Igiene applicata
Introduzione all'igiene
Il termine "igiene" deriva dal greco e significa salute. Il suo ambito d'azione è essenzialmente l'uomo e il suo ambiente di vita e di lavoro. L'igiene si pone l'obiettivo di individuare e allontanare o correggere tutti i possibili fattori di danno (es. stili di vita dannosi per la salute) ed al contrario incrementare tutti quei fattori che possono migliorare lo stato di salute di un individuo. Questa disciplina si propone di promuovere e conservare la salute sia individuale che collettiva.
Caratteristiche della disciplina igienistica
L'igiene è una disciplina clinica caratterizzata da tre peculiarità:
- L'oggetto del proprio interesse non è l'uomo malato bensì quello "sano"; infatti, l'igiene viene tutelata in tutti i vari livelli di prevenzione.
- L'ambito di intervento non è limitato solo al singolo individuo bensì esteso all'intera collettività.
- La tipologia degli interventi non sono limitati all'uomo bensì estesi all'ambiente fisico, biologico e sociale nel quale esso si trova inserito.
Dunque, gli obiettivi fondamentali di questa disciplina sono la promozione e la protezione della salute della popolazione. Per fare ciò, vengono impiegati due strumenti: l'epidemiologia che consente di identificare i determinanti della salute e delle malattie e la prevenzione basata su interventi di sanità pubblica, a vantaggio delle singole persone e delle comunità.
Distinzioni tra igiene e clinica
L'igiene si distingue profondamente dalla clinica. Mentre nella clinica, è il medico la persona predisposta alla cura del paziente, la disciplina igienistica rende il soggetto un soggetto attivo nell'incrementare e tutelare la propria salute. Pertanto, questa disciplina non prevede solo azioni dirette volte a sviluppare e rafforzare le capacità individuali ma si propone anche di modificare i fattori sociali, ambientali ed economici rilevanti per la salute (Secondo il Glossario WHO).
Interventi per promuovere la salute
Infatti, gli interventi che possono essere messi in pratica per promuovere la salute sono:
- Il soddisfacimento, a livello ottimale, delle esigenze dell’organismo umano.
- Il potenziamento dei suoi poteri di difesa e/o di resistenza nei confronti di tutti i potenziali fattori nocivi.
- Mantenimento di adeguate condizioni degli ambienti di vita e di lavoro.
Organizzazione della sanità pubblica
Un'altra differenza risiede nei modelli di intervento che impiegano queste due discipline. Infatti, la clinica ha come modello di intervento la farmacologia e la chirurgia mentre l'igiene ha come modello operativo la sanità pubblica in tutti i livelli, dal livello centrale al cui vertice vi è il Ministero della Salute, fino ai livelli regionali, rappresentati dagli Assessorati alla Sanità, e locali con le relative Aziende sanitarie territoriali. È proprio grazie a questa organizzazione che è possibile tutelare l'articolo 32 della costituzione: la salute è un «diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività».
OMS e la salute globale
La sanità pubblica è un dovere della società che ha il compito di promuovere la salute fisica e mentale, prevenendo le malattie, gli incidenti e la disabilità. Essa agisce mediante la promozione, la prevenzione e la protezione della salute (es. casco in moto). Il 22 luglio 1946 viene fondata l'OMS, questa associazione entra in vigore il 7 aprile 1948 con sede a Ginevra, e accorpa tutti i vari organismi internazionali operanti nel campo della sanità.
Struttura dell'OMS
L'OMS è strutturata in:
- Assemblea Mondiale della Sanità: costituita dalle delegazioni di tutti i 194 Stati membri. Essa stabilisce le politiche dell’organizzazione, approva il programma e il bilancio, nomina il Direttore Generale e i 34 membri del Board (Comitato Esecutivo) organo deputato a realizzare le decisioni dell’Assemblea.
- All'interno dell'assemblea mondiale si hanno le «Regioni», ciascuna delle quali ha il potere di sviluppare propri programmi in relazione ai problemi sanitari specifici dei Paesi afferenti.
Obiettivi dell'OMS
Tra gli obiettivi dell'OMS abbiamo:
- Profilassi internazionale delle malattie.
- Elaborazione delle statistiche di morbosità e mortalità per i Paesi aderenti.
- Preparazione ed aggiornamento della classificazione internazionale delle malattie e delle cause di morte.
- Standardizzazione dei prodotti biologici e farmaceutici, dei metodi di accertamento diagnostico e delle caratteristiche di qualità degli alimenti.
- Igiene mentale.
