Estratto del documento

Igiene e gestione dell'allevamento e benessere animale

Lezione 1

Esistono elementi che in maniera oggettiva possono valutare e definire il benessere animale in un allevamento. Le logiche di benessere animale sono quelle che in ultima istanza danno profitto all’azienda: gli allevatori si basano sul principio di condizionalità, che è uno tra i principi più prestigiosi (se non il più prestigioso) della politica agricola comune. La politica agricola comune, quindi, fornisce dei sussidi economici agli allevatori che rispettano determinate condizioni di salute e benessere animale, i quali ricevendo dei premi economici, sono incentivati a lavorare bene.

Gli allevatori cercano di mantenere alti livelli di benessere animale (attraverso strutture adatte e gestione adatta degli animali), così da ottenere migliori performance. Le performance sono sia produttive che riproduttive, le quali nella vacca da latte sono unite. Con il parto si innesca la lattazione e la bovina da latte, a differenza della scrofa, offre un vantaggio: essa porta avanti la lattazione per 10 mesi (210 giorni circa, mentre la gestazione dura circa 287 giorni), durante i quali l’animale non si ferma da un punto di vista produttivo, in quanto la bovina riesce ad essere fecondata (il suo ciclo riproduttivo dura 21 giorni) solitamente entro il secondo/terzo ciclo dopo il parto (circa dopo 70 giorni).

Ciò avviene se l’animale è allevato in modo corretto, soprattutto a livello alimentare: la bovina, subito dopo il parto, presenta un periodo di stress, durante il quale mangia poco ma richiede un grande apporto di energia per ottimizzare la produzione di un allevamento. Si deve riuscire a fecondare nuovamente una bovina almeno entro i primi tre mesi dal parto, per ottenere almeno un vitello all’anno da ciascuna bovina (9 mesi + 3 mesi = 12 mesi, 1 anno). Quindi, l’efficienza e la potenza economica di un allevamento si basano sulla produzione del latte e quindi sulla capacità di riuscire a ingravidare nuovamente la bovina entro un certo limite di tempo.

Questo discorso non è però possibile per la scrofa, perché essa è caratterizzata da una fase fisiologica che prende il nome di anaestro da lattazione: durante la lattazione la scrofa non ha calori. Studieremo come deve essere strutturata una stalla e come deve essere allevato correttamente un animale per poter permettere ad un allevamento e/o ad un’azienda di poter trarre profitto e quindi guadagno (maggiore è il benessere degli animali, maggiori sono i guadagni).

Strutture e gestione dell'allevamento

Un allevamento deve quindi controllare in modo corretto la razione alimentare, tenendo conto delle richieste energetiche che gli animali presentano in determinate fasi fisiologiche (es: bovina = parto). Si effettuano, in questo modo, minimizzazioni dei momenti di stress, soprattutto derivati dal parto, poiché lo stress sottrae energia a quelle che sono le funzioni che maggiormente interessano l’efficienza riproduttiva.

Con l’espressione di ‘Performance Zootecniche’ non intendiamo solo produzione ma anche riproduzione, concetti fondamentali per permettere una produzione adeguata dell’azienda/allevamento (esempio: vacca da latte). Da tempo, i protocolli di valutazione del benessere si sono soffermati soprattutto sulla corretta progettazione delle strutture di allevamento. Gli ultimi protocolli, inoltre, si sono soffermati anche sull’analisi del rischio e quindi su come le strutture possano provocare un problema a carico dell’animale.

Vi è poi un indicatore che vedo direttamente sull’animale e che è meglio noto come animal based misure (misura basata sull’osservazione degli animali).

  • Ad esempio, una mal strutturazione dell’area di riposo (cuccetta mal conformata e/o di misura sbagliata, scarso numero di cuccette rispetto al numero di capi, paglia insufficiente e/o sporca) può far sì che la bovina non si rechi nella “cuccetta” ma che resti in giro per la stalla, in piedi. L’animale, in questo caso, non riposa e di conseguenza non rumina, cosa fondamentale. Studi scientifici dimostrano che per ogni ora in più (alle otto ore canoniche che la bovina trascorre a ruminare) abbiamo circa un kg di latte in più prodotto. Quindi, una stalla con 150 capi in lattazione, produrrebbe circa 150 kg di latte in più, in queste condizioni.
  • Un altro esempio è fornito dall’adeguatezza degli abbeveratoi, le cui tipologie sono diverse. Le tazzette piccole non sono adatte perché la vacca introita ogni minuto decine di litri di acqua: occorrono quindi vasche grandi e lunghe, per permettere alle vacche di bere in modo collettivo e per dare modo loro di introitare grandi volumi di acqua. Gli abbeveratoi devono essere in numero sufficiente in base al numero di animali presenti e giusti in altezza (60-80 cm da terra), con acqua pulita.

