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TOXOPLASMOSI

INFEZIONE EVIDENZE

ECOGRAFICHE

MATERNA 78%

• I trimestre 20%

• II trimestre nessuna

• III trimestre

TOXOPLASMOSI

TERAPIA

L’antibioticoterapia materna

instaurata al riscontro di

sieropositività per IgM anti-

Toxoplasma, riduce drasticamente

l’incidenza di sequele gravi alla

nascita

TOXOPLASMOSI

TRASMISSIONE VERTICALE

TERAPIA SI TERAPIA NO

• •

I trimestre 4,5% I trimestre 20%

• •

II trimestre 17,3% II trimestre 30%

• •

III trimestre 29% III trimestre 67%

TOXOPLASMOSI

TERAPIA

In caso di sieroconversione materna è

necessario somministrare subito

spiramicina a dosi piene e procedere alla

diagnosi prenatale che, se positiva, rende

necessaria la polichemioterapia con

sulfamidici e pirimetamina

TOXOPLASMOSI

SPIRAMICINA

L’antibiotico di prima scelta è la

spiramicina, che ha azione batteriostatica

nei confronti del toxoplasma e che si

concentra a livello deciduale, senza però

superare la barriera placentare. Il

dosaggio usuale è di 3 cp/die (3.000.000

U.I.) sino a termine di gravidanza

TOXOPLASMOSI

INFEZIONE MATERNA

Il ruolo della diagnosi prenatale è

soprattutto quello di dimostrare l’assenza

di infezione fetale al momento della

somministrazione della spiramicina, sì da

ridurre il ricorso indiscriminato

all’aborto terapeutico di feti sani

TOXOPLASMOSI

INFEZIONE FETALE CERTA

• nel I trimestre è controversa l’IVG

• polichemioterapia con pirimetamina

e sulfamidici

• controlli ecografici seriati per le

infezioni del I e II trimestre

TOXOPLASMOSI

TERAPIA INFEZIONE FETALE

Pirimetamina e sulfamidici, che

oltrepassano la barriera placentare,

in associazione con acido folico, a

cicli alternati di 20-30 giorni con la

spiramicina. Possibili effetti

collaterali gastro-intestinali

TOXOPLASMOSI IN

GRAVIDANZA

PROFILASSI

• evitare di mangiare carne cruda o poco

cotta, insaccati e uova crude

• lavare con cura verdura e frutta

• evitare, se possibile, contatti con gatti

• evitare di effettuare giardinaggio

Infezione da

HERPES SIMPLEX

VIRUS (HSV)

HSV

Si differenzia in due sierotipi:

• HSV1 infezioni del cavo orale

• HSV2 infezioni genitali ricorrenti

HSV 2

E’ causa della più frequente

infezione a trasmissione sessuale

negli Stati Uniti e molto

probabilmente nel mondo.

HSV

L’infezione genitale primaria è

caratterizzata da sintomi aspecifici

(febbre, cefalea) e da sintomi locali

(dolore, bruciore). L’esame obiettivo

evidenzia la presenza di vescicole piccole

e/o di pustole nelle piccole e grandi

labbra. La cervice uterina è interessata

nel 90% dei casi

HSV 2

INFEZIONE IN GRAVIDANZA

• Il 25-70% delle gravide è sieropositivo

• Dal 2% al 4% si infettano in gravidanza

• Il 5% riferisce infezione sintomatica

Dati di provenienza USA

HSV

INFEZIONE IN GRAVIDANZA

L’infezione erpetica materna, sia primaria

che ricorrente, può essere trasmessa al

feto e causare sia mortalità che morbilità

neonatale

HSV

INFEZIONE IN GRAVIDANZA

Il rischio più elevato si manifesta se la

prima infezione si verifica durante la

gravidanza. Se avviene nel III trimestre

l’infezione fetale è > 40%

HSV

INFEZIONE IN GRAVIDANZA

Sebbene la maggioranza delle infezione è

provocata dall’HSV 2, oltre il 30% è

determinato dall’HSV 1, anche se

l’evoluzione dell’infezione appare meno

grave.

HSV

VIE DI DIFFUSIONE

DELL’INFEZIONE MATERNA AL

FETO:

• ematogena transplacentare rara

• ascendente rottura delle membrane

• contatto diretto durante il parto

HSV

L’INFEZIONE CONGENITA E’ RARA

Si ritiene tuttora che non esistono gli

estremi per consigliare l’IVG ad una

gravida che contragga l’infezione

primaria nel I trimestre

HSV

INFEZIONE CONGENITA

Si verifica in circa il 4% dei casi durante

una prima infezione con viremia. Possono

verificarsi: IUGR, microcefalo,

idrocefalo, corioretinite e lesioni

vescicolari cutanee.

HSV

CONTAGIO

Se la contaminazione si verifica durante

l’attraversamento del canale del parto,

l’infezione neonatale si manifesta tra il 5°

ed il 17° giorno di vita e tende a

generalizzarsi nel 75% dei casi, con

interessamento poliviscerale, emorragie

diffuse e danni al SNC, con tassi di

mortalità di circa il 70%

HSV

INFEZIONE NEONATALE

3 tipologie di manifestazione:

• SEM (Skin, eye, mouth)

• Sistema Nervoso Centrale

• Disseminata HSV

INFEZIONE NEONATALE

Nonostante la terapia antivirale neonatale

abbia ridotto la mortalità; questa ricorre

nel 15% delle forme riguardanti il SNC

ed il 57% delle forme disseminate.

Inoltre possono residuare convulsioni,

ritardo psicomotorio, spasticità, cecità e

difficoltà all’apprendimento.

