Victor Hugo e la sua influenza
Fin da giovane, grazie a una virtù e skill abbaglianti, Hugo riesce a guidare tutta la generazione romantica alla vittoria, riuscendo bene in tutti i generi, ad essere voce del suo tempo, ma tocca le sommità dopo la sofferenza dell'esilio. A Jersey, ingigantito, la mente di Hugo arriva alle questioni più grandi del mistero dell'universo, un'immaginazione instancabile, risveglia tutto un mondo di immagini, simboli e ritmi, una tecnica senza difetti anche nei suoi parti più allucinati. Una forza della natura.
La carriera di Victor Hugo
L'enfant sublime (1802-1826)
Nato a Besançon, di sangue bretone e loreno. Accompagna il padre generale in giro per il mondo. La sua vocazione si risveglia presto: l'Académie Française lo distingue, a 17 anni scrive il primo romanzo, Bug Jargal, descrivente una rivolta di neri a San-Domingo. Fonda coi fratelli un giornale letterario, dichiara la sua ambizione: voglio essere Chateaubriand o niente.
Dal 1822 pubblica odi e già riceve per esse una pensione da Luigi XVIII, così può sposare la sua amica d'infanzia. 1824 Nouvelles Odes e nel 1826 Odes et Ballads, e la loro sistemazione definitiva nel 1828.
In queste non c'è ancora la "personalità" di Hugo. Si ispira ai poeti del passato, esprime in ordine: idee legittimiste e cattoliche, ricordi familiari, emozioni intime, sogni e capricci, ma non innova, usa immagini tipiche, comuni luoghi.
Nelle ballate non c'è più originalità, sono tipiche immagini medievali della moda del genere troubadour, tuttavia si nota, in un certo numero di esse, raro virtuosismo, Hugo possiede già tutti i mezzi, ricco vocabolario, immagini.
Le chef romantique (1826-1830)
In quest'anno è già famoso ma non ha ancora scelto se stare coi nuovi o coi classici. Ma nella preface del Cromwell diventa il maggiore della corrente nuova. Così in politica va sempre più verso i liberali. La gloria è consacrata con una seconda raccolta di poesie e un racconto umanitario, ma a teatro la via è più difficile: Cromwell pare irrappresentabile, Amy Rosbart riceve fischi e Mario Delorme non è accettato dalla censura, ma nel 1830 Hernani trionfa sulla scena della Comédie-Française!
La Preface non dice chissà che, riprende le rivendicazioni di Schlegel e Stendhal, ma lo fa con uno stile impetuoso, carico di metafore che gli danno una luce rivoluzionaria.
Si distinguono tre epoche nella storia dell'umanità, corrispondenti a una forma letteraria: i tempi primitivi sono di un'umanità ancora innocente, pastorale, a contatto con la natura: l'epoca del lirismo. I tempi antichi sono dell'umanità che deve cantare della guerra e dei conflitti, quindi l'eroismo e la tragedia: l'era dell'epopea. I tempi moderni sono il cristianesimo che vede l'uomo combattuto tra corpo e anima, tra terra e cielo: è l'era del dramma. La teoria del dramma spiega così una letteratura che deve illustrare la natura contraddittoria dell'uomo, una peritura, una immortale.
Non bisogna separare i generi(teatro), sarebbe come separare la natura umana. Le unità aristoteliche sono inutili, solo l'unità d'insieme, cioè d'azione, conta. I dettagli storici e geografici di un dramma sono vivi e devono incidere nel dramma, non essere incollati artificiosamente. Lo stile non va imitato, il genio va liberato nella sua spontaneità, però la versificazione, la rima, vanno coltivate, non è essa nemica della naturalezza, ma "supreme grace de notre poésie".
Les Orientales. Ispirate dall'insurrezione dei greci contro i turchi, con la lettura dei diari di Chateaubriand e i suoi ricordi della Spagna(araba), la raccolta inizia una voga fantastico per l'esotismo pittoresco, e nella prefazione irrobustisce l'idea di liberazione poetica dal preziosismo vuoto, preferendo una vecchia viuzza di un'antica città spagnola, alla lindura di Versailles. Per qualche ragione questo stile apre la via ai promotore dell'art pour l'art. Grande varietà di ritmi, descrizioni delle magiche città arabe, la musica del verso.
Marion Delorme. Era tempo di mettere in scena le sue idee sul teatro(dopo due drammi storici di due autori tra cui Dumas). Ma fu censurato. È un dramma che ricrea con dettagli pittoreschi i costumi francesi sotto Luigi XIII.
