Istologia
L'istologia è il "discorso sui tessuti"; studia la composizione dei tessuti, il loro comportamento e il loro modo di rigenerarsi. È l'unità funzionale vivente "più piccola" che riesce a svolgere intere funzioni.
Cellula e tessuto
Cellula: è l'insieme di tante cellule uguali che svolgono la stessa funzione. Tessuto: dal greco "capire da". La diagnosi è quindi una deduzione.
Diagnosi e nascita dell'istologia
L'istologia nasce con la nascita del microscopio:
- L'occhio umano percepisce fino a 200 µm
- Il microscopio ottico percepisce fino a 200 nm (virus, proteine, amminoacidi)
La risoluzione è la misura della nitidezza dell’immagine. Il limite di risoluzione è la minima distanza a cui due punti possono essere distinti. R = λ/2. L'ingrandimento è quanto più grandi appaiono gli oggetti rispetto alle loro dimensioni reali.
Forme cellulari
La cellula può avere forme differenti:
- Cellula tonda: struttura compatta che forma una barriera protettiva
- Cellula poliedrica: permette la contrattilità
- Cellula lunga: maggiore contenuto in un minor volume e capacità di movimento
Tipi di tessuti
Tessuto epiteliale
- Rivestimento delle superfici e delle cavità corporee
- Secrezione ghiandolare come le ghiandole
- Cellule poliedriche a stretto contatto che poggiano su una membrana basale
Tessuto connettivo
- Sostegno
- Protezione
- Nutrimento
- Presenza di abbondante matrice extracellulare
Tessuto muscolare
- Permette il movimento
- Cellule allungate (fibre) e contrattili
Tessuto nervoso
- Trasmissione di impulsi nervosi
- Cellule con prolungamenti (neuroni)
Cellule staminali
Sono cellule non specializzate in grado di dividersi dando origine, contemporaneamente, a cellule staminali uguali alla madre e a cellule altamente differenziate.
Tipi di cellule staminali
- Cellule staminali embrionali
- Cellule staminali fetali
- Cellule staminali adulte
- Cellule staminali indotte (possono tornare indietro)
- Cellule staminali amniotiche
- Cellule staminali da cordone ombelicale
- Cellule staminali da midollo osseo
- Cellule staminali da tessuto adiposo
Le cellule staminali, inoltre, possono essere:
- Totipotenti (zigote e prime divisioni)
- Pluripotenti (embrionali, placenta, liquido amniotico)
- Multipotenti (midollo osseo)
- Unipotenti (epidermide, membrana basale)
Tessuti connettivi
Tessuti connettivi propriamente detti
- Fibrillare lasso → polpa dentaria
- Fibrillare denso → tendine o derma
Tessuti connettivi trofici
- Sangue, linfa, linfoide
- Adiposo
Tessuti connettivi di sostegno
- Cartilagine → ialina, elastica, fibrosa
- Osso → lamellare, alamellare
Il tessuto connettivo è costituito da cellule piccole e poco numerose, di forma varia, disperse in un’abbondante matrice extracellulare. Data la presenza di matrice extracellulare, il tessuto connettivo è ricco di vasi e nervi attraverso cui media lo scambio di sostanze. Tutte le tipologie di tessuto connettivo derivano dal mesoderma. Il mesoderma è il foglietto embrionale intermedio che dà origine al mesenchima (staminali pluripotenti), tessuto connettivo embrionale che svolge il ruolo di connessione tra i foglietti embrionali.
Alla grande famiglia di cellule di derivazione mesenchimale appartengono:
- Fibroblasti, macrofagi, mastociti e adipociti (tessuti connettivi p.d.)
- Globuli rossi, globuli bianchi, piastrine e cellule staminali emopoietiche
- Condroblasti (tessuto cartilagineo)
- Osteoblasti (tessuto osseo)
Funzioni dei tessuti connettivi
- Collegamento tra tessuti (tendini e legamenti)
- Trasporto e nutrimento (sangue)
- Difesa (cellule del sistema immunitario)
- Riserva (tessuto adiposo)
- Riparazione (cellule mesenchimali)
I connettivi lassi hanno meno matrice e più cellule rispetto ai connettivi densi, perché la matrice più rada è più favorevole alla crescita dei microrganismi e quindi necessita di un maggior numero di cellule difensive. Il tessuto adiposo è perlopiù costituito da cellule.
- Cellule autoctone o migranti
- Fibre più o meno organizzate
- Sostanza fondamentale viscosa
Fibroblasto:
- È la cellula più abbondante nei connettivi propriamente detti.
