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IAS corso progredito Appunti scolastici Premium

La presente dispensa riporta con accuratezza la sintesi dei contenuti teorici del corso di International Accounting (Corso progredito) relativi all'insegnamento dei prof. Romeo e Gozzetti.
Si basa sull'assidua frequenza alle lezioni e contiene la maggior parte degli esempi numerici esposti dai docenti durante il corso.

Esame di Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda docente Prof. M. Gozzetti

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ESTRATTO DOCUMENTO

essere utilizzato il tasso di interesse del finanziamento marginale del locatario. Eventuali costi diretti iniziali

del locatario sono aggiunti all'importo rilevato come attività (i.e. costi di negoziazione e di perfezionamento

dell’operazione di leasing).

Il TIR è il tasso di sconto che eguaglia il fair value del bene al valore attuale complessivo composto:

 Dai pagamenti minimi dovuti per il leasing

 Dal valore residuo non garantito

Successivamente

 il bene è ammortizzato allo stesso modo di un bene acquistato. Il criterio di ammortamento

utilizzato per i beni ammortizzabili in locazione deve essere coerente con quello adottato per i

beni ammortizzabili di proprietà e l’ammortamento da rilevare deve essere calcolato secondo

quanto previsto dallo IAS 16 e dallo IAS 38. Se non esiste una ragionevole certezza che il

locatario acquisirà la proprietà del bene al termine del leasing, il bene deve essere

completamente ammortizzato nel tempo più breve fra la durata del leasing e la sua vita utile;

 I canoni di leasing devono essere ripartiti tra costi finanziari e riduzione delle passività residue;

 La ripartizione dei costi finanziari deve basarsi su un criterio sistematico e razionale che

approssimi un rendimento periodico costante sulla passività residua;

 Gli oneri periodici comprendono pertanto gli ammortamenti e svalutazioni del bene, inclusi i

costi iniziali diretti, gli oneri finanziari e i canoni sottoposti a condizione, appena sostenuti.

Nell’attivo trovo il bene e nel passivo trovo il debito. Qual è la differenza tra il CE di una società che

adotta lo IAS 17 e una che non lo adotta? Che voci mi trovo nel CE in caso di IAS 17? Gli interessi. La

quota capitale invece va a riduzione del debito. Nel CE poi trovo anche l’ammortamento. Chi invece non

applica lo IAS 17 cosa trovo nel CE? Nell’attivo non ho il cespite, nel CE troverò la quota di capitale e

l’interesse. La differenza in cosa consiste? L’effetto della contabilizzazione sul risultato netto di esercizio

sarà migliorativo o peggiorativo se applichiamo lo IAS 17? Dipende dalla vita utile del bene ( le quota di

ammortamento altro non sono che la vita utile). Se ho una ipotesi di vita utile molto lunga,

l’ammortamento sarà molto basso e sarà magari migliorativo. Ma non c’è una risposta in via assoluta.

Solitamente un’ applicazione dello IAS 17 determina una riduzione.

Oltre a quanto previsto dall’IFRS 7 strumenti finanziari, il locatario deve fornire la seguente

informativa:

 Il valore netto iscritto alla data di chiusura del bilancio d’esercizio (per ciascuna categoria

di beni)

 Una riconciliazione tra il totale dei pagamenti minimi (canoni) dovuti alla data di chiusura

del bilancio d’esercizio e il loro valore attuale, e una analisi di questi importi suddivisi nei

seguenti periodi: Meno di un anno; o Tra uno e cinque, e o Più di cinque anni;

 Canoni potenziali di locazione rilevati come spesa nell’esercizio;

 Una descrizione generale dei contratti significativi di leasing del locatario includendo:

• Il criterio con il quale sono determinati i canoni potenziali di locazione;

• L’esistenza e i termini dell’opzione di rinnovo o di acquisto;

• Le restrizioni imposte dai contratti di leasing (i.e. dividendi, nuovo indebitamento e ulteriori

operazioni di leasing).

CONTABILIZZAZIONE DEL LEASING OPERATIVO

I pagamenti per un leasing operativo devono essere rilevati come costo a quote costanti lungo la durata

del leasing a meno che vi sia un altro criterio sistematico più rappresentativo delle modalità temporali

di godimento dei benefici da parte dell'utilizzatore, anche se i pagamenti non sono eseguiti sulla base di

quel criterio.

OPERAZIONE DI VENDITA E RETROLOCAZIONE

Un’operazione di vendita e retrolocazione è costituita dalla vendita di un bene da parte di un venditore

e dalla riacquisizione dello stesso bene da parte dello stesso venditore a mezzo leasing. I canoni di

leasing e il prezzo di vendita sono di solito interdipendenti essendo negoziati congiuntamente e il

trattamento contabile di una operazione di vendita e retrolocazione dipende dal tipo di leasing.

In particolare, se un’operazione di vendita e retrolocazione corrisponde ad un leasing finanziario,

qualsiasi eccedenza del corrispettivo di vendita rispetto al valore contabile non deve essere rilevata

immediatamente come provento dal venditore-locatario ma la sua rilevazione deve essere differita

lungo tutta la durata del leasing.

Se invece la retrolocazione corrisponde ad un leasing operativo, e i canoni delle operazioni di leasing e

il prezzo di vendita sono al fair value, si è in presenza di una normale operazione di vendita e qualsiasi

utile o perdita è rilevata immediatamente.

ESEMPIO

Cosa è importante in questo esercizio? Cosa è importante tener presente? Abbiamo i ricavi previsti, serve, ma

potrebbe anche non essere indicato. Il costo del bene è pari a 1.000 €, la vita utile è pari a 10 anni e la rata

annua sarà pari a 240 €, con una durata di 5 anni. Un piano di ammortamento possiamo trovare sia in caso di

leasing finanziario e in caso di leasing operativo. Nel caso in cui la vita utile è pari a 10 anni e il piano

finisce 5 anni c’è un ragionamento dietro. Si suppone che alla fine del leasing il bene mi viene riscattato. In

quel esempio non sappiamo se è finanziario o operativo. Dobbiamo indicare all’esame ripercorrere quello

che abbiamo visto a lezione con gli indicatori. Dobbiamo individuare chi sono i indicatori e se arriviamo a

una risposta affermativa o negativa e poi di fare l’esercizio. Avremo 1000 come cespite, 1000 come debito.

Nel conto economico cosa avremo? 100 di ammortamento. E di interesse? 64. Metto in dare debito e in avere

interessi e quota capitale.

IFRS 16

In questa sezione ci occupiamo di descrivere minimamente l’IFRS 16 che andrà a sostituire interamente

l’IAS 17 a partire dal 2019.

L’aspetto più importante da sottolineare è che non si parlerà più di leasing ma viene introdotto un concetto

fondamentale del contratto di locazione e di right of use.

Il contratto di leasing diventa un contratto in cui il diritto di controllare l’uso di un asset viene trasferito al

lessee (locatario) per un detrminato periodo.

Questo nuovo aspetto cambierà i bilanci di chi ha fino adesso utilizzato l’IAS 17 in quanto: se con lo IAS 17

il locatario iscriveva nell’attivo di SP tutti quei beni utilizzati con contratto di leasing, adesso con l’IFRS 16

poichè viene data una nuova definizione di valore d’uso qualsiasi bene in locazione su cui si ha un diritto

d’uso potra essere inserito nell’attivo di SP e inoltre si avrà un aumento delle passività dato dal valore attuale

delle rate da pagare. Il principio richiederà di specificare la tipologia di debito che potrà anche rientrare nella

PFN e l’ammortamento del right fo use.

Le implicazioni andranno a toccare la contrattualistica in quanto magari si preferirà stipulare contratti di

breve durata in quanto ne consegue un minor debito rispetto a contratti di lunga durata.

Il principio prevede una sorta di component approch anche per i contratti di locazione, nel senso che: qualora

il contratto incorpora delle prestazioni distinte, queste dovranno essere considerate separatamente (ad

esempio l’affitto di un palazzo con servizio di controllo termico, quest’ultimo servizio deve essere

considerato separatamente dal contratto di affitto).

La misurazione iniziale del diritto d’uso e della passività è pari al valore attuale dei pagamenti futuri. La

passività si incrementa in base al tasso di interesse effettivo e si riduce per i pagamenti effettuati. La scrittura

sarà dare: diritto d’uso e in avere: canoni di locazione.

Nel momento in cui si afferma l’esistenza di un diritto d’uso su un bene, ci si deve chiedere se c’è stata o

meno una vendita del bene sottostante e se il bene verrà poi utilizzato dal proprietario originario senza uscire

mai dal suo bilancio (leas back). La scrittura del leas back sarà dare:diritto d’uso, avere: debito

Il principio può iniziare ad essere utilizzato secondo due approcci differenti:

 Approccio standard: inizio ad applicare il rpincipio dal 2019, ma anche dal 2018 per il comparativo

 Approccio modificato/semplificato che permette di applicarlo solo a partire dal 2019 e non si avrà il

comparativo nel 2018 indicando però gli effetti della prima rilevazione nel PN iniziale.

IAS 18 – I RICAVI

L’IAS 18 è il principio che tratta della rilevazione e contabilizzazione dei ricavi e sarà sostituito a partire dal

2018 insieme a l’IAS 11 (realativo alle comesse a lungo termine) dall’IFRS 15.

I ricavi possono derivare dalla

1) vendita dei beni

2) prestazione dei servizi

3) utilizzo da parte dei terzi di beni dell’impresa (interessi, royalties e dividendi).

Rimangono esclusi dall’ambito di applicazione dell’IAS 18 i ricavi derivanti dalle commesse a lungo

termine, discipliati dall’IAS 11, i contratti di locazione, i contratti di assicurazione, il settore agricolo e

minerario.

Il ricavo viene definito come l’entrata lorda di benefici economici derivanti dalla gestione caratteristica che

comportano incrementi nel patrimonio netto dell’entità e sono diversi dalle contribuzioni dei soci (se

l’impresa aumenta il capitale sociale non si tratterà di un ricavo ma di una contribuzione di soci).

