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IGIENE e PARASSITOLOGIA

L’igiene ha come scopo il raggiungimento di uno stato di benessere fisico, mentale e

sociale dei singoli e della collettività. Cerca di definire misure preventive , di

allontanamento e correggere quei fattori responsabili delle malattie.

L’igiene si avvale di:

EPIDEMIOLOGIA PREVENZIONE

Scienza statistica che studia come le malattie Insieme di strategie che evitano l’evento o ne

minimizzano le conseguenze

si evolvono e si manifestano all’interno di

una popolazione

L’epidemiologia può essere:

DESCRITTIVA ANALITICA SPERIMENTALE

Descrive la malattia e Verifica la presenza di tali Trova l’unione tra i fattori e

quali sono i fattori fattori la malattia

che la causano

La prevenzione può essere :

PRIMARIA

Mira ad evitare il contaggio, le infezioni, scoprendo gli agenti eziologici, interrompere la catena

di trasmissione, aumentare le resistenze all’infezione, indurre comportamenti positivi

SECONDARIA

Scopre precocemente i casi di malattia ed interviene per evitare danni all’individuo e alla

collettività. Es : screening (diagnosi precoce di tutti i componenti di una popolazione o di un

gruppo a rischio per identificare i portatori di una malattia)

TERZIARIA

Prevede la riabilitazione post-traumatica, riguarda l’aspetto clinico

PERICOLO= capacità di un determinato oggetto , sostanza , comportamento,

alimento, ambiente… di arrecare danno .( fattore causale di danno)

RISCHIO= è la probabilità che si verifichi un danno con effetti temporanei o definitivi

RISCHIO = PROBABILITA’ x MAGNITUDO

MAGNITUDO= parametro che misura la gravità di un danno.

CONSEGUENZE= effetti temporanei o definitivi misurabili

SOGGETTO A RISCHIO= individuo in cui l’insorgenza di un evento non favorevole è

più probabile. P= probabilità di accadimento

Maggiori sono le conseguenze minore è la probabilità che quell’evento accada.

SCOPO DELL’IGIENISTA passare da una curva a rischio maggiore ad una a

rischio minore attraverso :

MISURE MITIGATIVE MISURE PREVENTIVE

Diminuiscono la M diminuiscono la probabilità

Adottare misure preventive e mitigative significa aumentare la complessità del

sistema. Cardine dell’igiene

RISCHIO PERICOLO CONSEGUENZE

FATTORE DI RISCHIO

Quando un agente tossico o infettivo entra nell’organismo e toglie l’equilibrio

MAGGIORE o DIRETTO MINORE o INDIRETTO

Agente eziologico, tossina che Tutti quei fattori che possono

provoca l’evento patologico influenzare ma non sono cause

INTRINSECO ESTRINSECO ENDOGENO ESOGENO

Legato all’individuo Legato all’agente Legato all’individuo: Legato all’ambiente

Genetici,sindromi Agenti età, Clima,guerre, carestie

metaboliche morbigeni,tossine sesso,peso,comport

, veleni, traumi amento

TRIADE EPIDEMIOLOGICA

Condizioni necessarie per avere una malattia

OSPITE AGENTE EZIOLOGICO AMBIENTE

Persona che può ammalarsi Causa la malattia Favorisce la malattia

Fatt.endogeni Fat estrinseci Det esogeno

La condizione di rischio in un individuo può

PERSISTERE ESSERE RIMOSSO PORTARE ALLA MALATTIA

Senza mai Il sist. Immunitario L’agente eziologico porta la

malattia

contrarre segni e elimina l’agente

sintomi patogeno

MALATTIA= presenza di un agente patogeno con esternazione di segni( misurabili

es.febbre) e sintomi ( non misurabili es. mal di testa)

