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II modulo geografia

I giardini di Versailles

Lunedì 16 novembre 2015

Giardino alla francese  una delle più note tipologie di giardino.

Tre tipologie di giardini storici

  • All’italiana
  • Alla francese
  • All’inglese

NB  Tipologie nate in Italia, Francia e Inghilterra e poi esportate altrove. Quello italiano è il tipico giardino rinascimentale, quello francese prese spunto da quello italiano. Quello inglese invece è il tipico giardino romantico ottocentesco.

Il giardino francese si diffonde in Europa tra Sei e Settecento, tanto che persino la corte sabauda lo adotta  Torino, e il Piemonte, non toccata particolarmente dal Rinascimento, come movimento artistico.

Le Nostre: uno degli artefici dei giardini di Versailles, anche se i giardini furono un’operazione corale. Vittorio Amedeo II di Savoia dà l’incarico di "costruire" i giardini di Palazzo reale a Le Nostre Torino.

Il capitolo primo del saggio della Santini incomincia col mettere in campo alcuni principi ordinatori del suo lavoro. Parla di fate  la fata Ortesia, invenzione di La Fontaine  localizza nel castello l’intendente alle finanze del Re seicentesco di Vaux-Le-Vicomte fatto costruire da Fouquet, Francia  si fa fare un bellissimo giardino.

Vaux-Le-Vicomte  complesso che anticipa Versailles. Fouquet  farà brutta fine, accusato di aver rubato soldi dalla cassa reale, accusato da Colbert (piccola congiura, voleva il suo posto). Verrà incarcerato a vita nella fortezza di Pinerolo (era ancora francese).

Qualcuno riteneva che la causa della disgrazia di Fouquet fossero state le invidie del Re di Francia per i suoi stupendi giardini  dopo una festa nel suo castello, il Re lasciò la reggia di Fouquet arrabbiatissimo.

La Fontaine cantò le bellezze del castello di Vaux-le-Vicomte. Immagina una competizione tra Calliope (poesia), Pallatiane (architettura) Apellani (natura), novità  fata Ortesia, invenzione di La Fontaine, è l’intendente dei giardini  è la legittimazione del giardino come forma di arte, e non più come semplice lavorazione della terra con fini ornamentali. La competizione sarà vinta da Calliope, ma questo poco importa, la cosa fondamentale è la presenza di Ortesia.

Obiettivo di Santini  per capire contesto culturale del progetto di Versailles bisogna passare attraverso le trasformazioni della cultura artistica del tempo. Se il giardinaggio viene assunto tra le arti, il giardiniere diventa artistico ᠔ qual è il suo statuto professionale e qual è la sua formazione. Versailles non apporta nulla di nuovo se non un’elaborazione geniale.

La Santini ritiene che quindi bisogna fare un passo indietro  quali sono le esperienze maturate prima.

Tre punti fondamentali

  • Occorre entrare in altri giardini
  • Bisogna sfogliare le pagine dei trattati di giardinaggio dell’epoca
  • Bisogna ricostruire le biografie dei quei giardinieri che hanno trasformato alla fin fine il giardinaggio in una disciplina scientifica e i giardinieri degli architetti del paesaggio.

Entra quindi nei giardini delle Tuileries di fronte al Louvre. Oggi non c’è più il palazzo delle Tuileries, saccheggiato durante la Rivoluzione Francese e poi distrutto nell’800. Il palazzo delle Tuileries fatto costruire nel 1563  Caterina de' Medici commissiona la costruzione di un nuovo palazzo su modello delle ville fiorentine. Dopo le guerre di religione e l’avvento dei Borboni con Enrico IV, le Tuileries vengono riprese nel quadro delle residenze reali e poste un po’ a simbolo della monarchia francese  si fanno restaurare i giardini, con numerose modifiche: fontane, coltivazione dei gelsi (servono per i bachi da seta  allevamento dei bachi da seta incentivato dalle corti, di Francia e Italia, che ne vedevano un’occasione di sviluppo economico. Francia e Piemonte si facevano la “guerra” della seta, vedi Lione vs Torino).

Per restaurare i giardini il Re chiama una serie di maestranze che da lì in poi lavoreranno per la corte  Claude Mollet: uno dei giardinieri più famosi, diventano una vera e propria dinastia di giardinieri, già il padre, Jacques I, era giardiniere. Da Claude in poi diventano giardinieri reali, specialisti in progettazione di parterre = una sistemazione del giardino in ampi compartimenti all’interno suddivise in aiuole, il parterre de broderie: decorato con fiori, siepi, piante, conchiglie, sabbie o terre colorate  decorato in modo da disegnare stemmi araldici, volute come se fosse un pizzo, un ricamo.

Mollet prende in prestito l’idea dei suoi parterre dalle idea dei grandi compartimenti, utilizzati come funzionali e perfettamente integrati al resto del giardino. Non si limita a questo ma incomincia a scrivere un trattato, pubblicato postumo nel 1652, Theatre des plans et jardinages, in realtà si pensa fosse già terminato nel 1615, cioè sarebbe il primo di una serie di trattati di giardinaggio scientifico. Essenzialmente sono tre i trattati fondamentali:

Trattati fondamentali

  • Theatre des plans et jardinages: Il primo è proprio di Claude Mollet, che intende  divulgare segreti e invenzioni del giardinaggio fino ad allora sconosciute. Novità la formazione del giardiniere, secondo Mollet il bravo giardiniere deve imparare i fondamenti della matematica, della geografia del disegno, deve sapere disegnare in pianta e in scala. C’è un’ambizione di ridisegnare la propria ambizione in modo diverso, in senso scientifico.
  • Traité du jardinage selon les raisons de la nature et de l’art di Jacques Boyceau: in questo trattato si insiste molto sull’educazione, sulla formazione anche teorica ᠔ la necessità dell’apprendistato.
  • La théorie et la pratique du jardinage di Antoine Joseph Dézallier D'Argenville.