VALUTAZIONE

I ricavi devono essere valutati al fair value del corrispettivo ricevuto o spettante costituito generalmente

dall’amontare di denaro o liquidità ricevuto (da ricevere) al netto di eventuali sconti commerciali e riduzioni

legate alle quantità concessi dall’impresa. Il fair value è il corrispettivo al quale un bene può essere

scambiato o una passività estinta tra parti consapevoli nell’ambito di una transazione di mercato. Se al

momento della vendita o della prestazione dei servizi si prevede che la riscossione del credito sia dubbia , il

riconoscimento dei ricavi deve essere rinviato.

Quando la riscossione di disponibilità liquide o equivalenti è differita, lo IAS 18 ritiene appropriato

calcolarne il valore attuale. Di conseguenza il fair value dei corrispettivi potrebbe essere minore

dell’ammontare nominale dei mezzi monetari, riscossi o spettanti, e l’eventuale differenza è rilevata come

interesse attivo (caso 01).

Per l’attualizzazione si dovrà utilizzare il tasso di interesse figurativo che è più chiaramente determinabile

tra:  il tasso per uno strumento simile per scadenza, tasso o durata di un emittente con una posizione

finanziaria simile.

 Il tasso di interesse che attualizza il valore nominale al prezzo di vendita corrente per pagamento in

contanti.

Per rendimento effettivo intendiamo il tasso di interesse richiesto per scontare il flusso degli incassi futuri

attesi al valore iniziale dell’attività e per calcolarlo abbiamo bisogno della previsione dei flussi di cassa futuri

e del tasso interno di rendimento.

Adesso vedremo alcune operazioni particolari dalla quale potrebbero derivare dei ricavi.

PERMUTE DI BENI/SERVIZI

Le permute rappresentano uno scambio di beni o servizi simili, ad esempio compro una mercedes nuova

dando al concessionario in permuta la mia vecchia mercedes; in caso di operazione di permuta non va

ricnosciuto alcun ricavo.

Solo nel caso in cui il bene scambiato non sia identico ma il servizio o il bene è differente, allora il ricavo va

riconosciuto al fai value dei beni o servizi ricevuti o, se non detrminabile, al fair value dei beni o servizi dati.

I RICAVI DERIVANTI DA PRESTAZIONI PUBBLICIATARIE

Il SIC 31 include le interpretazioni dello IASB per i ricavi derivanti da prestazioni pubblicitarie. Per i ricavi

derivanti da questo tipo di prestazione il SIC 31 ci dice che possono essere rilevati solo se determinati in

modo attendibile. La valutazione del ricavo da operazioni riguardanti la pubblicità avviene al fair value, ma

qualora non può essere determinato in modo attendibile al fair value può essere rilevato dal venditore

facendo riferimento solo a scambi:

 Riguardanti pubblicità simili

 Riccorenti (se ho un ricavo per una fascia oraria, posso paragonarlo a un ricavo di una pubblicità

mandata nella stessa fascia oraria)

 Che sono una fonte di ricavo predominante (la maggior parte dei ricavi deve derivare da prestazioni

pubblicitarie)

 Che hanno un corrispettivo con un fair value determinabile in modo affidabile

 Realizzati con altra contaparte

IDENTIFICAZIONE DELL’OPERAZIONE

Per motivi di sostanza, alcune operazioni devono essere suddivise in parti oppure riunite in un’unica

operazione. Ad esempio per la vendita del software che include due anni di manutenzione, possiamo

distinguere l’elemento prestazione di servizio nel prezzo di vendita di un prodotto.

Di contro, l’operazione di vendita con patto di riacquisto deve essere considerata come se fosse un’unica

operazione poichè la sostanza dell’operazione altro non è che l’affitto e pertanto deve essere rilevato come

tale, quando si arriverà al momento del riacquisto qualora il proprietario originario non dovesse ricevere il

bene allora dovrà registrare la somma mancante.

Il principio ci dice che devono essere rispettate alcune condizioni affinchè alcune operazioni possando essere

suddive in parti. Le condizioni sussitono quando:

 Ciascun servizio è stato fornito al cliente

 Al fair value di ciascun servizio può essere misurato attendibilmente

 Tutte le altre condizioni dello IAS 18 sono state rispettate

Se non verificati i requisiti sopra indicati, la transazione deve essere iscritta come ricavo in modo unitario.

Ad esempio:

 Vendita di tecnologia/cespiti seguita da contratto per il diritto d’uso attraverso il riconoscimento di

royalties il ricavo della prima componente va differito su tutta la durata del contratto di licenza.

1) VENDITA DI BENI

I ricavi derivanti dalla vendita di beni devono essere rilevati quando vengono soddisfatte tutte le seguenti

condizioni.

 Rischi e benefici significativi connessi alla proprietà del bene sono trasferiti all’acquirente. Questa

non condizione non è verificata se ad esempio l’impresa mantiene un’impegno per risultati

insoddisfacenti non coperta dalle normali clausole di garanzia; se il conseguimento di ricavi da una

vendita dipende dai ricavi realizzati dall’acquirente dalla vendita dei beni stessi; se è prevista

l’istallazione dei beni e tale istallazione che l’impresa non ha ancora completato è una parte

importante del contratto; se l’acquirente ha la possibilità di revocare l’acquisto per un motivo

specificato nel contratto di vendita e l’imoresa e l’impresa è incerta sulle probabilità del reso. Solo se

l’impresa conserva un rischio insignificante, l’operazione può essere classificata come una vendita e

il relativo ricavo può essere rilevato.

 Il venditore trasferisce la gestione e il controllo del bene oggetto di vendita all’acquirente

 Il ricavo può essere determinato in modo attendibile. La stima di un ricavo può dirsi attendibili se le

controparti dell’operazione abbiano concordato i diritti che ciascuna delle parti può far valere

relativamente al servizio che deve essere prestato e ricevuto dalle controparti, il corrispettivo da

corrispondere e modi e termini dell’adempimento. Se ho un contratto con qeusti elementi

sicuramente un ricavo può essere determinato in modo attendibile.

 È probabile che i benefici economici saranno fruiti dall’impresa

 I costi realtivi possono essere detrminati in modo attendibile

2) PRESTAZIONE DI SERVIZI

I ricavi derivanti da prestazioni di servizi devono essere rilevati in base allo stadio di completamento e solo

se:  Il ricavo può essere determinato con attenndibilità

 I benefici economici sono probabili

 Lo stato di completamento e i costi sostenuti e da sostenere possono essere determinati con

attendibilità. La percentuale di completamento può essere basata o sulla misura del lavoro svolto, o o

sul rapporto tra i servizi sostenuti alle date e il totale dei servizi, oppure sul rapporto tra i costi

sostenuti alla data e il totale dei costi stimati. È possibile anche utilizzare un’approsimazione a quote

costanti. Quando non è possibile una stima attendibile deve essere utilizzato il metodo zero profit.

ESEMPIO – STADIO DI COMLETAMENTO.

Ricavi da contratto = 9000

Costi sostenuti = (2000)

Costi da sostenere = (6000)

Totale costi = (8000 = 2000+6000)

Profitto stimato = 1000 = 9000- 8000

Stadio di completamento (costi sostenuti/costi totali) = 2000/ 8000 = 0.25

Ricavo = 9000 * 0,25 = 2250

Costi = 8000 * 0,25 = 2000

Profitto = 1000 * 0,25 = 250

3) INTERESSI, ROYALTIES e DIVIDENDI

Gli stessi criteri di probabilità e determinazione attendibile visti devono essere adottati per le royalties, gli

interessi e i dividendi. I ricavi derivanti dalle royalties verranno rilevati per competenza, ovvero quando

viene incassata la pro-rata. I dividendi verranno rilevati quando scatta il diriritto alla percezione e gli

interessi in base al metodo dell’effettiva misurazione.

Informativa integrativa

L’IAS 18 ci dice che bisognerà dare informazione in nota integrativa dei principi contabili utilizzati per la

rilevazione dei ricavi, l’ammontare di ricavi per ciascuna cateegoria:

 Vendita di beni

 Prestazione di servizi

 Interesse

 Royalties

 Dividendi

 Permute di beni

IFRIC 13 – CUSTOMER LOYALTY PROGRAMME

L’obiettivo dell’IFRIC 13 è quello di stabilire un criterio di riconoscimento e di valutazione dei programmi

di fidelizzazione (CLP). I CLP rappresentano delle obbligazioni assunte da parte dell’impresa con una o più

operazioni di vendita (i cosidetti delivered item) a fornire ai clienti beni e servizi scontati o gratuitamente

allorchè gli stessi li richiedono (undelivered item).

Quindi i programmi di fidelizzazione prevedono:

delivered item: cioè il servizio o il bene che il venditore consegna immediatamente

unlivered item: cioè l’impegno dell’impresa a servire ai clienti beni e servizi scontati o gratuiti allorchè

questi lo richiedano.

Per quanto riguarda i criteri di valutazione l’IFRIC 13 stabilisce che il fair value dei beni e servizi venduti

deve essere allocato a ciascuna componente identificabile nella transazione di vendita ciò significa che il

valore attribuibile al componente undelivered verrà differito fino almomento in cui l’impresa avrà adempiuto

alle proprie obbligazioni. L’allocazione deve essere fatta sulla base dei:

 Fair value relativi di ciascuna componente

 Fair value di ciascuna componente - residual model –

L’allocazione deve riflettere il valore per il cliente, ciò non rappresenta necessariamente il costo per il

venditore.

I ricavi derivanti da CLP vengono rilevati come ricavo quando i servizi vengono richiesti dai clienti e

l’impresa ha adempiuto alle obbligazioni conseguenti. Il valore di iscrizione si basa sul numero di prestazioni

che sono stati richieste rispetto al numero complessivo di prestazioni che ci si attende ad adempiere. Nel caso

in cui i costi per adempiere alle obbligazioni sono superiori ai ricavi, l’impresa ha un contratto oneroso e

deve essere iscritto in un fondo.

IFRS 15 – RICAVI DA CONTRATTI CON I CLIENTI –

L’IFRS 15 andrà a sostituire l’IAS 18, l’IFRIC 13, il SIC 31 e l’IAS 11 a partire dal primo gennaio 2018. Si

occupa di fornire i requisiti e linee guida più dettagliati rispetto ai principi adesso in vigore e proprio perchè

si pensa che l’impatto pervasivo, soprattutto nella sua prima applicazione, lo IASB/FASB hanno istituito un

gruppo di lavoro (TRG) a supporto dei possibili problemi di implementazione.

