Gestione della tecnologia, dell'innovazione e delle operations
Capitolo 1 - Innovazione, società e sviluppo economico
Agenda
Ha un forte impatto sulla crescita economica; influenza la società ma a sua volta è influenzata dalla società; pone problemi di natura sociale ed etica e può avere effetti potenzialmente nocivi; pone questioni relative alla sostenibilità innovazioni sostenibili.
- Le rivoluzioni industriali
- La meccanizzazione puntuale e la produzione di massa
- Automazione, web e innovazione digitale
Video di Stanley Kubrick
Stanley Kubrick, regista, immagina il momento in cui l’uomo passa dallo stato primitivo a quello dotato di conoscenza e tecnologia. Lo scimmione/ominide casualmente prende un osso nelle mani e scopre l’effetto leva: la sua forza aumenta enormemente se usa quest’osso per rompere oggetti rispetto all’uso delle sue sole mani. Nella scena successiva l’ominide utilizza quest’osso per abbattere una preda. La prima cosa che ci viene detta da questo video è che la tecnologia ha a che fare con la conoscenza. Nel momento in cui, casualmente, lo scimmione utilizza quest’osso si rende conto che questa cosa moltiplica le sue forze. Questa conoscenza può rimanere astratta ma lo scimmione si rende conto della sua potenzialità, trovando delle applicazioni. La tecnologia è una conoscenza che ha un’applicazione pratica, utilizzabile ai fini della soluzione di un problema, qualunque sia la sua natura.
Questo filmato ci mostra anche la casualità di questa scoperta ma quanti altri scimmioni prima di lui hanno già avuto questa esperienza? Altri milioni sicuramente, ma pochi hanno appreso la potenzialità di questa scoperta, che l’autore vede come intervento divino. La tecnologia inoltre, in sé, non è né buona né cattiva, è neutrale. È il suo uso che determina la bontà o cattiveria della sua applicazione. È un aspetto etico.
1. Il ruolo della tecnologia nello sviluppo economico
Quando lo scimmione prende l’osso e inizia ad utilizzarlo per applicazioni diverse, l’uso nuovo che ne trova è definito innovazione. Questa nasce o da una nuova conoscenza o da una nuova applicazione.
Fino a qualche anno fa la metafora più forte sul tema del management nel mondo delle imprese era quella della guerra, il management è iniziato infatti in periodo di guerra e ci sono molte metafore di tipo bellico. Da qualche anno c’è un nuovo linguaggio emergente, quello dell’innovazione che sta sostituendo quello di tipo bellico. La scienza e la tecnologia determinano il livello dello sviluppo economico e influiscono sulle condizioni sociali e politiche di un paese.
Il tema dell’innovazione è centrale per l’economia. Le tecnologie dell’informatica e della comunicazione hanno alcune caratteristiche che ne fanno un unicum nella storia evolutiva del processo tecnologico:
- Rapidità nella riduzione dei costi: nelle imprese ci si è resi conto che la tecnologia può cambiare in modo significativo i costi di produzione, e lo può fare velocemente.
- Interdipendenza tecnologica: rispetto al passato, ora la tecnologia crea delle relazioni con altre tecnologie e i suoi sviluppi dipendono gli uni dagli altri. Tale pervasività riguarda la capacità di investire ogni settore e impresa, senza eccezioni. Lo sviluppo delle automobili ora dipende molto dallo sviluppo della tecnologia dei microprocessori. Le nuove tecnologie coinvolgono tutti i comparti e le funzioni aziendali.
- Impatto sui meccanismi economici: le tecnologie stanno condizionando tantissimo gli assetti competitivi dei settori. Interi settori vengono trasformati dall’arrivo di una nuova tecnologia. Le imprese che non sono in grado di seguire queste evoluzioni possono trovarsi in una condizione molto svantaggiata.
Delle aziende che oggi esistono e sopravvivono, la stragrande maggioranza è nata di recente. Delle aziende più grandi al mondo che esistevano dopo le guerre mondiali, oggi ne esistono ancora al massimo 15. Le aziende, raramente, resistono più di 50 anni di vita. Le aziende già consolidate fanno fatica a seguire il processo di sviluppo tecnologico.