I figli di Mollet continuano la sua opera  due di loro lavoreranno nei giardini reali: Claude II, ai giardini di Les Luxemburges e a Versailles, e André, lavorerà alle corti di Inghilterra, Olanda e Svezia (insieme a due nipoti). André diventa l’ambasciatore delle idee della famiglia nelle varie corti europee  questo dimostra una notevole circolazione di saperi nelle corti europee  si sta formando una sorta di élite che dalla Francia circola nelle corti europee e fa circolare l’idea di base che il giardinaggio è un’arte e anche una scienza.

Alle Tuileries i Mollet non sono i soli, circolano anche i Le Nostre, altra famiglia illustre di giardinieri. Il capostipite è Pierre  lavorò per Caterina de' Medici. Jean, figlio di Pierre, progetta parterre e cura la fornitura di piante per i giardini. Da Jean nasce André  uno dei progettatori di Versailles. Tutta la famiglia è impegnata a mantenere un proprio statuto professionale ᠔ le figlie, Francoise ed Elisabeth, sposano due giardinieri che lavorano a Versailles. C’erano dietro delle strategie economiche e professionali = endogamia professionale.

Les Tuileries con i Mollet e i Le Nostre diventano di fatto un luogo importante del regno per chi voleva imparare il mestiere, la Santini dice che diventa un laboratorio di saperi. André Le Nostre ha una formazione artistica precisa  è uno dei frequentatori del pittore Simon Vouet. Vouet ᠔ vari viaggi in Italia, porta il gusto del barocco italiano in Francia, negli anni ’20 del Seicento, si specializza in pitture storiche e religiose, farà anche alcuni studi della prospettiva. Diventerà pittore del Re, accoglierà l’invito di aprire un atelier nella galleria del Louvre. Qui avrà come allievi Charles Le Brune e André Le Nostre  è la prima volta che troviamo un giardiniere allievo di un pittore, Le Nostre trascorre ben sei anni.

Charles Le Brune è un incisore, architetto, pittore, studia prima con il padre che è scultore, poi va nell’atelier di Vouet, anche lui finirà a Roma presso Claude Poussin, uno dei più grandi pittori del paesaggio francese. Le Brune lavora anche a Vaux-le-Vicomte, lavora a tutti quegli aspetti delle arti decorative all’interno del palazzo. Diventa sovrintendente alle manifatture reali degli arazzi francesi.

La Santini ritiene che tra i parterre en broderie e la decorazione degli interni ci sia un legame molto stretto ᠔ inizio di un cambiamento nel giardinaggio. Dalla decorazione degli interni i giardinieri impareranno a studiare e a interrogarsi sulle regole della prospettiva e della profondità dello spazio e soprattutto sugli artifizi ottici. Attraverso gli studi di ottica del ‘600 incomincia una ricerca nuova che porterà a numerose innovazioni. La Santini fa notare la diversa concezione dello spazio che viene fuori da questo processo.

Lunedì 23 novembre 2015

(Continua da lunedì 16 novembre)

Anamorfosi  conclusione di un discorso che mira a dimostrare, attraverso l’analisi di trattati di giardinaggio, che almeno per quanto riguarda le dinastie di giardinieri prese in considerazione dalla Santini c’è un passaggio da giardinaggio tecnico a statuto professionale che comporta una più ampia riflessione su una vera e propria teoria dello spazio. L’anamorfosi (corrispondenza ottenuta proiettando da un centro di proiezione i punti di una figura, appartenente a un dato piano, su una porzione di superficie piana o curva, sulla quale si ottiene una figura corrispondente punto per punto a quella proiettata, ma deformata rispetto a questa) tipo di rappresentazione che realizza delle deformazioni prospettiche a seconda del punto di vista, tecnica molto utilizzata in pittura nel ‘500: Hans Holbein il giovane Gli ambasciatori, 1533.

È ritenuto il primo esemplare di dipinto in cui è contenuta l’anamorfosi. Il messaggio del quadro è quello della caducità delle cose terrene e anche del sapere ᠔ vedi al centro del dipinto in basso c’è un elemento che osservato frontalmente non si percepisce bene, se invece si osserva il quadro lateralmente, dalla destra si può capire che quell’elemento è un teschio, simbolo della caducità delle cose. Nella Parigi del ‘500-‘600 si sviluppano studi su anamorfosi, soprattutto in un convento gesuita di Parigi in cui si effettuano studi di ottica. Vedi Mersenne, teologo, filosofo e matematico francese. Studia con Niceron, che arriva nel convento dei Minimi di Parigi dove insegnava Mersenne (in questo convento studierà anche Descartes).

Le Nostre non si sa se avesse letto trattati di ottica, ma è assodato che frequentasse il collegio dei Minimi, la Santini ritiene quindi che Le Nostre sia stato sicuramente influenzato dal clima culturale dell’epoca. La Santini cita a questo proposito l’ultimo dei tre trattati che lei ritiene fondamentali: La Théorie et la pratique du jardinage di Antoine Joseph Dézallier D'Argenville. In questo trattato cambia il linguaggio rispetto ai due precedenti. La parola compartiment non più utilizzata nel senso di grande aiuola ma nel senso di porzione del parterre, è elemento come altri, non esaurisce tutta la ᠔

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

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