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Letterature comparate

Analisi cronologica

  • 1895-1927 anni del muto
  • 1927-1950 fascismo e Neorealismo
  • 1951/1975
  • 1975/anni 2000

Introduzione

Rapporto tra letteratura e cinema

  • Il cinema è un'arte popolare, raggiunge più persone
  • È una narrazione (sequenza di immagini come il romanzo)
  • È un'attività più redditizia
  • Questione dell'immagine (nel film non posso immaginarmi niente, nel libro sì)
  • Il cinema è un'arte collettiva (la letteratura più solitaria)

Cinema

  • Soggetto: idea della storia in poche pagine
  • Sceneggiatura: trasformare la storia in scene (descrizione dettagliata)
  • Regia: trasferire lo scritto nella visione, dirige gli attori, comanda come muovere la macchina da presa. Il film "è del regista"

Piano sequenza: non staccare mai la macchina da presa, causa la paura, siamo dietro al personaggio e condividiamo la paura. Sospensione dell'incredulità.

All'inizio (nascita del cinema) soggetto e sceneggiatura erano la stessa cosa e si chiamavano "Scenario". Differenza più forte: immagine (nel cinema) è la realtà. Quello che vediamo nel romanzo sono solo parole, simboli, segni e dobbiamo ricostruire noi stessi le immagini.

Il cinema è molto ricco: arma a doppio taglio. Ci si investono tanti soldi, non può essere un flop. È legato molto alla percezione da parte del pubblico (eterogeneo, più vasto). Nel caso del libro è diverso, investimenti sono molto più bassi.

Nascita del cinema 1895

Perché nasce in questo periodo? Perché accadono fatti importanti:

  • 1889: esposizione universale Torre Eiffel, esibizione di tecnica
  • 1896: viene brevettata la radio
  • 1899/1900: interpretazione dei sogni, attraverso i sogni capiamo la nostra psiche
  • 1899: così parlò Zarathustra
  • 1903: primo volo aereo

Il cinema quindi nasce in un periodo di metamorfosi della società, di rottura con il passato.

Italia: D'Annunzio, Pascoli, Svevo, Pirandello, Verga

(molti di loro sono contemporanei. La posizione verso il vecchio e il nuovo è legata alla loro poetica. Verga: conservatore (ancorato a una descrizione della realtà ed era appassionato di fotografia), mentre D'Annunzio è progressista e interessato al futuro quindi per lui lo stile conta più del contenuto (gli altri non si sbilanciano, sono a metà).

Inizio 900: le avanguardie → innovazione sotto tutti gli aspetti (Futurismo, Surrealismo, Espressionismo, Cubismo).

Rivista "La voce" dove gli intellettuali più importanti scrivevano e influenzavano i movimenti culturali.

Gabriele D'Annunzio

1909: in un'intervista al Corriere della sera elogia il cinema che è ancora agli albori, ma lui è tra i primi a dargli visibilità. NB: all'inizio il cinema era più legato al teatro che alla letteratura. D'Annunzio lo considera uno strumento di elevazione del popolo. Viene contattato da un teorico francese del cinema (Canudo) che gli propone di collaborare usando le opere di DA. Il risultato finale però non lo soddisfa perché è tutta un'altra cosa e non si fa niente. Esempio: accentuano troppo i sentimentalismi.

Successivamente DA accetta di fare delle proprie scene per un altro produttore (sotto compenso → redditività del cinema) ma va a finire che non consegna scene ma si intasca i soldi. Un importante regista vuole che DA gli scriva delle didascalie, ma DA si intasca i soldi e non porta nessuna didascalia. Il regista se ne frega e continua per la sua strada, alla fine del film viene detto che l'ha fatto DA anche se non è vero. Avrà un successo mondiale perché DA è la star.

Finalmente alla fine davvero DA si cimenta nel cinema. "L'uomo che rubava le Gioconde" basato sul mito personale che avrebbe rubato la Gioconda. Il figlio lo vuole veder girato da Griffith ma alla fine le scene vengono tornate indietro perché sarebbe "impossibile non cadere nel grottesco".

Manifesto

= dichiarazione di poetica. Es: manifesto della cinematografia futurista (contro l'analisi, a favore della sintesi) per esempio → rumore della bomba BOOM, descrizione dell'esplosione.

Cinema → nuovo, ma anche reale (Prezzolini)

Ambivalenza affettiva: situazione di amore/odio verso il cinema da parte degli scrittori del tempo.

Giovanni Verga

Nella prima parte della sua vita: testi sentimentalisti e simbolici, poi è diverso con "Il ciclo dei vinti". Rapporto con il cinema: traduttrice francese gli propone di adattare "Cavalleria rusticana" per essere trasferita nel cinema. Verga è molto aperto e dà carta bianca alla sua traduttrice per l'opera "purché faccia esattamente come è stato già fatto a teatro", non vuole che l'opera venga manomessa. Ma ovviamente non si può presentare così, bisogna aggiungere delle scene. Non vuole vedere il testo perché teme di guastare ogni cosa. Uno scrittore non accetterà mai la manomissione del testo. Quindi Verga autorizza ma non vuole occuparsene.

Metafora del matrimonio = vede l'opera come una figlia, può autorizzare il matrimonio ma non è favorevole alle conseguenze. (incontro tra letteratura e cinema)

Verga voleva delicatezza tra i due amanti, questa idea però era in contrasto con il cinema dell'epoca. Bisognava far vedere scene forti. Esempio: scena di seduzione, Verga la voleva intitolare "Idillio", ma il cinema optava per scena di seduzione. Quindi gli scrittori si sentono di dover rinunciare alla raffinatezza delle loro opere. La storia ci ha insegnato che non sempre la letteratura fa bene al cinema e viceversa. Un film troppo uguale al libro non funziona.