- Ambiente e salute, con produzione di monografie sulle caratteristiche di tossicità e cancerogenicità delle più importanti sostanze chimiche.
Attività dell'OMS
Pertanto, le attività dell'OMS sono:
- La prevenzione delle malattie infettive.
- La sicurezza degli alimenti.
- La sicurezza chimica.
- Le patologie cronico-degenerative ed il cancro.
Il servizio sanitario nazionale
Il servizio sanitario nazionale è organizzato in ministero della salute istituito con un decreto ministeriale nel 2014 e caratterizzato da un segretario generale e da 12 direzioni generali. Gli organi collegiali sono collegati presso il ministero della salute attraverso vari organi, centri e comitati.
Sistemi sanitari e salute
Inoltre, il sistema sanitario è provvisto di commissioni ciascuna delle quali presenta una propria funzione e da uffici e servizi periferici (tra cui gli uffici di ispezione frontaliera). Tutte queste strutture cooperano insieme occupandosi di temi emergenti quali:
- L'inquinamento e salute.
- Stili di vita errati e salute.
- Patologie cronico-degenerative.
- Rischi infettivi emergenti e riemergenti.
Temi di valenza igienistica
Altri temi di valenza igienistica posti a metà tra il personale e il politico:
- Tempo libero (es. attività fisica).
- Qualità della vita (es. alimentazione, sport, ambiente di vita e di lavoro).
- Salvaguardia dell’ambiente (protezione ambientale, lotta all’inquinamento, ecc.).
- Cibo biologico (no pesticidi e inquinanti chimici ambientali: xenobiotici).
- Sviluppo sostenibile (meno consumismo, meno calorie nella dieta).
- Nuovi “stili di vita” (no sedentarietà, no stress, alimentazione biologica, slow food, più cultura, ambiente incontaminato e protetto, ecc.).
Il concetto di salute
Il concetto di salute è cambiato nel corso degli anni. Fino al 19esimo secolo, un soggetto veniva considerato in salute se non presentava malattie. Dal 1900 al 1947, si comincia a utilizzare il termine salute come sinonimo di benessere fisico, questa visione rimane fino ad arrivare al 1949, anno in cui l'OMS afferma ufficialmente nella dichiarazione universale dei diritti umani che la salute è un completo benessere fisico, mentale e sociale del singolo e della collettività e non solo l'assenza di malattia o di infermità.
Aspetti del concetto di salute
Il concetto di salute si applica a vari aspetti: esiste la salute fisica, la salute psichica e la salute sociale. Per garantire uno stato di salute ottimale è necessario tutelare e migliorare tutti e tre questi aspetti. Infatti, l'avere una buona salute fisica ma stare male spiritualmente non significa essere in salute. Inoltre, spesso una cattiva salute psichica porta a delle ripercussioni negative anche sulla salute sociale e fisica. Lo stato di salute è una condizione dinamica in continuo cambiamento.
Epidemiologia
Importanza dell'epidemiologia
Per effettuare interventi igienistici di sanità pubblica è fondamentale avvalersi dell'epidemiologia per conoscere il problema e risolverlo. Grazie all'epidemiologia è possibile mettere in pratica le seguenti funzioni:
- Scoprire i fattori (agente, ospite e ambiente) che influiscono sulla salute, per trovare le migliori strategie di prevenzione.
- Per determinare le maggiori priorità e combattere le principali cause di malattie e morte.
- Per identificare quei sottogruppi della popolazione più a rischio e mirare a questi gli interventi di prevenzione. Questi soggetti particolarmente a rischio spesso rientrano nella categoria denominata come YOPI.
- Per valutare l'efficacia dei programmi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria.
Definizione di epidemiologia
Il termine epidemiologia deriva dal greco e significa letteralmente “discorso riguardo alla popolazione”. L'epidemiologia è una disciplina che ha come oggetto lo studio della distribuzione e dei determinanti delle situazioni o degli eventi collegati alla salute in una specifica popolazione, e l’applicazione di questo studio al controllo dei problemi della salute”. L'epidemiologia prende in esame intere popolazioni per valutarne la frequenza, le modalità comparsa, la propagazione ed il meccanismo d’azione di tutti i fattori in grado di influenzare le condizioni di salute e/o di malattia dell’uomo.
Compiti specifici dell'epidemiologia
Gli studi epidemiologici prevedono sia lo studio delle malattie in popolazioni, sia lo studio della frequenza, distribuzione e determinanti di salute o malattia in una popolazione.
Compiti specifici dell'epidemiologia:
- Raccogliere informazioni sulla frequenza/distribuzione di salute/malattia.
