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Haemophilus

Il genere Haemophilus, della famiglia Pasteurellaceae (ordine Pasteurellales, classe Gammaproteobacteria), comprende piccoli bacilli, Gram-negativi, aerobi e anaerobi facoltativi, immobili, asporigeni, che si sviluppano in terreni al sangue contenenti i due fattori di crescita X (gruppo eme) e V (NAD o NADP). Include molte specie patogene per l’uomo, quelle di maggior rilievo sono H. influenzae e H. ducreyi.

H. influenzae

Un componente abituale della flora microbica commensale del rinofaringe è H. influenzae, che ha assunto questa denominazione perché in passato fu ritenuto erroneamente l’agente causale dell’influenza, in quanto fu per primo isolato nel 1892 da Pfeiffer dal secreto nasale di malati durante un’epidemia influenzale.

H. influenzae è pleomorfo, in genere un piccolo coccobacillo (1-1,5 × 0,3 μm) Gram-negativo (con colorazione bipolare), che può formare brevi catene oppure batteri più grandi in forme filamentose. Si sviluppa in agar-sangue e può presentare attività emolitica, fermenta gli zuccheri (saccarosio e glucosio).

Ceppi virulenti e sierotipi

I ceppi virulenti di H. influenzae sono forniti di capsula che possono perdere nello sviluppo in coltura. Sulla base degli antigeni capsulari (polisaccaridici) sono stati individuati sei sierotipi, indicati con le lettere a-f; la maggiore virulenza sembra legata alla presenza del polisaccaride capsulare di tipo b. È frequentemente responsabile di infezioni polmonari e spesso secondarie a setticemiche, di meningiti, otiti e sinusiti, infezioni virali respiratorie come l’influenza.

Diagnosi di laboratorio

La diagnosi di laboratorio si basa sull’isolamento colturale su agar cioccolato e l’identificazione del microrganismo dal sangue, dal liquido cerebrospinale o sinoviale.

  • Utili i metodi rapidi in corso di meningite come la colorazione di Gram e microscopia (presenza di coccobacilli pleomorfi e Gram-negativi),
  • La dimostrazione della capsula con il Quellung test (rigonfiamento capsulare) o la colorazione immunofluorescente,
  • L’antigene capsulare può essere individuato con test immunologici (agglutinazione su lattice, saggio radioimmunologico, immunoelettroforesi controcorrente).

Terapia

La terapia delle infezioni più gravi si basa sulla somministrazione di cefalosporine di terza generazione (es. cefotaxima, ceftriazone); nelle infezioni respiratorie più blande trattamento con amoxicillina associata a clavulonato.

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Scienze biologiche BIO/19 Microbiologia generale

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