La valutazione del benessere all’interno di una qualsiasi struttura, così come avere una certificazione del benessere in azienda, sono importanti perché un consumatore pretende prodotti che, oltre ad avere ottima qualità, devono provenire da animali che non hanno sofferto. La valutazione e la conseguente conferma di benessere animale, sono importanti per avere la possibilità di riportare sul prodotto un’etichetta “welfare friendly”, che aumenta il valore di mercato di quel prodotto. Lo stress, infatti, se presente influenza non solo la produzione in sé ma anche la qualità del prodotto da qui la sostenibilità dell’allevamento se ci troviamo in condizioni di benessere.

Salute e benessere animale

Le cellule somatiche (cellule di sfaldamento dell’epitelio mammario, cioè macrofagi, neutrofili, linfociti) rappresentano la spia dello stato di salute della mammella: se c’è una mastite (infiammazione della mammella) in corso, il numero di cellule somatiche nel latte aumenta (maggiore di 150.000). Parliamo poi di mastite subclinica quando questa non è ancora evidente ma abbiamo la mammella dura, gonfia, deviata. Nel latte, possiamo inoltre trovare cellule batteriche (stafilococcus aureus ed escherichia coli) insieme alle cellule somatiche e sono anch’esse indice di insorgenza di mastite.

L’anno scorso c’è stata una prima conferenza nazionale sul benessere animale. Il benessere è alla base dell’ottenimento di performance adeguate e di produzioni con valore aggiunto. Alla conferenza, sono stati trattati i temi della protezione degli animali all’interno degli allevamenti e della tutela delle condizioni sanitarie perché funzionali all’ottenimento di un prodotto salubre. Da qui è stato rimarcato il concetto di one health (salute unica) tra animale e uomo. La salute dell’uomo e dell’animale si basano su ragionamenti come l’abbattimento dell’utilizzo di antibiotici, sostituendo queste molecole con altre, ottenute magari da estratti vegetali (sostanze antiossidanti e antimicrobiche vegetali). Il Benessere animale è anche visto come oggetto di competitività sul mercato, come elemento di marketing con l’etichetta ‘welfare friendly’.

Per molte specie non esiste una normativa specifica, come ad esempio per i bovini adulti. Le normative verticali (cioè quelle specie specifiche) sono limitate infatti a poche specie e poche categorie, mentre la normativa orizzontale è più generale ma, proprio per tale motivo, porta a delle discrezionalità gestionali (norme generiche che danno tracce generiche, e non specifiche per determinate specie).

È stata ora riconosciuta la figura del veterinario aziendale, che mette in collegamento il mondo degli allevatori con il sistema speciale dei controlli. Quest’ultimo passa attraverso i veterinari ASL che comunicano le condizioni alle regioni: i veterinari ASL devono mettere a conoscenza gli allevatori della normativa vigente e devono educarli per compiere in modo corretto il proprio ruolo, affiancati anche dal veterinario aziendale che si interfaccia con gli allevatori e li porta a compiere gli accorgimenti più opportuni, per ottenere il massimo dai propri animali.

  • Ministero: si occupa dell’approntamento del piano nazionale per il benessere animale;
  • Regioni: acquisiscono delle informazioni dalle ASL delle province;
  • Veterinario aziendale: in campo con l’allevatore.

Benessere animale

Nella mangiatoia o greppia c’è dell’unifeed, il così detto piatto unico, un alimento completo offerto alla vacca da latte e costituito dalle due principali categorie di alimenti necessari a questi soggetti: foraggi e concentrati (si somministrano alimenti fibrosi perché i ruminanti, per loro fisiologia, ne hanno necessità: gli alimenti a fibra lunga stimolano infatti la ruminazione ma devono essere miscelati adeguatamente a mangimi caratterizzati da un forte apporto energetico). I concentrati hanno una grande valenza nel periodo del parto poiché, a ridosso di esso, la vacca presenta una grande richiesta energetica e occorre quindi fornire un’alimentazione ad alto contenuto di energia (la lattazione, fase successiva al parto, richiede grande energia e provoca stress ed è soprattutto qui che è importante l’unifeed).