Le ondate dello sviluppo tecnologico
Questi “scimmioni” arrivano ad ondate, queste scoperte non sono isolate ma arrivano a grappoli. È sempre stato così nella storia delle evoluzioni. Grappoli di innovazioni tecnologiche vengono definiti “ondate tecnologiche”, si sviluppano in parte in modo autonomo e in parte con intrecci, capaci di modificare in tempi brevi gli assetti produttivi e di consumo. L’espressione indica che i cambiamenti della cluster tecnologia non avvengono in modo isolato, ma attraverso di scoperte scientifiche e applicazioni che si accompagnano e alimentano vicendevolmente.
Dalla fine del ‘700 abbiamo avuto sei ondate e siamo nel corso della sesta. La prima ondata è l’ondata della meccanizzazione dell’industria tessile e l’utilizzo del ferro. Circa cento anni dopo siamo nel culmine della seconda ondata, con l’utilizzo della macchina a vapore e lo sviluppo dei trasporti con l’utilizzo dell’acciaio e dell’industria cotoniera. La terza ondata arriva prima della Prima guerra mondiale e termina nel 1950 con l’utilizzo dell’elettricità e lo sviluppo dell’automobile e il motore a combustione. Dopo la Seconda guerra mondiale abbiamo la quarta ondata, con l’industria petrolchimica (di cui ci lamentiamo ora delle conseguenze) con lo sviluppo dell’elettronica e la conquista della luna per arrivare a quando eravamo piccoli con la quinta ondata e lo sviluppo dei network digitali, software e biotecnologie. La sesta, e ultima, ondata con l’era della robotica, intelligenza artificiale, chimica verde, nanotecnologie e genomica.
Si può notare dal grafico che le ondate sono sempre più brevi con grandi innovazioni. A periodi di esplosione può anche darsi che ci siano periodi di stasi. Ogni ciclo di innovazioni guidate dalla tecnologia ha un contenuto innovativo notevolmente superiore a quello precedente, comportando un tasso di innovazione maggiore rispetto ai cicli anteriori. Questa ondata che stiamo vivendo deve ancora dispiegare i suoi effetti e conseguenze.
2. Innovazione tecnologica e crescita economica
Robert Solow è il primo che afferma che la tecnologia influenza la crescita economica e anche che questa lasci un residuo che permette ai paesi meno sviluppati di svilupparsi. C’è da dire che in realtà sappiamo che sono aumentati i divari (non è vero l’assunto di facile trasferibilità del progresso tecnico tra paesi).
Robert ha individuato nella tecnologia quella parte della crescita del prodotto interno lordo PIL di un paese non spiegata dalla produttività nei tradizionali fattori di produzione, capitale e lavoro. In base al modello di Solow è possibile prevedere che il progresso tecnico, oltre che agire sulla produttività dei fattori di produzione, genera una crescita del reddito pro capite di lungo periodo. Solow si pone la domanda su cosa sia la tecnologia, Romer ne deriva che la tecnologia è conoscenza che non è acquisibile dall’esterno, essa va sviluppata internamente, è endogena. Questa teoria dà importanza cruciale alla ricerca e sviluppo, alla generazione delle nuove tecnologie e al capitale umano, quindi elementi endogeni, come fattori che spiegano la crescita economica vista come processo di trasformazione continua. La dotazione di conoscenza che esiste in un paese è fondamentale per lo sviluppo economico.
Nella storia dell’umanità è successo che quando le ondate tecnologiche si sono intensificate il PIL pro capite sia salito vertiginosamente. In questo grafico vediamo la crescita del PIL dalla rivoluzione industriale, aumentato ad una velocità senza precedenti nella storia dell’umanità.
Se un paese vuole crescere deve investire in ricerca e capitale umano come dimostra il grafico qui sotto. Alcuni economisti hanno identificato quale fattore principale in grado di spiegare gran parte del livello di sviluppo economico il cosiddetto sistema innovativo: la capacità tecnologica espressa in termini di brevetti, pubblicazioni scientifiche, infrastrutture ICT, livello d’istruzione e altri fattori capaci di influenzare lo sviluppo e la diffusione delle innovazioni. La tecnologia genera uno spostamento dai beni ai servizi (acquisto bici, servizio di bike sharing).
