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Igiene - 2° anno scienze motorie

Capitolo 1: Introduzione, definizioni, compiti e obiettivi dell'igiene

Il termine igiene deriva dalla figura mitologica della dea greca Igea, figlia di Asclepio e di Epione e dea della salute e dell'igiene appunto. La dea Igea, veniva invocata per prevenire malattie e danni fisici. Nella mitologia romana, Igea veniva indicata come Salus o Valetudo, sinonimi latini di “buona salute”.

Il fine ideale cui tendono l'igiene e la medicina preventiva è che ogni individuo nasca sano e mantenga inalterato il suo stato di salute fino alla fine della propria vita. Con il termine salute, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si intende il “completo benessere fisico, psichico e sociale” e quindi non la semplice mancanza di malattie o infermità. Secondo l’art. 32, la salute è un diritto e lo Stato la deve salvaguardare (ovviamente anche il cittadino deve provvedere e salvaguardare la propria salute). Non conta vivere a lungo ma vivere bene.

Il termine benessere invece, va inteso in tre modi:

  • Senso oggettivo come “stare bene”
  • Senso soggettivo inteso quindi come “sentirsi bene”
  • Senso psicologico quindi come “sapere ed avere coscienza di stare bene”

Salute – Definizione, caratteristiche e fattori ambientali che incidono su essa

Tornando al concetto di salute, questa può essere definita “usando” un quadrilatero: è infatti il perfetto equilibrio fisico (quindi di corpo), mente, ambiente fisico (quindi ambientale) e ambiente sociale.

I fattori che possono influenzare la salute di un soggetto possono essere sia interni (patrimonio genetico, risposta individuale e stato sociale) al soggetto stesso, sia esterni e quindi appartenenti all’ambiente sociale e fisico che lo circonda e i servizi sociali. La salute non deve essere considerata come una legge, o come dei principi dettati dall’OMS, ma deve essere vista come una risorsa che va valorizzata al fine di prendere il massimo in base alla nostra condizione.

Le caratteristiche individuali che possono incidere sulla salute sono:

  • Età
  • Sesso
  • Personalità
  • Condizioni fisiche
  • Nutrizione
  • Malattia
  • Fattori genetici

I fattori ambientali che invece possono incidere sulla salute sono:

  • Fattori psicologici, come lo stress, i turni di lavoro e le relazioni umane
  • Fattori accidentali, come le situazioni di pericolo, le droghe e la velocità
  • Fattori biologici, come i virus, i batteri e i parassiti
  • Fattori fisici, come il rumore, il clima, le radiazioni e il carico di lavoro
  • Fattori chimici, come le polveri, i farmaci, il tabacco e gli additivi alimentari

Conseguenze delle malattie

La persistenza delle conseguenze dovute ad una malattia può portare a tre tipi di condizioni particolari:

  • Menomazione, si intende la qualsiasi perdita o anormalità di struttura o funzione psicologica, fisiologica o anatomica
  • Invalidità, si definisce tale qualsiasi restrizione o mancanza (risultante da una menomazione) della capacità di svolgere un’attività nel modo o entro la gamma (modalità, tempo ecc.) considerata normale per un essere umano
  • Handicap, cioè uno svantaggio per un dato individuo, che risulta da una menomazione o invalidità, che limita o impedisce l’adempimento di un ruolo altrimenti normale (indipendenza dell’età, del sesso, da fattori sociali e culturali) per quell’individuo

Igiene nelle varie fasi della vita

L’igiene svolge un ruolo importante in tutte le fasi della vita di un individuo. Nella tabella che segue, sono riportate le varie fasi della vita e, per ognuna di esse, l’ambito di intervento dell’igiene:

Gli obiettivi dell’igiene sono rappresentati dalla prevenzione delle malattie e dalla tutela della salute delle popolazioni, ma anche dal mantenimento e consolidamento della condizione di benessere ossia dalla promozione della salute. Per raggiungere questi obiettivi, l’igiene si serve di vari strumenti, ognuno dei quali usa e prevede competenze diverse: queste vanno dalle scienze alla statistica fino all’economia sanitaria e dello sport.