MALATTIE ACUTE MALATTIE CRONICHE

Periodo di latenza breve , esordio Latenza lunga anche anni , esordio

clamoroso, decorso rapido lento, decorso lento

Esito guarigione Esito stabilizzazione o

peggioramento

MALATTIE TRASMISSIBILI NON TRASMISSIBILI

L’agente eziologico può essere tramesso Agente eziologico non trasmissibile

dal malato al sano

Nelle malattie trasmissibili abbiamo

SORGENTE VEICOLO SERBATOIO

VETTORE

Individuo sano Agente animato o Organismo in cui

Organismo,insetto

o malato dove o artropode che no che trasporta alberga il

l’agente patogeno

alberga la trasmette l’agente patogeno ma che

malattia e la non può

da un individuo

trasmette trasmetterlo. Es.

all’altro,in esso c’è

l’agente che individuo con

compie una parte malaria

del ciclo

PERIODO DI LATENZA = periodo che intercorre tra il contatto con l’agente

eziologico e la manifestazione dei primi segni della malattia.

PERIODO PODROMICO = periodo in cui cominciano ad evidenziarsi dei segni, ma

non è evidente lo stato di malattia.

ANDAMENTI EPIDEMIOLOGICI

MALATTIA SPORADICA MALATTIA ENDEMICA

Distribuzione sporadica di casi sul Sempre presente nel territorio, con

territorio una certa variabilità nell’anno si

manifesta con n di casi più o meno

N costante.

N

t t

MALATTIA EPIDEMICA

Fa registrare un brusco aumento del

numero di casi nel tempo. Si deve MALATTIA PANDEMICA

intervenire con velocità per curare gli Più estesa dell’epidemia, aumento del

ammalati e per impedire nuovi casi. numero di casi in un universo di

osservazione molto vasto, mondiale.

N N terra

t t

Lo studio epidemiologico si riferisce a gruppi di popolazione e mira a stabilire

confronti e correlazioni per questo si ricorre a determinati indici numerici:

FREQUENZA ASSOLUTA: sprime il numero di persone che presentano il fenomeno,

non considerando né il tempo né il gruppo a cui appartengono.

RAPPORTO: paragone tra gruppi con caratteristiche diverse

PROPORZIONE: tipo di rapporto in cui il numeratore è incluso nel denominatore es,

n.di soggetti infetti/intera popolazione

TASSO: è un tipo di proporzione che esprime una valutazione temporale del

fenomeno. Il tasso permette di rapportare l’evento osservato rispetto all’universo di

osservazione. n

TASSO = n di eventi osservati nel tempo t x 10

Popolazione esposta a rischio

n

10 = fattore moltiplicativo

TASSO DI MORBILITA’ = n ammalati

Popolazione esposta alla malattia

n

MORTALITA’ = n deceduti x 10

popolazione

Il tasso di mortalità prende in esame il numero complessivo di morti per tutte le

cause.

TASSO GREZZO : rappresentano il n di eventi in un certo periodo di tempo riferito

alla popolazione totale, non tiene conto della popolazione realmente coinvolta.

TASSO SPECIFICO: si riferisce a particolari gruppi di soggetti, selezionati in base ad

alcune caratteristiche, es . : età , sesso…

I tassi specifici di mortalità possono riferirsi a :

- Causa di morte (tasso di mortalità causa- specifico) considera solo il numero di

morti per una certa causa.

- Età rapporta il n complessivo di morti di una certa fascia di età al n

complessivo di soggetti di quella fascia.

