Gli inizi della microbiologia
Gli organismi viventi che hanno un diametro inferiore a 0,1 mm non sono visibili a occhio nudo ma solo attraverso l’uso del microscopio, e perciò sono considerati microrganismi. La microbiologia studia quindi gli organismi che sono rimasti sconosciuti all’umanità fino alla scoperta del microscopio. La disciplina trae, infatti, il nome dal neologismo, introdotto nel 1878 dal chirurgo francese Charles-Emmanuel Sédillot, microbio, che è il frutto dell’unione di bios, organismo vivo, con microscopio, lo strumento che ne consente la visione.
I primi microscopi, o microscopi semplici, non differivano molto dalle comuni lenti d’ingrandimento ed erano in grado di ingrandire diverse volte un oggetto. Le più grandi scoperte microscopiche del passato sono state fatte con questi semplici microscopi. Attualmente sono comunemente usati in batteriologia i microscopi ottici composti, costituiti da oculare e obiettivo. La nascita della microbiologia come disciplina autonoma viene fatta risalire perciò al periodo della nascita del microscopio semplice.
Scoperta del mondo microbico
Lo scopritore del mondo microbico, e perciò il padre della microbiologia, è stato Antony van Leeuwenhoek (1632-1723), mercante olandese e scienziato per diporto, privo di una qualche istruzione verso l'osservazione biologica. Egli perfezionò i primi microscopi semplici e ne produsse alcune centinaia. Il talento nella costruzione dei microscopi, e principalmente la qualità e la varietà delle sue osservazioni microscopiche, hanno dato a Leeuwenhoek un posto di rilievo nella storia della scienza e della microbiologia in particolare.
Le sue osservazioni spaziarono dai "semi" agli embrioni delle piante, ai piccoli animali invertebrati. Scoprì anche l'esistenza degli spermatozoi e dei globuli rossi e con ciò fu iniziatore anche dell'istologia animale. L'osservazione che tuttavia gli conferì notorietà, al punto da essere invitato a riferire le sue ricerche alla Royal Society inglese (che le pubblicò sui Proceedings of the Royal Society), fu la scoperta nel 1677 dei microrganismi, che egli chiamò "animalcules" (in inglese little animals, piccoli animali).
Leeuwenhoek descrisse per primo i protozoi e le alghe nell'acqua, i lieviti nel pane e nella birra e i batteri, ponendo in risalto la varietà dei microrganismi e la loro abbondanza nell'ambiente naturale.