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Kipling affermò: “ho 6 servitori fedeli. Mi hanno insegnato tutto quello che so. I loro nomi sono: COSA e

PERCHE’ e QUANDO e CHI e DOVE”.

Il come si può tradurre in WITHWHAT.

Ampliato il numero delle W:

WHEN CHI

WHAT CHE COSA

WHOM A CHI

WHEN QUANDO

WHERE DOVE

WITHWHAT COME

WHY PERCHE’

In latino iniziano tutte con la Q – nella comunicazione è buona regola attenersi alla sequenza delle

informazioni secondo lo schema LASSWELL + KIPLING:

- Chi organizza l’evento

- Di che cosa si tratta

- Quando si svolge

- Dove si svolge

- Perché si svolge

- Come si svolge

IL PIANO DI COMUNICAZIONE

Punto di partenza per avviare un’attività di comunicazione – definisce gli obiettivi generali e particolari della

comunicazione.

UFFICIO STAMPA

Svolge attività principali per comunicare un evento – strumenti:

- COMUNICATO STAMPA (si informano i giornalisti della prossimità di un evento e delle sue

caratteristiche – 1)allertare i mass media, 2)save the date, 3)info sull’evento e fare notizia)

- CONFERENZA STAMPA (si invitano i giornalisti a partecipare ad un incontro nella sede della società

organizzatrice dell’evento per presentare l’iniziativa – comunicazione biunivoca)

- NEWSLETTER (strumento per raggiungere il pubblico sul territorio locale e comunicare via e-mail o

cartacea)

- E-MAIL (invio di informazioni sul pc)

- SMS (formula più aggiornata di rapporto diretto con il destinatario finale)

GLI STRUMENTI DI COMUNICAZIONE INTEGRATA

- LOGOTIPO/MARCHIO: necessità di caratterizzare la componente visiva della comunicazione –

logotipo: carattere tipografico che si sceglie in base allo stile che il committente vuole dare alla sua

immagine, marchio: disegno che riprende un’immagine reale o fantasiosa con il quale il

committente vuole caratterizzare la sua immagine.

- IMMAGINE COORDINATA: dare precisa visibilità a tutti i mezzi che il soggetto utilizza per

comunicare.

- BROCHURE: deve avere una grafica, un formato, un tipo di carta sobria, elegante o appariscente a

seconda del target e contenere informazioni e messaggi espliciti.

- DEPLIANT: pieghevole contente informazioni sul soggetto e prodotto e i tipi di attività e servizi.

- LEAFLET: foglietto, volantino.

LA PUBBLICITA’

- Classica: inserzioni su quotidiani nazionali e locali, manifesti, poster ecc.

- In tv: mezzo di comunicazione di massa più diffuso, spot pubblicitari.

- Nei cinema: nato quasi insieme al cinema.

- Radiofonica: trasmessa sulle radio, molto ascoltata da tutti, parole-chiave ripetute.

- Mobile: sui mezzi pubblici, treni, metropolitane, taxi.

IL MARKETING

- Mobile marketing: cellulari, ipad, tablet ecc. Stanno allargango le frontier della comunicazione e

dell’informazione.

- Direct marketing: comunicazione rivolta al destinatario con un rapporto personale o con la

spedizione di materiale a casa o all’account di posta elettronica – necessita di una maining

list/database.

- Co-marketing: banche e aziende possono essere interessate a posizionarsi come partner di agenzie

o società non concorrenti per un’espansione di business.

- Gadget/merchandising: oggetti che servono per ricordo di un certo avvenimento al quale si è

assistito.

- Data base: archivio di nomi e indirizzi.

L’ANALISI DEL CONTENUTO

Tecnica che permette di individuare i punti di forza e debolezza della comunicazione – messaggio che gli

organizzatori di un evento inviano al potenziale pubblico ha una FORMA NARRATIVA – racconto.

- Analisi testuale: sottotesto che può contenere messaggi subliminali, parole ambigue o occulte –

ricerca delle parole chiave che restano nella memoria del lettore.

- Analisi di misura: quanto spazio della pagina il direttore ha destinato alla notizia.

