IGIENE
giene può essere definito come la scienza che si occupa di prevenire l’insorgenza
L’i
delle malattie e di potenziare la salute. Il miglioramento della salute è un obiettivo
ambizioso ma che bisogna perseguire se si accetta che essa non consiste soltanto
nell’assenza di malattie o infermità ma, secondo la classica definizione data
dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, “una condizione di completo benessere
fisico,mentale e sociale. Di conseguenza lo scopo principale è quello di impedire
l’insorgenza e la progressione della malattie nelle persone sane e in quello
apparentemente sane.
La prevenzione delle malattie, così come di qualsiasi altra manifestazione
patologica, può essere distinta in primaria,secondaria e terziaria.
La prevenzione primaria ha come finalità la protezione delle persone sane dalle
infezioni, eliminando i microrganismi responsabili di esse e i fattori che ne facilitano
l’insorgenza (es. vaccini). Naturalmente più sono efficaci gli interventi e migliore sarà
la prevenzione. I metodi che possiamo utilizzare sono diversi: dal potenziamento
delle difese immunitarie alla rimozione dei comportamenti nocivi con induzione di
comportamenti positivi intervenendo anche sull’ambiente di lavoro.
La prevenzione secondaria consiste nella diagnosi precoce di ogni caso di infezione
al fine di impedire l’evoluzione verso forme più gravi e di evitare la trasmissione ad
altre persone recettive. Non vengono ridotti i casi o rimosse le cause ma si ha la
riduzione della mortalità.
E’ chiaro che ciò non è possibile nelle infezioni a breve periodo di incubazione
mentre è possibile nelle malattie con lungo periodo di incubazione. Di conseguenza
è necessario in prima analisi conoscere la storia naturale della malattia, poi attuare
test di screening (che devono essere rapidi, sicuri, poco costosi e ben accetti come
ad esempio la mammografia o il pap test). Di questi test ne esistono due tipi e
devono essere svolti entrambi:
● test sensibile
capacità di identificare un maggior numero possibile di ammalati -
➢ possibilità di falsi negativi (cioè soggetti che pur presentando valori
normali sono comunque affetti dalla patologia che stiamo cercando)
● test specifico
capacità di identificare correttamente i soggetti sani, ovvero non affetti
➢ dalla malattia - possibilità di falsi positivi (cioè soggetti che pur
presentando valori anomali non sono affetti dalla patologia che stiamo
cercando).
Inoltre la prevenzione secondaria deve garantire terapie efficaci.
La prevenzione terziaria cerca di impedire alle persone malate di andare incontro ad
uno stato di invalidità e riguarda persone con malattie croniche o persone portatrici
di handicap. Consiste essenzialmente in procedure e tecniche di riabilitazione.
I tre tipi di prevenzione sono atti finalizzati ad eradicare o eliminare le malattie e la
disabilità o a minimizzare e controllare il loro impatto.
CONTROLLO
Per controllo si intende una significativa e stabile riduzione dei casi di malattia nella
popolazione, grazie ad uno specifico intervento di prevenzione. Una delle malattie
considerata sotto controllo è il Tetano, il vaccino fu reso obbligatorio nel 1968.
ELIMINAZIONE (patologia scomparsa, resta l’agente eziologico)
Per eliminazione si intende che la patologia è scomparsa in una certa area
geografica perché si è ridotta la circolazione dell’agente eziologico di conseguenza
non ci sono nuovi casi. (es. poliomielite in Europa).
ERADICAZIONE
Per eradicazione si intende quando sia la patologia che l’agente eziologico sono stati
permanentemente e completamente eliminati. Ad esempio il Vaiolo, è l’unica
malattia eradicata al mondo.
D’altronde non tutte le patologie possono essere eradicate ma devono avere
determinati requisiti:
Il microrganismo deve essere geneticamente stabile
➢ Assenza di serbatoi non umani (es. la Suina deriva da serbatoi animali-non
➢ umani-)
Trasmissione esclusivamente interumana
➢ Breve periodo di contagiosità
➢ Immunità permanente (data da infezione o vaccino; nel primo caso l’immunità
➢ viene generata quando il soggetto viene a contatto con la malattia (o meglio il
microrganismo responsabile della patologia) quindi tramite anticorpi, mentre
nel secondo caso viene generata senza che il soggetta vengo in contatto con
la malattia.