Il metodo fondamentale dell’igiene è costituito dall’epidemiologia. Nella figura a lato, è riportata la struttura della disciplina igienista e il suo fine è la salute: l’obiettivo è la prevenzione, il modello operativo usato è quello della sanità pubblica, la filosofia adottata è quella dell’igiene, la metodologia usata è appunto quella della epidemiologia, il modello concettuale usato è la statistica e gli strumenti usati sono gli indicatori.

Campi di interesse dell’igiene e tipi di malattie

I campi di interesse dell’igiene sono:

  • Epidemiologia, che studia lo stato di salute e di malattia della popolazione ed i relativi fattori di rischio che agiscono come determinanti nel continuum salute-malattia
  • La demografia che rappresenta l’analisi delle caratteristiche delle popolazioni e la statistica sanitaria
  • La prevenzione che è definita come l’insieme di azioni finalizzate ad impedire o ridurre il rischio, ossia la probabilità che si verifichino eventi non desiderati
  • L’organizzazione sanitaria
  • L’ambiente
  • Gli alimenti
  • L’educazione alla salute
  • La promozione della salute

Gli strumenti attraverso i quali l’igiene svolge la propria funzione nei confronti della popolazione sono:

  • Epidemiologia, si occupa come detto, dello studio dello stato di salute della popolazione. Inoltre studia e caratterizza le malattie e studia l’eziologia (cioè le cause) delle patologie
  • Prevenzione
  • Educazione alla salute

Grazie a questi strumenti, è stato possibile, negli ultimi 100 anni, abbattere drasticamente la mortalità per malattie infettive, mentre è aumentata notevolmente la mortalità per malattie non infettive. Le differenze e i fattori che hanno inciso su questa diminuzione/aumento sono riportate nella figura a lato. Le malattie infettive (molto diffuse nei paesi in via di sviluppo) sono diminuite grazie all’igiene, ai vaccini e agli antibiotici che sono stati introdotti. Le malattie non infettive (o multifattoriali perché provocate da più fattori, molto diffuse nei paesi già sviluppati) invece, sono aumentate a causa dell’inquinamento, del progresso e dell’adozione di stile di vita non salutari. La causa delle malattie infettive è unica ed è caratterizzata da microrganismi mentre quelle non infettive hanno cause multiple (fattori genetici o ambientali). Le malattie infettive sono contagiose e acute mentre quelle non infettive sono croniche e non contagiose. La terapia delle malattie infettive è di tipo causale mentre quella delle malattie non infettive è di tipo sintomatico. Dalle malattie infettive è possibile guarire mentre da quelle non infettive è possibile solamente avere dei miglioramenti, senza quindi mai guarire del tutto in quanto sono croniche.

Ricapitolando:

  • Le malattie infettive sono diminuite, sono diffuse nei paesi in via di sviluppo, hanno una causa unica, sono contagiose e acute, usano una terapia causale ed è possibile guarire completamente da esse.
  • Le malattie non infettive sono in aumento e sono diffuse soprattutto nei paesi sviluppati, hanno cause multiple, non sono contagiose, usano una terapia sintomatica e purtroppo non si può mai guarire completamente da esse in quanto sono croniche.

Storia naturale e prevenzione delle malattie infettive

Se un soggetto entra in contatto con un agente etiologico e contrae la patologia ad esso correlata, seguirà il periodo di incubazione/infezione, cioè quel periodo che intercorre tra l’esposizione con l’agente patogeno e il manifestarsi dei sintomi della malattia contratta. Ogni malattia infettiva ha un proprio periodo di incubazione. Dopo questo periodo di incubazione, come detto, si manifesta clinicamente la malattia, cioè si manifestano i sintomi di quest’ultima. Solitamente si tende a guarire dalle malattie infettive. Se non si guarisce, la malattia infettiva diventa cronica o porta alla morte. La prevenzione primaria agisce nella fase libera, cioè nella fase in cui il soggetto non è entrato ancora in contatto con agenti etiologici. L’obiettivo di questa prevenzione, sarà quello di mantenere intatto lo stato di salute dei soggetti attraverso interventi di profilassi diretta, indiretta ed educazione sanitaria. È possibile prevenire le malattie infettive in quanto ne si conosce la causa specifica e quindi l’agente patogeno che la provoca è ben noto.