LA PRESS (E)VALUATION

Problema: come valutare il ROI della campagna stampa avviata sui mass media – la rassegna stampa finale

è un documento sul quale riflettere.

Formazione del pubblico, rapporto tra mission e validità dell’offerta, consenso pubblico ecc. – dall’analisi

quantitativa possiamo ricavare anche elementi economici – valutare i risultati della comunicazione.

ORGANIZZARE MOSTRE

LE COMPETENZE DELL’ORGANIZZATORE

Deve avere una cultura di base, egli è l’interlocutore dei vari protagonisti dell’evento – competenze

specifiche e know-how sul sistema dell’arte.

Deve conoscere leggi e regolamenti per la gestione degli spazi espositivi e avere capacità relazionali.

Manager che opera nel settore culturale.

LE RISORSE UMANE

Le figure professionali sono:

- CURATORE (figura chiave, specialista della materia con conoscenze particolareggiate dell’artista –

talvolta è lo stesso artista o il titolare della galleria privata. Interviene nella comunicazione tra

artista e visitatore con una sua chiave di lettura. Il visitatore comunica con la mostra)

- ARCHITETTO/DESIGNE/SCENOGRAFO (cura l’allestimento della mostra in collaborazione col

curatore – è colui che mette in relazione spazi e opere con ricerche stilistiche)

- LIGHTDESIGNER (uso ragionato delle luci e delle ombre, correlato alle opere a all’ambiente,

posizionamento dei corpi per luminosità, qualità, intensità, densità, potenza inducono un’emozione

o esaltano il messaggio che l’artista ha voluto dare)

- GRAFICO (con segni, simboli e colori consente la lettura di una mostra – poter leggere informazioni

relative all’artista attraverso CARTIGLI: schede con titolo, materiale, dimensioni, data ecc. cura

l’immagine coordinata e inventa nuove forme di comunicazione grafica)

- EDITOR (azienda che cura il catalogo della mostra – trasportare su carta o CD immagini delle opere

esposte mediante tecniche specifiche cambiando l’esperienza del visitatore)

- WEBMASTER (manager che occupa un ruolo agendo dentro la filosofia del committente –

garantisce l’allestimento di un sito per presentare uno specifico evento)

- FUNDRAISER (ricercatore delle risorse finanziarie – preparato a contattare i potenziali sponsor,

esperto di marketing, deve coinvolgere gli stakeholder ricevendo un ritorno economico)

- LOCATION MANAGER (ruolo strettamente legato alla strategia di rendere itineranti le mostre –

cercare e trovare luoghi idonei, pr che deve trattare e coinvolgere direttori di musei e gallerie per

ottenere le loro disponibilità locative)

LE TIPOLOGIE

- MOSTRE PERMANENTI: compongono una collezione permanente in un luogo e di proprietà

dell’istituzione dove è collocata – frutto di accumulazione di opere avvenuta per anni e secoli. Ne

esistono anche di private. Possibile fare visite guidate, bookshop, merchandising ecc.

- MOSTRE TEMPORANEE: organizzate anche dai musei, una volta finito il loro tempo previsto

vengono smontate e riallestite in altri luoghi cominciando un tour.

- MOSTRE ITINERANTI: pensate già dall’origine per essere esposte in più sedi – scambio, prestiti di

opere tra i musei e gallerie, strategia di marketing.

- MOSTRE VIRTUALI: eventi in streaming attraverso il pc – trasformazione in formato digitale di

mostre reali, riportando oggetti reali scannerizzati in 3D in un ambiente web.

- HAPPENING: evento multiplo – durante l’evento interagiscono in modo CAOTICO, ALOGICO,

INDETERMINATO diversi strumenti e linguaggi. Lo spazio dell’evento non è luogo è un non luogo

che si modifica durante l’evento.

- PERFORMANCE: Marina Abramovic – atto che l’artista/performer compie in un determinato

momento dinanzi al pubblico, l’artista riempie la scena di se. Atto comunicativo e coinvolgente e

spesso il pubblico è inattivo – il performer agisce su se stesso spesso e ha coscienza di fare un gesto

artistico. mira a colpire l'inconscio, a provocare un turbamento ed evocare situazioni irreali.

