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Principi generali di epidemiologia e prevenzione

Definizione di epidemiologia

All'inizio del 21° secolo, l'epidemiologia può essere considerata una disciplina autonoma. Si occupa dello studio delle malattie e fenomeni ad esse correlati attraverso l'osservazione della distribuzione e andamento delle patologie nella popolazione, individuazione dei fattori di rischio che ne possono condizionare l'insorgenza e programmazione degli interventi preventivi e curativi idonei attraverso un'adeguata offerta sanitaria. È partita da un approccio legato prevalentemente allo studio delle malattie infettive, per poi estendersi a malattie cronico-degenerative e altri eventi sanitari come incidenti stradali e domestici.

Ambiti di applicazione dell'epidemiologia

  • Studio dei fenomeni epidemici
  • Ricostruzione della storia naturale della malattia
  • Identificazione dei fattori di rischio e protettivi
  • Valutazione degli interventi sanitari preventivi, diagnostici, terapeutici
  • Definizione priorità in sanità pubblica
  • Determinazione parametri per valutazione di efficacia, qualità dei servizi sanitari
  • Valutazione tecniche per soluzione dei problemi legali

Altri ambiti includono l'epidemiologia ospedaliera (igiene nelle strutture di ricovero e cura) e dei servizi sociosanitari. L'epidemiologia concorre a far raggiungere alle popolazioni condizioni di salute ottimale, come definito dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come stato di completo benessere. È una disciplina fondamentale non solo per la sorveglianza delle malattie e dei fattori di rischio, ma anche per la programmazione sanitaria e gestione dei servizi.

Cenni storici

Concetti epidemiologici si trovano già in Ippocrate (V secolo a.C.), che osservò che alcune patologie umane erano correlate a condizioni ambientali o individuali. Poi, per 2000 anni, nulla. Come disciplina autonoma, l'epidemiologia si sviluppa in Inghilterra con il testo di Graunt nel 1622, seguito da Farr e Snow nel 1800. All'inizio del XX secolo, le patologie più frequenti erano quelle infettive; un'importante scoperta fu quella di Fleming con la penicillina, che contribuì ad allungare la durata della vita, portando all'insorgenza di patologie tipiche dell'età avanzata come tumori e malattie cardiovascolari.

Storia naturale delle malattie

Le malattie possono essere distinte tra:

  • Infettive: caratterizzate dall'esposizione a agenti patogeni responsabili e con possibile contagio; il periodo di incubazione può variare da qualche ora a mesi, seguito dalla comparsa di sintomi aspecifici. La malattia conclamata è la fase in cui si manifesta la sintomatologia clinica specifica; l'esito finale può essere morte, guarigione, cronicizzazione. A volte si instaura la condizione di portatore sano.
  • Cronico-degenerative: non sono implicati agenti ben definiti ma una serie di elementi (fattori di rischio). Il periodo in cui essi agiscono è detto fase di latenza, poi fase preclinica (la malattia è in atto ma il paziente non avverte sintomi) e infine fase conclamata (ogni approccio terapeutico non apporta grandi modifiche).

Il confine tra i due tipi di malattie può non essere così netto, per esempio nella tubercolosi.

Fattori di rischio

I fattori di rischio possono essere attribuiti alle persone o agli elementi ai quali la persona è esposta che aumentano la probabilità di comparsa di una malattia. Includono:

  • Componenti genetico-ereditarie: insiti nell'individuo, non rimovibili
  • Ambientali: tipiche del luogo in cui la persona vive, per esempio inquinamento, modificabili con cambiamento dell'ambiente o interventi di sanità pubblica
  • Fattori nocivi negli ambienti di lavoro: modificabili con cambio ambiente, protezione del lavoratore
  • Abitudini individuali: rimovibili se la persona è disposta al cambiamento

I fattori di rischio, pur aumentando la probabilità di malattia, non ne determinano obbligatoriamente lo sviluppo.

Concetti di prevenzione

Gli interventi di prevenzione variano a seconda delle fasi delle patologie:

  • Prevenzione primaria: nella fase di esposizione ai fattori di rischio, si focalizza su promozione e mantenimento della salute con interventi individuali e collettivi sulla popolazione sana. Per esempio, nelle malattie infettive include l'identificazione di focolai di contagio infettivo (disinfezione, sterilizzazione) e interventi di bonifica ambientale per ridurre il rischio di contagio infettivo, oltre a campagne vaccinali.
  • Nelle patologie croniche, si tratta di rimozione dei fattori di rischio implicati nello sviluppo delle diverse malattie e adozione di stili di vita favorevoli.
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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene mentale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Lemma Francesco.
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