L’unifeed è preparato all’interno del carro miscelatore, che serve per preparare e miscelare il piatto unico, il quale va poi fatto trovare pronto nella greppia dopo la mungitura. Gli animali quando tornano dalla sala di mungitura, devono mangiare prima di stendersi in cuccetta, poiché hanno una determinata struttura della mammella che permette la risalita di germi (perché lo sfintere del capezzolo è beante, aperto dopo la mungitura), qualora si stendessero subito nell’area di riposo che, inoltre, potrebbe essere non ben preparata e pulita. Far trovare l’alimento pronto dopo la mungitura, rappresenta quindi una corretta operazione gestionale. Tra l’altro, questo è uno dei pochi momenti dove, all’interno di una stalla a stabulazione libera, riusciamo a bloccare gli animali per eventuali interventi sanitari. La rastrelliera, infatti, consente il bloccaggio degli animali in mangiatoia, consentendo al veterinario di operare in modo tranquillo sull’animale.

Nella stalla a stabulazione libera, l’animale è libero di passare dall’area di riposo (con cuccette separate o con lettiera permanente collettiva) alla zona di alimentazione. Si hanno poi: dei corridoi che ‘smistano’ gli animali dalla zona di riposo alla zona di alimentazione, la corsia di foraggiamento dove passa il carro miscelatore davanti alla rastrelliera.

Abbiamo poi i ventilatori che sono i principali presidi presenti all’interno dell’allevamento per modulare la temperatura delle varie zone. Lo stress da caldo (quando c’è un’elevata temperatura o/e un’elevata umidità relativa), rappresenta una delle principali problematiche della bovina da latte, che si inizia ad avere a maggio e che deve essere prontamente gestito, per far sì che l’animale non presenti conseguenze da stress. La zona di confort termico per la bovina da latte è di -5/20 gradi: in queste modo, l’animale non mette in atto adattamenti fisiologici. Se invece l’animale si trova in condizioni di stress da caldo mangia meno, con conseguente diminuzione delle performance produttive ed eventualmente anche di quelle riproduttive. I ventilatori e l’orientamento est/ovest della stalla sono fondamentali per favorire il passaggio dei venti.

Non possiamo permettere che l’animale mangi meno in generale, ma soprattutto quando la bovina mangia già fisiologicamente di meno, nel periodo subito dopo il parto: poiché proviene da 9 mesi di gestazione, l’utero ha condizionato il volume del rumine e delle camere prestomacali, condizionando anche la capacità di ingestione della bovina. Inoltre, al parto, vengono prodotte le citochine pro infiammatorie dai macrofagi (interleuchina 1, interleuchina 6, tnfα o tumors necrosis factors), le quali regolano i centri di controllo di fame e sazietà, grazie al loro ruolo a livello ipofisario. Le citochine, quindi, deprimono il nucleo della fame, facendo credere all’animale di essere sazio. L’energia viene devoluta a questo punto ad un adattamento alla condizione di stress e sottratta alla lattazione. Ecco spiegato il motivo per il quale è necessario far mangiare l’animale.

La razione, subito dopo il parto, deve essere bilanciata, deve occupare poco volume ma deve, d’altra parte, presentare un corretto ed adeguato apporto energetico per l’animale, che abbiamo detto mangiare poco nel periodo dopo il parto: in questo ci aiutano i mangimi concentrati. I follicoli hanno infatti bisogno di energia per accrescersi ed ovulare e quindi l’assetto energetico dell’animale deve essere adeguato per garantire questo meccanismo.

Il body condition score rappresenta lo stato di nutrizione dell’animale, cioè questo parametro ci permette di capire fondamentalmente quanto è grasso/magro l’animale e di osservare la deposizione adiposa presente in alcuni punti di repere dell’animale, solitamente posizionati nelle zone posteriori (base della coda, natiche…).

Il tessuto adiposo è essenziale a ridosso del parto poiché la bovina, in condizioni di scarso stato di nutrizione (pcs), andrà comunque ad attingere alle proprie riserve adipose e quindi in ogni caso dimagrirà. Tuttavia, in casi gravi, le bovine prendono i lipidi anche dai cuscinetti plantari, provocando problemi seri, come le zoppie. Bisogna anche evitare di portare la vacca troppo grassa al parto, poiché questa condizione porterebbe a chetosi. La chetosi poggia sulla condizione della sindrome del fegato grasso e tale infarcimento lipidico del fegato comporta la formazione di corpi chetonici che, circolando nel sangue, provocano diverse conseguenze negative, tra cui depressione della funzionalità produttiva e riproduttiva.

