GESTIONE DELLA PRODUZIONE: introduzione
Sistema di Produzione: Il sistema di produzione è l’insieme di uomini, macchine, attrezzature e altri
sottosistemi aziendali aventi come obiettivo la trasformazione dei materiali e componenti in ingresso in
beni e servizi in uscita a maggior valore e vendibili, cioè disponibili nelle quantità prefissate, a scadenze
prefissate e con determinati livelli qualitativi. -> insieme di sottosistemi gestionali che concorrono alla
corretta occorrenza del processo produttivo per permettere di soddisfare la meglio la clientela sostenendo i
minor costi possibili.
Processo Produttivo: Si intende la trasformazione di materiali in prodotti che avviene all’interno di un
impianto industriale grazie a scambi di energia che comportano cambiamenti nelle caratteristiche
fisico/chimiche dei materiali stessi., ovvero grazie a interventi di manodopera che comportino cambiamenti
nelle caratteristiche morfologiche delle parti impiegate nel processo.
Input al processo di trasformazione:
Fattori o mezzi produttivi:
1) il Lavoro eseguito dalla manodopera.
2) i Materiali ovvero le materie prime, i semilavorati e i componenti oggetto di trasformazione.
3) i Macchinari e le attrezzature.
4) l’Energia.
5) il Capitale.
I fattori produttivi non rappresentano l’unico input necessario per l’ottenimento in output di beni
commerciali. Al fine di un corretto funzionamento del processo sono identificabili
Sottosistemi gestionali rilevanti:
1) Il Sistema Informativo -> insieme di elementi che raccolgono, elaborano, scambiano e archiviano
dati con lo scopo di produrre e distribuire le informazioni alle persone.
2) Il Sistema di amministrazione e controllo di gestione -> insieme delle procedure che permettono la
corretta valutazione dei costi e garantiscono che la documentazione delle attività sia congruente
con le normative.
3) Il Sistema organizzativo -> insieme delle norme e procedure che governano tutti gli aspetti connessi
all’organizzazione aziendale.
4) Il Sistema logistico esterno -> insieme degli elementi connessi alla gestione dei flussi fisici e
informativi.
5) Il Sistema logistico interno -> insieme degli elementi necessari per assicurare che le attività si
stoccaggio e movimentazione avvengano correttamente.
6) Il Sistema di pianificazione, programmazione e controllo della Produzione ->
- Sottosistema di pianificazione e programmazione: responsabile dell’emissione dei piani
operativi di produzione.
- Sottosistema di controllo e misura delle prestazioni logistico-produttive: responsabile
dell’analisi del funzionamento del processo e dell’elaborazione degli indicatori di efficienza
dell’utilizzo dei mezzi produttivi e di efficacia del sistema produttivo nel suo complesso.
Classificazione dei processi produttivi e dei sistemi di produzione
La classificazione domanda-prodotto-volume analizza i sistemi produttivi in funzione della tipologia di mercato in cui
opera l’azienda, in funzione della tipologia di prodotto realizzato e in funzione della modalità con cui il volume
produttivo viene realizzato.
A) Classificazione per modalità di risposta alla domanda
Questa classificazione è basata sul confronto tra:
- Delivery Lead Time, cioè l’intervallo di tempo che intercorre fra il
momento dell’emissione dell’ordine da parte del cliente e il momento
della consegna richiesta.
- Lead Time (interni), cioè i tempi di attraversamento delle fasi
produttive all’interno dell’azienda. Consiste nel tempo “gestionale”
necessario per la realizzazione di una determinata attività (tempo di
esecuzione, prelievo, versamento, attesa e gestionale)
-> spesso il tempo di attraversamento e il tempo effettivo di esecuzione sono di ordini di
grandezza temporale differenti.
Sulla base del rapporto che esiste tra il DLT e i LT delle differenti fasi produttive si identificano le seguenti
tipologie di sistema produttivo:
- MTS (make to stock)
- ATO (assemble to order)
- MTO (make to order)
- PTO (purchase to order)
- ETO (engineer to order)
1. Produzione per il magazzino o su previsione (MTS)
DELIVERY LEAD TIME < LEAD TIME
L’ azienda deve aver prodotto il bene prima del verificarsi dell’ordine del cliente.
Il processo decisionale di programmazione è basato su previsioni di vendita, che permettono all’azienda di
anticipare le richieste cliente e predisporre di conseguenza i prodotti finiti a magazzino-> Ogni errore di
previsione si trasforma o in un disservizio verso il cliente finale o in uno stock in eccesso per l’azienda.