- ESPOSIZIONI INTERNAZIONALI – EXPO: eventi che attengono a livelli alti della professione di

organizzazione di eventi – somma di tanti medio-piccoli eventi che si possono estendere su

centinaia di migliaia di metri quadri o di intere città.

Le mostre si differenziano anche per gli oggetti che mostrano:

- QUADRI E SCULTURE (manufatti realizzati da un’artista su supporti come tela, muri ecc.)

- FOTOGRAFIA D’ARTE – VIDEO ARTE (visual communication)

- OGGETTI DI ARTIGIANATO E DESIGN (pensati per uso domestico – genialità creativa)

- GRAFICA PUBBLICITARIA (primo non è di fare un’opera d’arte ma lo diventa quando viene esposta

nel museo)

- REPERTI ARCHEOLOGICI

- DOCUMENTAZIONE DI SCOPERTE SCIENTIFICHE (ricostruzione di pezzi storici)

Le mostre possono essere ordinate per autore, materia, tecniche, quali:

- PERSONALI/COLLETTIVE (espongono opere di un solo artista o di più artisti)

- MATERICHE (si espongono oggetti in base ai materiali usati e si riconosce un contenuto artistico)

- DOCUMENTATIVE (documentati eventi artistici)

- TECNICHE DI PRODUZIONE (panoramica su come si produce l’arte)

- CRONOLOGIA (senso della evoluzione di un artista)

- ANTALOGICHE (periodi che danno conto della produzione del singolo artista)

- CORRENTI ARTISTICHE (documentano per periodi, la nascita e l’evoluzione degli artisti)

LE LOCATION

Luoghi di allestimento di mostre, possono essere istituzionali o innovativi:

- MUSEI (luoghi tradizionali e storici delle esposizioni d’arte)

- ISTITUZIONI PUBBLICHE (biblioteca comunale, archivio storico o piccole collezioni d’arte)

- GALLERIE D’ARTE PUBBLICHE (versione più dinamica dei musei – orientate verso la modernità)

- GALLERIE D’ARTE PRIVATE (strutture sul territorio riadattate a scopi espositivi e rivolte al

moderno)

- COLLEZIONI PRIVATE (difficilmente aperte al pubblico – frutto della passione di ammiratori che

acquistano opere)

- CASE MUSEO (abitazioni private di cittadini collezionisti – vengono lasciate in eredità a istituzioni

pubbliche con il legato di tenerle conservate così come sono e mostrarle al pubblico)

- ATELIER D’ARTISTA (luoghi dove l’arte può essere vista nel suo farsi)

- CASCINE-MASSERIE (tendenza di portare l’arte in luoghi alternativi di consumo culturale misto ad

esperienze turistiche)

- STRADA (luogo di socializzazione e l’arte è stata componente essenziale in questo processo)

- CASE PRIVATE (di amanti dell’arte che sono messe a disposizione di artisti per piccole mostre)

LA COMUNICAZIONE

La comunicazione di un museo ha caratteristiche fondamentalmente durature – esistono di per se e fanno

parte dei servizi al cittadino. Musei pubblicizzati un po’ ovunque

Le gallerie d’arte hanno bisogno di rinnovare costantemente la loro presenza nel territorio perché va

pubblicizzato non il luogo ma il loro contenuto.

L’ORGANIZZAZIONE

Consiste in vari step:

ATTIVITA’ PREPARATORIE

- Briefing con il committente su contenuti, esperti, budget

- Brainstorming dello staff

- Definizione contratti con esperti

- Reperimento e localizzazione delle opere

- Definizione data e durata

- Campagna stampa e pubblicità

INIZIO LAVORI E ALLESTIMENTO DELLA MOSTRA

Momento clou di tutta l’organizzazione perché la macchina si mette in modo e tutto deve essere stato

preparato.

PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA ALLA STAMPA

Poche ore prima dell’apertura della mostra si convoca una conferenza stampa-preview per anticipare ai

giornalisti il contenuto della mostra.