Come abbiamo già detto il rpincipio dovrà essere applicato con decorrenza dal 1 gennaio 2018, anche se è

riconosciuta la possibilità di applicarlo in via anticipata. Le regole di transizione consentono di scegliere o il

metodo full retrospective approach che consente una modifica dei bilanci del 2017 attraverso l’utilizzo

dell’IFRS 15, oppure il metodo modified retrospective approach.

L’IFRS 15 si applica a:

 Contratti con i clienti

 Vendita di alcune attività non finanziarie che non rappresentano un prodotto finito della gestione

ordinaria dell’impresa (ad esempio immobili, impianti, macchinari e attività)

Esclude invece i cotratti di locazione, i contratti assicurativi, strumenti finanziari ed alcuni diritti ed obblighi

contrattuali, alcuni scambi non monetari e alcune put option su contratti di vedita e di riacquisto.

Il principio prevede un modello a 5 step per capire quando e se rilevare un ricavo.

STEP 1 – identificazione del contratto con il cliente.

Il contratto è definito come un accordo tra due o più parti che origina diritti e obblighi enforceable. È

importante definire il contratto in questi termini perchè qualora una delle due parti non dovesse adempiere, la

contraparte potrebbe agire in giudizio per vedere riconosciuti i suoi diritti.

Un contratto può dirsi tale se:

 È approvato dalle parti intenzionate ad adempiere

 Devono essere identificabili i diritti reciproci

 Devono essere identificabili i termini e le modalità di pagamento

 Deve avere sostanza commerciale

 L’analisi deve essere condotta all’inizio del contratto

 Deve essere probabile che l’entità incassi il corrispettivo cui ha diritto; anche se il corrispettivo è

adeguato e approvato, se non è probabile che l’entità incassi il corrispettivo non si può registrare il

ricavo. La probabilità di incassare o meno il ricavo deve essere valutata con la collectability criteria

che si basa sulla capacità finanziaria del cliente e sull’intenzione del cliente di adempiere.

Contratti distinti con analoga tempistica di stipulazione e medesima contraparte devono essere trattati

unitariamente se hanno lo stesso scopo commerciale o presentano interdipendenza di prezzo/ performance o

hanno per oggetto beni o servizi che rappresentano un’unica performance obligation.

Deve essere consierato come un contratto separato l’intervento di quella modifica del contratto il cui oggetto

varia per effetto dell’aggiunta di beni e servizi distinti e prezzo del contratto si incrementa in base allo stand

alone selling price (prezzo singolo) dei beni e servizi aggiunti. Tutte le altre modifiche invece saranno

considerate parte integrante del contratto originario e verranno contabilizzate in base alla natura delle

componenti residue come:

 Chiusura del contratto originario e apertura di un nuovo contratto

 Contratto modificato e aggiustamento sui ricavi (catch up)

STEP 2 – Identificare le performance obligations

Una performance obligation è una promessa, contenuta in un contratto stipulato con il cliente, di trasferire

al cliente medesimo beni e servizi distinti. Costituiscono performance obligation anche le promesse che, al

momento dell’inception, creano valide aspettative nel cliente, ad esempio perchè implicite nella prassi

contrattuale (ad esempio prendiamo il settore automobilistico: quando si venda una macchina, oltre alla

macchina in sè, sono previste una serie di obbligazioni di istallamento; anche se queste non sono palesate nel

contratto, l’IFRS 15 dice che devono comunque essere considerate come obbligazioni). Se beni e servizi non

sono distinti, un’entità deve comporre tale bene o servzio con altri beni e servizi fino a raggiungere un livello

di aggregazione minimo che sia nel suo complesso distinto e possa così costituire una performance

obligation; cioè se ci sono ua serie di attività che dal punto di vista del contratto sono separate, ma in realtà

non possono che essere utilizzati in maniera complementare l’una con l’altra, allora verrano considerata

come un’unica obbligazione.

Non sono considerate performance obligation tutte le attività espletate per realizzare un contratto se tali non

trasferiscono beni /servizi al cliente.

STEP 3 – Determinare il prezzo della transazione

Il transaction price è definito come l’ammontare cui l’entità ritiene di avere diritto in cambio del

trasferimento dei beni e servizi promessi al cliente. Il prezzo di transazione e costituito da:

 Componenti variabili

 Componenti finanziarie, se significative

 Componenti pagati al clienti

 Componenti non monetarie

STEP 4 – Allocare il prezzo (determinato nello step 3) alle performance obligations

In quarto step prevede di allocare il transaction price a ciascuna obbligazione in misura pari al corrispettivo

al quale l’entità si aspetta di avere diritto, in cambio del trasferimento dei beni e servizi al cliente.

L’allocazione del prezzo deve avvenire in base allo stand alone selling price (ovvero il prezzo di vendita di

ciascuna obbligazione) dei beni e servizi oggetto delle singole performance obligation. Quindi il prezzo stand

alone è il prezzo che l’entità applica quando vende il bene o servizio, separatamente a un cliente. Qualora il

prezzo non sia direttamente osservabile deve essere stimato e la stima è effettuata sulla base delle

informazioni ragionevolmente disponibili (consizioni di mercato, fattori entity e customer specific). I prezzi

desunti da contratti e listini possono essere stand alone selling price ma non sempre.

STEP 5 – Iscrivere il ricavo in base al soddisfacimento delle P.O

Il ricavo sarà registrato o nel momento in cui l’entità soddisfa la performance obligation o durante il

trasferimento del bene o del servizio al cliente. Il bene o il servizio si considera trasferito quando il cliente ne

ottiene il controllo. Lo stesso principio fornisce alcuni criteri per determinare quando il controllo è trasferito

over time e se nessuno dei criteri è soddisfatto, il controllo si presume trasferito at a point in time.

IAS 36 – IMPAIRMENT TEST –

L’IAS 36 ci dice che un’attività deve essere sottoposta ad impairment ogni qualvolta si ritiene che il suo

valore contabile possa risultare superiore al suo valore recuperabile.

Il valore recuperabile è il maggiore tra il valore d’uso e il FV al netto dei costi di dismissione. Ai fini

dell’impairment test non occorre calcolare entrambi, infatti se il valore d’uso è superiore al valore contabile,

non occorre calcolare il FV al netto dei costi di vendita e poi ci sono casi in cui non il FV non è disponibile

in quanto l’attività non ha un mercato attivo di riferimento e bisognerà per forza di cose utilizzare come

termine di paragono il valore d’uso. Inoltre, se non vi è ragione di credere che il valore d’uso di un asset

superi significativamente il suo FV al netto dei costi di dismissione, quest’ultimo può essere utilizzato come

valore recuperabile.

L’IAS 36 richiede che l’impairment test debba essere fatto sempre in due casi:

 Quando attraverso l’utilizzo di indicatori di impairment si presume che un asset ha subìto una perdita

di valore

 Ogni anno alla fine di ciascun periodo di reporting, a prescindere dall’esistenza o meno di eventi in

grado di lasciar presumere una riduzione di valore, per tutti quei beni intangibili che hanno vita utile

indefinita e quindi non soggetti ad ammortamento (come ad esempio l’avviamento) e per tutti i beni

intangibili non ancora pronti per l’utilizzo. La verifica non deve necessariamente essere fatta al

31/12, l’importante è che venga mantenuta quella data anche negli anni successivi.

Lo stesso vale per il goodwill l’avviamento non è un’attività immateriale comprata direttamente

sul mercato ma è generata (non sempre) a seguito di una business combination, ovvero

dall’acquisizione di un’azienda o ramo d’azienda. Qualora il prezzo di acquisto è superiore al PN

risultatante dal bilancio dell’azienda o ramo, tale maggior valore costituisce avviamento solo se si

presume abbia capacità di generare redditi fututi, altrimenti se il maggior valore è spiegato da un

cattivo affare, la perdita verrà contabilizzata a CE.

Lo IAS 36 suddivide gli impairmenti indicators in due grandi categorie:

1) Fonti informative esterne

 Significativa diminuizione del valore di mercato di un asset durante l’esercizio

 Significative variazioni negative nella tecnologia, nel mercato nella legislazione, nell’ambiente

economico

 Incremento dei tassi di interesse di mercato (il valore d’uso è pari ai flussi di cassa attualizzati ad un

certo tasso; se il tasso diminuisce il valore attuale è inferiore a quello che avrei utilizzando un tasso

più alto)

 Valore contabile superiore alla capitalizzazione di mercato

2) Fonti informative interne

 Obsolescenza o deterioramento fisico evidente di un asset

 Significativi cambiamenti con effetto negativo per la società nell’utilizzo di asset (ad esempio che

chiuso uno stabilimento, gli asset di quel stabilimento non servono più)

 Andamento economico di un’attività peggiore di quanto previsto (peggiori flussi finanziari netti o di

risultato).

Vediamo adesso le due componenti del valore recuperabile, ovvero il FV e il valore d’uso.

Il FAIR VALUE o valore corrente al netto dei costi di dismissione è l’importo ottenibile dalla vendita di

un’attività in una transazione fra parti indipendenti, consapevoli e disponibili, dedotto ogni costo diretto di

dismissione e rappresenta il valore ottenibile dalla vendita di un’attività in una libera transazione fra parti

consapevoli e disponibili, dedotti i costi della dismissione.

Esististono tre gradi di FV e l’elenco dal primo a terzo rappresenta l’ordine di affidabilità.

1. La migliore evidenza del fair value dedotti i costi di vendita è rappresentata dal prezzo che scaturisce

da un accordo vincolante di vendita in un’operazione tra controparti indipendenti, al netto dei costi

marginali direttamente imputabili alla vendita stessa

2. Se non ce alcun accordo vincolante di vendita, ma un’attività è commercializzata in un mercato

attivo, il fair value dedotti i costi vendita corrisponde al prezzo di mercato dell’attività dedotti i costi

di dismissione. Il prezzo di mercato corretto è solitamente il prezzo corrente dell’offerta

3. Se non esiste un contratto vincolante, o non c’è un mercato di riferimento, il fair value dedotti i costi

di vendita è basato sulle migliori informazioni di cui l’impresa è in possesso che riflettano

l’ammontare netto che si potrebbe realizzare dalla vendita, alla data di bilancio, in una libera

transazione tra parti consapevoli e disponibili. Nel determinare tale valore l’entità considera il

risultato di recenti transazioni per attività similari effettuate all’interno dello stesso settore

industriale. 