3. Innovazioni e società
La tecnologia genera contrazione dello spazio e del tempo (studenti possono seguire la lezione anche online, quindi non presenti fisicamente; non è necessario uscire di casa e comprare un bene ma basta accendere il computer e confrontare le offerte).
L’innovazione appare in rapporto con la continua evoluzione della società: in essa possiamo vedere la risposta data dalla conoscenza scientifica alle esigenze e ai bisogni della società. L’innovazione tecnologica modifica la vita delle persone attraverso un incremento del reddito individuale. La tecnologia e l’innovazione hanno favorito il passaggio da un’economia dei beni ad una dei servizi, l’innovazione è diventata fonte primaria del cambiamento nelle istituzioni e nelle attività.
Richard Florida (sistema delle 3 T) si è posto la domanda chiedendosi se è vero che la tecnologia ha un ruolo così importante e perché ci sono aree nello stesso paese più sviluppate e aree meno sviluppate in termine di innovazione. Il contesto sociale influenza i processi innovativi che avvengono nelle organizzazioni. Nel modello delle tre T, alla base dello sviluppo economico vi sono tre elementi importanti di una società: tecnologia, talento e tolleranza.
La tecnologia sola non basta, è alla base dello sviluppo economico, ha un ruolo molto importante ed è il talento (capitale umano) che la città è in grado di attirare. Inoltre, le città più tolleranti crescono di più, perché ci sono maggiori scambi di idee tra diversità di razza, religione, etc. È stato anche sviluppato un indice GCI, Global Creativity Index, per misurare e classificare ogni anno 139 paesi del mondo. Nella classifica del 2015 figura al primo posto l’Australia, seguita da Stati Uniti e Nuova Zelanda.
4. Tecnologia e responsabilità sociale
Alla tecnologia è legata una responsabilità sociale, il benessere che genera la tecnologia porta anche alla disuguaglianza tra gli individui che la hanno e che non la hanno. La tecnologia sta permettendo a chi è in grado di usarla di accumulare gran parte della ricchezza mondiale, e ciò genera una grande responsabilità. Quasi il 10% della popolazione mondiale vive in una condizione di povertà estrema e oltre la metà sopravvive con un reddito inferiore ai 2,5 dollari al giorno. La società chiede oggi all’impresa che la tecnologia e l’innovazione siano strumenti della diffusione di benessere e della riduzione delle disparità.
La tecnologia porta a del potere che può essere usato per fini poco etici, in un’azienda è necessario implementare un’etica profonda che consideri i dipendenti come persone e non come oggetti. Ciascuna impresa incarna l’etica delle persone che ne fanno parte. Il problema è che la concezione prevalente può produrre esiti inaccettabili sul piano morale. L’unico modo che abbiamo per rendere le imprese “etiche”, è considerarle come sistemi sociali, vale a dire come comunità, che coltivino valori essenziali all’uomo.
5. Effetti negativi della tecnologia
È sbagliato considerare la tecnologia come un fine, (positivo) perché permette di fare un sacco di cose risolvendo problemi, questo è pericoloso perché non bisogna mai dimenticare che la tecnologia è uno strumento, un mezzo, ma non è la soluzione in sé, va quindi tenuta sempre presente la sua potenziale nocività. A ciò si aggiunge anche la diffusione di un consumismo tecnologico, con la necessità di possedere dispositivi di ultima generazione, che aggiungono molte funzioni che non verranno mai utilizzate.
Inoltre, la tecnologia può generare problemi alle persone, alle organizzazioni e alla società nel suo insieme. Alcune tecnologie, infatti, pongono problemi di natura etica, per il potenziale distruttivo che intrinsecamente possiedono. Altre volte, gli effetti della tecnologia possono essere subdoli, nel senso che non sono evidenti e che i danni diventano visibili nel lungo periodo, quando purtroppo non è più possibile porvi rimedio. Altri effetti nocivi della tecnologia possono poi non essere immediatamente evidenti, quando non dipendono dal contenuto intrinseco della tecnologia stessa, ma dall’uso che ne viene fatto.