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA

Visita riservata ad un pubblico selezionato, dopo l’inaugurazione c’è la cena riservata allo staff, ai prestatori

d’opere oppure una cena di gala.

APERTURA DELLA MOSTRA AL PUBBLICO

Dal secondo giorno la mostra inizia a vivere il suo normale ritmo.

CICLO DI VITA DELLA MOSTRA

Avviamento, maturità, flessioni, declino, proroga, itineranza.

CHIUSURA DELLA MOSTRA

Avviene alla data prevista – se la mostra ha avuto successo si può prevedere una proroga. Comunicato

stampa di chiusura, press evaluation, rassegna stampa, customer satisfaction dei visitatori.

ITINERANZA DELLA MOSTRA

La mostra vive una nuova vita.

BUDGET

Totale complessivo spese: 211'750,00€

ORGANIZZARE CONVEGNI

LE COMPETENZE DELL’ORGANIZZATORE

Conoscenze del mondo, gestione del pubblico, specifica formazione per la gestione e la formazione del

personale interno e front office.

LE RISORSE UMANE

- Committenti/promotori: aziende industriali, commerciali, culturali ecc. – il convegno è uno

strumento per la comunicazione dell’impresa e affronta un tema che lo interessa all’interno della

propria strategia. Il convegno mette insieme persone fisiche – l’importanza del committente è

molto forte.

- Curatore: figura interna alla organizzazione del committente – specifiche competenze e ruoli

coerenti con il tema del convegno. Non ha compiti organizzativi.

- Comitato scientifico: rappresenta e garantisce le conoscenze dei soggetti da coinvolgere nel

convegno – gestisce i rapporti durante il convegno.

- Relatori: sono la voce del convegno – attraverso i quali il committente cerca di accreditare il suo

progetto. Rapporto con il pubblico, non serve confrontarsi.

- Architetto/allestitore: organizzare spazi agibili per persone fisiche che devono agire in un certo

luogo – intervenire sulla dislocazione del pubblico e sull’arredo della location.

- Scenotecnico: allestisce la location con tutta la strumentazione audio e video necessaria a facilitare

l’ascolto, la vista e la comprensione tra relatori e pubblico

- Location manager: figura che cerca sedi adattabili all’idea progettuale dell’architetto.

- Grahic designer: compito di comunicare tutte le informazioni necessarie durante l’evento

attraverso le immagini.

- Webdesigner: crea un sito web del convegno.

- Operatore turistico/personal shopper: figura che fa conoscere le bellezze della città del convegno.

LE TIPOLOGIE

- Eventi con finalità di informazione culturale e politica per un pubblico INDIFFERENZIATO (spettacoli

che possono durare anche solo un pomeriggio o un solo giorno)

- Eventi con finalità di formazione politica e culturale

- Eventi con finalità scientifiche

- Eventi con finalità formative della personalità

- Eventi con finalità di studio

- Eventi con finalità relative al tempo libero

- Eventi con finalità operative che prevedono la produzione di idee – workshop

- Eventi con finalità commerciali come presentazione di prodotti ecc.

LA LOCATION

Luoghi dove si svolgono i convegni fanno parte del PACCHETTO che viene offerto al partecipante:

- ALBERGHI (strutture già predisposte all’accoglienza di un numero notevole di persone)

- CENTRI CONGRESSI (appositi per ospitare questo tipo di iniziative)

- QUARTIERI FIERISTICI (hanno molte più possibilità di alberghi e centri congressi)

- LOCALITA’ TURISTICHE (l’offerta è coniugata con il tempo libero e la vacanza)

- NAVI DA CROCIERA (comprendono i vantaggi delle località turistiche)

- STRUTTURE ALTERNATIVE (dare una personalità alla location – luogo è già strumento di

comunicazione)

LA COMUNICAZIONE

- Preparazione del media planning

- Primo comunicato stampa

- Secondo comunicato e conferenza stampa

- Spedizione inviti cartacei

- Recall telefonico (richiamare a seconda dell’urgenza, relatori, giornalisti ecc. per ricordare la loro

adesione e assicurarsi della loro presenza)

- Conferenza stampa (2 giorni prima – confronto e verifica della validità dell’iniziativa)

- Rassegna stampa

L’ORGANIZZAZIONE

È necessario che sia pianificata in vari step e che siano previste attività di verifiche intermedie come segue:

Briefing con committente:

individuazione degli obiettivi e delle aspettative per informazioni sul programma – conoscenza delle

esigenze dell’architetto/allestitore e dello scenografo.