- Sesso e/o professione rileva la mortalità solo in uno dei due sessi o negli

addetti ad un particolare settore produttivo. n

LETALITA’ = n SOGGETTI DECEDUTI PER MALATTIA x x 10

N AMMALATI PER MALATTIA X

TASSI PER LA MISURAZIONE DELL A DIFFUSIONE DELLA MALATTIA SUL

TERRITORIO

TASSO DI PREVALENZA TASSI DI INCIDENZA

N di malati nell’istante della osservazione della Registra i nuovi casi in un determinato periodo:

popolazione misura la presenza della malattia misura la comparsa o la velocità di diffusione

Prevalenza n

= n casi al tempo t x 10 della malattia

puntuale Pop al t INCIDENZA= n nuovi casi nel periodo

Pop a rischio in quel periodo

n

Prevalenza = n casi nel periodo Δt x 10

periodale Pop osservata in Δt

Rappresenta l’effettiva presenza di

ammalati, vecchi e nuovi nel periodo

considerato

Quanto più l’incidenza si avvicina alla prevalenza periodale sullo stesso periodo di

osservazione, tanto più ci sono nuovi casi di malattia, perciò la malattia è in crescita.

STUDIO DIFFERENZIALE = permette l’analisi di un campione preso dalla

popolazione, quindi dell’universo di osservazione , per poi estrapolare i risultati

dello studio su tutta la popolazione.

STUDIO SCIENTIFICO

Elabora delle ipotesi e ne dimostra la validità

Usa tre metodi

Studi osservazionali SPERIMENTALI TEORICI

Le variabili in studio sono Esperimenti controllati Si usano modelli matematici che

mimano la realtà

osservate ma non - Di laboratorio si

manipolate controllano 2 o

più variabili.

- Di campo, si

controlla 1 sola

variabile

VARIABILI

INDIPENDENTI DIPENDENTI

Presunta causa effetto = malattia

TABELLA DI CONTINGENZA= è un insieme di dati che rappresentano una realtà

osservata

2

TEST χ = test statistico con cui si va a verificare la differenza tra ciò che si è

osservato rispetto a quello atteso. Si va a verificare la significatività dello studio

inferenziale.

2 2

χ = ( numero osservato – numero atteso)

Numero atteso

CALCOLO DELL’ODD RATIO = consente una stima della forza dell’associazione tra la

malattia e il fattore di rischio.

Esposti Non esposti

MALATI a b

Non MALATI c d

O.R. = a/c = a x d = ad/ bc

C b

b/d

Più è elevato il valore dell’O.R più elevata è l’associazione tra esposizione –malattia.

TASSI STANDARDIZZATI = sono tassi standard,che permettono di raffrontare

universi di osservazione diversi. I risultati sono stratificati sulla popolazione . la

stratificazione per età è la più usata per confrontare due popolazioni diverse.

CAMPIONAMENTO = ha lo scopo di scegliere e raccogliere un gruppo di persone che

sia rappresentativo dell’intera popolazione, cioè che ne esprima tutte le

caratteristiche in modo che i risultati ottenuti su questo gruppo siano validi ed estesi

alla popolazione.

ANALISI DESCRITTIVA = valuta la distribuzione e l’andamento della malattia sul

territorio prendendo in considerazione le variabili legate agli individui.

- Età, sesso , lavoro ecc…

- Al tempo (periodo in cui si verifica la malattia)

- Allo spazio ( come si distribuiscono i casi sul territorio)

L’analisi descrittiva deve essere confermata da indagini statistiche. Es: generare

delle ipotesi, confrontare due realtà, per far ciò c’è bisogno di test statistici e si

passa all’epidemiologia analitica.

Quando in un osservatorio epidemiologico ho una malattia endemica il numero di

casi varia entro un delimitato limite. Con il calcolo degli indici di dispersione si può

calcolare il limite. Questo permette di calcolare un errore, un limite maggiore o

minore di dispersione, secondo una probabilità descritta da una gaussiana(una curva

di probabilità standardizzata).

DISTRIBUZIONE DI FREQUENZA= frequenza con cui un eventuale dato può

manifestarsi in soggetti di un certo cluster, es malattia che insorge in determinate

fasce d’età. STUDIO INFERENZIALE

RETROSPETTIVO trasversale PROSPETTIVO longitudinale

Rivolto al passato per cercare una Si considerano gruppi esposti ad un

conferma o una smentita determinante, ma la malattia non è ancora

dell’ipotesi fatta. L’esposizione e comparsa. Si vede nel tempo se la malattia

la malattia sono già avvenute. compare o meno.