Quadro clinico specifico
➢ Pochi casi asintomatici
➢
MALATTIE NON ERADICABILI O DIFFICILMENTE ERADICABILI
TETANO
Unico serbatoio l’uomo
Assenza di portatori cronici
Esistenza di un vaccino efficace
Il tetano non è eradicabile perché non ha come unico serbatoio l’uomo.
EPATITE B
Unico serbatoio l’uomo
Assenza di portatori cronici
Esistenza di un vaccino efficace
L’epatite B non è eradicabile perché c’è la presenza di portatori cronici.
MALATTIE ERADICABILI
MORBILLO
POLIOMIELITE ( è tra le malattie eliminate in varie regioni del mondo)
L’UNICA MALATTIA ERADICATA E’ IL VAIOLO PRECISAMENTE NEL
1980 (
u ltimo caso di vaiolo nel 1977)
CATENA INFETTIVA
I microrganismi per permanere e perpetuarsi in una popolazione devono avere un
habitat naturale in cui riprodursi e l’opportunità di diffondere ad altri ospiti suscettibili.
Per serbatoio di infezione si intende la specie animale o vegetale o il substrato
inanimato nel quale i microrganismi patogeni normalmente vivono e si moltiplicano. Il
serbatoio costituisce l’habitat naturale dal quale essi possono trasmettersi a ospiti
recettivi.
Per sorgente o fonte di infezione si intende, invece, il soggetto (uomo o animale)
che alberga in quel momento i microrganismi e li espelle, consentendone la
trasmissione a soggetti sani e recettivi. Per i microrganismi che parassitano solo
l’uomo, questo rappresenta sia il serbatoio sia la sorgente dell’infezione. Per altri
microrganismi il serbatoio è diverso dall’uomo, com’è il caso delle salmonelle, che
infettano varie specie animali e che giungono all’uomo con gli alimenti da essi
derivanti. In altri casi il serbatoio naturale è l’ambiente, come per le legionelle che
vivono negli ambienti idrici. Esempi di sorgenti umane di infezioni possono essere:
● Uomo malato che elimina abbondantemente il patogeno per un certo periodo
della malattia
● Uomo infetto ma senza sintomi di malattia ( portatore sano )
Come detto poco fa, l’ospite umano o animale di un organismo patogeno costituisce
una sorgente di infezione quando il microrganismo che ospita può essere trasmesso
ad altri soggetti recettivi della stessa specie o anche di specie diversa. Il soggetto
ammalato rappresenta, quindi, una sorgente di infezione quando elimina all’esterno il
microrganismo o quando questo può essere trasmesso attraverso l’intervento di un
insetto vettore. Oltre all’ammalato (uomo o animale) altra importante sorgente di
infezione è costituita dai portatori.
Il portatore è una persona o un animale infetto che alberga ed espelle all’esterno i
microrganismi senza avere segni o sintomi clinici di malattia. Si distinguono vari i tipi
di portatori:
● portatore precoce : soggetto che espelle microrganismi patogeni già nel
periodo di incubazione della malattia, prima delle manifestazioni cliniche; per
esempio, nell’ambito delle malattie esantematiche dell’infanzia.
● portatore sano : soggetto che si infetta ed espelle microrganismi patogeni
senza manifestare mai la malattia, perché, ad un certo punto, supera
l’infezione acquisendo una protezione immunitaria specifica (es.
poliomielite,epatite A o B,rosolia).
● portatore convalescente : soggetto che espelle i microrganismi patogeni, per
alcuni giorni o qualche settimana, anche dopo la guarigione clinica della
malattia; questo stato, che si ha nella convalescenza da alcune malattie
infettive, come la difterite o la febbre tifoide, richiede di estendere le misure di
prevenzione durante tutto il periodo di convalescenza.
● portatore cronico : soggetto che espelle il microrganismo per lungo tempo,
anche per molti anni o tutta la vita dopo la guarigione (es. Epatite B e C).
VARI ESEMPI
TETANO: non è contagiosa come malattia e l’uomo rappresenta l’ ospite occasione .
Il serbatoio è l’animale e la sorgente è l’ambiente.
SALMONELLA: s i può contrarre e l’uomo rappresenta l’ ospite .
Il serbatoio è l’animale e la sorgente è il dolce.