Attività preparatorie:

- Sull’oggetto (acquisizione informazioni su problematiche del convegno)

- Sul quando (obbligatorio: se si devono rispettare ricorrenze fisse, a scelta: in base a obiettivi del

committente)

- Sul dove (alberghi, centri congressi ecc.)

- Sul chi (individuazione destinatari tradizionali e possibili nuovi pubblici)

- Definizione degli accordi (con i relatori, definizione tempi, individuazione location)

- Progettazione immagine coordinata

- Attività collaterali (preparare informazioni su cene di gala, visite ai musei ecc.)

Piano di produzione e comunicazione del programma:

- Definire il layout del programma cartaceo

- Informazione online

Attività intermedie:

- Preparare testi per la stampa e invio comunicati stampa

- Preparare progetto allestimento

- Convocare conferenza stampa

Attuazione:

- Allestimento definitivo location

- Verifiche e controlli

- Verifiche del giorno prima

- Gestione evento secondo programma (l’organizzatore accoglie i relatori in sala, indica il CHAIRMAN,

ricorda l’ordine degli interventi, ringrazia i relatori, saluta promotore e pubblico e “diamo la parola

al chairman… che dirigerà i lavori. Tanti auguri a tutti” e abbandona la scena)

Inizio lavori:

- Arrivo e accoglienza del pubblico

- Arrivo e accoglienza delle autorità e dei relatori

- Apertura dei lavori (lo speaker saluta e ringrazia le autorità e cede la parola al chairman)

- Il chairman (organizza gli interventi dei relatori, cede la parola, chiede di intervenire, cede la parola

al pubblico)

- I partecipanti possono visitare gli stand degli espositori

- Ritorno in assemblea plenaria

- Il chairman chiude i lavori del convegno

- Durante le giornate i partecipanti e accompagnatori potranno partecipare ad eventi turistico-

culturali.

Post evento:

uno o due giorni dopo la chiusura del convegno, lo staff si riunisce per esaminare come è stato gestito

l’evento e le eventuali disfunzioni:

- Congruità della segnaletica e delle informazioni

- Differenziale tra prenotati e partecipanti

- Disdette relatori e/o autorità

- Deficienze dei fornitori

- Malfunzionamento delle apparecchiature

- Agibilità della sala

Un aspetto importante è la riuscita dell’attività di comunicazione.

BUDGET

Materiale cartaceo, materiale espositivo, audio-video, impianto satellitare per collegamenti, risorse umane,

documentazione fotografica, aziende fornitrici, ospitalità relatori, ufficio stampa, compenso agenzia.

Totale complessivo spese: 83'300,00€

ORGANIZZARE FIERE

LE COMPETENZE DELL’ORGANIZZATORE

Si distingue in 2 categorie professionali:

- Chi gestisce la fiera come organizzazione generale di un quartiere fieristico

- Chi organizza la partecipazione dell’espositore e l’allestimento del prodotto

Conoscere le tecniche espositive e conoscere le leggi e i regolamenti da rispettare – avere una rete di

relazioni con gli altri soggetti in grado di progettare, allestire il prodotto e il suo stand.

LE RISORSE UMANE

- PRODUTTORE: imprenditore o proprietario che attraverso strategie di marketing valuta

l’opportunità di partecipare ad una fiera.

- RAPPRESENTANTE: colui il quale lavora sul territorio in nome e per conto dell’imprenditore.

- COMMITTENTE: può essere anche una società – produce servizi e incarica la società per la

promozione della sua attività immateriale.