Rischio relativo= tasso di prevalenza esposti

Prevalenza non esposti

R.R = incidenza esposti

Incidenza non esposti

Se una patologia si manifesta alla stessa maniera in due universi il rapporto è 1.

Tanto più è elevata la differenza tra due valori tanto più c’è rischio.

RISCHIO ATTRIBUIBILE = TpE – TpnE oppure TiE – TinE

PRINCIPALI FATTORI CHE INFLUENZANO UN’EPIDEMIA

PERIODO INFETTIVITA’ DENSITA’ DELLA POPOLAZIONE

D’INCUBAZIONE DELL’AGENTE POPOLAZIONE RECETTIVA

MODALITA’ DI TRASMISSIONE

OROFECALE AEREA PARENTERALE

Tipica delle malattie L’agente aziologico è Tutte le vie tranne quelle che si

dell’apparato digerente. espulso dalla sorgente svolgono attraverso l’apparato

L’agente eziologico è attraverso le prime vie digerente.

eliminato attraverso la via aeree, si diffonde nell’aria, Es. sangue,siringhe infette

fecale e viene trasmesso raggiunge l’ospite sano

con: attraverso una linea:

- Contaminazione di - Diretta

alimenti - Mediata da

- Inquinamento delle polveri,suolo,

falde superfici,oggetti

PATOGENI

MATAZOI PROTOZOI BATTERI MUFFE VIRUS

PLATELMINTI NEMATODI

TURBELLARI TREMATODI CESTODI

Hanno un organo di attacco anteriore, lo scolice, un collo

connesso ad una serie di segmenti le proglottidi. L’insieme

delle proglottidi è detto strobilo. Gli organi di adesione sono

4 ventose ed uncini, alcuni hanno un rostello uncinato.

Botridi sono ventose circolari disposte simmetricamente allo

TENIA SOLIUM scolice, presenti in alcuni cestdi. Sono lunghi dai 10 ai 15m.

sono ermafroditi. Le proglottidi mature sono espulse

Dixeno. Ospite intermedio è il maiale. dall’ospite. Sono rivestiti da una cuticola resistente

Scolice con 4 ventose più rostello all’ambiente del tubo digerente e intestino.

uncinato. Lunghezza 10-12m. ovario ad

albero, con ramificazioni TENIA SAGINATA

dicotomiche.le proglottidi sono espulse

a gruppi di 9. Ovario trilobato Dixeno. Ospite intermedio bovini.scolice con solo

ventose. Lunghezza 12-14m.ovario ramificato a spina di

pesce.proglottidi espulse singolarmente.

Nell’uomo c’è la fecondazione. Le uova hanno una teca radiolata per la resistenza, contengono una larva esacanta,

con 6 uncini e sono espulse con le feci. L’oncosfera resta quiescente finché non è ingerita da un ospite intermedio.

Nell’intestino dell’ospite intermedio la larva trapassa la tunica intestinale e si incista nei muscoli prossimi alla cavità

addominale ( muscoli del diaframma) formando il cisticerco di forma ovale e con proto scolice invaginato. Questa è

una conformazione di resistenza, può resistere per 6-7 mesi dopo calcifica. Le cisti raggiungono l’uomo tramite

ingestione di acrne poco cotta. La larva è liberata dai succhi gastrici, estroflette il proto scolice che diventa scolice così

può agganciarsi all’intestino e inizia a sviluppare le proglottidi.

- diagnosi precoce: dimagrimento non giustificato,anemia, esame parassitologico delle feci( si cercano le uova),analisi

della formula leucocitaria ( percentuale di granulociti, linfociti,monociti in rapporto al numero tot di globuli

bianchi)nelle par

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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher diana@ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene e parassitologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Aliberti Francesco.
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