Storia naturale e prevenzione delle malattie cronico-degenerative

Se un soggetto entra in contatto con determinati fattori di rischio e contrae la patologia ad essi associata, seguirà una fase di latenza, cioè un periodo in cui i fattori di rischio esplicano la loro azione. Successivamente c’è la fase preclinica, cioè la fase in cui la malattia è in atto ma il paziente non avverte i sintomi. In questa fase è possibile fare una diagnosi precoce che può permettere interventi immediati con cure adatte. Dopo ancora ci sarà la fase clinica, cioè la fase detta anche conclamata, in cui si verificheranno i sintomi della malattia contratta. In questa fase viene effettuata la diagnosi consueta. La malattia poi diventerà cronica. La prevenzione primaria agisce nella fase libera e nella fase di latenza e il fine di questo sarà la difesa della salute e della promozione di essa. La prevenzione secondaria può agire nella fase pre-clinica attraverso test di screening e check-up al fine di sconfiggere la malattia, stabilizzare o recuperare la totale salute del paziente. La prevenzione terziaria invece, può agire nella fase clinica o durante la cronicizzazione e il suo fine sarà prevenire ricadute e l’insorgenza di altre malattie.

Principali cause di morte nel mondo

Come si può osservare nella figura riportata qui sopra, nel 2005 ci sono stati circa 58 milioni di morti, il cui 60% è stato provocato da malattie infettive (questo dato ovviamente è dato principalmente da morti avvenute in paesi in via di sviluppo o sotto-sviluppati dove, come visto, questi tipi di malattie sono ancora molto diffuse) e da malattie cardiovascolari. Le prime dieci cause di morte in Italia nel 2011, in ordine di classifica, sono:

  1. Disturbi del sistema circolatorio
  2. Tumori
  3. Malattie ischemiche del cuore
  4. Malattie cerebro-vascolari
  5. Disturbi del sistema respiratorio
  6. Tumori al polmone, bronchi o trachea
  7. Ipertensione
  8. Malattie endocrine, nutrizionali o metaboliche
  9. Disturbi del sistema nervoso
  10. Traumatismi, avvelenamenti e altre conseguenze

Anche qualche anno prima, precisamente nel 2007, la top 5 delle cause è stata grosso modo la stessa, con al primo posto le malattie del sistema cardiocircolatorio, al secondo posto i tumori ecc. Ovviamente, oltre alle malattie infettive e alle malattie multifattoriali, altre cause di morte sono gli incidenti, gli omicidi, le guerre e i disastri naturali e soprattutto la fame, prima vera causa di morte sulla Terra.

Capitolo 2: Medicina curativa, medicina preventiva e i tre livelli di prevenzione

Il fine ideale a cui tendono igiene e la medicina preventiva è che ogni soggetto nasca sano e mantenga inalterato, per tutta la vita, il suo stato di salute. Bisogna distinguere due tipi di medicina:

  • Medicina curativa, che è indirizzata al singolo malato e necessita solitamente di tempi brevi
  • Medicina preventiva (sarebbe la comune prevenzione), indicata per gli interventi di massa e che necessita di tempi più lunghi per ottenere risultati significativi. Può avere effetti radicali, cioè una malattia può essere totalmente debellata, anche da un’intera popolazione

Nel corso del XX secolo, la medicina preventiva ha raggiunto molti successi come le vaccinazioni, luoghi di lavoro più sicuri, il riconoscimento del fumo come fattore di rischio e il controllo delle malattie infettive. A confermare ciò, è lo scenario totalmente diverso che si ha avuto ad inizio e a fine anni '90: nel 1990 infatti, le malattie infettive erano la principale causa di morte, appena 9 anni dopo invece, queste sono state radicalmente sconfitte e la mortalità per queste è nettamente diminuita, segno che quindi la medicina preventiva funziona più che bene.