- Costruisce e secerne le subunità proteiche delle fibre
- Secerne acido ialuronico (glicosaminoglicano)
Le cellule dei connettivi propriamente detti sono:
- Fisse: fibroblasti, macrofagi fissi, adipociti, melanociti
- Migranti: macrofagi liberi, mastociti, linfociti, granulociti, plasmacellule
- Cellule mesenchimali (staminali pluripotenti)
Macrofago:
- Deriva dal monocita circolante
- Fagocita cellule danneggiate e particelle estranee, inclusi batteri patogeni
- Reagisce agli stimoli rilasciando sostanze che attivano il sistema immunitario
I macrofagi svolgono la fagocitosi:
- I recettori di membrana del macrofago interagiscono con i ligandi sulla superficie del batterio
- Il batterio viene progressivamente inglobato da estroflessioni citoplasmatiche (pseudopodi) guidate dal citoscheletro di actina
- Il citoplasma si richiude su se stesso inglobando il batterio in una vescicola (fagosoma)
- I lisosomi si fondono con il fagosoma, riversando enzimi idrolitici al suo interno (fagolisosoma)
- Al termine del processo, il materiale degradato può essere espulso dalla cellula attraverso l'esocitosi
Mastociti:
- Originati dal midollo osseo
- Cellule piccole e mobili situate vicino ai vasi sanguigni
- Producono istamina ed eparina (fluidifica il sangue), liberando il contenuto dei loro granuli basofili legandosi alle IgE, a contatto con sostanze estranee (allergeni)
Altre cellule migranti:
- Linfociti e plasmacellule
- Granulociti neutrofili ed eosinofili
Fibre dei tessuti connettivi propriamente detti
- Fibre collagene: sono il tipo di fibra maggiormente presente nei tessuti connettivi; lunghe ma non si estendono molto se tirate, flessibili e resistenti sono in grado di resistere alle sollecitazioni di trazione. Le fibre collagene e reticolari sono, in realtà, formate dalla stessa struttura proteica di base. Le microfibrille collagene risultano a loro volta dall’associazione laterale della proteina tropocollagene (3 catene proteiche alpha elica).
- Fibre reticolari: sono fibre collagene (di tipo III) molto corte, sottili e ramificate che possono resistere a sollecitazioni che provengono da qualsiasi direzione. Sono più flessibili rispetto al collagene. Si localizzano attorno ai vasi e agli adipociti.
- Fibre elastiche: sono formati da un nucleo di proteina di elastina e da microfibrille. Sono abbondanti nella tonaca elastica delle arterie e in legamenti e tendini. Sono prodotte dal fibroblasto.
Sostanza fondamentale amorfa
Composizione chimica:
- Acqua, sali, proteoglicani (responsabili della viscosità della sostanza fondamentale)
- Glicoproteine (adesione cellulare)
- Proteoglicani (PG) sono composti da uno scheletro (core) proteico a cui si legano i GAGs. I GAGs sono polimeri lineari di unità ripetitive di zuccheri (eterodimeri di esosamina e acido uronico)
- 5 tipi di GAGs: 1) Condroitin solfato 2) Eparan solfato 3) Dermatan solfato 4) Cheratan solfato 5) Acido ialuronico (non forma proteoglicani)
È un materiale amorfo e non visibile, a causa dell'elevato contenuto d'acqua.
- Soluzione molto viscosa
- Quantità di acqua variabile legata ai componenti macromolecolari (proteoglicani)
- Non è molta in condizioni normali
- Grande accumulo nell’edema e nell’infiammazione
Le funzioni della sostanza amorfa sono:
- Scambi trofici tra cellule e sangue
- Meccanica (ossa, denti) conferisce protezione e sostegno
- Omeostasi idrica (filtro molecolare)
- Anticoagulante (eparina)
- Antibatterica (acido ialuronico)
Tessuti connettivi di sostegno
I tessuti connettivi di sostegno formano l’impalcatura corporea e comprendono il tessuto cartilagineo e il tessuto osseo.
Tessuto cartilagineo
Le sue caratteristiche sono:
- Molta matrice extracellulare
- Le cellule sono riunite in gruppi in delle cavità
- Gruppi isogeni di derivazione dalla stessa cellula (mesenchimale)
Le sue funzioni sono:
- Sostegno ai tessuti molli
- Movimento delle ossa
- Indispensabile per l’accrescimento delle ossa lunghe
Le cellule del tessuto cartilagineo sono i condroblasti e i condrociti organizzati a formare gruppi accolti in cavità (gruppi isogeni). Le cellule derivano da un progenitore di origine mesenchimale, la cellula osteo-condrogenica.
I condrociti: di forma globosa, a volte binucleati e riuniti in gruppi isogeni, sono contenuti in lacune scavate nella membrana extracellulare e rappresentano la forma matura dei condroblasti, che derivano dalle cellule mesenchimali.
La matrice extracellulare è formata da sostanza amorfa e fibre.
- La sostanza fondamentale amorfa, fortemente idratata e gelificata, è detta condromucoide ed è formata da proteoglicani, acido ialuronico e una glicoproteina condronectina, che si lega ai proteoglicani e al collagene II, mediando l’adesione dei condrociti alla matrice extracellulare.
- Le fibre collagene (di tipo II) viste al microscopio ottico appaiono mascherate dal denso condromucoide.
Cartilagine
La cartilagine è avvolta da un tessuto connettivo fibroso o denso che prende il nome di pericondrio. Essa è un tessuto non vascolarizzato e quindi l’ossigeno e le sostanze nutritive giungono ai condrociti per diffusione attraverso la matrice a partire dai vasi del pericondrio.