Il cinema americano funziona di più perché in Italia (e Europa) siamo molto più legati alla letteratura. Quello americano rappresentava grandi paesaggi, il West ecc.

Nel 1916 Verga scrive due scenari: caccia al lupo e caccia alla volpe, e chiede un parere a Marco Praga, che gli dice che caccia alla volpe è troppo tenue come storia. Caccia al lupo andava bene ma bisognava lavorarci su per adattarla al cinema (servivano varietà di ambienti).

Guido Gozzano

Autore sfortunato appartenente al crepuscolarismo, muore a 32 anni di malattia. Era molto affascinato dal cinema. Per lui il cinema dà sfogo alla fantasia, non tanto alla realtà. Ama la velocità del cinema, ma nel raccontare una "favola".

Testo d'esempio pag 243: Pamela

Pamela è un nome goldoniano, Attempati = vecchi. Dovrebbe essere una figura affascinante, fascino romanzesco, femminile. Invece è brutta, angosciata, è in lite con gli altri e non riesce ad avere molti rapporti umani. Il fratello muore e l'eredità (casa cinematografica) è per lei. In un primo momento non ne vuole sapere nulla, vuole liquidare subito, poi decide di andare a vederla. Alla fine viene venduta perché lei è contraria al nuovo e alla novità, contro assassini e amplessi.

Visione del cinema di Gozzano:

  • Velocità
  • Idea vecchio vs nuovo
  • Ricchezza
  • Comità del racconto

Il cinema diventa maestro di stile

E. De Amicis: è della generazione di Verga, ma molto più aperto e curioso rispetto alle novità.

Racconto → cinematografo cerebrale (cinema che sta nella nostra testa) pag 236

Caratterizzato da analogia rapida, sembra un film, appaiono figure nella sua testa. Il cinema diventa un nuovo modo di pensare, impatto sul nostro modo di vedere la realtà.

Luigi Pirandello

È l'ultimo autore della prima fascia cronologica (gli anni del muto). Appartiene a un'epoca nuova (MODERNISMO), è pienamente novecentesco.

Pensiero:

  • Maschere
  • Contrasto tra vita (essenza della nostra identità) e forma (il nostro bisogno di vita si scontra con la forma, ovvero come ci comportiamo)

È il più grande drammaturgo della sua epoca, scrive romanzi, opere teatrali, novelle, saggi. "Il fu Mattia Pascal" → perdita voluta dell'identità, lascia credere di essere morto: cambiamento dell'identità. In quegli anni molti scrittori si chiedevano chi erano, la società stava cambiando.

Nel cinema: prima di essere grande autore di teatro, si interessa al cinema. Opera più importante per il cinema di Pirandello → "Quaderni di Serafino Gubbio operatore". Il titolo all'inizio doveva essere "Si gira", poi è diventato "Quaderni di Serafino Gubbio".

Operatore: è l'uomo che fa le riprese, perché la macchina da presa funziona a mano. È un lavoro tecnico che richiede una certa freddezza. Attenzione per la macchina e basta. Deve privarsi dell'empatia e delle emozioni e diventare parte della macchina.

Altro grande personaggio del modernismo: Svevo

Svevo alla fine de "La coscienza di Zeno" parla del ruolo della macchina. Inizia con la teoria dell'evoluzione di Darwin, riferendosi agli animali. Per gli uomini invece ci sono gli ordigni → quindi con l'avvento di essi ci si rovina. Nasce l'idea del nazismo: riportare alla selezione naturale. Il nazismo è male motivato da idee sbagliate.

Relazione Pirandello-Macchina

(testo pag. 249) la macchina potrebbe sostituire l'uomo, che si adatterà. Per fare l'operatore un uomo deve essere impassibile, come sarebbe una macchina. Significato del finale: Serafino continua a girare la macchina anche se due muoiono. Le macchine non si fermano davanti a niente, neanche alla morte dell'uomo. È la macchina a divorare l'uomo. Serafino raggiunge la perfezione, si trasforma in macchina, di fronte a una scena che turba resta impassibile. Si incarna nella macchina → mutismo, zero rapporti con gli altri.

Walter Benjamin: filosofo tedesco di origini ebree che si suicida nel 1940 piuttosto di essere deportato. Testo: l'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità. Ragiona sulla percezione dell'opera d'arte quando si può riprodurre (Es. perché la gioconda vale così tanto se posso tenerne una copia in casa?)

Teatro e cinema per lui sono due cose differenti perché c'è una PERDITA D'AURA → c'è un'atmosfera diversa, la partecipazione del pubblico. A teatro ci sono gli attori in persona, quindi non si può fare confusione o disturbare. Al cinema ci sono solo immagini. Si rimedia a questo con il "DIVISMO": una star di Hollywood ha una certa aura, è un "modello" quindi crediamo di più alla sua autorevolezza. (Nei Quaderni di S. Gubbio → la Nestoroff è la diva)

Pirandello:

  • Fascista
  • Commenta il passaggio al sonoro e lo paragona al teatro. Il cinema uccide il teatro? Secondo lui invece sarà il contrario. Sarà un suicidio per il cinema. E trionferà il teatro, ma prende una cantonata.

L'avvento del sonoro

1° film sonoro: 1927. Sonoro e parlato sono due cose diverse.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/14 Critica letteraria e letterature comparate

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lisafiorot di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letterature comparate e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Cinquegrani Alessandro.
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