- Identificare i fattori che influenzano la comparsa e l'andamento di malattie in popolazioni.
- Quantificare le inter-relazioni tra salute e malattia.
Scopi pratici dell'epidemiologia
Scopi pratici:
- Determinare la fonte di una malattia la cui causa è nota. Es. nei casi di influenza la causa è nota ossia il virus dell'influenza.
- Studiare e controllare una malattia la cui causa è ignota. Es. primi casi di polmonite che poi abbiamo scoperto essere dovuti a COVID.
- Una volta che abbiamo scoperto le cause andiamo a pianificare e monitorare i piani di prevenzione/controllo/eradicazione delle malattie. Es. in caso del COVID sono state introdotte norme igieniche.
- Valutare l'impatto economico di una malattia e analizzare i rapporti costi/benefici dei sistemi di lotta.
Utilizzi dell'epidemiologia
L'epidemiologia può avere molteplici utilizzi:
- Per capire la causa delle malattie (epidemiologia causale, eziologica o analitica).
- Per capire il decorso e le conseguenze (storia naturale) delle malattie (epidemiologia clinica).
- Per descrivere lo stato di salute delle popolazioni (epidemiologia descrittiva).
- Per valutare gli interventi sanitari (epidemiologia valutativa).
Tipologie di epidemiologia
Pertanto, in base a questi utilizzi possiamo distinguere l'epidemiologia in:
- Epidemiologia causale: studia e controlla una malattia la cui causa è ignota, determina la fonte di una malattia la cui causa è nota e identifica i fattori che influenzano la comparsa e l'andamento delle malattie in popolazione.
- Epidemiologia descrittiva: raccoglie le informazioni sulla frequenza e la distribuzione delle malattie, ossia dove, quando e chi. Riportando i dati epidemiologici descrittivi su un grafico è possibile se il trend della malattia è in aumento o in diminuzione in modo tale da evidenziare così le caratteristiche della malattia.
- Epidemiologia clinica: applica gli stessi metodi dell'epidemiologia classica alle decisioni diagnostiche e terapeutiche da adottare su di un singolo paziente. I campi di interesse dell'epidemiologia clinica sono: la definizione di normalità e anormalità, accuratezza dei test diagnostici, la storia naturale della malattia e la sua prognosi che può essere suddivisa per classi di età e di sesso (ad esempio sappiamo che la prognosi di malattia cronico degenerativa in un soggetto anziano è peggiore di quella di un soggetto giovane).
- Epidemiologia valutativa: viene usata per pianificare e monitorare i piani di prevenzione, controllo e eradicazione delle malattie. Nella programmazione sanitaria viene impiegata per determinare i bisogni di salute sia presenti che futuri. Infine, può essere utilizzata per valutare l’impatto economico di una malattia e analizzare i rapporti costi-benefici e costi-efficacia di un possibile intervento. Questi rapporti sono importanti in quanto talvolta un determinato intervento è più costoso di un altro ma ha un’efficacia sulla popolazione maggiore, dunque in questi casi è necessario valutare il rapporto costi/benefici con cura.
Misure di frequenza
Abbiamo detto che con l'epidemiologia si va a misurare la frequenza di determinati eventi. Per fare ciò possiamo utilizzare:
- Rapporto: relazione tra due quantità indipendenti tra di loro. È un numero relativo che esprime il peso di un avvenimento o di una condizione rispetto ad un altro. Vengono messi a rapporto soggetti che non sono uguali ma che hanno un fattore in comune. Es: numero dei nati vivi/numero dei nati morti.
- Proporzione: particolare tipo di rapporto in cui il numeratore è incluso nel denominatore. Es esposti e non esposti.
- Tasso: numero degli eventi che si sviluppano nella popolazione considerata durante un determinato periodo di tempo. Si tratta di un rapporto in cui il numeratore è parte del denominatore e questo rappresenta l’intera popolazione in esame. Es: numero nati vivi/numero nati. Il tasso si distingue in:
- Tasso grezzo (crude rate): tasso espresso in termini di popolazione totale basato sul numero reale di eventi verificatisi in un dato tempo. Es: n° morti anno 2020/numero di abitanti dell'anno 2020.
- Tasso specifico (specific rate): tasso espresso in termini di sottogruppo di popolazione basato sul numero reale di eventi verificatisi in un dato tempo. Es n° morti anno 2020 a 65 anni/ n° abitanti anno 2020 a 65 anni.