Medicina curativa e medicina preventiva differiscono sotto molti aspetti:

  • La medicina curativa parte da una percezione, cioè da un bisogno di salute (in pratica inizia quando ci sentiamo male e quindi soggetto danneggiato) e quindi ci si rivolge ad un medico (cioè si richiede una prestazione medica); a causa di questo processo è detta anche medicina di attesa e si svolge in ambulatori, chirurgie e laboratori. Usa la prevenzione secondaria e mira all’abbattimento della malattia, alla stabilizzazione delle condizioni di salute e al recupero di quest’ultima
  • La medicina preventiva invece non prevede nessuna percezione né bisogno di salute, cioè viene fatta quando il paziente sta bene (soggetto sano) e quindi non richiede nessuna prestazione medica; pertanto viene detta medicina di iniziativa e viene svolta grazie agli operatori della prevenzione. Usa la prevenzione primaria e mira quindi alla difesa, alla conquista e alla promozione della salute

A queste due, va aggiunta la medicina riabilitativa che viene svolta su soggetti malati, inabili, invalidi o handicappati. Questa fa uso della prevenzione terziaria e serve a prevenire delle ricadute o la contrazione di altre malattie.

La prevenzione può essere definita come un insieme di interventi ed opere fatte al fine di promuovere e conservare lo stato di benessere ed evitare l’insorgenza delle malattie. A seconda degli obiettivi e dei tempi di attuazione, si distinguono tre tipi di prevenzione:

  • Prevenzione primaria, che ha come obiettivo l’identificare le cause delle malattie e quindi allontanarle, aumentare lo stato di resistenza dell’organismo all’azione dei fattori nocivi e ad evidenziare e modificare le condizioni di rischio. In pratica, ha lo scopo di proteggere i soggetti sani annullando o riducendo il rischio di malattia
  • Prevenzione secondaria, interessa soggetti sani ma con danno biologico in atto e pertanto rappresenta un intervento di secondo livello il cui obiettivo è la scoperta e la guarigione dalle malattie prima che esse si manifestino clinicamente. In pratica, è rivolta a soggetti in cui il rischio di malattia si è tramutato in danno, anche se questo non è ancora clinicamente manifesto, cioè ha la malattia ma i sintomi non sono ancora visibili e palesati
  • Prevenzione terziaria, differisce dalle altre due perché ha obiettivi e metodologie di intervento particolari. Si prefigge infatti di evitare invalidità in persone già malate. In pratica, è la terapia riabilitativa che quindi permette di evitare ricadute e recidività della malattia già superata o di altre malattie correlate

Questi tre tipi di prevenzioni, come già accennato, si attuano in periodi ben precisi e diversi tra loro:

  • La prevenzione primaria si applica nel periodo pre-patogenico (prima della malattia) e mira a tutelare la salute dell’uomo con interventi su esso e sull’ambiente
  • La prevenzione secondaria si attua nel periodo patogenico non clinico (cioè malattia contratta ma sintomi ancora non manifestati) e consiste nel fare una diagnosi della malattia e intervenire precocemente prima che i sintomi si manifestino
  • La prevenzione terziaria invece si applica nel periodo clinico (quindi malattia contratta e sintomi manifestati anche clinicamente) e si identifica con la riabilitazione e con la prevenzione dell’invalidità

L’applicazione di corrette strategie di prevenzione primaria, riduce nel tempo l’incidenza della malattia. Per fare ciò, è necessario eliminare gli agenti causali della malattia, allontanare i fattori di rischio, risanare l’ambiente, aumentare le difese dell’uomo e modificare le abitudini nocive. Queste cose si fanno grazie a strumenti come la profilassi diretta, la profilassi indiretta e l’educazione sanitaria.

La prevenzione secondaria, come detto, rappresenta un intervento di secondo livello il cui obiettivo è quello di scoprire e guarire dai casi di malattia prima che essi si manifestino clinicamente. Per fare ciò si usa la diagnosi precoce e la ricerca di soggetti portatori di danno biologico utilizzando interventi di screening (non deve essere invasivo né doloroso, oltre che adeguatamente sensibile, cioè deve mettere ben in evidenza il problema anche se allo stato iniziale; se questo test esce positivo, va ripetuto e in caso di nuova positività, allora la cosa va approfondita con test diagnostici-terapeutici che sono molto più specifici) e check-up.

La prevenzione terziaria si avvale principalmente di interventi di riabilitazione al fine di far recuperare fisicamente, mentalmente e socialmente il soggetto che si era ammalato. Generalmente, prevenire significa “venire prima”.

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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MimmoScogna di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Napoli - Parthenope o del prof Liguori Giorgio.
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