Bisogna anche essere vigili sui potenziali effetti negativi dell’uso della tecnologia, con la consapevolezza che non è né positiva né negativa in sé, ma può essere utilizzata per fini molto costruttivi o potenzialmente disgreganti. La tecnologia deve essere utilizzata per creare una società migliore per l’umanità.
6. Sostenibilità e innovazione
La tecnologia ha prodotto anche risultati negativi (siccità, denutrizione, incendi, alluvioni). Nelle imprese per rispettare questo tema si inizia a parlare di economia circolare (riutilizzo delle risorse), di innovazione sostenibile ovvero il processo che avviene nelle imprese di creazione di nuovi prodotti e servizi che non sono però pericolosi ma che generano valore sulle dimensioni dello sviluppo sostenibile: triple bottom line (Planet, People, Profit), si parla delle condizioni di chi opera nel produrre una determinata tecnologia.
- Planet: l’innovazione può essere la risposta a problemi complessi del pianeta per elaborare soluzioni per una maggiore tutela dell’ambiente o per un miglioramento della società.
- People: all’innovazione si deve accompagnare il miglioramento costante della qualità del lavoro.
- Profit: si deve minimizzare l’impronta ecologica nell’ambiente, attraverso un miglioramento delle attività produttive e dei processi aziendali che incrementano la redditività aziendale.
Nel lungo termine i clienti acquisiscono molto potere che può portare altre aziende a cercare di sviluppare tecnologie per soddisfare i bisogni (batterie al litio poco sostenibili in termini di sfruttamento delle persone). Qualunque innovazione può essere all’origine di nuovi problemi o aggravare i problemi esistenti, così come, per contro, può contribuire a risolverli o a prevenirne di nuovi.
Percorso dell’innovazione sostenibile
(Trend crescente, prima si parte dalla convenienza economica e poi si raggiunge l’innovazione del contesto)
- Innovazione delle condizioni operative (eco efficienza): ciò vuol dire migliorare le attività operative riducendo così gli sprechi (imballaggi riciclabili, materie prime) e di conseguenza usando meno risorse, abbattendo i costi. Questa eco efficienza porta alla riduzione dei danni ambientali.
- Innovazione dell’offerta (nuove opportunità di mercato): prodotti eco compatibili che la gente sta chiedendo, prodotti poco nocivi per l’ambiente e per la persona, prodotti efficienti in senso energetico, prodotti che impediscano un uso pericoloso oppure prodotti con una vita utile molto lunga. Si cerca quindi di generare valore sostenibile.
- Innovazione del contesto (modellare il futuro): gli obiettivi e la missione di un’impresa che sono indirizzati verso la preservazione dell’ambiente, questo viene percepito positivamente non solo dai clienti ma da chi lavora nell’azienda che si sente partecipe di un cambiamento. Le finalità dell’impresa diventano sempre di più, oltre a quelle economiche, anche ambientali e sociali.
7. Le rivoluzioni industriali
Fasi evolutive del capitalismo industriale
Si possono identificare quattro fasi dello sviluppo delle imprese, che coincidono con altrettanti stadi dell’evoluzione delle conoscenze e della tecnologia produttiva.
| Fase | Energia utilizzata | Processo basato su | Struttura portante |
|---|---|---|---|
| Meccanizzazione puntuale (1) | Energia termica e poi idraulica | Lavoro | Fonte energetica isolata |
| Produzione di massa (2) | Energia elettrica | Grandi impianti | Reti di distribuzione dell’energia |
| Automazione e reti (3) | Informazione | Impianti automatizzati | Computer e internet |
| Macchine intelligenti (4) | Conoscenza tratta dei dati | Deep learning | Algoritmi di apprendimento |
(1) Utilizzo della macchina a vapore (Watt 1784), nel campo dei tessuti e in particolare dei telai meccanici: è presente una caldaia centrale alla quale è collegato ad un albero motore che con cinghie fa muovere va.
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