Il processo previsionale inoltre diventa critico nel caso di variabilità ampia.
Il vantaggio della produzione per il magazzino è velocità nel preparare e ricevere gli ordini, grazie
soprattutto ai tempi mascherati.
2. Progettazione e produzione su ordine/commessa (ETO)
Ripetitiva (scelta singola da un insieme prestabilito)
Singola (scelta singola specifica e nuova)
DELIVERY LEAD TIME > LEAD TIME
Casi in cui il Delivery Lead Time è talmente ampio da contenere non solo tutte le fasi del ciclo di
approvvigionamento e produzione del bene, ma anche le fasi di progettazione e industrializzazione.
L’ordine in questi casi si identifica con un set di specifiche funzionali del bene che il cliente desidera
acquisire. È compito della progettazione interpretare le specifiche e progettare un prodotto che soddisfi i
requisiti.
Poiché tutte le attività partono dalla ricezione dell’ordine il compito critico per questi sistemi non è la
previsione ma la preventivazione di tempi e costi -> necessario un lavoro oneroso di pianificazione,
programmazione e controllo delle attività.
MTS e ETO sono i casi in cui nell’intero sistema produttivo è presente solo un’unica modalità gestionale.
3. I restanti casi rappresentano situazioni ibride in cui coesistono modalità gestionali separate da un
punto di disaccoppiamento che rappresenta lo spartiacque tra la fabbrica che opera su previsione e quella
che opera su ordine.
B) Classificazione per tipologia di prodotto
1. Livelli di aggregazione
CODICE: cioè lo specifico prodotto, distinguibile da tutti gli altri prodotti
dell’azienda. A livello di controllo della produzione e delle attività
logistiche è doveroso operare a questo grado di dettaglio, in quanto è
necessario mantenere un’immagine aggiornata delle operazioni, dei
flussi e degli oggetti immagazzinati.
FAMIGLIA o MODELLO: ovvero un set di prodotti raggruppabili in base a qualche affinità. La formazione
delle famiglie è fatta basandosi sulla comunanza di attrezzaggio dell’impianto o della macchina per
produrre i vari codici o sul fatto che i tempi di set up tra codici della stessa famiglia siano molto più brevi.
Esistono innumerevoli modalità di costituzione delle famiglie per differenti scopi.
TIPOLOGIA: rappresenta un gruppo di famiglie aventi costi di produzione simili e domande con analoghe
caratteristiche. Classificazione utilizzata a livello commerciale per elaborare previsioni di vendita o piani di
produzione di lungo periodo.
2. Complessità
La DISTINTA BASE è un documento fondamentale per la progettazione e gestione di un prodotto e consiste
nella rappresentazione gerarchica e strutturale (ad albero rovesciato) del prodotto. Viene riportata la
gerarchia dei semilavorati e dei sottoassiemi che devono essere realizzati per ottenere il prodotto finito a
partire da componenti e materie prime. Sono inoltre rappresentate le relazioni che legano i componenti ai
sottoassiemi e al prodotto finito.
- Profondità, ovvero il numero di livelli.
- Ampiezza, ovvero il numero di codici per livello.
PRODOTTI PER PARTI (COMPLESSI): se è contraddistinto da una distinta base molto profonda e molto
ampia. Si dice prodotto per parti un prodotto che fisicamente o almeno logicamente può essere scomposto
nelle sue parti elementari.
PRODOTTI PER PROCESSO (SEMPLICI): se è contraddistinto da una distinta base poco profonda e poco
ampia. Si dice prodotto per processo un prodotto che ne fisicamente ne logicamente può essere scomposto
nelle sue parti elementari.
Classificazione in base ai processi tecnologici
Le produzioni per processo sono processi a ciclo tecnologico obbligato, in cui l’impianto si presenta come
un’unica grande macchina, la sequenza tecnologica delle operazioni è rigida e predefinita, il flusso
produttivo di trasformazione è spesso continuo da materia prima a prodotto finito e gli stati di conversione
e trasporto sono pressoché indistinguibili.
Le produzioni per parti sono processi a ciclo tecnologico non obbligato, in cui il processo è realizzato con una
grande varietà di macchine che possono svolgere anche differenti cicli e realizzare differenti prodotti; i
prodotti hanno cicli alternativi, il caricamento e lo svuotamento delle macchine avvengono a modalità
intermittente; in questi casi il processo può comunque essere continuo o intermittente (a lotti), in cui ogni
prodotto occupa le differenti macchine dell’impianto per periodi differenti e le dimensioni dei lotti di
produzione sono varie da fase a fase.
