Igiene ambientale
Impianti aeraulici
Beatrice Casini
Gli impianti aeraulici sono di competenza dei tecnici della prevenzione poiché esistono due accordi stato-regione in cui uno di questi definisce la valutazione dei rischi derivanti dalla gestione degli impianti aeraulici. Questi impianti controllano le condizioni termo-igrometriche, quindi il microclima, dell'ambiente indoor e riducono la concentrazione di polveri e altre particelle aerotrasportate, permettendo un ricambio d'aria secondo gli standard.
Sono presenti laddove gli standard dell'aria devono essere mantenuti alti, ad esempio nelle sale operatorie. Se questi impianti non sono adeguatamente gestiti possono rappresentare una forma di inquinamento liberando:
- Microrganismi patogeni
- Allergeni
- Polveri
- Fibre
- Agenti chimici
I microrganismi naturalmente presenti nell’aria possono moltiplicarsi all’interno degli impianti aeraulici e diffondersi sotto forma di aerosol durante il normale funzionamento dell’impianto. Le polveri, le fibre e i residui organici che superano i corpi filtranti dell’unità di trattamento dell’aria (UTA) o che sono generati all’interno degli edifici o dell’impianto stesso (ad esempio per usura di coibentazioni interne ai canali), possono depositarsi sulle componenti dell’UTA e nelle condotte, o essere trasportati all’interno degli ambienti climatizzati.
L'impianto deve quindi essere sottoposto a manutenzione continua; essa richiede l'intervento di operatori per i quali deve essere fatta una valutazione dei rischi. Durante qualsiasi tipo di intervento, in considerazione dei rischi specifici effettivamente o potenzialmente presenti, è necessario adottare tutte le misure preventive e protettive utili a garantire la salute e la sicurezza degli operatori.
Accordi stato-regione
I due accordi stato-regione:
- 5 ottobre 2006: Linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione
- 17 febbraio 2013: Procedura operativa per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria
Queste linee guida, in mancanza di normativa, sono importanti e vanno seguite. Forniscono al datore di lavoro indicazioni pratiche per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria e per la pianificazione degli interventi di manutenzione.
D. Lgs. 81/08
Anche il D. Lgs. 81/2008 all'art. 64 obbliga il datore di lavoro a provvedere alla regolare manutenzione e pulizia degli impianti di aerazione. È quindi un obbligo di legge! Questo è importante perché in base alla qualità dell'aria sono associate delle patologie. Esse sono dovute alla permanenza nei luoghi di lavoro:
- Building Related Illness (BRI): tutte le patologie sono dovute da un agente causale dell'ambiente indoor
- Sick-Building Syndrome (SBS): colpisce tutti gli occupanti che avranno una percezione negativa dell'aria
In base a questi due tipi di patologie si identificano cause diverse:
- Alveolite allergica: è una polmonite da ipersensibilità, che racchiude uno spettro di malattie polmonari soprattutto interstiziali e immunomediate, causate da un'intensa e prolungata esposizione a polveri organiche e ai relativi antigeni inalati nell'ambiente di lavoro. Più frequentemente, l'ipersensibilità può essere dovuta all'inalazione di antigeni appartenenti a spore di batteri termofili, miceti, acari. Gli allergeni sono privi di tossicità intrinseca, l'effetto potenzialmente nocivo è dovuto ad una risposta immunologica anomala.
- Febbre da umidificatore: malattia febbrile acuta che compare nei primi giorni lavorativi della settimana, con febbre, crampi muscolari, dolori muscolari e articolari e lieve dispnea. Questa solitamente si risolve una volta che il soggetto non è più esposto all'agente causale.
Contaminazione degli impianti di condizionamento dell’aria da parte di microrganismi e loro tossine. Vari agenti eziologici: amebe spp, Naegleria spp, batteri endotossine e miceti Aspergillus spp. Alcuni miceti, come ad esempio alternaria, sono riconosciuti come allergeni molto importanti che sono sensibili soprattutto ai bambini. Vale lo stesso per l'aspergillus. I miceti producono metaboliti volatili quali: alcoli, chetoni, terpeni. Sono quelle sostanze che danno anche cattivo odore all’aria. Ad esempio il B-pirene che dà odore di muffa.
Impatto sanitario
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’aumento della frequenza delle malattie cronico-degenerative, delle malattie respiratorie, l’asma e le allergie è correlabile a cambiamenti degli stili di vita, a fenomeni di urbanizzazione e alla crescente tendenza delle popolazioni occidentali a vivere gran parte del tempo in ambienti chiusi (indoor), scarsamente ventilati, con microclima caldo-umido e presenza di elevati livelli di inquinanti chimici e di allergeni. In Europa si stima che l’inquinamento indoor sia responsabile del 4,6% delle morti per tutte le cause e il 31% delle disabilità DALY (Disability Adjusted Life Years) nei bambini da 0 a 4 anni di età.
A fronte della maggiore suscettibilità dei bambini alle esposizioni indoor, l’aria degli ambienti di vita dove trascorrono più tempo, la casa e la scuola (percepiti come ambienti tra i più sicuri), spesso risulta contaminata da livelli significativi di sostanze inquinanti, con gravi rischi per la salute.