Per il calcolo del FV è stato anche pensato il metodo dei multipli è un metodo utilizzato per le

valutazioni d’azienda. Questo metodo consente di assegnare un valore tramite l’utilizzo di un

parametro che potrebbe ad esempio essere l’EBTDA; se l’azienda è stata pagata x posso dire che il

prezzo è cinque volte l’EBTDA.

Il VALORE D’USO è il valore attuale dei flussi finanziari futuri che si stima deriveranno dall’uso

continuativo di un’attività e dalla dismissione della stessa al termine della sua vita utile. Per poter stimare il

valore d’uso si necessita:

 La stima dei flussi finanziari positivi e negativi futuri che deriveranno dall’uso continuativo

dell’attività e dalla sua dismissione finale, e

 Il tasso si attualizzazione appropriato ai flussi finanziari futuri che dipendono dalla variazione del

tasso d’interesse: se aumenta il tasso di interesse, il tasso di attualizzazione aumenta e il valore

attuale dei flussi diminuisce.

Le stime dei flussi finanziari futuri devono includere le proiezioni dei flussi finanziari in entrata derivanti

dall’uso continuativo dell’attività, le proiezioni dei flussi finanziari in uscita che si verificano

necessariamente per generare flussi finanziari in entrata dall’uso continuativo dell’attività e che possono

essere direttamente attribuiti/ripartiti all’asset in base a un criterio ragionevole e coerente e i flussi netti,

qualora esistano, che saranno pagati (o ricevuti) per la dismissione dell’attività alla fine della sua vita utile.

Cash – generating units abbiamo detto che per calcolare il valore d’uso necessitiamo della stima dei flussi

finanziari attivi e passivi che un’attività generarà in futuro. Può però capitare che non si è in grado di

calcolare tale stima per la singola attività, ma è possibile stimarli insieme con altre perchè magari la singola

attività non genera indipendentemente dei flussi di cassa ma li genera in combinazione con altre. Il principio

ci dice che se non è possibile determinare il valore recuperabile della singola attività, l’impresa deve

determinare il valore recuperabile dell’unità generatrice di cassa alla quale l’attività appartiene. L’unità

generatrice di flussi finanziari è il più piccolo gruppo identificabile di attività che genera flussi finanziari

derivati dall’uso continuativo delle attività che sono ampiamente indipendenti dai flussi finanziari generati da

altre attività o gruppi di attività.

L’impairment

GOODWILL test dell’avviamento è sempre calcolato sulla base delle CGU. Il goodwill è

un’attività immateriale che non genera flussi finanziari indipendentemente da altre attività o gruppi di

attività, nè può essere ceduto autonomamente. Il goodwill acquisito in una business combination deve, alla

data di acquisizione, essere allocato ad una o più unità generatrice di flussi finanziari che ci si attende

possa/possano beneficiare delle sinergie generate dalla business combination. Cioè in maniera indipendente

rispetto al fatto che altre attività o passività della società acquisita siano state allocate alla stessa unità o

gruppo di unità. Il valore recuperabile del goodwill può essere definito solo in via residuale ed essere colto

mediante la produzione di flussi di cassa differenziali generati da un insieme di asset che individuano il

complesso aziendale cui esso pertiene: le cgu. Quindi l’implementazione del processo di impairment del

goodwill richiede dapprima di individuare le cgu cui esso può essere attribuito su basi ragionevoli e

dimostrabili e poi di considerare il valore recuperabile e contabile di tali CGU. Una CGU al quale il goodwill

viene allocato deve rappresentare il livello minimo al quale il goodwill viene monitorato dal management ai

fini del controllo direzionale e comunque tale unità non può essere maggiore di un settore secondo quanto

previsto dai principi contabili. Quindi in definitiva esistono due livelli:

 

Livello floor livello al quale è monitorato il goodwill i fini del controllo interno

 

Livello cap segmento come definito dagli IAS/IFRS.

L’IFRIC 10 ci dice che eventuali svalutazioni nel bialncio intermedio a seguito di impairment rilevate per

avviamento, partecipazioni o attività finanziarie valutate al costo, non possono essere ripristinate nel bilancio

annuale. Questo vuol dire che la rettifica di valore rimane al conto economico e analogamente, la rettifica di

valore di un’attività per impairment sarà invece rilevata come incremento di valore nel PN nel bilancio

annuale.

Criticità di applicazione dello IAS 36

L’impairment test può essere effttuato con riferimento a:

 

Singoli asset questo approccio può essere applicabile per le immobilizzazioni immateriali in

corso, ma anche per le materiali a condizione che vi sia la possibilità di determinare il valore

recuperabile del singolo asset (cioè la possibilità di isolare i flussi di cassa da essi pertinenti).

 

CGU questo è l’approccio richiesto per il goodwill che deve essere sempre allocato ad una cgu.

L’identificazione delle voci patrimoniali costituenti una CGU può avvenire a due livelli:

1) A livello di capitale netto investito. Il CIN al fine dell’enterprise è il valore contabile che utilizzo

come termine di paragone per il valore recuperabile.

2) A livello di patrimonio netto (PN), non sempre effettuabile.

In entrambi i casi, la determinazione del value in use viene effettuata sulla base di un’analisi incentrata sui

flussi di cassa operativi (FCFO). Ne consegue che nel caso in cui l’oggetto dell’analisi è rappresentato dal

CIN, il value in use è espresso dall’enterprise value, ossia dal valore della CGU ottenuta attraverso

l’attualizzazione dei flussi di cassa operativi. Quindi: l’EV (ENTERPRISE VALUE) è il valore che emerge

dall’attualizzazione dei flussi di cassa futuri di una cgu, senza tener conto della situazione finanziaria.

Nel caso in cui invece l’oggetto dell’analisi è l’equity, il value in use è rapresentato dall’equity value, ossia

dall’EV dedotta la PFN iniziale.

Se vogliamo paragonare le due scelte potremmo dire che entrambe portano allo stesso risultato in termini di

superamento di impairment test. In genere il CIN dovrebbe essere utilizzato per l’analisi di un’insieme di

attività, mente l’equity per l’analisi di partecipazioni o legal entry.

Se l’impairment test è effettuato con riferimento al valore degli assets (EV), questo deve includere anche il

capitale circolante netto. La dottrina e la prassi valuta la recuperabilità del CIN della singola CGU; le

componenti non allocabili sulla dingola CGU devono essere allocate alle singole CGU sulla base di un driver

attendibile (ad esempio revenues).

Ai fini della determinazione del CIN le attività hanno segno positivo, mentre le passività hanno segno

negativo. Quindi avro:

VALORE CONTABILE

IMMOBILIZZAZIONI

Immateriali

 Materiali

 Finanziarie

Capitale d’esericizio netto

+ rimanenze e acconti

+ crediti commerciali

+/- altre attività/passività

Debiti commerciali

 Fondi per rischi e oneri

capitale investito deditte le passività d’esercizio

Trattamento di fine rapporto

CAPITALE INVESTITO NETTO

Rettifiche

VALORE CONTABILE

Determinazione dei flussi di cassa

Le principali criticità che emergono dalla lettura dello IAS 36 per la determinazione dei flussi di cassa

riguardano essenzialmente:

 L’identificazione del tasso di attualizzazione

 Considerazione della fiscalità nella stima dei flussi di cassa

L’identificazione del tasso di attualizzazione a questo riguardo vi sono due diverssi approcci:

1) Il primo basato sulle interpretazioni letterali del principio secondo il quale il tasso di attualizzazione

deve essere determinato prescindendo dalla struttura finanziaria; il tasso così determinato è un tasso

rappresentativo del costo opportunità del capitale (KeU)

2) Il secondo approccio invece è basato su una interpretazione in senso lato del principio secondo la

quale occorre considerare la struttura finanziaria ; in questo caso il tasso da utilizzare è il waac. In

genere questo è il metodo più utilizzato e viene calcolato sulla base del CAPM.

Per la determinazione del tasso di attualizzazione lo IAS 36 prevede che l’impresa, come punto di partenza,

utilizzi uno dei seguenti tassi:

 Costo medio ponderato del capitale (waac) determinato facendo uso di tecniche valutative quale il

CAPM

 Il tasso di finanziamento marginale dell’impresa

 Altri tassi di finanziamento reperibili sul mercato

I flussi individuati nel metodo reddituale unlevered sono flussi operativi, cioè quelli destinate per la

remunerazione dei fornitori di capitali sia di rischio che di debito e quindi anche il tasso di attualizzazione

deve essere rappresentativo del rendimento richiesto dai finanziatori della società e dai soci per impiegare i

propri capotali nell’azienda tale tasso e il waac che si determina come segue:

waac = Ke * E/(D+E) + { Kd * (1-t) * D/ (D-E) } dove:

Ke = è il tasso di remunerazione del capitale proprio

Kd = è il costo dei debiti finanziari al netto dell’effetto fiscale t

E = è il capitale di rischio

D = indebitamento finanziario netto

Il costo dei mezzi propri (Ke) è definito come costo oppurtunità del capitale azionario dell’azienda, ovvero il

suo rendimento medio atteso. Ai fini della sua detrminazione la dottrina ha elaborato diversi modelli, tra cui

il CAPM definito come Ke = Rf + b * (Rm – Rf), dove:

Rf = rendimento delle atticità prive di rischio

(Rm – Rf) = premio per il rischio

b = rischio non eliminabile con la diversificazione del portafoglio

Il costo medio del capitale, ovvero Kd * (1-t) è pasri al tasso medio sui debiti onerosi, esclusi dal calcolo dei

flussi reddituali unlevered, al netto della fiscalità media effettiva (t) della società, applicata per tenere conto

della deducibilità fiscale degli oneri finanziari.

Al fine della determinazione della struttura finanziaria è possibile ricorrere a diversi approcci:

 Struttura finanziaria della società alla data di valutazione espressa in valori correnti di mercato,

quindi implicitamente si ipotizza che nel lungo periodo la società avrà una struttura finanziaria a

quella corrente.

 Struttura finanziaria prospettica della società definibile in base a valori medi rilevati su un campione

di società comparabili, oppure in base ai valori attesi. 

