Delle cause di malattia (per le malattie infettive).
- Dei fattori di protezione (per malattie cronico-degenerative) per la salute umana (introduzione di fattori protettivi esogeni, fattori di difesa e di resistenza dell’organismo) e potenziamento di quelli endogeni.
- Dei fattori di rischio (per malattie cronico-degenerative) ed il loro allontanamento, la loro correzione e la loro riduzione.
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I determinanti di salute
Lo studio dei fattori in grado di alterare la salute dell’uomo ha portato ad identificare una serie di determinanti di salute o noxae, ossia un fattore che influenza la salute umana.
Ne sono stati identificati numerosi, tra cui:
- Individuali e non modificabili (su cui non si può intervenire), associati al DNA: geni; genere; età.
- Modificabili: socio-economici, ambientali, comportamentali e accesso ai servizi.
Oggetto dell’igiene sono i determinanti ambientali e comportamentali (stili di vita), in quanto influenzano lo stato di salute dell’uomo e della popolazione.
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Epidemiologia
L’Epidemiologia è lo strumento che utilizza l’igiene per raggiungere i suoi obiettivi: gli studi epidemiologici sono tipici studi di igiene.
Epidemiologia (greco: epì démos logos): studio sulla popolazione.
Cosa si studia? → L’“evento sanitario” (“malattia/morte/nascita”) nella popolazione.
Cosa si valuta? → Molteplici caratteristiche dell’evento sanitario (es. malattia, morte, nascita):
- Frequenza - quando e quanto la malattia compare (se c’è un periodo dell’anno in cui è più frequente, se ha una frequenza ciclica, ...).
- Distribuzione - dove la malattia compare (aree geografiche particolarmente colpite).
- Determinanti - fattori che inducono una variazione della frequenza della malattia o altre caratteristiche (influenzano la malattia stessa).
- Salute/malattia - studia popolazioni di persone sia sane sia malate.
- Popolazioni - gruppi di individui con uno o più fattori in comune (non i singoli individui!).
L’epidemiologia può essere distinta in due diversi tipi di studi:
- Osservazionale - il ricercatore si limita ad osservare il fenomeno della popolazione in studio.
- Sperimentale o di intervento - il ricercatore interviene sugli individui, ovviamente solo con interventi a favore della salute (sperimenta nuove terapie-studio clinico, o strategie preventive).
Epidemiologia osservazionale
- Descrittiva = descrive la malattia (evento sanitario), cioè ci dice: tipo di malattia studiata - what; chi colpisce - who; quando colpisce - when; dove colpisce - where.
- Analitica = studia le cause/fattori di rischio di una malattia; il perché - why.
Sono degli studi che danno informazioni molto diverse tra loro, ma che si completano: se mancano tutte le informazioni iniziali, lo studio analitico diventa molto più complesso da svolgere.
Gli studi epidemiologici, quindi epidemiologia osservazionale e sperimentale, hanno un grado di complessità via via crescente, che aumenta man mano che si va dalla epidemiologia descrittiva, all’analitica e alla sperimentale. Tutti e tre i livelli sono però strettamente connessi: a diversi livelli di complessità degli studi epidemiologici corrispondo diversi livelli di conoscenza.
- Descrittiva - non è mai fine a sé stessa, ma è il primo passo verso un’indagine epidemiologica completa, in quanto aiuta a formulare delle ipotesi per procedere in avanti nello studio, per andare alla ricerca del perché: descrizione dell’evento sanitario; formulazione delle ipotesi.
- Analitica - ricerca delle relazioni causali; verifica delle ipotesi.
- Sperimentale - applicazione di interventi preventivi o terapeutici con valutazioni epidemiologiche; conferma delle ipotesi.
Nessuno studio epidemiologico è banale, sebbene semplice, perché serve a dare una base per gli studi successivi, chiaramente più complessi.
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Epidemiologia descrittiva
1854-55 - Il medico londinese John Snow (primo epidemiologico), che condusse il primo studio epidemiologico (osservazionale-descrittivo), grazie al quale sviluppò una teoria sulla trasmissione del colera attraverso l’acqua prima ancora che si conoscesse l’agente eziologico (Vibrio cholerae, osservato per la prima volta da Pacini nel 1854, ma isolato in coltura pura da Koch nel 1884).
In quell’anno si registravano molte morti di colera a Londra: Snow prese la cartina della città, e iniziò a segnare dove avvenivano le morti, sulla base di informazioni esistenti. Si accorse che avvenivano tutte attorno ad una zona in cui l’acqua veniva distribuita da una che attingeva acqua dal Tamigi.
Nella zona di Londra servita da un’azienda diversa, che comunque prendeva acqua sempre dal Tamigi (Lambet), non c’erano morti, mentre in quella servita dalla Southwark si registravano molte morti.
La prima prendeva acqua nella parte più alta del fiume, mentre la seconda nella parte bassa, quando il fiume aveva attraversato ormai tutta la città, ossia acqua in cui venivano convogliati tutti gli scarichi della città.
Snow fece questa ipotesi e, chiudendo la pompa di Broad Street, si registrò una diminuzione dei casi di malattia, fino all’esaurimento dell’epidemia.