Prevalenza e incidenza
Inoltre, possiamo avvalerci delle misure di frequenza della malattia e fra queste si ha:
- Prevalenza: numero di casi di una determinata malattia in una popolazione definita in uno specifico momento nel tempo. La possiamo dunque vedere come una fotografia che ci dice il numero di casi e di cure al polmone della popolazione italiana nell'anno 2020.
- Prevalenza puntuale: rapporto tra il numero di casi e il numero dei componenti la popolazione considerata in un determinato istante. La possiamo vedere come un’immagine fotografica della popolazione al momento dell’indagine. Tuttavia, bisogna ricordare che essa può però subire oscillazioni notevoli: es/ malattie infettive. Essa si esprime come il rapporto fra: numero di soggetti con una data malattia in uno specifico momento/ popolazione a rischio in quel momento. Se il momento non rappresenta un punto specifico del calendario si ha come rapporto: numero soggetti con una data malattia nel momento in cui sono stati studiati/ popolazione a rischio. Un esempio di prevalenza puntuale è: ammalati/ ammalati + “popolazione a rischio”. Dunque, la prevalenza puntuale misura la presenza della malattia ed è più facile da determinare (basta una sola indagine).
- Prevalenza periodale: proporzione tra il numero di soggetti che in un momento qualsiasi sono risultati ammalati e la popolazione totale. Si esprime con il rapporto fra numero di soggetti che manifestano una data malattia in un dato periodo/ popolazione a rischio. Esempio: i casi di influenza per anno.
Fattori che influenzano la prevalenza
Esistono numerosi fattori che influenzano la prevalenza sia in maniera positiva che negativa. Tra i fattori che fanno aumentare la prevalenza si ha:
- Maggiore durata della malattia.
- Prolungamento della vita dei malati senza guarigione (la terapia in caso di esito positivo fa sì che soggetti diabetici sopravvivano, ma la malattia rimane!).
- Aumento dei nuovi casi (incidenza).
- Immigrazione di casi.
- Emigrazione di persone sane.
- Immigrazione di persone suscettibili.
- Miglioramento delle capacità diagnostiche (spesso in alcune malattie si ha un aumento della prevalenza dovuto all'incremento di test diagnostici efficaci).
Tra i fattori invece che fanno abbassare la prevalenza si ha:
- Durata più breve della malattia.
- Elevato tasso di letalità della malattia.
- Diminuzione dei nuovi casi (incidenza) (magari dovuto all'introduzione di fattori protettivi nella popolazione).
- Immigrazione di persone sane.
- Emigrazione di casi.
- Miglioramento del tasso di guarigione dei casi.
Incidenza
Un altro strumento per misurare la frequenza di una malattia è l'INCIDENZA:
Definizione: numero di casi nuovi di una determinata malattia che si sviluppano in un dato periodo in una specifica popolazione. La possiamo vedere come una sorta di video. Nel dettaglio, questo strumento ci permette di misurare la comparsa o la velocità di diffusione della malattia e di individuare il rischio o la probabilità di contrarre la malattia, tuttavia è più difficile da determinare in quanto necessita di due indagini successive. Il tasso di incidenza o di rischio può essere descritto come il rapporto tra i nuovi casi di malattia/ somma dei tempi di esposizione dei soggetti a rischio. Il tasso di incidenza misura la velocità di comparsa di nuovi casi. È il più indicato quando si misurano popolazioni con rapido turnover come gli operai di una fabbrica o gli immigrati di una città. Il modo più accurato di calcolare il tasso di incidenza consiste nel calcolare il tasso di incidenza tempo-persona. Pertanto, (N° di persone che contraggono la malattia/ Somma della lunghezza del tempo durante il quale ogni persona nella popolazione è a rischio) x 10n.
Differenze fra incidenza e prevalenza
- Incidenza: Al numeratore solo i nuovi casi. Probabilità di sviluppare una malattia. Richiede un follow-up dei componenti di una popolazione. Non è influenzata dalla durata della malattia.
- Prevalenza: Al numeratore sia i nuovi sia i vecchi casi. Proporzione di chi ha la malattia. Non richiede un follow-up. È influenzata dalla durata della malattia.
Lezione 1/10/20
Misure epidemiologiche aggiuntive
Altre importanti misure epidemiologiche: Oltre all’incidenza e alla prevalenza delle malattie altri tassi rivestono grande importanza, soprattutto in funzione del loro ruolo come indici di salute di una popolazione.
- Tasso grezzo di mortalità: riferito a tutte le cause. Per esempio, sull'annuario ISTAT troviamo i morti totali in Italia per tutte le varie cause. (Viene calcolato come il rapporto fra: numero di morti totali/ popolazione totale).
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