- ARCHITETTO/ALLESTITORE: crea l’ambiente – stand, in cui vengono esposte le merci. Lo stand deve

stupire e catturare l’attenzione del visitatore invitandolo ad entrarci.

- GRAFICO: professionista che attraverso i segni comunica e informa il visitatore di una fiera e ne

attrae l’attenzione.

- ILLUMINOTECNICO: concorre con luci ed effetti speciali a rendere lo stand luogo di stupore.

- PERSONALE AZIENDALE: molto importante perché rappresenta in prima persona l’azienda

espositrice.

- HOSTESS: oltre a rappresentare lo stile dell’azienda, rappresentano il primo contatto con il

visitatore.

LE TIPOLOGIE

La fiera nasce come mercato di merci le cui origini risalgono a decine di secoli fa.

- Campionaria: per campioni, esporre la propria merce per campioni.

- Specializzata: modalità espositiva più in uso oggi – presenza di più aziende che presentano un solo

prodotto o tipologie diverse dello stesso prodotto. Categorie di artigianato, lusso, arte ecc.

- Saloni: fiere di alto rango nei quali i produttori presentano prodotti del loro core business di ultima

generazione.

- Sagre e mercati: feste e luoghi dove possono essere promossi prodotti locali e assegnazioni di

premi – organizzazione complessa perché prevedono il coinvolgimento di espositori, spazi e attività

di comunicazione.

- B2B: business to business – favoriscono l’incontro tra produttore e compratore, il compratore può

essere a sua volta un venditore. Riservato esclusivamente alle aziende.

- B2C: business to consumer – prevede l’acquisto diretto del prodotto da parte del consumatore nel

momento in cui si svolge la fiera.

LE LOCATION

I quartieri fieristici:

Luogo per antonomasia dove si tengono le fiere – nacquero davvero vicine al centro della città per potervi

accedere facilmente.

LE TIPOLOGIE DI STAND

Nella partecipazione ad una fiera ha molta importanza l’organizzazione dello stand – spazio fisico in cui

viene esposta la merce (NEGOZIO).

Per stand indoor si possono usare:

- FONDALI (materiali morbidi e resistenti usati come sfondo di uno stand e senza pareti laterali –

allestimenti molto minimal)

- PARETI A DUE O TRE LATI (rigide o semirigide – delimitano lo spazio espositivo, forma classica e un

lato aperto consente un rapporto diretto tra l’espositore e il visitatore)

- COTRUZIONI PIU’ PIANI (a due o più livelli – utilizza lo spazio in verticale con maggiore visibilità e

attrattività scenografica. Impedimento logistico per anziani e disabili, scarsa visibilità del prodotto)

- CUPOLA (in cui prevale la copertura, visibile da tutti i lati e percorribile dai visitatori da tutte le

parti. Cupola geodetica: area chiusa a forma di semisfera allungata –interno non visibile bisogna

entrare)

- CUBICA/PARALLELEPIPEDA (chiusa con un solo vano di ingresso e uno di uscita e che non permette

la visibilità del prodotto all’esterno)

- GAZEBO (copertura a piramide senza ingombri laterali e a PAGODA – gazebi chiusi da tutti i lati

come una tenda del deserto. Creare un percorso coperto)

- TUNNEL (coperture semisferiche spesso trasparenti)

- TORRE (struttura sviluppata in altezza)

- TRALICCI (alluminio e possono essere usati in sospensione al soffitto)

LA COMUNICAZIONE

La partecipazione a una fiera ha scopo pubblicitario – per raggiungere gli obiettivi bisogna preparar un

PIANO DI COMUNICAZIONE con azioni comunicative prima, durante e dopo la fiera.

Strumenti più idonei a raggiungere il pubblico:

- PUBBLICITA’ (in fase pre-event – tenere conto di chi è il destinatario e qual è il costo del messaggio)

- ADDOBBI VISIVI (in fase di attuazione – eventi di animazione, workshop, meeting, cene di gala)

- MANTENERE I CONTATTI CON I VISITATORI (in fase di feedback – archivio della conoscenza

dell’azienda in base al quale progettare la comunicazione della prossima fiera)

L’ORGANIZZAZIONE

Attività propedeutica:

il committente decide il FAIR PLANNING cioè a quali fiere intende partecipare – l’ufficio marketing prende i

contatti con la fiera e localizza lo stand nel padiglione dove si terrà la fiera.