Le tipologie di sistemi produttivi vengono analizzate dal punto di vista della soluzione impiantistica, ovvero
sulla base dell’organizzazione delle macchine e della loro disposizione spaziale, oltre che dal livello di
automazione.
1) Tecnologie di fabbricazione
Sistemi in cui un componente grezzo in ingresso viene trasformato in un componente finito.
Job shop
Sistema produttivo caratterizzato da attrezzature generiche, manodopera altamente qualificata e
polivalente. Sistema utilizzato per la realizzazione di opere con elevato contenuto artigianale, tipicamente
su ordine singolo o in serie limitata.
Produzione per reparti, caratterizzata da un’articolazione del processo produttivo per macchinari e
operazioni omogenee, con flussi fisici molto complessi. I reparti produttivi vengono organizzati in modo tale
che le macchine siano raggruppate per affinità tecnologica.
Ogni prodotto ha un proprio ciclo tecnologico che prevede il passaggio su alcune macchine -> la stessa
lavorazione può essere effettuata su macchine alternative. (difficoltà nell’effettuare la programmazione
della produzione)
La manodopera è la risorsa critica, in quanto limitata, specializzata su un tipo di lavorazione e per questo
costosa.
Sistema produttivo caratterizzato da una estrema flessibilità del prodotto, dei mix di prodotti e dei volumi.
I flussi sono però estremamente intrecciati, perciò i prodotti spendono gran parte del tempo in attese o
code presso le macchine. (elevato work in progress e tempi di attraversamento e conseguente scarsa
saturazione delle macchine)
Il livello qualitativo è meno costante rispetto ai sistemi automatizzati.
Celle di fabbricazione
Struttura produttiva che cerca di superare limiti e problemi tipici del job shop mediante un’applicazione
estensiva dei principi della Group Technology -> evoluzione naturale di un sistema job shop che vede la
propria domanda specializzarsi su alcuni prodotti e su alcuni clienti, per i quali aumentano i volumi
produttivi unitari richiesti.
La GT è una filosofia progettuale che impone di aggregare le risorse in celle di fabbricazione secondo alcuni
criteri: - Produzione di famiglie di pezzi per cella.
- La famiglia si basa su affinità di geometrie o di cicli e processi produttivi
- Il gruppo di macchine interessato alla cella viene raggruppato e collocato nello stesso luogo,
prediligendo una disposizione lineare in base alla sequenza di lavorazione.
La manodopera non è più specializzata su un tipo di lavorazione ma sulla produzione degli item di una
determinata famiglia.
La soluzione delle celle di fabbricazione è coerente con un’azienda in cui i volumi produttivi unitari salgono
e l’azienda decide di focalizzare il proprio business su un mix di prodotti limitato.
La flessibilità si riduce notevolmente in quanto i prodotti sono rigidamente allocati alle rispettive celle ->
necessità di dotare le celle di impianti e attrezzature a elevata disponibilità e necessità di
sovradimensionare la capacità produttiva.
Possibile sbilanciamento dei carichi di lavoro tra le varie celle
Difficoltà nel gestire nuove necessità che possono richiedere attrezzature al di fuori della cella: operazioni
fuori cella difficili da gestire in quanto vanno ad intaccare la linearità del flusso produttivo.
D’altro canto, diminuiscono le difficoltà riguardo alla programmazione e si riducono i tempi di
attraversamento e il WIP.
FMS (Flexible Manufacturing System)
Evoluzione verso livelli di automazione superiori, con l’obiettivo di incrementare il livello di flessibilità grazie
all’adozione di soluzione estremamente sofisticate in termini di automazione, sia di gestione locale della
risorsa sia di handling e movimentazione. Simile all’organizzazione delle celle d fabbricazione, ma in questo
caso collegate in modo diretto. Alla manodopera spettano lavori e aspetti marginali.
Linee automatizzate (linee transfer)
Organizzazione caratterizzata da una disposizione di macchinari sequenziata secondo le specificità del ciclo
tecnologico di realizzazione dei prodotti. -> naturale evoluzione di un sistema organizzato per celle, in cui un
prodotto raggiunge livelli tali di domanda da rendere conveniente l’investimento in automazione
industriale.