Gli elementi di valutazione del benessere animale sono fondamentalmente:

  • Elementi strutturali, ovvero corretta conformazione della struttura a disposizione dell’animale;
  • Corretta gestione degli animali, corretto management;
  • Animal based misures (Effetto che i nuovi protocolli di benessere vanno a saggiare), ovvero sia le risposte che otteniamo dall’animale per l’interazione della gestione e delle strutture con l’animale stesso.

Il corretto rapporto uomo/animale è importante anche per poter permettere il benessere dell’animale: se presente un buon rapporto infatti, l’operatore è in grado di avvicinarsi e poter verificare problematiche relative all’animale stesso. La capacità di ingestione (management non corretto), quindi, è il principale problema all’interno da un’azienda.

Parlando di benessere animale, ci si scontra con i concetti delle “5 libertà”, ovvero 5 necessità da garantire all’animale. Per benessere si intende sia quello fisico che psichico, riconoscendo gli animali come esseri senzienti. Dal “Trattato di Lisbona” (2007), dove gli animali sono stati definiti essere senzienti, si è passati alle “5 libertà”, che rappresentano le condizioni imprescindibili che occorre attuare all’interno di un allevamento, per garantire il benessere animale.

In modo particolare, ci si sofferma sulle libertà dalle malattie e libertà dai disagi ambientali, le quali sono alla base della definizione di benessere. Le definizioni scientifiche di benessere, in realtà, si susseguono: Broom e Yux sono stati i padri del concetto e i primi a capire che l’animale compie degli sforzi per adattarsi ad un ambiente. È inoltre importante ricordare che non esiste un ambiente idoneo per tutti i genotipi di bovine da latte l’animale deve quindi possedere la libertà di relazionarsi all’ambiente, senza sviluppare patologie.

Normative e sostenibilità

Norme verticali:

  • Vitello: D.Lvo 126/2011 – Dir. CE 2008/119
  • Suino: Dir/CE 2008/120, D.Lvo 2011/122
  • Gallina ovaiola: Dir 1988/166, dir 1999/74
  • Broiler: Dir 2007 / 43

Norme orizzontali:

  • Allevamento animale: D.Lvo 146/2001 Dir. CE 1998/58
  • Trasporto animale: Dir 1991/628, dir 95/29, reg. n.1225/1997, reg. 1/2005
  • Macellazione animale: Dir 1974/577, Dir 1993/119

Sostenibilità economica vuol dire contenere le perdite e gli sprechi e ottimizzare i risultati. Ciò vuol dire che bisogna allevare animali produttivi, e gli animali produttivi sono quelli che stanno bene e che vivono in condizioni di benessere animale.

Sostenibilità ambientale vuol dire minimizzare gli impatti che quell’allevamento ha nel territorio, ridurre le emissioni degli allevamenti.

Le 5 libertà (Farm Animal Welfare Committee, nel 1979): Esse iniziano a mettere dei paletti rispetto ai diritti degli animali, che sono i fondamenti della nostra normativa orizzontale in tema di protezione degli animali negli allevamenti. La Normativa 126 del 2011 è per i vitelli. Per la bovina da latte c’è solo un decreto generale 146 del 2001, che si spalma su tutte le specie di interesse zootecnico. La normativa vigente, offre le basi e il supporto per lo sviluppo dei protocolli di benessere animale, insieme a norme internazionali europee da cui essa deriva.

I primi protocolli di benessere animale si fondavano sulla valutazione:

  • delle strutture dell’allevamento, ovvero dimensioni, spazi, volumi, abbeveratoi, pavimentazione, elementi che venivano valutati e punteggiati per definire un livello di benessere complessivo dell’animale, che poteva andare dal pessimo all’ottimo;
  • del management (gestione dell’allevamento)

Queste due ‘forze ambientali’, infatti, condizionano le performance produttive all’interno dell’allevamento stesso. L’interazione tra strutture, management e risposta degli animali è quella che, oggi, monitora il benessere complessivo all’interno delle aziende agricole.

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 32
Igiene e gestione dell'allevamento - unità 1 Pag. 1 Igiene e gestione dell'allevamento - unità 1 Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Igiene e gestione dell'allevamento - unità 1 Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Igiene e gestione dell'allevamento - unità 1 Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Igiene e gestione dell'allevamento - unità 1 Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Igiene e gestione dell'allevamento - unità 1 Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Igiene e gestione dell'allevamento - unità 1 Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Igiene e gestione dell'allevamento - unità 1 Pag. 31
1 su 32
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ludotumminelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene e Gestione dell'Allevamento e Benessere Animale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Teramo o del prof Gianmarco Melania.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community