COVID 19: è contagiosa e trasmissibile uomo-uomo (per vie aeree) e l’uomo
rappresenta l ’ospite .
Il serbatoio è l’animale (pipistrelli) e la sorgente non è stata ancora individuata.
Le forme principali con cui la malattia infettiva può manifestarsi in seno ad una
popolazioni sono:
● SPORADICA: si definisce sporadica una malattia che si presenta, con i
singoli casi isolati, in modo irregolare e imprevedibile nello spazio e nel
tempo; tra un caso e l’altro possono intercorrere periodi più o meno lunghi
durante i quali la malattia non si manifesta per niente. Si tratta di malattie che
non sono stabilmente presenti nel territorio.
● ENDEMICA: si considera endemica una malattia che è costantemente
presente nella popolazione residente in una determinata area geografica,
manifestandosi con un numero di casi più o meno elevato ma
complessivamente costante (sindromi influenzali, raffreddore comune).
● EPIDEMICA: si definisce come epidemica la comparsa in una collettività o in
un’area geografica di un numero di casi di una determinata malattia in
eccesso rispetto ai livelli attesi in quella zona e in quel periodo.
● PANDEMICA: il termine pandemia definisce l’aumento rapidamente
progressivo di una malattia che ha origine in un dato territorio in forma
epidemica ma si diffonde al di fuori dei comuni regionali e nazionali,
interessando interi continenti o tutto il mondo.
L’epidemiologia , può essere definita come la disciplina che ha per oggetto di studio
gli eventi che riguardano lo stato di salute e lo stato di malattia di una popolazione, le
cause che li determinano, i fattori che aumentano o riducono il rischio di sviluppare
uno stato morboso e le condizioni che favoriscono o ostacolano l’azione delle cause,
dei fattori di rischio e dei fattori protettivi. Solo dal XIX secolo scorso che lo studio
delle malattie infettive è stato impostato su basi scientifiche ad opera di William Farr
e John Show (1854).
In sintesi l'epidemiologia studia:
● la frequenza : quando e quanto la malattia compare la malattia;
● la distribuzione : dove la malattia compare
● I determinanti : fattori che inducono una variazione della frequenza della
malattia o altre caratteristiche
Gli obiettivi principali che l'epidemiologia persegue sono:
● prevenzione : individuare i determinanti e i fattori che influenzano la salute e
le malattie
● programmazione : individuare e valutare i bisogni di salute della popolazione
● valutazione : valutare l'efficacia degli interventi preventivi e terapeutici e
fornire un supporto razionale alla gestione dei servizi sanitari
● educazione : diffusione delle informazione sulle evidenza epidemiologiche
Le misure utilizzate nelle indagini epidemiologiche servono per descrivere un
qualsiasi evento sanitario, sia esso una malattia, una condizione di rischio o una
prestazione sanitaria, in una popolazione.
La frequenza assoluta o numero di eventi rappresenta il primo dato da utilizzare
per descrivere un fenomeno in una popolazione, come le nascite e le morti, i casi di
malattia e così via.
Essa però non consente confronti esterni, tra popolazioni diverse, nè confronti
temporali, dato che in genere le popolazioni cambiano nel tempo. Per confronti
spaziali e temporali è quindi necessario utilizzare misure relative, quali rapporti ,
proporzioni e tassi.
Il rapporto è una relazione tra due valori indipendenti e permettono il controllo tra
due frequenze o quantità, come ad esempio, tra il numero di maschi morti ed il
numero di femmine morte per la stessa patologia. Il numeratore non è incluso nel
denominatore.
La proporzione è un tipo di rapporto in cui il numeratore è incluso nel denominatore
e possono avere valori compresi tra 0 a 1.
Il tasso è il rapporto tra il numero degli eventi che avvengono in un certo periodo di
tempo e la popolazione a rischio nel periodo di osservazione. Il tasso esprime,
pertanto, la frequenza degli eventi nell’unità di tempo. Quindi, è la stima più affidabile
del rischio di malattia. Abitualmente viene espresso come numero di eventi per 100
o per multipli di 100 “esposti a rischio” per anno o per qualsiasi altra appropriata
unità di tempo.
