Malattie infettive in gravidanza
Complesso TORCH
- T Toxoplasmosi
- O Other
- R Rosolia
- C Citomegalovirus
- H Herpes virus
Malattie infettive a rischio malformativo fetale
- Rosolia
- Citomegalovirus
- Toxoplasmosi
Infezione da virus della rosolia
Il virus della rosolia è un virus ad RNA e l’uomo ne rappresenta l’unico ospite.
Prevalenza della rosolia
Nei paesi occidentali, il 5-20% delle donne in età riproduttiva è suscettibile al virus.
Diagnostica della rosolia
La diagnosi sierologica è attualmente eseguita routinariamente mediante test ELISA, che permette una rapida quantificazione del titolo anticorpale.
L'infezione fetale avviene per via transplacentare in corso di viremia, di regola presente esclusivamente durante l’infezione primaria. La viremia inizia in media 10 giorni dopo il contagio e persiste per 5-8 giorni.
In caso di infezione, le IgM compaiono precocemente e raggiungono un picco in 7-10 giorni e possono persistere anche per 60 giorni. Le IgG compaiono nel siero dalla 2° settimana e persistono indefinitamente.
Nel feto le IgM specifiche sono state evidenziate a partire dalla 22° settimana di gestazione ed il loro riscontro permette la diagnosi certa di infezione fetale mediante cordocentesi.
Oltre alla valutazione sierologica, sono state recentemente introdotte tecniche di biologia molecolare, tra cui soprattutto la PCR, che hanno permesso di evidenziare genomi virali da amniociti e sangue fetale.
Diagnostica della rosolia con PCR
Relativamente poco utile si è rivelata la valutazione mediante PCR sui villi coriali, poiché è stata riscontrata presenza del virus sia in caso di assente infezione fetale, sia in caso di infezione fetale accertata.
Rischio di infezione fetale da rosolia
- 3°-6° settimana: 54-100%
- 13°-18° settimana: 31-44%
- > 18° settimana: basso rischio
Nonostante sia di regola presente un interessamento diffuso, le manifestazioni teratogene di un’infezione precoce sono in genere limitate agli organi con scarsa o nulla capacità di rigenerazione: sistema nervoso centrale, occhio, orecchio e cuore.
Malformazioni principali da rosolia
- Oculari: cataratta, glaucoma, corioretinite
- Cardiache: pervietà del dotto arterioso, stenosi polmonare, difetto inter-atriale
- Cerebrali: sordità, microcefalia, ritardo mentale
Prima dell'introduzione della vaccinazione fu stimato che la rosolia era responsabile del 18-20% di tutte le sordità sensoriali.
Management clinico della rosolia
- < 8 settimane: opzione IVG
- > 8 settimane: PCR su leucociti e amniociti
L'infezione congenita può manifestarsi anche con soli segni aspecifici quali: basso peso alla nascita, porpora e/o splenomegalia.
L'infezione fetale contratta a termine di gestazione conduce ad una malattia postnatale attiva, con possibili quadri di encefalite e polmonite.
Profilassi della rosolia
- I livello: vaccinazione in età scolare
- II livello:
- Vaccinazione preconcezionale
- TORCH in gravidanza
Circa il 10% dei vaccinati rivela una concentrazione anticorpale che declina nel tempo sino ad arrivare, in un periodo di 16-18 anni, a valori inefficaci per la protezione.
La gravidanza rappresenta una controindicazione assoluta alla vaccinazione con virus vivi e attenuati, per il rischio teorico di infezione congenita. È raccomandabile impedire una fecondazione nei tre mesi successivi alla somministrazione del vaccino.
Infezione da citomegalovirus
Il citomegalovirus è un virus a DNA della famiglia herpes virus. Il 50-80% delle donne in età riproduttiva ha avuto contatto col virus ed è immune. In Italia la sieroprevalenza è del 71% e il tasso di sieroconversione è del 2,3%, mentre il tasso di infezione fetale è dello 0,6%.
L'infezione è asintomatica nella maggior parte della popolazione sana, ma il virus viene spesso eliminato per lungo tempo con i vari liquidi biologici (saliva, urine, ecc.) che rappresentano la fonte primaria di contagio.
Diagnosi di citomegalovirus
In gravidanza la valutazione quantitativa dell’antigenemia viene effettuata mediante ELISA o IFA. La determinazione del DNA virale tramite PCR ha una sensibilità del 90%.
In considerazione del fatto che più del 90% degli infetti sono asintomatici alla nascita, la diagnosi di infezione congenita può essere posta esclusivamente mediante isolamento virale dall’orofaringe e/o dalle urine nella prima settimana di vita.
Importante: La presenza di DNA virale, accertato tramite PCR nei tessuti fetali, nelle infezioni materne da rosolia e citomegalovirus, non significa automaticamente infezione fetale.
Trasmissione verticale di citomegalovirus
Al contrario di quanto accade per la maggior parte delle infezioni in gravidanza, il coinvolgimento fetale da citomegalovirus può avvenire sia nel corso di una prima infezione materna che in caso di reinfezione.
Reinfezione da citomegalovirus
Delle donne IgG-positive, solo 1-2% va incontro a reinfezione in gravidanza.
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