I singoli pezzi sono movimentati su sistemi di trasporto automatizzati che collegano le differenti stazioni
della linea.
Possono essere implementate diverse configurazioni impiantistiche in funzione della specificità dei
prodotti.
Il livello di rigidità aumenta, la capacità produttiva risulta difficilmente modificabile, è impossibile
processare prodotti differenti sulla stessa linea.
La manodopera ha solo funzione di sorveglianza e supervisione.
2) Tecnologie di assemblaggio (o montaggio)
Serie di operazioni di composizione di parti mediante inserzione, unione ecc. che permette l’ottenimento di
prodotti di assieme.
L’assemblaggio necessita di minori fabbisogni di energia rispetto alla fabbricazione ma di grande rilevanza il
contenuto informativo e di controllo intelligente delle operazioni, legato soprattutto al problema del
coordinamento e della sincronizzazione.
A posto fisso -> l’assieme da montare rimane nella stessa posizione fissa e sono materiali,
manodopera e attrezzature a convergere nel posto fisso.
A trasferimento (in linea) -> il pezzo transita davanti alle stazioni di assemblaggio sulla linea.
A trasferimento fisso:
- linee a cadenza fissa, operatore fermo e ritmo imposto dal sistema.
A trasferimento continuo:
- pezzo costantemente in moto, operatore segue.
A trasferimento non vincolato:
- l’operatore decide di far proseguire il pezzo alla stazione
successiva.
A isola -> (soluzione intermedia) modalità in cui la manodopera di un’isola si vede assegnato un
dato insieme di compiti e decide autonomamente come organizzarsi.
3. “Design Modulare”
La terza classificazione viene utilizzata per analizzare differenti caratteristiche di prodotto che possono
influenzare la complessità gestionale e la possibilità di delegare a fornitori esterni la realizzazione di parte
delle attività.
Il “design modulare” è una tecnica di progettazione che supporta la progettazione di prodotti composti da
moduli che siano facilmente assemblabili tra loro attraverso interfacce standardizzate.
PRODOTTI MODULARI: prodotto costituiti da moduli che possono essere combinati a piacimento
attraverso interfacce standard (computer).
PRODOTTI INTEGRALI: prodotto in cui non sono presenti moduli e interfacce standard.
C) Classificazione per modalità di realizzazione di volumi produttivi
MODALITÀ DISCRETA: organizzata in funzione dell’ottenimento
della sola quantità richiesta dai singoli ordini o dell’ottenimento di
lotti di entità superiore ai fabbisogni immediati, in modo da formare
scorte destinate ad essere utilizzate in seguito. Riguarda
principalmente le produzioni per parti.
MODALITÀ UNITARIA:
- produzione di un prodotto per volta. Viene privilegiato il mercato ma
non l’efficienza. Producendo singoli prodotti, ognuno di questi viene caricato di costo.
MODALITÀ A LOTTI:
- creo dei lotti di produzione e produco delle quantità specifiche calcolate
essere ottime. Vado incontro sia all’efficacia sia alle esigenze di mercato.
MODALITÀ CONTINUA: flusso ininterrotto di prodotti dalle caratteristiche omogenee nel tempo. Si
persegue l’efficienza nell’abbattimento dei costi dimenticandosi dell’efficacia, ovvero del livello di servizio
offerto. Riguarda principalmente le produzioni per processo.
GRAFICO DELLA CURVA DI ESPERIENZA
La curva di esperienza dice che il tempo di ciclo o il costo variabile di produzione per realizzare un prodotto
attraverso attività manuali decresce esponenzialmente con le quantità cumulativamente prodotte.
Misure di prestazione
Le misure di prestazione intervengono nel ciclo di analisi di un sistema produttivo. Quando si ha a che fare
con un sistema produttivo che presenta segnali di malessere bisogna intervenire attraverso l’approccio:
ANALISI -> DIAGNOSI -> TERAPIA.
1. Interviste approfondite o sopralluoghi volti a capire i sintomi del sistema produttivo (analisi
qualitativa). Effettuazione anche di misurazioni delle grandezze caratteristiche del sistema, ovvero
le misure di prestazione (analisi quantitativa).
Le misure di prestazioni danno idea se il sistema produttivo sta performando bene o meno. Il fatto
che una misura sia soddisfacente o meno dipende però dalle condizioni al contorno presenti
all’interno del sistema, ovvero le condizioni operative.
2. Si può capire/determinare partendo dall’analisi qualitativa e pass
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