Geografia e sviluppo urbano di Parigi
Modernità e sviluppo urbano
Parigi tra decoro, sventramenti e classe operaia (non pericolosa). Simone Oggionni – corso di laurea in Storia (Diritti, istituzioni e culture politiche).
Bibliografia
- Walter Benjamin, Angelus Novus, Torino, Einaudi, 1995.
- Louis Bergeron (a cura di), Parigi, Roma – Bari, Laterza, 1983.
- Louis Chevalier, Classi lavoratrici e classi pericolose. Parigi nella Rivoluzione industriale, Bari, Laterza, 1976.
- Paul M. Hohenberg, L’urbanizzazione e le trasformazioni strutturali, in Storia d’Europa 5. L’età contemporanea, a cura di P. Bairoch e E.J. Hobsbawm, trad. it. E. Griseri, Einaudi, Torino, 1996, pp. 51-60.
- Laura Migliorini, Lucia Venini, Città e legami sociali, Roma, Carocci, 2001.
- Pier Paola Penzo, Parigi dopo Haussmann. Urbanistica e politica alla fine dell’Ottocento (1871-1900), Firenze, Alinea editrice, 1990, pp. 7-48.
- Edward P. Thompson, Società patrizia e cultura plebea (a cura di E. Grendi), Torino, Einaudi, 1981, pp. 24-31.
Inquadramento urbanistico 1715-1750
Fiorisce l'architettura legata ad interventi privati (palazzi, concentrati nei faubourg Saint-Germain e Saint-Honoré, le due zone di maggiore espansione della capitale).
Carenza di strumenti giuridici ed amministrativi per un piano urbanistico organico, anche a causa della rinuncia regia all'organizzazione dello sviluppo della città. Questo lascia campo libero all'iniziativa privata. Si assiste all'abbellimento della periferia e alla costituzione di uno spazio intermedio tra il vecchio centro e la campagna, senza grandi vie di comunicazione e raccordo, e senza nuove vie di transito, ritenute costose e non immediatamente remunerative.
Di conseguenza, c’è l'utilizzo delle strade esistenti e la lottizzazione delle zone adiacenti con conseguente speculazione finanziaria: acquisto dei terreni per rivenderli con plusvalenza. Questo risponde alle esigenze centrifughe della classe aristocratica ed alto-borghese, che abbandona i quartieri affollati e popolari, come il Marais, verso ovest, Invalides, Champs-Elysées, Saint-Germain. Si tratta di un fenomeno di espansione e urbanizzazione d'élite.
Periodo 1750-1789
Il tessuto urbano si fa sempre più serrato; c'è l'urgenza di separare i monumenti principali dall'assedio delle costruzioni. Piazze e sventramenti aprono lunghe prospettive partendo dai monumenti stessi. L’abbellimento si arricchisce di funzioni e significati diversi, non solo in chiave estetica ma anche utilitaristica ed economica, poiché l’abbellimento crea plusvalore.
La rivoluzione porta una triplice crisi (religiosa, politica e finanziaria) dell'istituto ecclesiastico, con conseguente chiusura e sconsacrazione di molti edifici e il loro riutilizzo.
Prima definizione della città
Parigi è vissuta come uno spazio confuso e caotico, con una crescente impraticabilità della capitale. Patte descrive la città come un ammasso di case accatastate alla rinfusa, dove solo il caso sembra presiedere.
Voltaire afferma che il centro della città è buio, angusto, ripugnante e rappresenta il tempo della più vergognosa barbarie. Si impone la necessità di distruggere piuttosto che ricostruire. Ancora Voltaire: ci sono tanti edifici degni dei Goti e dei Vandali.
Mercier descrive Parigi come una città sporca, maleodorante, maltenuta e di difficile manutenzione.
Abitazioni di classe
I ceti poveri sono tradizionali o prodotto di itinerari migratori tradizionali (regioni vicine alla capitale). Le abitazioni borghesi conquistano dignità monumentale e igiene. Nei quartieri signorili lo sviluppo edilizio supera la necessità della popolazione (intorno alla città vecchia).
Per il popolo e i lavoratori si diffonde il caseggiato ad appartamenti d'affitto o immobili ad impostazione architettonica comune, allineati spesso su ambedue i lati della strada, formando una facciata unica. Le condizioni sono precarie. Mercier osserva che un'intera famiglia occupa un'unica stanza e che più i quartieri sono squallidi e le case vecchie e mal costruite, meno sono cari gli affitti e più la classe dei cittadini disagiati vi si riversa e vi si rinserra.
Le abitazioni a 5 piani o i palazzi pluriappartamenti e multifamiliari dividono le classi sociali per target affitti. Alla fine del XVIII – inizio XIX secolo, l'inevitabile risultato della congestione edilizia e dell’eccessiva altezza delle case è che in certe strade il sole arriva solo per brevissimo tempo, in altre mai. La mancanza di luce solare causa l'umidità della città e la prodigiosa quantità di fango che ne copre le strade, portando a insalubrità. Le conseguenze sono febbri intermittenti, scrofola, scorbuto, idropisia, dolori artritici e reumatici.
Balzac descrive l'acqua nerastra che lambisce la base delle vecchie case che fiancheggiano la strada, un'umidità permanente.
Per una speculazione di classe
L'espansione d'élite crea speculazione edilizia: coincidenza tra domanda e offerta, fine della guerra dei Sette anni e della guerra coloniale contro l'Inghilterra. Le finanze pubbliche si consolidano e viene restituita la fiducia agli operatori finanziari privati. Il re incoraggia...
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