Considerazione della fiscalità nella stima dei flussi di cassa il principio indica che i flussi di cassa siano

espressi al lordo dell’effetto fiscale e conseguentemente che anche il tasso di attualizzazione sia espresso al

lordo delle imposte; tuttavia, nella prassi tanto i flussi operativi che i tassi di attualizzazione vengono

espressi al netto dell’effetto fiscale anche se in teoria dovrebbe esserci una corrispondenza tra flussi lordi –

tassi lordi e flussi netti- tassi netti, ma nella pratica potrebbero portare a risultati di value in use differenti.

Nell’ambito del piano posso avere flussi di cassa negativi per le CGU in perdita, questi devono essere

scontati a un tasso free risk (privo di rischio) e questo perchè si assume che i flussi in uscita sono in larga

misuri certi e scontare le perdite certe a tassi più elevati (waac) equivale a sottostimare sacrifici che gli

azionisti dovranno sopportare.

VALORE D’USO

Il valore d’uso viene definito come il valore attuale dei cask flows in entrata e in uscita attesi futuri che si

suppone genereranno da una cgu o da un’attività. Il processo di attualizzazione può essere espresso in base

alla seguente formula V = ∑ FC/ (1+i), dove:

V = valore attuale dei futuri flussi di cassa

FC = flusso di cassa ottenibile monetariamente al tempo s

i = tasso di attualizzazione

la formila generale non considerando la struttura finanziaria sarà:

FCFO /(1+Keu) + FCFO/ (1+Keu)^2 + FCFO/(1+Keu) ^3 +.....+FCFO/ (1+Keu)^n

Gli FCFO vengono determinati nel seguente modo:

+ EBITDA ( l’utile prima delle tasse, tassi di interesse e degli ammortamenti)

- ammortamenti e svalutazioni

= EBIT (utile ante imposte)

- imposte sul reddito

= EBI

+ ammortamenti e svalutazioni

= EBIDA (utile prima degli oneri finanziari e variazioni del circolante)

(+/-) variazioni del circolante (per circolante intendiamo le rimanenza, i crediti vs clienti e fornitori, altri

crediti e altri debiti)

- investimenti netti di mantenimento (sono gli investimenti necessari per la ristrutturazione del piano)

= FREE CASH FLOW FROM OPERATION

Nella stima del flussi di cassa di un’impresa devono quindi essere considerati:

 I flussi di cassa positivi derivanti dall’utilizzo continuativo dell’attività

 I flussi di cassa in uscita che sono necessari per ottenere i flussi di cassa in entrata

 I flussi netti da ricevere o da pagare per la dismissione dell’attività alla fine della sua vita utile

 I flussi devono essere determinati al lordo delle componenti finanziarie, al loro o netto dell’infazione

e nella valuta in cui sono generati, sarà poi il valore attualizzato che verrà convertito nella valuta di

conto ala data della detrminazione del valore d’uso.

 Nel calcolo dei flussi bisogna considerare le migliori ipotesi del management seull’evoluzione della

gestione

 Bisogna dare rilievo dell’analisi dei trend storici per poter valutare meglio la ragionevolezza delle

assunzioni fatte dal management, per vedere se nel piano ci sono elementi di sicontinuità rispetto a

trend passati

 Devono essere fondati su piani approvati dalla direzione

Flusso di cassa terminale per stimare i flussi di cassa in genere si considera un piano di 5 anni poichè si

pensa che l’impresa non sia in grado di prevedere con ragionevole certezza dopo un periodo di cinque anni.

Oltre il periodo di proiezione analitica (5 anni), allora viene previsto un terminal value, ovvero un valore

terminale di flussi di cassa sempre gli stessi che crescono a un tasso di crescita g (2%). Per farlo è necessario

ipotizzare che che gli ammortamenti sono uguali agli investimenti e che la variazione del capitale circolante

sia pari a zero. Per la determinazione del TV non sempre si considera il flusso di cassa dell’ultimo anno,

infatti proprio dopo la crisi del 2008 si è pensato di calcolarlo sulla base della media dei flussi di cassa

complessivi del piano. Se il TV è una parte preponderante del piano, potrebbe portare a un valore

recuperabile < valore contabile.

IMPAIRMENT TEST DELLE PARTECIPAZIONI

L’IAS 39 ci dice che se le partecipazioni sono valutate al FV, questo deve essere determinato con riferimento

al bid price del titolo alla data di cut-off. Se il titolo non è quotato si devono utilizzare altre tecniche

qualitative. Nella circostanza in cui si verifichi un prolungato declino di valore del titolo rispetto al valore di

carico, si ha un’evidenza di perdita di valore e pertanto si deve effettuare l’impairment test ed eventualmente

contabilizzare la perdita a CE nella voce “svalutazioni delle partecipazioni”. Una volta che è stata

contabilizzata una perdita di valore non è possibili ripristinarla ed ogni incremento di valore verrà

contabilizzato nel PN.

Esempi di situazioni sintomatiche della presenza di una perdita di valore sono:

 Significative difficoltà finanziarie dell’emittente

 Una violazione del contratto, quale un inadempimento o un mancato pagamento degli interessi o del

capitale

 Sussiste la possibilità che il beneficiario dichiari bancarotta

 La scomparsa di un mercato attivo di quell’attività finanziaria

Organismo Italiano di valutazione

Impairment test dell’avviamento in contesti di crisi finanziaria e reale

L’organismo Italiano di valutazione è stato istituito con l’obiettivo di sviluppare delle prassi di mercato; uno

degli argomenti presi in considerazione dall’OIV è stato quello di sviluppare delle prassi relative

all’impairment test dell’avviamento in contesti di crisi finanziaria e reale. La finalità del documento è quella

di fornire linee guida all’impresa per esercitare il giudizio finalizzato alla stima del valore recuperabile delle

cgu o dei gruppi di cgu cui è allocato l’avviamento in un contesto caratterizzato dalla esistenza di diffusi

segnali esogeni di perdita di valore. Il documento si riferisce alle valutazioni finalizzate alla stima del valore

recuperabile per assolvere all’impairment test, ma i contenuti non sono assolutamente voncolanti e

obbligatori.

Con il termine “contesto in crisi” si vuole indicare una situazione nella quale, per la maggior parte delle

società che adottano gli IAS/IFRS, presentano contemporaneamente i quattro principali indicatori esterni di

impairment dell’avviamento:

 Il valore di mercato della società è diminuito significativamente

 Significativi cambiamenti nell’ambiente economico e di mercato in cui operano le imprese

 Un aumento dei tassi di mercato dinanziario in grado di influenzare anche il tasso di sconto ai fini

del calcolo del valore d’uso

 Una capitalizzazione di borsa inferiore al patrimonio netto contabile

L’OIV parla di sostenibilità dei piani, ovvero i piani previsionali dei flussi in entrata e in uscita necessari per

il calcolo del valore d’uso devono rispettare una: 

 Responsabilità operativa del piano in un contesto di crisi deve riguardare la sostenibilità del

business model e dei vantaggi competitivi. La sostenibilità operativa del piano va valutata alla luce

delle migliori evidenze esterne in merito alle prospettive del settore e delle

performancesstoricamente realizzate dalla cgu. 

 Responsabilità finanziaria del piano in un contesto di crisi deve riguardare l’analisi dei cash

flows attesi dalla gestione corrente (ivi inclusi quelli relativi al capitale circolante), dei cash flows

attesi dalla gestione degli investimenti , nonchè la concreta possibilità di approviggionamento di

risorse finanziarie (debito e mezzi propri) in grado di garantire il rifinanziamento delle attività.

Per il FV l’OIV ci dice che questo non deve riflettere l’eventuale esigenza di dismettere l’attività da parte

dell’entità che deve effettuare l’impairment test (a meno che la cgu non sia classificata tra i beni disponibili

per la vendita e quindi non regolata dall’IAS 36), ma deve considerare l’highest and best use (HBU) che un

partecipante al mercato potrebbe realizzare dlal’uso di quella cgu o gruppo di cgu.

Ai sensi dello IAS 36 il rischio, ovvero lo scostamento tra quanto è previsto e il risultato, può essere trattato

o nei flussi o nei tassi. Cinque situazioni tipiche che prevedono un diverso trattamento del rischio.

1) MULTISCENARIO, cioè l’impresa crea più piani industriali a seconda di diverse ipotesi. La prassi

più comune prevede l’uso di almeno tre scenari:

 La best estimate del management (lo scenario più probabile). Quando il piano più probabile non

rappresenta i flussi medi attesi è necessario utilizzare nel tasso di sconto un premio per il rischio di

non realizzabilità del piano.

 Steady state o status quo

 Scenario medio-rappresentativo di condizioni allineate a quelle deglia ltri partecipanti al mercato

2) SCENARIO UNICO, cioè il piano che utlizzo per l’impairment test è:

 o il più probabile

 o il più validato dagli azionisti

 il medio/rappresentativo

 o il più valido per i creditori finanziari

Il premio per il rischio è una funzione diretta: dello scostamento dei flussi in base al benchmarking,

all’equity reports e alle analisi e previsione di settore; degli scostamenti negativi di natura non sistematica fra

prevsioni e consuntivi (es. La diminuizione del fatturato); estensione del periodo di prevsione esplicita (più

vado in la e più l’incertezza aumenta); saggio di crescita dei flussi di risultati nel periodo di previsione

esplicita.

IAS 37 – ACCANTONAMENTI, PASSIVITà E ATTIVITà POTENZIALI

Lo IAS 37 disciplina gli accantonamenti, le passività e le attività potenziali e non si applica ad

accantonamenti e potenzialità:

 relativi a strumenti finanziari che sono invece disciplinate dallo IAS 39;

 che risultano da contratti esecutivi, ad eccezione del caso in cui il contratto sia oneroso. I contratti

esecutivi sono contratti in cui entrambi i contraenti non hanno adempiuto a nessuno degli impegni

previsti o hanno adempiuto parzialmente e nella stessa misura. In questo caso lo IAS 37 non si

applica perchè in tale contratto l’accantonamento è caratterizzato da elementi di certezza nel tempo e

nell’ammontare. La certezza dell’accantonamento nei contratti esecutici è simile a quello presente

nei contratti di fornitura. ESEMPIO – acquisto di un kg di ferro per 100 che una volta arrivato

contabilizzo nelle rimanenze; se la fattura a fine anno non è ancora arrivata scrivo in dare magazzino

e in avere una variazione di rimanenze (dare:costo, avere fornitore); a fine anno avrò un

accantonamento per fatture da ricevere (dare: costo, avere: debito vs fornitore fattura da ricevere).

