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Gomorra e Romanzo Criminale

Gomorra, insieme a Romanzo Criminale, è il primo esempio di una narrazione che, nel corso degli anni, è diventata transmediale (transmedia storytelling), espansa quindi su più media in un ecosistema narrativo, in cui anche l’autore stesso assume un ruolo estremamente importante e ne fa parte: il personaggio Saviano fa da garante per la credibilità e autenticità delle produzioni che girano intorno a Gomorra.

Gomorra e la letteratura del suo tempo

L'industria culturale

Nel campo della cosiddetta “letteratura di consumo”, si vedono, dagli anni Ottanta, dei grandi cambiamenti, dati anche dalle mutazioni presenti nell’industria globale delle comunicazioni, quindi dell’editoria: produzione, progettazione e commercializzazione sono sempre più legate tra loro, anche per via delle possibilità offerte dall’informatica, che hanno accelerato la produzione di libri.

L’Italia, per fronteggiare la forte concorrenza internazionale, si deve adeguare ai medesimi metodi che la caratterizzano: anche qui, quindi, produzione e commercializzazione finiscono per coincidere, e anche gli editor italiani devono rendere un prodotto vendibile non solo in ambito nazionale, ma anche internazionale.

Il continuo e veloce svilupparsi dei diversi media, e la creazione di una cultura pop e sempre più internazionale ed omologata, ha spesso portato la critica a definire la letteratura degli anni Novanta di questo tipo come non degna, non letteratura, perché manifestazione di una mediocre cultura massificata. Il dominio della “cultura visuale” sembra mettere in crisi l’idea stessa di letteratura; a questo si accompagna una strenua difesa della distinzione tra letteratura alta e di massa. Da mettere in questione, è il problema del rapporto con la tradizione. È inevitabile che ogni testo sia implicato in una rete di riferimenti, e non è meno degno se tale tradizione è anche tradizione visuale o iconografica.

Letteratura civile?

Alla fortuna dell’opera di Saviano ha sicuramente contribuito l’affacciarsi in Italia di una nuova letteratura civile, che sfrutta il “nuovo realismo” e la “nuova epica italiana”. Prassi che deve molto alle tendenze del postmodernismo, nel caso di Gomorra, deve tanto all’immaginario sulla mafia già diffuso da altri media, prevalentemente dai film americani, immaginario che incornicia il libro (Tarantino, Papillon). Questo tipo di letteratura, per coinvolgere il lettore, fa leva sulle capacità empatiche ed affettive della letteratura, producendo un discorso letterario di impronta nettamente performativa.

Saviano non ha scelto la via più facile e diretta che gli si presentava, ovvero quella della narrativa di genere (noir, giallo, thriller), al contrario utilizza una strategia retorica intesa ad eliminare, apparentemente, la differenza tra lettore reale e lettore implicito, creando l’impressione che non esista mediazione nel dialogo tra autore e lettore.

Il luogo di Gomorra

Nella relazione tra locale e globale risiede la prima caratteristica che ha portato Gomorra a diventare “titolo globale”, l’opera è infatti un buon esempio di glocalismo, ovvero della strategia descritta da David Damrosch come possibile modalità di accesso di un testo letterario alla scena internazionale, nella definizione di localismo come dotato di due possibili linee di tendenza: da una parte alcuni scrittori si impegnano a portare questioni locali all’attenzione di un pubblico globale, dall’altra, altri enfatizzano gli aspetti narrativi ed ambientali che riguardano il mondo come spazio di globalizzazione, tratteggiando in questo modo la dimensione locale in quanto microcosmo sottoposto ed esposto agli scambi globali. Nel caso di Saviano, oltre a giocare quindi sull’empatia, vuole anche sottolineare la transnazionalità del problema da lui esposto.

Saviano nella sua opera gioca un triplo ruolo: egli è protagonista che vive le vicende descritte, narratore onnisciente ed autore. L’attenzione viene anche portata sulle trasformazioni locali della cultura camorrista, portando a evidenza le contraddizioni che la globalizzazione introduce in questo universo culturale, compresa la trasformazione stessa dei comportamenti influenzata proprio dalla rappresentazione mediatica della mafia.

La storia editoriale, tra casualità e pianificazione

La storia editoriale di Gomorra è complessa e non lineare. La composizione definitiva del libro ed il suo successo sono il risultato della comunicazione tra numerosi fattori interconnessi: scrittura, biografia, processi editoriali, eventi mediatici e marketing. Saviano inizia come giornalista, nel 2005 presenta a Mondadori una serie di materiali grezzi ed informi, frutto delle sue ricerche. La sua esigenza di scrivere nasce dalla rabbia provocata dall’omicidio di Attilio Romanò, ucciso per errore durante una faida interna ai clan di Scampia. Non è però uno sfogo incontrollato, i suoi punti di riferimento sono precisi e non casuali. Ruolo fondamentale è quello di Helena Haneczek, editor di Mondadori che segue passo passo la redazione del libro.

Per quanto riguarda la politica, si procede più cautamente rispetto agli articoli di Saviano. Il nucleo del libro si compone soprattutto degli articoli apparsi sul blog “Nazione Indiana” tra 2003 e 2005. Il libro viene pubblicato nel 2006, senza ricevere particolari clamori. Il successo va crescendo col tempo e con la promozione, le testate giornalistiche danno poca luce. A settembre la casa di produzione Fandango annuncia di averne comprati i diritti per realizzare un film con la regia di Garrone. Il caso mediatico però scoppia solo quando, nel 2006, a seguito di...

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Gomorra - Appunti di letteratura italiana contemporanea (A-F) Pag. 1
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nimrrodd di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura Italiana Contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Benvenuti Giuliana.
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