Hernani. Grandi dispute in teatro tra schieramenti di classicisti e romanticisti. Segna il trionfo della nuova scuola.
Hernani è una prova della validità delle accuse contro il sistema teatrale antico, contro le unità e tutto. L'azione è intrecciata bene su due livelli (politica e amore), ma i pg non hanno sfumature strane, sono netti e vigorosi. Tuttavia i punti della preface di Cromwell: verosimiglianza negletta, dettagli storici trascurati e quasi non esiste la varietà tonale. Ma c'è grande lirismo, verso magnifico, potenza sentimentale.
L'echo sonore (1830-1843)
Vuole essere IL suo siecle. Scrive il romanzo Notre-Dame, in poesia quattro raccolte vanno verso l'intimismo meditativo (Les Feuilles d'Automne, Les Chants du Crepuscule, Les Voix intérieures, Les Rayons et les Ombres), al teatro vuole popolarità con un dramma in versi(le Roi s'amuse), tre drammi in prosa (Lucrece Borgia, Marie Tudor, Angelo Tyran de Padoue), ma scrive anche un dramma più elevato, Ruy Blas, suo capolavoro, infine diari di viaggi che rivelano fantasia e abilità d'osservatore. Periodo febbrile di lavoro e pensieri. Un amico rompe la quiete domestica, ma trova un'altra donna, che gli rimarrà fedele per sempre. Dopo qualche scacco, sarà ricevuto all'Académie.
Per concepire il Notre-Dame, iniziata dal 1828, visitò la cattedrale, lesse opere antiche, mira al romanzo storico, evocando la vecchia Parigi e i suoi abitanti, e dà al romanzo un'aura di filosofia, nell'idea della fatalità che conduce al destino. Il pessimismo di fondo dà all'opera carattere di cruda solennità.
Dal 1830 al '37 i pensieri, lotte letterarie e dolori gli fanno evolvere la sincerità lirica, rinnegando i virtuosismi.
Les Feuilles d'Automne. Raccolta nel segno della malinconia, sono le foglie cadute che esprimono non tumulti, ma serenità, pace che viene dalla propria anima. Pensa alla madre e padre, sull'età della vita (oú donc est le bonheur?), o alla sorte dei diseredati, i poveri. Ma la malinconia si interrompe a contatto con la natura e sparisce guardando i bambini che giocano, felici.
Les Chants du Crepuscule. Questi sono segnati dall'angoscia intima. La donna amata gli ispira scura febbre, la fede è spenta pur nel bisogno di credere qualcosa, la politica l'ha deluso perché la monarchia di Juillet non mantiene le promesse di libertà, nell'oppressione e censura. Incerto scruta l'avvenire, il tramonto porta le tenebre disperate o l'alba della rinascita? Rimpiange il grande impero contro questo regime, e la morte dell'imperatore (Nap. II).
Les Voix intérieures. Il poeta ascolta tre voci: l'homme pensa a suo padre a cui non hanno dato onori sull'Arc de Triomphe, ai figli, e omaggia suo fratellone Eugene. La nature (voix) è sempre bellissima e generosa, chiede a Virgilio la chiave del mistero, evoca i parchi di Jadis, fucine di amori e "dipinge un quadro" in chiave simbolica (la Vache). Gli eventi infine (voix) riportano al presente, i problemi del tempo, i fatti del giorno, la morte del Re Charles X.
Drame: il capolavoro Ruy Blas. 1838: opera in versi, ambientata in Spagna.
È la storia di un valletto di un nobile che vuole punire la regina di averlo rovinato. Questi dice al valletto di fingersi Don Cesar, cugino del nobile che fa arrestare ma lui fugge, e ordina al valletto di piacere alla regina. A lei arriva una lettere d'amore, si conoscono e lei lo riconosce. Lui diventa ministro, fustiga i politici e la regina si innamora di lui mentre parla. Ma il nobile gli ricorda i suoi obblighi. Il nobile attira la regina in una casa, dove però all'improvviso arriva il cugino, che dopo quiproquos divertenti (dove non capisce niente) viene arrestato. La regina arriva ed è sorpresa, a mezzanotte, con Ruy Blas. Il nobile le ordina di firmare l'abdicazione e rivela la vera identità di Ruy Blas. Lui però lo uccide e si avvelena, fra le braccia della regina, che lo perdona.
Hugo dice è la storia di un uomo e una donna che si amano. Che importa se uno è un laquais, ma nobile, e lei una regina, ma moralmente scema? L'amore va oltre questi limiti, è sovrano e se ne frega delle classi inventate.