TASSO NATALITÀ= [(n° nati in un anno) : (popolazione media in un anno)] x1000
TASSO MORTALITÀ=[(n° morti in un anno) : (popolazione media in un anno)]x1000
Le misure sanitarie più comunemente impiegate in epidemiologia sono la
morbosità , termine che indica la frequenza delle singole malattie, e la mortalità ,
che indica i decessi avvenuti in una data popolazione. Le due misure più comuni
della morbosità sono la prevalenza e l ’incidenza.
La prevalenza rappresenta una misura statica e indica il numero totale di eventi
presenti nella popolazione in studio in relazione ad uno o più eventi. L’incidenza
rappresenta, invece, una misura dinamica ed è intesa come il numero di “nuovi casi”
di malattia che insorgono in una popolazione, in un determinato periodo di tempo.
TASSO DI PREVALENZA= ( n° casi totali della malattia): [popolazione(:esposte)] x1000
TASSO DI INCIDENZA= (n° nuovi casi): [popolazione(:esposte)]x1000
Invece per letalità si intende il rapporto percentuale fra il numero dei morti per una
determinata malattia e il numero dei malati per la stessa. Questa non deve essere
confusa con la mortalità, in quanto la letalità è indipendente dalla frequenza della
malattia ed è in rapporto con la virulenza del microrganismo responsabile.
TASSO DI LETALITÀ= (n° morti per una data malattia): (n° malati della stessa malattia)
x1000
L’infezione viene definita come l’invasione di un ospite da parte di un microrganismo
e di conseguenza la malattia infettiva non è altro che l’espressione clinica
dell’infezione. L’infezione può presentarsi in diversi modi:
● abortiva: alla penetrazione del microrganismo non segue la moltiplicazione
(contagio senza infezione)
● inapparente: alla moltiplicazione del microrganismo non segue una
sintomatologia evidente
● malattia: alla moltiplicazione del microrganismo segue la comparsa della
sintomatologia clinica che corrisponde al periodo di incubazione.
I fenomeni sanitari più rilevanti sono cambiati dal diciottesimo secolo ad oggi, come
possiamo vedere dall’elenco sottostante:
XVIII XXI
Peste Malattie cardiovascolari
Vaiolo Tumori maligni
Colera Incidenti stradali
Malaria AIDS
Tubercolosi
L’infezione viene descritta da dei parametri come:
● Infettività : capacità di penetrare e moltiplicarsi nell’ospite;
● Patogenicità : capacità di un microrganismo di causare la malattia
● Invasività : capacità di superare le batterie difensive dell’ospite , o dalla
capacità di produrre sostanze lesive;
● Virulenza : grado con cui il microrganismo manifesta la sua patogenicità
causando una malattia più o meno grave;
● Carica infettante : numero minimo di microrganismi patogeni in grado di dare
luogo alla moltiplicazione e di avviare l’infezione in relazione alla risposta
specifica ed aspecifica dell’ospite;
● Contagiosità : capacità di passare da un soggetto recettivo all’altro, ovvero la
trasmissibilità orizzontale da un soggetto malato o portatore ad uno sano;
La trasmissione dell’infezione può avvenire senza che l’agente patogeno debba
compiere cicli su ospiti intermedi: è questo il caso della trasmissione immediata
diretta e della trasmissione indiretta tramite veicoli. La trasmissione mediata,
sempre indiretta, avviene, invece, solo tramite un vettore in cui il microrganismo
svolge un ciclo di sviluppo o di moltiplicazione.
La trasmissione immediata diretta o per contatto avviene direttamente tra il
soggetto malato o portatore e la persona sana. Questa può avvenire per via
sessuale (sifilide, gonorrea, epatite B e C, HIV), inoculazione ( per scambio di
siringhe: epatite B e C, HIV), trasmissione verticale ( passa dalla placenta della
madre al feto e nel corso del parto: AIDS, rosolia, toxoplasma, HIV, epatite B),
zoonosi (inoculazione dal morso di animale malato: rabbia).
Questo tipo do trasmissione include i contagi per via aerea, con aerosol infetti
prodotti da tosse, starnuto, fonazione e inalati da un soggetto recettivo presente
nelle immediate vicinanze (detto anche trasmissione semidiretta ). In questo casi il
mezzo di diffusione è rappresentato dalle goccioline di Flugge emesse con la parola,
con lo starnuto, con la tosse (ancora più piccole e quindi con maggiore possibilità di
diffusione). Esempi sono l’influenza, raffreddore, difterite, tubercolosi ecc.
Mentre per quanto riguarda
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