Cosa ci insegna lo studio di John Snow? Grazie allo studio epidemiologico si può ridurre la frequenza di una malattia prima ancora di conoscerne l’agente causale e si possono trarre importanti informazioni utili alla sua identificazione, infatti, fu nel 1854 che per la prima volta si collegò il rischio di infezione alla qualità microbiologica delle acque. Fu da questo momento che si iniziò a parlare del problema dell’approvvigionamento idrico e della qualità dell’acqua, di inquinamento microbiologico e di trasmissione delle malattie infettive attraverso tale veicolo.
L’acqua ha iniziato ad essere considerata seriamente da scienziati e uomini di governo una matrice importante per la salute umana.
Malattie veicolate dall’acqua
- Water borne: causate direttamente dall’ingestione di acqua contaminata da m.o. o parassiti (virus, batteri, protozoi, elminti).
- Water washed: determinate dal contatto della pelle con acqua contaminata o dall’introduzione di particelle di vapore acqueo attraverso la respirazione (Legionellosi).
- Water related: legate ad agenti infettivi che hanno il ciclo vitale in animali che si sviluppano in acqua (malaria).
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Quadro globale della diffusione delle malattie e dei problemi di sanità pubblica
Grazie agli studi epidemiologici, a livello mondiale le popolazioni sono state divise in due grandi marco-aree:
- Paesi industrializzati (Europa Occidentale, Nord America, Giappone, Nuova Zelanda): vita media molto lunga, che aumenta negli anni; mortalità per malattie infettive molto bassa; crescente incidenza di malattie cronico-degenerative (tumori, diabete, CVD); aumento di incidenza di AIDS ed Epatite B.
- Paesi in via di sviluppo (Africa, Asia, Centro e Sud America): vita media intorno ai 60 anni; mortalità per malattie infettive molto alta; mortalità infantile molto alta.
Grazie alle informazioni ottenute dagli studi epidemiologici, si è visto che ci sono popolazioni con parametri diversi da altre, e ciò è stato messo in relazione al livello di sviluppo socio-economico.
Azioni diverse da parte dei Governi: l’indagine epidemiologica offre validi aiuti in termini di identificazione dei determinanti delle patologie sia croniche che infettive, sistemi di diagnosi precoce, interventi di prevenzione oltre che tutta una serie di azioni volte a organizzare e programmare i sistemi sanitari per seguire negli anni i malati sia nella cura che nella riabilitazione.
Queste informazioni sono infatti importanti perché guidano i governatori dei vari popoli verso determinate strategie di intervento. Ad esempio, capire che in una popolazione c’è un’aspettativa di vita molto alta significa che c’è un numero di persone anziane molto elevato, quindi dal punto di vista sanitario serviranno diverse strategie per gestire questa ampia fetta di popolazione (es. miglioramento dei servizi, ...).
Fonti di dati
L’epidemiologia, soprattutto quella osservazionale, si basa su dati “sanitari” (demografia sanitaria e statistica sanitaria finalizzate allo studio epidemiologico) già raccolti, quindi già presenti nei sistemi informativi a vari livelli; bisogna quindi capire le varie fonti dei dati, che possono essere rappresentati da:
Censimento
1) Censimento – dato statico, fornisce un’immagine della popolazione in un dato momento; è una fotografia delle varie caratteristiche di una popolazione:
- Dati anagrafici.
- Grado di istruzione.
- Professioni.
- Abitazioni.
- Abitudini di vita.
- Proprietà di beni.
- Composizione del nucleo familiare.
Prima eseguito dall’ISTAT attraverso la distribuzione di questionari ogni 10 anni, ora (dal 1 ottobre 2018) è permanente (online) su un campione di circa 1400000 famiglie.
Censimento permanente – riguarda solo un campione di famiglie.
Il censimento permette di fare confronti, sia tra la stessa popolazione nel tempo, ma anche tra popolazioni differenti nello stesso anno.
2011, (15° Censimento): Pop. residente in Italia = 59.433.744.
2001 (14° Censimento): Pop. residente in Italia = 56.995.744.
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- Incremento del 4,3% della popolazione.
- Da attribuire esclusivamente alla componente straniera: i cittadini stranieri risultano in crescita in tutte le regioni della Penisola.
Attraverso i dati ottenuti con il censimento è possibile costruire la piramide di età, che consente di ricostruire la stratificazione demografica di una popolazione. Si tratta di un indicatore demografico di grande interesse in ambito sanitario, rappresenta la distribuzione di una popolazione per sesso e classi di età. Sono diagrammi a forma di piramide, con base molto ampia e punta via via più stretta.
- Sull’asse delle Y è riportata la popolazione per classi quinquennali di età (divisa in fasce, solitamente di 5 anni).
- Sull'asse X sono riportati due grafici a barre a specchio con i maschi (a sinistra) e le femmine (a destra).
La forma dipende dall'andamento demografico della popolazione, con variazioni visibili in periodi di forte crescita demografica o di cali delle nascite per guerre o altri eventi. Viene costruita a partire dal dato anagrafico proveniente dal censimento: l’indicatore demografi
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Igiene generale
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Igiene ambientale
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Riassunto esame Igiene e medicina sociale, prof. Devoti, libro consigliato Argomenti di igiene”, Devoti
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Igiene - nozioni (parte 2)