Questo debito da fattura da ricevere è sì una stima, ma è talmente sicura che possiamo classificarlo

come un debito poichè non esiste margine di incertezza, mentre lo IAS 37 tocca tutte le poste he

hanno un margine di incertezza sia nell’ammontare che nel tempo. Poi, quando arriva la fattura tolgo

il debito e metto in avere la cassa.

 che nelle imprese assicurative derivano dai contratti stipulati con i propri assicurati

 che sono già stati trattati dal un altro IAS (IAS 11, IAS 17, IAS 19, IAS 12)

 e non tratta della contropartita degli accantonamenti, trattata da altri principi.

Lo IAS 37 è un principio fortemente influenzato dalle valutazioni soggettive del management.

Nell’ambito delle definizioni, occorre definire cosa si intende per:

 Fondo/accantonamento (provision) è una passività di scadenza o ammontare incerto. Un accantonamento

differisce da altre passività quali i debiti commerciali, benchè stanziati, perchè non vi è incertezza in

merito alla scadenza od all’importo da adempiere

Passività (liability) è: (Importantissima questa definizione)

 un’obbligazione attuale dell’impresa

 derivante da eventi passati

 per la cui estinzione è attesa un’uscita di risorse

 Per fatto vincolante (obligating event) intendiamo un evento che dà luogo ad un’obbligazione legale o

implicita (è un obbligazione che non deriva da vincoli di legge o contrattuali che possono essere fatti

valere in una azione esecutiva, ma vincola l’azienda che fa sorgere una passività potenziale) che

comporta che l’entità non abbia alternative realistiche all’adempimento

Un’obbligazione implicita deriva da azioni poste in essere da un’impresa in cui la stessa ha reso noto a terze

parti, tramite consolidate prassi, politiche aziendali pubbliche o annunci correnti sufficientemente specifici,

la sua volontà di assumere certe responsabilità e, come risultato ha creato una valida aspettativa nei

destinatari che l’impresa terrà fede ai propri impegni.

Definiamo, invece, obbligazione legale, un’obbligazione che ha origine o da un contratto, tramite le proprie

clausole implicite o esplicite, o tramite la normativa o attraverso altre disposizioni di legge.

Ad esempio: Se c’è una norma che obbliga a non inquinare si tratta di un’obbligazione legale e pertanto

bisognerà accantonare questo costo. Se, invece, non c’è una legge ma la società ha dichiarato di non voler

inquinare, se tale dichiarazione ha creato nei terzi la valida aspettativa che anche in assenza di una norma

non vuole inquinare, questa viene recepita come un’ obbligazioni implicita.

RILEVAZIONE

Un fondo è accantonato quando si verificano tre requisiti:

1) un’entità ha un’obbligazione in corso (legale o implicita) che deriva da un evento passato. Ad

esempio se avviene un incendio il 2 febbraio non verrà accantonato il fondo in quanto l’evento è

avvenuto dopo la chiusura dell’esercizio; se invece: la società ha una causa già a novembre e a

marzo perde la causa, al 31/12 era già una passività potenziale, quindi accantono un fondo per cause

legali negative in corso. O ancora, se l’impresa ha stipulto un contratto di finanziamento con la

banca e ha brecciato un covenant, abbiamo visto che questo diventa immediatamente esigibile e

quindi classificato tra le passività correnti; se poi a marzo la banca rinuncia al diritto del rimborso

immediato, la società a marzo può riportare il debito a lungo termine. Questo perchè lo Ias 37 non

prevede di accantonare sempre e comunque in modo esagerato come previsto dai principi contabili

nazionali.

2) È probabile che l’adempimento dell’obbligazione sia oneroso

3) L’ammontare della passività è attendibilmente misurabile.

Per determiane se esiste un’obbligazione attuale occorre che l’evento che genera l’obbligazione sia passato e

vincolante nei confronti del terzo, che sia verosimile che si dovranno impiegare risorse per estinguere il

proprio impegno.

Stima del fondo: l’ammontare del fondo contabilizzato deve rappresentare la miglior stima del costo

richiesto per adempiere all’obbligazione esistente alla data di chiusura del bilancio; questo implica una stima

del valore corrente della passività per l’importo che l’impresa sarebbe disposta a pagare per estinguere

l’obbligazione alla data del bilancio o trasferirla a terzi. Per stimare l’ammontare del fondo, bisogna

utilizzare tutte le informazioni disponibili e, nei rari casi in cui non è possibile effettuare una stima, la

passività viene trattata come una passività potenziale (liability). L’accantonamento viene calcolato al lordo

delle imposte e non è compensabile con gli utili da dismissione di attivi, benchè collegata agli eventi che

originano la passività la stima deve inoltre tener conto dei rischi e delle incertezze connesse all’ammontare

da rilevare come accantonamento. Il rischio determina la variabilità del risulatato della stima.

Per effettuare queste stime, spesso si ricorre al lavoro di un esperto esterno (tecnico, avvocato o fiscalista);

tuttavia non è detto che l’esperto esterno sia in grado di stimare con assoluta certezza l’ammontare soggetto

ad accantonamento, infatti spesso le stime sono costituite da intervalli di valore. In questi casi, se la

l’intervallo di valore generato dall’esperto è tra 10 e 20 ad esempio, non è detto che debbe essere accantonato

15, ma bisognerà calcolare le probabilità di accadimento.

Quando l’impresa ha delle passività potenziali e non probabili (contingent liability), ovvero con una

probabilità inferiore al 50% che si verifichi, lo IAS 37 ci dice di non accantonare ma di dare un’informazione

nelle note. 

La stima deve essere calcolata facendo riferimento al rischio Il rischio determina la variabilità del

risultato della stima e l’incertezza non deve determinare l’intenzionale sovrastima delle passività. Poichè il

risultato più prudente non deve essere trattato come il più probabile.

Tutti i ragionamenti sull’incertezza della stima devono essere chiaramenti riportati nota integrativa.

Quando l’effetto è significativo, occorre attualizzare importo da accantonare ad un tasso rappresenattivo

del valore di mercato del denaro nel tempo. Gli eventi futuri possono essere considerati ai fini della stima

solo se vi sono oggettive evidenze che accadranno: nuove normative, nuove tecnologie

Quando l’effetto è significativo, occorre attualizzare l’importo da accantonare ad un tasso rappresentativo

del valore di mercato del denaro nel tempo. Cosa è il tasso rappresentativo del valore di mercato del denaro

nel tempo? Che differenza c’è tra questo e un WACC in un DCF? Il WACC incorpora il rischio (rischio del

settore) e non solo il costo del denaro. Qui invece il rischio sta già dentro la stima dell’importo (su questo è

fissato Gozzetti). Si attualizza al costo del denaro di oggi. (domanda tipica di fondo di smantellamento sullo

Ias 16)

Pagare l’obbligazione tra 1 anno o tra 10 anni ha lo stesso valore? No. C’è il time

value. Se sono esposto a una passività di 100 sarà più alto l’accantonamento se pago

tra 1 anno o tra 10 anni? Più tardi paghi, meglio è. Ovviamente stiamo parlando del

caso dove non ci sono interessi. Se il mio avvocato dice che pagherò tra 10 anni

accantono 60, se mi dice che devo pagare tra 5 anni accantono 80.

Il fondo va aggiornata a ogni reporting date. Se oggi l’avvocato dice che vale 100 e l’anno dopo mi dice che

non sono esposto a 100, ma a 130 cosa devo fare? Vado a aggiornare il fondo. Devo modificare anche l’anno

precedente? No, perché se è un processo di stima questo non è preciso, e dato che l’anno dopo ho un’altra

stima non necessariamente un errore, devo solo capire perché è cambiato la stima. Se vado a rivedere lo

fondo per eventi che sono successi prima della redazione del bilancio allora possiamo essere in presenza di

errori, ma di solito non è questo il caso. Di solito si da per scontato che sono emersi elementi che

permettono una stima più raffinata.

► I fondi devono essere riesaminati ogni anno e adeguati per riflettere la miglior stima corrente. Se non è

più probabile la necessità di utilizzare risorse per estinguere l’obbligazione, l’accantonamento deve essere

L’ammontare dei fondi attualizzati che si incrementa per effetto del

stornato.

trascorrere del tempo, deve essere registrato come interesse passivo

I fondi devono essere utilizzati solo per la copertura dei costi che erano

originariamente destinati a fronteggiare. Imputare costi ad un accantonamento

originariamente stanziato per altro scopo, significherebbe mascherare l’impatto a

conto economico di due differenti eventi.

ESEMPIO – PONDERAZIONE DELLE INCERTEZZE - (slide 31).

Un’impresa vende beni garantendo ai clienti la copertura dei costi di riparazione di qualsiasi difetto di

fabbricazione che si manifesti nei sei mesi successivi all’acquisto. Se venissero rinvenuti piccoli difetti in

tutti i prodotti venduti, i costi di riparazione ammonterebbero a una cifra pari a 1.000.000. Se, invece,

venissero rinvenuti difetti più ingenti in tutti i prodotti venduti, i costi di riparazione ammonterebbero a

4.000.000.

L’esperienza passata dell’impresa e le aspettative future indicano che, per l’anno a venire, il 75% dei beni

venduti non presenterà difetti, il 20% dei beni venduti presenterà piccoli difetti e il 5% dei beni venduti

presenterà, invece, grandi difetti. In conformità con le disposizioni del paragrafo 24, un’impresa valuta la

probabilità di una fuoriuscita per le obbligazioni connesse alle garanzie nel suo insieme.

Il valore atteso dei costi di riparazione è:

(75% di 0) + (20% di 1.000.000) + (5% di 4.000.000) = 400.000

Il fondo garanzia è un’area molto complicata da stimare perché consiste nell’accantonare oggi un costo che

andiamo a sostenere per la garanzia in futuro. Se faccio riparare un bene in garanzia è un’obbligazione legale, ma

qual è l’evento passato a cui si riferisce l’obbligazione legale? La vendita, non la rottura. L’obbligazione legale di

riparare la macchina per i prossimi 2 anni nasce nel momento in cui la Ferrari vende la macchina.