Strepitoso che il quarto atto sia interamente comico, la vicenda del vero Don Cesar braccato, riesce a far dimenticare che la regina è in pericolo. Questo pezzente magnifico, la sua amabile filosofia e stordente fantasia, è un colpo di genio di sublime e grottesco, riuscendo, Hugo, a legare quindi i toni come s'era proposto (Crom e Hernani).
L'elargissement du lyrisme: Les Rayons et les Ombres fanno blocco colle raccolte precedenti, ma è un rinnovo: l'ispirazione oramai si volge ai problemi dell'intera umanità.
Temi sono quelli di prima, infanzia, amore e natura: l'infanzia è innocenza, ma ora anche il mistero della vita. L'amore è il motore sacro che propelle tutta l'attività umana (mille chemins, un seul but), la natura è parfois specchio per i propri pensieri (quindi al suo servizio), ma anche spettacolo che impone attenzione e al quale ci si prostra inermi e umili alla sua supremazia.
Il poeta però ora ha coscienza non solo di essere echo del tempo, ma intende essere profeta del futuro umano, una guida, e soffre della miseria dei suoi fratelli (regard jeté dans une mansarde). Vira anche verso la philo, domandandosi il senso della morte e il destino. Continua a dare fiato alle sue voci interiori: alla fede che vacilla, all'amore per la creazione e i creati, e al bisogno di abbandonare l'individualità. Ascoltandole si sente preso da una "dolce benevolenza universale".
1843, fine lirismo, l'ispirazione epica lo invade, vede la sua opera precedente come un'epopea d'umanità, e scrive un dramma epico, Les Burgraves, ovvero le cronache di questa stirpe medievale nobile, in quattro generazioni narrate. Purtroppo non adattò bene gli atti all'esigenze della scena, venne fischiata e Hugo abbandona il teatro.
L'homme politique (1843-1851)
La figlia muore annegata, lui ne apprende la morte mentre era in viaggio nei Pirenei e in Spagna. Il quattro settembre 1844, per l'anniversario della tragedia, gli ispira un poema, la morte di un'altra ragazza risveglia il suo lirismo, accomuna questo caso alla figlia, seguono altri poemi tutti alla memoria di lei, le radunerà, molto più tardi, ne Les Contemplations.
1845, diventa Pari di Francia, si dedica alla politica come distrazione, si impegna in vari casi, ingiustizie, miserie, la pena di morte. Liberale ma non repubblicano, umanitario ma non socialista. Nei giorni dei moti è astioso ai cesarismi e all'anarchia socialista, nel suo professato "tenero e profondo amore per il popolo". Prima promuove la presidenza del principe Louis-Napoleon, spera di diventare ministro dell'istruzione, ma questo scarta la sua candidatura. Allora si schiera per l'opposizione, denuncia le imposizioni dittatoriali di "Napoleon le Petit", ma al colpo di stato, mentre lui cercava di organizzare una resistenza, il quattro dicembre deve prepararsi alla fuga.
Le proscrit (1851-1870)
1852 è a Jersey con la famiglia, finché il governo inglese gli dà ordine di squagliarsela, è poi a Guernesey. Da lontano (era sulla costa, per vedere la Francia da lontano), segue gli eventi, sprona la gioventù, è repubblicano ardente: è il momento di maggiore prestigio, per l'uomo ma anche per il genio artistico, che raggiunge le più alte sommità. Rifiuta l'amnistia di Napoleone III nel '59.
Les Chatiments
Scrive contro il tiranno, fra le altre cose, questa raccolta satirica.
Scrive sotto la "muse indignation". Dichiara come Napoleone sia una caricatura del primo, e tale è il regime. Condanna chi ha preparato, eseguito e accettato il colpo, e celebra le vittime, i morti, i poveri. Ma non chiede vendetta, il progresso, dice, è forte e innocente, si può essere severi ma economi di sangue. Si pone, così, su un livello di grandezza eccezionale, perché l'importante è "restare grandi". Prima o poi la legge universale d'amore dovrà trionfare, così la "repubblica universale".
Più di sei mila versi sono una sfida alla noia, soprattutto quando il soggetto è uno. Ma ecco che Hugo varia il tono alla grande, da profezia all'ingiuria diretta all'affresco storico. Bene così.
La chanson: il genere è antico, Hugo lo usa come satira, Beranger l'ha già elevato, nel XIX secolo a prodigiosa fortuna. Hugo usa qui temi semplici e ritmo famigliare, in più inserisce il refrain che fa memorizzare le composizioni. Dà parola a un "povero" che lamenta la mancanza di "pane e patria". Sotto la forma leggera che distende si nasconde forza, e tristezza.