Unità di trattamento aria (UTA)
Le UTA sono spesso localizzate a tetto, quindi nelle parti più alte degli edifici perché prendono aria dall'esterno. Sono strutture modulari che vengono modulate a seconda delle esigenze dell'edificio ovvero della qualità dell'aria indoor richiesta. Trattano volumi d'aria variabili che dipendono appunto dalle esigenze.
Ogni sezione dell'UTA è dedicata ad un particolare trattamento:
- Si inizia con l'aspirazione dell'aria esterna che passa attraverso le serrande
- Le serrande sono strutture, attraverso le quali, l'aria subisce un primo arresto, ad esempio blocco di foglie
- Dalle serrande l’aria passa poi da un pre-filtro, ovvero un filtro grossolano (EU4)
- L'aria passa dal miscelatore e l'aria esterna viene miscelata con l'aria interna perché l’UTA ricicla l'aria interna. Quindi l'aria esterna serve soltanto per diluire l'aria interna
- L'aria miscelata passa attraverso un filtro un po' più fine che raffina la qualità dell'aria
- Passa poi in una serie di sezioni in cui si ha: pre-riscaldamento, umidificatore, raffreddamento e deumidificazione, post-riscaldamento
- Infine, attraverso un motore, l'aria viene convogliata nell'ambiente indoor passando attraverso un filtro fine
Le UTA sono a rischio biologico in diverse sezioni:
- Dove ci può essere accumulo di condense
- Dove avviene l'umidificatore
- Dove si accumulano le polveri
I filtri
I filtri sono suddivisi da norme e vengono testati attraverso dei test:
- EN 799: 4 test con polvere sintetica. Filtri grossolani: la polvere viene fatta passare dal filtro e successivamente si va a misurare a livello di peso quanto è l’efficienza di trattenimento. Test con polvere naturale. Filtri fini: si fa passare attraverso un filtro la polvere e si va a valutare l’opacità del filtro determinando poi l'efficienza di filtrazione.
- EN 1822: Filtri assoluti HEPA: l'efficienza di filtrazione viene misurata con particelle da 0,3 µm. Filtri assoluti ULPA: l’efficienza di filtrazione viene misurata con particelle da 0,12 µm. I filtri HEPA e ULPA vanno al di sotto del micron ma non riescono comunque a trattenere tutto; i virus riescono a passare. Se il virus viene trasmesso attraverso i droplets si va a misurare la grandezza di quest'ultimi e non del virus.
Filtri EU-n: identifica l'efficacia del filtro, più n è basso più il filtro è grossolano. Le polveri sottili non sono trattenute dai filtri EU4 che però riescono a trattenere tutte le polveri. È per questo che c'è la necessità di filtri più fini. A seconda del grado di intrattenimento che voglio dovrò utilizzare filtri più efficienti.
Accordo stato-regione 2013
Cosa prevede l'accordo stato-regione del 2013? L'accordo definisce quali sono le strategie di valutazione del rischio legato agli impianti di trattamento aria e quale livello di manutenzione deve essere effettuata a seconda della valutazione dei rischi. I controlli previsti prevedono una serie di ispezioni periodiche (sempre a seconda della VDR):
- Ispezione visiva: si va sull'impianto e si verifica a livello visivo quali sono le criticità
- Ispezione tecnica: si fa quando l'ispezione visiva rileva delle criticità
L’ispezione visiva serve ad accertare lo stato di conservazione e di pulizia di alcuni componenti dell’impianto ed evidenziare eventuali problemi meritevoli di analisi più approfondite da effettuarsi durante l’ispezione tecnica mediante l’esecuzione di campionamenti e misurazioni. La periodicità di esecuzione delle due tipologie di ispezioni (visiva e tecnica) non è predeterminata, ma programmabile sulla base degli esiti di quelle precedenti: valutazione dei rischi. In alcune regioni è presente la normativa che regolamenta le azioni da fare sugli impianti aeraulici. Per gli ambienti sanitari, per la qualità dell'aria, si fa riferimento alle linee guida del 2009; la misurazione viene fatta in base al tipo di flusso d'aria della sala (turbolento, unidirezionale) e a seconda della presenza o meno di personale.
Controlli sull’impianto
Le ispezioni prendono in considerazione i seguenti aspetti:
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Funzionalità dell’impianto:
- Visiva: caratteristiche costruttive dell’impianto, condizioni ambientali esterne e relativo posizionamento delle prese dell’aria, stato di conservazione degli apparati filtranti, stato di manutenzione degli impianti.
- Tecnica: efficienza degli apparati filtranti e delle batterie, mantenimento delle portate d’aria.
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Contaminazione microbiologica:
- Visiva: presenza di muffe.
- Tecnica: livelli di contaminazione microbica, presenza di agenti patogeni.
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Depositi di particolato:
- Visiva: condotte, prese d’aria, batterie di scambio termico e filtri.
- Tecnica: misurazione del particolato depositato nelle condotte e aerodisperso dagli impianti nell’ambiente indoor.
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