Al 31/12 devo creare il fondo per tutte quelle obbligazioni cui sono esposto come produttore e solo sopo

arrivo all’evento stimabile. Solo quando esiste un evento passato, e c’è la probabilità, si può arrivare alla

stima attendibile. Essendo classi di riparazioni devo fare una ponderazione delle incertezze se per

esempio per piccoli difetti dovrei pagare 1, e se ci sono gravi difetti dovrò pagare 4, si vanno a vedere le

statistiche degli anni passati e si farà la ponderazione dei rischi di probabilità della difettosità. Il fondo è di

400.000. Questo fondo si gestirà per masse. Ferrari garantisce per giorni la garanzia per esempio, è un

criterio statistico. 

Indennizzi compensativi qualora si prevede che una parte o il totale del costo da sostenere debebano

essere rimborsate da terze (assicurazione, manleve, garanzie di fornitori), l’indennizzo deve essere rilevato

solo quandp è virtualmente certo che lo stesso verrà ricevuto se l’impresa adempirà all’obbligazione. Nel

caso di responsabilità solidale, l’indennizzo deve essere trattato come un’attività separata e non deve

eccedere l’ammontare del fondo e nel conto economico, il costo relativo all’accantonamento può essere

esposto al netto dell’ammontare rilevato per l’intennizzo

APPLICAZIONI

Il principio propone due applicazioni che sono: i contratti onerosi e i fondi di

ristrutturazione e raccomanda di escluderele perdite operative future perchè si

tratta di tutte quelle passività che l’azienda sa e prevede di dover sostenere ma che

non sono competenti nell’esercizio in chiusura. In ogni fase di start up di un prodotto

si sa che si avranno delle perdite, ma queste non posso accantonarle. La perdita sarà

rilevata nell’anno in cui veramente si manifesta.

Perdite operative future il principio ci dice che non devono essere rilevati accantonamenti per perdite

operative future in quanto non rispettano i requisiti previsti dalla definizione. Le peridte operative future

potrebbero avere altri riflessi in bilancio, quali svalutazioni, going concern.

Contratti onerosi sono contratti nei quali i costi non discrezionali connessi all’edempimento

dell’obbligazione contrattuale sono superiori ai benefici economici ottenibili dal contratto. Quindi c’è

un’obbligazione legale e si sa già che i costi saranno superiori rispetto ai benefici. In caso di contratti onerosi

lo IAS 37 ci dice che bisogna rilevare l’obbligazione e accantonarla ma in particolar modo dovrà essere

accantonato il minor valore tra la penale da pagare qualora si recede dal contratto e il costo da sostenere per

adempiere l’obbligazione continuando con il contratto. Esempio: La società ABC occupa uffici in

ESEMPIO_ CONTRATTO AFFITTO IMMOBILE.

affitto fino al 2017 per 3 milioni all’anno. Nel corso del 2013 decide di trasferirsi a

partire dal 1 gennaio 2014, ed individua un potenziale sub-locatario disponibile a

pagare 2 milioni all’anno. Le penali di anticipata rescissione del contratto di affitto è

pari ad una annualità di canone.

Ci sono ancora 4 anni * 3 = 12 sarebbe l’ammontare che l’impresa dovrebbe

4

pagare; però trova un potenziale sub-locatario che ci pagherebbe 4 * 2 = 8 che

costituisce un potenziale ricavo. Quindi il mio contratto oneroso nel totale vale (12-8 =

4). La penale per recedere vale 3. Cosa andrò a accantonare? Andrò ad accantonare il

valore di tre milioni in quanto è l’importo inferiore. Scrittura:

Dare: Costo Accantonamento fondo

rischi

Avere: Fondo rischi.

Supponiamo che la penale da pagare fosse pari a 2 annualità (cioè 2 *3 = 6 milioni); in

quest caso andrei ad accantonare un valore di 4 milioni. L’accantonamento avviene

immediatamente in quanto scaturisce da un evento passato (aver sottoscritto il

contratto di affitto). Oggi ho un’obbligazione legale derivante da un evento passato e lì

si genera l’obbligazione per l’intero contratto.

Anno 2013

Dare: Costo Accantonamento fondo rischi

4

Avere Fondo rischi 4

Se trovo il subaffittuario già nel 2014 che mi fa passare la liquidità a 3 e quindi mi

conviene pagare l’affitto farò:

Dare: costo per affitto 3

Avere: cassa 3

Anno 2014

Dare: cassa 2

Avere: affitti attivi 2

31/12/2014 qual è il valore della passività di cui l’azienda è esposta? Faccio la

rideterminazione del fondo alla nuova data di bilancio. Quanto sarà la mia passività?

Nel 2013 avevo 12 di costi e 8 di ricavo. Nel 2014 ho 9 di costi e 6 di affitto attivo.

La mia passività sarà pari a 3. Il mio fondo rischi è sceso da 4 a 3.

31/12/2014

Dare Fondo 3

Avere Ricavi 3

Qual è l’effetto sull’utile netto dell’anno 2014? Ho 3 di costi, 2 di ricavi e 1 di ricavo ->

non ho nessun effetto sull’utile netto. L’effetto economico di questa passività la rilevo

tutta all’inizio e mi becco tutto il costo all’inizio del contratto oneroso. Queste

definizioni si devono sapere. L’effetto economico sarà 0. Le scritture si ripetono poi

fino alla fine del contratto oneroso.

Ristrutturazioni aziendali i fondi per ristrutturazioni aziendali devono essere accantonati quando

l’impresa ha sviluppato un piano formale e dettagliato di ristrutturazione che identifichi almeno le attività o

una parte delle attività interessate, le principali unità operative convolte, la localizzazione, la categoria e

approsimativamente il numero dei dipendenti che riceveranno un’indennità per la cessazione anticipata del

rapporto di lavoro, le spese che verranno sostenute e la tempistica di attuazione del piano. Affinchè i piani di

ristrutturazione aziendali possano essere accantonati è necessario anche che ci sia una valida aspettativa che

vengano realizzati, perchè è già stato avviato, oppure sono già stati comunicati all parti gli aspetti distintivi

del piano, quidi non è sufficiente la sola decisione di procedere.

Diverse possono essere le situazioni che configurano la possibilità di accantonare, ovvero:

 Comunicazione alle rappresentanze sindacali

 Accordi di vendita siglati

 Negoziazioni di indennità precedenti alla delibera di consiglio

 Organi deliberati compositi

 Identificazione dell’acquirente

I tempi di realizzazione non possono essere irragionevolmente lunghi e tali piani devono includere solo costi

diretti derivanti dalla ristrutturazione ovvero quei costi che sono:

 Necessariamenti connessi alla ristrutturazione, e

 Non sono associati all’attività in corso dell’impresa

 Non possono includere spese di ricollocamento e riqualificazione del personale, spese di marketing e

investimenti in nuovi sistemi o nuove reti di distribuzione.

ESEMPIO_RISTRUTTURAZIONE_ Il 30 novembre 2013, il Consiglio di Amministrazione di ABC

S.p.A. delibera di non produrre più il prodotto OLD a partire dal 31 gennaio 2014 e riconvertire il

proprio stabilimento alla produzione NEW. Il piano è comunicato alle organizzazioni sindacali, dieci

giorni dopo la delibera.

Gli effetti economici prevedibilmente connessi a tale progetto sono i seguenti:

- Smantellamento vecchie linee (Sì)

- Addestramento personale all’utilizzo nuove linee (No, perché è un costo di start-up per il lancio

della nuova produzione)

- Bonus esodo agevolato personale in uscita (Sì, perché devo mandarlo via)

- Accelerazione dell’ammortamento per la riduzione della vita utile (No, non necessariamente il

macchinario viene svalutato, ma cambierà la vita utile. Devo cambiare la quota ammortamento, ma

questo costo non va nel fondo.)

- Plusvalenza su cessione del vecchio impianto (No, questo è una plusvalenza che si prende

quando sarà realizzata)

- Smaltimento magazzino materie prime e prodotti finiti vecchio prodotto (Di sicuro vengono

svalutate, valutate al minore tra il costo e il valore netto di realizzo, i costi di smaltimento

potrebbero entrare nel fondo)

- Acquisizione nuove linee (No)

- Progettazione nuovo impianto (No)

- Modifica layout stabilimento (No)

- Piano di marketing nuovo prodotto (No)

- Lancio pubblicitario nuovo prodotto (No)

- Costi start up nuovo prodotto (No)

- Costo outplacement personale in uscita (Il principio non si capisce bene, il principio sembra di

escluderlo, secondo il professore è simile al bonus esodo agevolato personale in uscita e dice di sì)

Posso accantonare solo costi che sono direttamente imputabili al costo di ristrutturazione.

Informativa in bilancio

Per ciascuna categoria di fondo, un’impresa deve fornire

 Una breve descrizione dell’obbligazione e del periodo in cui si prevede l’adempimento

 Un riferimento alle incertezze relative agli importi o alla tempistica degli esborsi laddove necessario,

le principali assunzioni sui fatti futuri assunti a base della stima e la probabilità di ciascun

indennizzo

 L’ammontare di ogni indennizzo atteso, specificando quello relativo alla corrispondente attività

registrata e il previsto effetto finanziario

 L’aggregazione delle informazioni in categorie di fondi deve avvenire per classi di eventi

sufficientemente simili per natura

In casi molto rari, quando l’informativa relativa ad un fondo o ad una potenzialità possa arrecare grave

pregiudizio alla posizione dell’impresa che sia cinvolta in una controversia cona latre parti, tali specifiche

informazioni possono essere omesse, purchè si indichi la natura generale della controversia e il fatto che, e la

ragione per cui, non è stata fornita l’informativa.

Nei casi in cui l’impresa sia impossibilitata a fornire informazioni relative alle passività ed attività potenziali,

tale circostanza deve essere esplicitata.

Passività e attività potenziali

La passività potenziale è una possibile obbligazione che deriva da eventi passati, al cui esistenza verrà

confemata solo dal verificarsi o meno di eventi futuri incerti che non sono sotto il pieno controllo

dell’impresa, oppure è un’obbligazione attuale che deriva da eventi passati ma che non è rilevata in bilancio

perchè la sua onerosità non è probabile, oppure l’importo dell’obbligazione non è determinabile con

sufficiente attendibilità. La passività potenziale non è rilevata in bilancio, ma ne deve essere data

informativa. Le passività potenziali devono essere riesaminate periodicamente per verificare se il rischio di

esborso sia divenuto probabile perchè in tal caso si deve procedere all’accantonamento proprio nel periodo in

cui il cambio da possibile diventa probabile.