Il pericondrio è formato da uno strato esterno fibroso e da uno interno contenente vasi sanguigni e cellule condrogeniche. Manca nella cartilagine articolare. La sostanza intercellulare è la matrice cartilaginea (gel) formata da:
- Una componente amorfa → abbondanti GAG acidi
- Una componente fibrillare → fibre collagene e fibre elastiche
In base alle caratteristiche della matrice si possono distinguere tre tipi principali di cartilagine:
- Cartilagine ialina:
- Forma lo scheletro dell’embrione e del feto
- È una cartilagine di coniugazione (ossa lunghe)
- Ha un colore trasparente ed è molto idratata
- Tipo di cartilagine più abbondante nell’organismo
- Riduce l’attrito dei movimenti
- Perfetta per l’accrescimento degli abbozzi ossei
- Si trova nelle cartilagini nasali, respiratorie, costali, articolari
- Cartilagine elastica:
- Condromucoide scarso
- Molte fibre elastiche non mascherate
- Colorazione giallastra e più opaca rispetto alla cartilagine ialina
- Si trova nell’epiglottide, padiglione dell’orecchio, tromba di Eustachio, laringe
- Cartilagine fibrosa:
- Simile ad un connettivo denso
- Poche cellule
- Scarsa presenza di condromucoide
- Si trova nei dischi intervertebrali, menischi del ginocchio, inserzione del tendine di Achille
Tessuto osseo
Componente cellulare
- Osteoblasti (forma poliedrica, nucleo a cromatina lassa e citoplasma basofilo)
- Osteociti
- Osteoclasti (sotto il controllo di due ghiandole endocrine: calcitonina e paratormone)
- Cellule di rivestimento
La matrice può essere:
- Osseo non lamellare (immaturo a fibre intrecciate) → sviluppo embrionale e processi riparativi
- Osseo lamellare (maturo a lamelle parallele e fibre ordinate) → compatto (resistente) o spugnoso (alleggerisce il peso)
Osso compatto
- Porzione esterna delle ossa lunghe
- Osso solido, privo di spazi tranne quelli per le cellule ed i loro processi ed i vasi sanguigni
- Arto superiore ed inferiore
Osso spugnoso o trabecolare
- Solitamente è la parte più interna dell’osso
- Molti spazi tra le specole (o trabecole) dell’osso
- Midollo all’interno degli spazi (rosso → emopoietico e giallo → adiposo)
- Colonna vertebrale, costole, mascella, polso
Tipologie di ossa
Nello scheletro sono presenti prevalentemente tre tipologie di ossa:
- Ossa lunghe: (femore, omero) sono formate da tre parti: due estremità, dette epifisi, costituite prevalentemente da tessuto osseo spugnoso ricoperto da una sottile lamina di osso compatto; una parte intermedia, detta diafisi, composta da un cilindro cavo contenente il midollo osseo. La zona di congiunzione tra diafisi ed epifisi viene detta metafisi e rappresenta la zona di accrescimento in lunghezza dell’osso lungo, essendo costituita da cartilagine ialina fino all’età adulta.
- Ossa brevi o corte: (ossa del capo) hanno struttura simile a quelle delle epifisi delle ossa lunghe.
- Ossa piatte: (parietale, sterno) presentano un tavolato esterno ed uno interno di osso compatto ed uno strato centrale di osso spugnoso.
La superficie esterna non articolare delle ossa è ricoperta dal periostio:
- Membrana connettivale fibrillare densa non calcificata, vascolarizzata e innervata
- Il suo strato interno mantiene potenzialità osteogeniche
- È ancorato al sottostante osso mediante fibre collagene perforanti, dette fibre di Sharpey, che penetrano nell’osso
Un altro involucro dotato di potenzialità osteogeniche è rappresentato dall’endostio:
- Lamina di cellule pavimentose che riveste le trabecole (sia nelle diafisi delle ossa lunghe sia nell’osso spugnoso, nonché tutti i canali vascolari)
- È formato da un singolo strato di cellule che durante lo sviluppo e la crescita sono osteoblasti attivi con funzione osteoformativa e si trasformano in cellule osteoprogenitrici nell’adulto
- Gli osteociti non producono più tessuto osseo ma fungono da riserva di calcio
La matrice ossea:
- La matrice ossea è formata da fibre collagene (collagene tipo I) immerse in una matrice amorfa contenente glicoproteine (proteine di adesione cioè fibronectina, osteopontina, trombospondina e sialoproteina, osteocalcina, osteonectina e proteoglicani)
- La matrice inorganica ha composizione simile ai cristalli di idrossiapatite (lunghi 20 – 40 nm e spessi 1.5 – 3 nm)
- L’osso deve la sua durezza ai sali minerali e la sua robustezza alle fibre collagene
Ossificazione
Il processo, lungo e complesso, è detto ossificazione e avviene sempre a partire dal mesenchima.
- Ossificazione diretta (intramembranosa e mantellare) direttamente dal mesenchimale
- Ossificazione indiretta (econdriale) indirettamente dalla cartilagine
Le ossa si classificano anche in base al loro sviluppo (ossificazione) in:
- Ossa dermiche (o membranose): nel "derma" sottostante un epitelio in "membrane"
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