L'invective: più spesso l'odio si fa sentire nei versi in modo duro, gli insulti sono lanciati costantemente, come mitragliate, al principe e ad altre canaglie. Termini molto vari, per vario tipo di "ferita" da infierire, dal bandito al citrullo.
La satire epique: dopo ingiurie a caso, il poeta assume tono d'epica, che è il trionfo dell'immaginazione e bellezza di costruzione di quadro storico. La struttura è un'epopea di forche, nelle descrizioni di saturnali (feste a Saturno) dove evoca le turpitudini dei malvagi potenti (romani), le sommità di bellezza sono raggiunte quando il poeta parla invece delle alte imprese dei buoni eroi, nelle quali risaltano per contrasto le bassezze dei generali attuali.
La vision prophetique: passato e presente escono di scena, ed ecco che appaiono le visioni d'un universo irréel: in mezzo alle ombre giunge la chiarezza dell'"idea" (la luna), nella stella del mattino la messaggera di libertà, e sente le campane che fanno crollare il muro della tirannia, in quest'estasi vede i tempi futuri.
Les Contemplations
Nel 1856 giunge questa raccolta, la composizione della quale si estende per ventun anni. Hanno ritenuto in molti che sia il suo capolavoro lirico.
Hugo presenta la sua vita distillata in questo libro come frutto di un destino provvidenziale. La separa in due parti, punto di demarcazione il 1843, morte di Leopoldine, dunque i poemi prima e oggi, in sei libri, dall'enigma della culla a quello della bara.
Premier: Aurore. Giovinezza, il collegio, amore, lotte letterarie, cantando la primavera, i paesaggi.
II: l'ame en fleur. Il grande amore, Juliette Drouet, i primi tempi, gioie, incomprensioni e riconciliazioni.
III: Les luttes et les reves. Hugo fa esempi di miseria e ingiustizie che i buoni debbono sempre subire (ahimé!), è il libro della compassione, parla dei mali del mondo come la guerra, vede il male come una prova da superare, descrive le pene per i dannati e glorifica chi ha il genio per decifrare gli enigmi dell'universo.
IV: Pauca Meae. Il libro del dolore, tra non accettazione e rassegnazione alla volontà divina.
V: En marche. Il libro delle energie ritrovate. Espatriato, il poeta si impegna nella meditazione, la politica e tutto il resto (infanzia, natura, cosmo).
VI: Au bord de l'Infini. I messaggi del libro sono contraddittori, fra angeli, demoni, spettri che infestano e danno angoscia e speranza, ma finisce con la certezza profetica (La bouche de l'Ombre) che le potenze criminali saranno sconfitte e verrà "l'universelle pardon".
Per Hugo è l'opera più completa, dove tocca tutti gli argomenti, e in modo ampio questi.
Esalta esaustivamente l'infanzia, l'entusiasmo di quest'età. Evoca la figlia, mescolando lodi al suo charme a malinconia per l'assenza.
Esalta gioie e prove d'amore, l'estasi dei sensi e, con tono serio, la funzione didattica dell'amore, dovere dato da Dio come missione e destino. Misticismo sentimentale, dunque, che si interseca con misticismo religioso.
Esalta la sua sofferenza, dopo l'evento è un'altra persona che ci parla, grave, solenne. Ma non si limita ai suoi fatti personali, denuncia i vizi umani pur amando l'intera creazione vivente, ama il cavallo sotto il giogo, il ragno e l'ortica perché tutti li odiano.
La meditazione sulle miserie universali conduce alla riflessione metafisica, l'aldilà, la risoluzione dell'enigma che ritiene vada decifrato. In esilio faceva proprio questo, la formulazione di un sistema paradigmatico.
Grazie ai fantastici giochi d'opposizione di ritmi e toni gestisce la varietà di temi. Tutti i generi poetici (ode, elegia, badinage, tirade, idylle e alessandrini) danno ragione dei sentimenti, nei generi si va dalla stretta disciplina che imbriglia un'idea a uno scorrere veloce per suggerire la vertigine dell'infinito.
La Legende des Siecles
Il genere epico è perfetto qui, il periodo, ricordiamo, è l'esilio.
A Jersey, Hugo amplia l'ispirazione poetica all'infinito. Anche ne Les Contemplations c'erano dei poemi apocalittici, ora scrive due raccolte allucinate, Dieu e La Fin de Satan, che dovevano essere i pezzi principali d'un epopea cosmica. Si chiede se l'uomo può conoscere Dio, allora in scena entrano diversi animali che simboleggiano...
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