Per ciascuna tipologia di passività potenziale, un’impresa deve indicare:

 Una breve descrizione della natura dell’obbligazione

 Una stima dei suoi effetti in bilancio se è possibile

 Una descrizione dell’incertezza relativa alla data di realizzazione degli esborsi o alla determinabilità

dell’importo, e

 Gli effetti in bilancio di eventuali indennizzi da ricevere.

L’attività potenziale è un’attività possibile che deriva da eventi passati e la cui esistenza verrà confermata

solo dal verificarsi o meno di eventi fututi che non sono sotto il diretto controllo dell’impresa. Le attività

potenziali non possono esssere rilevate in bilancio, ma il relativo provento, semmai ci sarà, dovrà essere

rilevato in bilancio quando il suo realizzo è virtualmente certo, quando cioè si ritiene probabile la

realizzazione del provento e si dovrà fornire un’informativa circa la descrizione della natura dell’attività

potenziale e una stima del suo effetto in bilancio qualora possibile.

Quindi: posso rilevare in bilancio il provento di un’attività potenziale, solo se è virtualmente certa, mentre

per una passività posso accantonare un fondo solo se è probabile. Nella nostra dottrina virtualmente certa

significa avere una probabilità superiore al 95%. Infatti, se abbiamo una probabilità superiore al 95% la

contingent liability si deve accantonare (provide). Se siamo invece nel campo tra il 50-95% di probabilità,

posso accantonare la passività, mentre per le attività posso solo dare indicazione nelle disclosure. Fornire

questa tipologia di informarzione è importante per gli eventuali investitori in quanto consente di sapere se ci

sono attività che non non esplicitamente rilevate negli schemi di bilancio. Se la possibilità è tra il 5-50% la

passività deve essere iscritta nelle disclosure, mentre lo stesso non posso fare per le attività. In caso di

probabilità remota (0-5%) non mette nessuna informazione nelle disclosure né per le passività e nè per le

attività.

ESEMPI _ IAS 37

Risanamento, pagina 6. In una società immobiliare viene intercetatto un fenomeno di inquinamento e le

viene notificato un provvedimento in cui si dice che c’è un indagine sul terreno. Dalle indagini è emerso

che diversi valori risultano superiore al previsto, ovvero l’inquinamento dell’acqua è superiore alle soglie

consentite dalla legge. Si tratta di un evento passato ed è un’obbligazione legale dal quale sorge una

passività potenziale, ovvero ripulire le acque. Quindi le autorità impongono all’impresa di ripulire e di

conseguenza deve stanziare un fondo in bilancio. Cosa gli amministratori della società a questo incaricano

degli esperti per effettuare delle verifiche e da queste emerge che l’acqua è inquinata. Le verifiche hanno

portatato ad affermare che c’è una buona probabilità che i costi non superano 120 mila però gli

amministaratori hanno giudicato di accantonare fondi rischi per 80 mila. Ma perché per 80 mio e non 120?

Ragionevolmente spendi 80. Il range di costi stimati va da 0 a 120. Nelle Note, nella informativa cosa

succede? Fondi = saldo iniziale + accantonamenti – utilizzo. Essendo un processo di stima bisogna

individuare gli elementi di incertezza che hanno generato la stima. Dire quali sono gli elementi di

incertezza è quello che fa la differenza tra la rivista della stima e un errore.

Vediamo l’esempio della Ferrari: vendo una macchina, a fine anno metto il fondo garanzia. Il gruppo vende

diverse garanzie. Ìl tempo di garanzia è determinato dalla legislazione del paese in cui la macchina è

venduta -> obbligazione legale. I costi futuri sono basati su assunzioni. Loro stimano per ogni tipologia di

macchina un valore di garanzia.

Per vedere se la società ha accantonato un fondo, controllo nel passivo dello SP. Alla

Nota segnata troverò un commento della cifra; se voglio vedere il criterio della

redazione guardo nelle Note del bilancio tra i criteri della redazione. La miglior

valutazione, che può essere rivalutata ogni anno, senza errore di stima.

ESEMPIO FONDO IAS 36 – COSTI PER RIMOZIONI. Gli oneri che derivano da

un’obblgazione legale per la rimonzione di impianti (ad esempio per l’eliminazione dei

danni causati dalla costruzione di una piattaforma petrolifera) comportano la

costituzione di fondi se esistono i presupposti per il loro riconoscimento. Tali oneri sono

inclusi come componenti del valore di carico delle immobilizzazioni materiali cui si

riferiscono, per essere ammortizzati sulla durata della loro vita utile, salvo svalutazioni

per perdite di valore.

Nel gennaio 2012, un impianto è danneggiato a causa di un incidente e si stima si

dovranno sostenere costi di ripristino nell’intervallo di 10-15 milioni. La società

termina la predisposizione del bilancio al 31 dicembre 2011 e l’assemblea approva ad

aprile. Che tipo di contabilizzazione occorre fare in bilancio al 31 dicembre 2011?

A ogni reporting date si deve fare l’aggiornamento del fondo. Quando una passività è

probabile, devo accantonare, se è improbabile o non è possibile determinarla,

dobbiamo dare informativa di bilancio. Per l’attività vale che la posso rilevare solo se è

virtualmente certa (<95%). Se l’attività è probabile devo dare informazione nelle Nota.

Se invece non è nemmeno probabile non devo proprio considerarla, non la posso

mettere nella Nota Illustrativa.

SCENARIO 1 – CONTRATTI ONEROSI

Vediamo come può cambiare la contabilizzazione a seconda degli eventi che

succedono. Nel 2012 la società vende 20.000 unità al prezzo di 10, tutto come nel

piano. Nel 2013 un concorrente entra sul mercato e vende il prodotto a 8. La società

non potrà mai realizzare le vendite che aveva programmato e allora dovrà adattarsi,

altrimenti non venderà mai i suoi pezzi. Allora la scoietà cambia la configurazione del

business case. Bisogna andare a capire i termini economici di questo contratto. Di

sicuro abbiamo una legal obligation.

Se sono in grado di vendere i 80.000 pezzi a 8 € guadagnerò di meno. Avrò una

entrata netta per 560.000 e lo confronto i 5€ per i pezzi che devo ancora comprare.

Avrò benefici per 560.000 e costi pari a 400.000 €. Guadagnerò di meno, ma non avrò

ancora un contratto oneroso. Non registro niente. Ma quali possono essere le

conseguenze se le unità di PF non è più di 80.000 ma è di 50.000? Posso pensare di

andare a rivedere i miei piani di vendita. Non solo avrò minori ricavi, ma avrò anche

minori volumi di vendita. Si fa lo stesso ragionamento e quindi avrò un cash flow

indeed di 350.000 €.

Qual è l’accounting se il prezzo di PF fosse stato di 5? Si fa lo stesso ragionamento.

Chiaramente il costo da accantonare sarà superiore. Devo accantonare 80.000 €.

Se invece non ho il bisogno di comprare tutto i 100.000 pezzi non avrò un

contratto oneroso. La società semplicemente non compra più niente se vede che

non guadagnerebbe più niente.

ESEMPIO_Nel gennaio 2014, la società riceve una citazione in giudizio per danni arrecati ad

alcuni clienti da propri prodotti; la richiesta di indennizzo è per 15 milioni; il legale della

società stima di soccombere conteggiando un potenziale indennizzo di 8 milioni. La società

termina la predisposizione del bilancio al 31 dicembre 2013 a marzo (CdA) 2014 e

l’Assemblea approva ad aprile 2014.

Nel febbraio 2015, è emessa sentenza di condanna stabilendo un indennizzo per 10

milioni; la società termina la predisposizione del bilancio a marzo (CdA) 2015 e

l’Assemblea approva ad aprile 2015?

Riceviamo una causa nel gennaio 2014. Accantoniamo o meno? Qual è l’evento

passato, l’obbligazione? Da che cosa dipende? Dalla vendita del prodotto. Ci fanno

causa dopo il 2013, ma l’evento che ci interessa è la vendita del prodotto. L’evento

passato è la vendita del prodotto. Non mi importa se la causa mi viene dopo. La causa

è un evento successivo che mi fa capire che i prodotti che ho venduto avevano dei

problemi. 3° requisito: la passività è stimabile? La società mi richiede 15, il legale me

lo stima a 8. Accantono 8 e non 15. L’avvocato mi fa una stima pari a 8. Gennaio

2015: chiudo il contenzioso e pago 10. Nel bilancio 2014 cambio qualcosa o no? Sì,

perché fa un riferimento a un evento passato.

IAS 38 – ATTIVITà IMMATERIALI –

Lo IAS 38 parla delle immobilizzazioni immateriali ed è un principio che ha contribuito a diminuire il gap

tra i principi contabili internazionali e i principi italiani. Nella cultura italiana c’è il brutto vizio di

capitalizzare tutto, qualsiasi valore e la categoria degli oneri pluriennali è un tipico esempio, infatti è la

prima voce che viene stralciata quando il bilancio italiano viene convertito ai principi internazionali.

Tutte le altre attività intangibili non regolati dallo Ias 38 sono specificatamente trattati dai singoli principi

che lì prevedono. Bisogna distinguere tra bene fisico e bene intangibile e l’elemento di distinzione dipende

dalla significatività, ovvero dal valore che si vuole rappresentare contabilmente. Se acquistiamo un pc non

mettiamo rileviamo il software tra i beni intangibile e il resto tra quelli tangibili, ma rilevo l’intero bene tra

gli elementi tangibili. Se pensiamo, invece, a un qualsiasi software applicativo passato in chiavetta, è logico

che il vero valore è il software e non la chiavetta e lo contabilizzo tra i beni intangibili. Altro esempio è la

rilevazione del prototipo un prototipo è un esempio, un’idea, una scoperta e, anche se per essere mostrato

serve qualcosa di fisico, prevale l’aspetto intangibile e non quello fisico. Pertanto possiamo dire che la

differenza tra l’attivo immateriale capitalizzabile nei fixed asset e una risorsa è il fatto che si deve trattare di

una risorsa.

Lo IAS 38 si applica a tutte le attività immateriali, eccetto:


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia e legislazione d'impresa (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Elga94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologie e determinazioni quantitative d'azienda e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Gozzetti Mario.

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