Giudizio di legittimità
La parte ricorrente impugna il provvedimento amministrativo affetto da vizi di legittimità dell'atto: eccesso di potere, violazione di legge e incompetenza. La giurisdizione prevalente del giudice amministrativo si collega alla lesione da parte di un provvedimento di una situazione soggettiva di interesse legittimo e di un provvedimento di una situazione giuridica soggettiva di interesse legittimo.
Il giudizio amministrativo di legittimità
Nasce il giudizio amministrativo di legittimità ed è stata una scelta legislativa al momento dell’istituzione della quarta sezione del Consiglio di Stato, alla quale è stata devoluta la giurisdizione sugli atti. Il Consiglio di Stato era originariamente organo consultivo del governo (prime tre sezioni), poi è istituita la quarta sezione che esprime giudizio sulla validità degli atti amministrativi e può annullarli. Il giudice ordinario rispetto all’atto amministrativo ha potere di sola disapplicazione o di tutelare il diritto soggettivo e illegittimo per vizio di violazione di legge e incompetenza.
Studio del ricorso
Dobbiamo studiare in relazione al ricorso: le parti, l’oggetto e il contenuto del ricorso.
- La parte è il soggetto che ha una posizione differenziata che noi chiamiamo legittimazione ed ha legittimazione a proporre il ricorso in quanto titolare di una situazione di interesse legittimo. C’è una situazione che legittima la proposizione del ricorso. Non basta avere questa legittimazione che è data dalla relazione tra personale e dall'attività amministrativa. Ma per proporre il ricorso c’è bisogno dell’interesse al ricorso che è dato dalla lesione che deriva dal provvedimento impugnato. Se io sono titolare di una situazione di interesse legittimo che però non è leso da un atto amministrativo io avrò una situazione legittimante e non ho interesse a ricorso. Interesse a ricorso è la lesione che l’atto amministrativo arreca alla situazione soggettiva del destinatario, vale a dire quella situazione di interesse legittimo. Non basta una qualsiasi lesione ma il processo amministrativo è un processo di parti e i limiti di cognizione del giudice sono limitati alle censure e ai mezzi di prova che le parti adducono. Diversa è la situazione di giurisdizione di tipo oggettivo, dove è il giudice che individua il vizio da parte di denuncia del soggetto leso dall'atto. Lesione diretta deriva in misura diretta dal provvedimento impugnato, e ci deve essere immediatezza che deve esistere al momento della proposizione del ricorso e deve derivare in via diretta e personale dal provvedimento. Deve anche essere personale perché ognuno agisce a tutela della propria situazione di interesse legittimo e non è permessa nel processo amministrativo la surrogazione processuale, cioè non posso agire sostituendomi ad un altro soggetto per la personalità della lesione. Si propone entro 60 giorni dalla pubblicazione degli atti a contenuto generale, dalla comunicazione, dalla notificazione. La differenza tra comunicazione e notificazione è data dal fatto che comunicazione è la raccomandata o la posta elettronica certificata, la notificazione è la forma di comunicazione dell’atto posta in essere attraverso l’ufficiale giudiziario. Questa lesione deve sussistere al momento del ricorso e deve permanere fino alla decisione. Se intervenisse un provvedimento della P.A. e elimina la lesione, il ricorso è ammissibile nel momento iniziale, ma non procedibile perché è venuto meno l'interesse alla decisione.
- L’oggetto del ricorso. Mentre nella giurisdizione esclusiva noi abbiamo la base del ricorso nel rapporto tra privato e P.A. dalla quale derivano i diritti soggettivi applicati alla competenza esclusiva del giudice amministrativo, nell'ambito del giudizio di legittimità l'oggetto è dato dal provvedimento o l’atto della P.A. Qui c’è una situazione soggettiva di interesse legittimo ad essere lesa da un provvedimento della P.A, che ha particolari caratteri. Ma non è solo il provvedimento. Sappiamo che il provvedimento è l’atto finale del procedimento. Il procedimento è la forma della funzione amministrativa. Oltre al provvedimento, l'impugnativa si estende a tutti gli atti del procedimento. Se il provvedimento è la risultante di un parere, di una valutazione, dell'accertamento della P.A. ed è viziato, emerge un collegamento che lega i due atti (invalidità derivata), quindi il proprietario della stessa vicenda giuridica processuale è chiaro che impugni il provvedimento e gli atti al provvedimento connessi. Entrambi saranno l'oggetto del ricorso. Gli atti legati da un rapporto di presupposizione e di condizione con il provvedimento sono così oggetto del ricorso e del sindacato del giudice.
Ricorso cumulativo
- Con un unico ricorso sono impugnati i provvedimenti, tra i diversi provvedimenti ci sia una relazione di conseguenzialità e di connessione. Se impugno prima il diniego del permesso di costruire e poi impugno il piano regolatore generale in questa situazione non abbiamo una fattispecie di ricorso cumulativo, ma vengono in rilievo una pluralità di atti. Prima si procedeva così che venivano impugnati separatamente i singoli atti, poi sono state create le fattispecie di connessione oggettiva e soggettiva (tra le parti).
Ricorso collettivo
- Ricorso che riguarda una pluralità di soggetti e non di atti, altrimenti c'è ricorso cumulativo. Dobbiamo coordinare il ricorso collettivo con la proposizione del ricorso che è legata da una lesione personale della sfera giuridica del titolare dell'interesse legittimo o del destinatario del provvedimento. In questi casi la giurisprudenza ha ammesso la proponibilità del ricorso collettivo solo dove le situazioni soggettive lese della pluralità dei concorrenti siano comuni a più soggetti. Più soggetti impugnano un provvedimento pianificatorio che ha valore di...
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