Attività preparatoria:

- Definire un budget di massima

- Allestimento

- Scegliere la ditta allestitrice

- Scegliere il grafico dell’immagine

- Preparare un sito web

- Definire attività promozionali e di animazione dello stand

Attività intermedie qualche ora prima dell’apertura:

- Verifica funzionamento di tutte le apparecchiature

- Verifica posizionamento front office della saletta del ricevimento

- Verifica materiale informativo

- Verifica del look delle hostess

- Verifica della pulizia dello stand

- Inaugurazione

- Verifica giornaliera di tutte le attività

- Chiusura della mostra al giorno previsto

- Dopo fiera – analisi dei contatti e contratti firmati, verifica delle spese e del budget

- Preparare report finale

IL BUDGET

Quote di partecipazione, affitto spazi, allestimento stand, noleggio, acquisto, risorse umane, attrezzature,

varie.

Totale complessivo: 45'100,00€

ORGANIZZAZIONE EVENTI DI MODA

LE COMPETENZE DELL’ORGANIZZATORE

Gli eventi di moda sono manifestazioni che hanno come oggetto la presentazione, la promozione e la

comunicazione di prodotti di moda.

Lo stilista è il creatore del prodotto ed è fisicamente presente – il regista dell’evento è una figura

fondamentale che da un’idea sua all’allestimento. Le modelle e i modelli hanno le loro necessità.

LE RISORSE UMANE

- STILISTA (è nella moda il protagonista assoluto – la sua opera è come quella dell’architetto che con

i materiali oggetto del suo lavoro costruisce un prodotto fatto di forme e armonie. PUNCTUM: da

dove parte un disegno e la PUNTA DELL’AGO è il punto di inizio della manifattura dell’abito. La

GRIFFE è il marchio dello stilista e la MAISON è la casa di moda dello stilista)

- REGISTA (è il costruttore dell’evento – trasformatore di un’idea astratta e di un prodotto materiale

in un evento. Cura la regia delle sfilate ecc.)

- BUYERS (sono i compratori – figure-chiave nella moda perché è dalle loro scelte e dai loro

investimenti che un prodotto avrà successo o meno in vendita)

- CASTING EDITOR (colui che coordina la selezione e la gestione delle modelle – interpreta l’idea

dello stilista e deve capire il mood della collezione)

- BOOKER (colui che cura la promozione delle modelle e dei prodotti attraverso la preparazione di

book fotografici e video spot)

- TREND SETTER (colui il quale detta la moda – analizza le esigenze del mercato, gli usi e costumi già

presenti in comunità e rende inadatto usare un capo piuttosto che un altro)

- COOL HUNTER (è il ricercatore di freschezze – figura che non appare sulla scena ma volge un ruolo

molto importante. Va a caccia di spunti in giro per il mondo)

- FOTOGRAFO E LO SHOOTING (la fotografia è un mezzo fondamentale per veicolare i prodotti e

anche i valori di riferimento – shooting fondamentale nella promozione di un prodotto di moda)

- MODELLE/MODELLI (giovani persone che per professione indossano abiti – professione autonoma

e devono valorizzare quello che indossano apparendo asessuati e non devono esaltare la loro

bellezza)

- HAIR AND MAKE UP STYLIST (creano le acconciature e i trucchi delle modelle)

- TESTIMONIAL (con la sua partecipazione a un evento indossando un capo GRIFFATO fa pubblicità

allo stilista)

- LIGHT/SOUND DESIGNER (molto importanti perché fanno parte della messa in scena del prodotto –

sono un linguaggio e creano il ricordo e l’esperienza)


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Corso di laurea: Corso di laurea in Comunicazione, Media e pubblicità
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher whiteb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione e gestione degli eventi e dello spettacolo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm o del prof Monno Saverio.

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