HSV

RACCOMANDAZIONI

In tutte le gravide con sintomi recenti

oppure con dati anamnestici di

esposizione al virus, l’ACOG

raccomanda l’esecuzione settimanale, a

partire dalla 36° sett., dell’esame

colturale del secreto cervico-vaginale

HSV

RACCOMANDAZIONI

Nelle gravide sieronegative un ultimo

riscontro sierologico nell’ultimo mese

dovrebbe escludere qualsiasi rischio per

il neonato

HSV

MANAGEMENT CLINICO

In caso di positività colturale è necessario

ricorrere al taglio cesareo elettivo.

In caso di rottura intempestiva delle

membrane il taglio cesareo va effettuato

al più presto e, comunque, non oltre le

4 ore

HSV

TERAPIA

L’acyclovir si è dimostrato il farmaco di

elezione nella terapia dell’Herpes

Simplex, sia nelle forme di infezione

primaria che in quelle di infezione

ricorrente e può essere somministrato

per bocca, in vena o come topico.

HSV

TERAPIA

Non è stata riportata alcuna evidenza

clinica o di laboratorio circa una

eventuale tossicità materna o fetale

dell’acyclovir, anche se somministrato

nel I trimestre.

Infezione da

VIRUS DELL’EPATITE

HCV

Virus dell’epatite C

HCV

PREVALENZA IN ITALIA 3%

• tossicodipendenti 40-70%

• emofiliaci e politrasfusi 50-90%

• emodializzati e trapiantati 10-20%

• omosessuali 5%

HCV

CONTAGIO

La via più frequente è quella ematica.

La via di trasmissione sessuale

appare controversa. Il tasso di

trasmissione verticale madre-feto

varia dal 3% al 30% e avviene

verosimilmente peripartum.

Controindicato l’allattamento al seno.

HBV

Virus dell’epatite B

HBV

PREVALENZA E CONTAGIO

In Italia, dove il virus HBV è endemico, la

prevalenza è del 2-3%, con punte del

22%. Il virus è stato isolato in quasi tutti

i liquidi biologici umani, compreso lo

sperma, e può infettare il feto

HBV

SCREENING SIEROLOGICO

In considerazione del fatto che i 2/3 delle

gravide HBsAg + non appartengono ad

alcuna delle categorie “a rischio”, lo

screening sierologico va effettuato a tutte

le gravide.

HBV

TRASMISSIONE VERTICALE

• presenza di HBsAg

• elevati livelli viremici

• attiva replicazione virale epatocitaria

HBV

TRASMISSIONE MATERNO-FETALE

Poco conosciuto è il meccanismo utilizzato

dal virus per raggiungere il

compartimento fetale, ma si ritiene che il

passaggio avvenga durante il parto

HBV

TRASMISSIONE VERTICALE

In assenza di immunoprofilassi , si verifica

in circa il 10% delle donne HBsAg

positive, ma può arrivare al 90% se è

presente l’antigene HBe, che indica

l’esistenza di una replicazione virale

HBV

TRASMISSIONE VERTICALE

L’immediata somministrazione alla nascita

di immunoglobuline iperimmuni, riduce

la percentuale di trasmissione a meno

dell’1%

HBV

TRASMISSIONE VERTICALE

E’ stato calcolato che in Italia ogni anno

nascono quasi 20.000 bambini da madri

HBsAg +, e di questi 1.000 rischiano di

diventare portatori cronici del virus

HBV

In assenza di immunoprofilassi e

vaccinazione post-natale, i bambini nati

da madri:

• HBsAg positive hanno il 90% di

probabilità di sviluppare un’epatite B

cronica

• anti HBe positive possono sviluppare

facilmente un’epatite fulminante entro i

primi 3-4 mesi di vita

HBV

TRASMISSIONE VERTICALE

Il virus può essere trasmesso anche col latte

materno, ma l’immunoprofilassi passiva

e attiva, obbligatoria in Italia, permette

anche alle madri HBsAg positive di

scegliere l’allattamento al seno

Infezione da

VIRUS DELLA

VARICELLA - HERPES

ZOSTER

VARICELLA - ZOSTER

CARATTERISTICHE

E’ un herpes virus responsabile di

un’infezione esantematica dell’infanzia:

la varicella. Dopo l’infezione primaria

può restare latente nei gangli delle radici

nervose dorsali e craniche per molti anni;

può riattivarsi e provocare un herpes

zoster

VARICELLA - ZOSTER

CONTAGIO

Il virus ha un’incubazione di 15

giorni; il contagio può avvenire 2

giorni prima e 5 giorni dopo

l’esantema.

VARICELLA - ZOSTER

PREVALENZA

L’incidenza della varicella in

gravidanza è di 7 casi ogni 10.000

gravide.

VARICELLA - ZOSTER

TRASMISSIONE VERTICALE

Il virus può essere trasmesso al feto per via

transplacentare durante la viremia

dell’infezione primaria, ma la

trasmissione al feto degli anticorpi riduce

il rischio di infezione fetale all’1-2%.

VARICELLA - ZOSTER

EMBRIOPATIA

L’infezione può provocare l’aborto nel I

trimestre. I danni malformativi sono rari

e possono riguardare il SNC, l’occhio e

ipoplasia delle estremità, oltre alle lesioni

cicatriziali cutanee.

VARICELLA - ZOSTER

INFEZIONE FETALE

Se l’infezione colpisce a termine di

gravidanza il rischio fetale può essere

molto grave, poiché non vi è il tempo

sufficiente, in caso di parto, a trasferire

gli anticorpi materni, per cui l’infezione

neonatale è sovente generalizzata e

mortale nel 20% dei casi.


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110

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19.49 MB

AUTORE

Sara F

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+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Ginecologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni)
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ginecologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Laganà Antonio Simone.

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