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Prova in itinere informatica

Passaggi chiave

1. Organizzare nelle apposite cartelle i relativi file. Cartella principale Geodata 2020, contenuta in C.

2. Nel nuovo progetto è necessario indicare il sistema di riferimento. Layer, tasto destro, e poi properties. Coordinate system WGS84. Infine, cambiare l'unità di misura.

3. Avere chiara l'idea del progetto che si vuole realizzare, e dunque la sua finalità. Nel nostro caso vogliamo estrarre la carta geologica di un qualsiasi comune, e poi farne un layout.

4. Add Data. Inserire i dati necessari a completare gli obiettivi preposti.

5. Proiettare tutti i dati nel medesimo sistema di riferimento, al fine di poter eseguire una corretta georeferenziazione.

6. Inserire il quadro di unione. Proiettarlo in WGS84 sfruttando il tool. Toolbox > Data management tools > Projections and Transformations > Project. Porre attenzione nel salvare il nuovo dato, nel nuovo s.r, nella cartella corretta.

7. Etichettare il quadro d’unione. Vado su properties > labels.

8. Inserire la carta topografica e georiferirla. Prima "define project" in montemario Italy 2. Dopodiché sempre in Projections and Transformations, ma andare su Raster e Project Raster, mettere in WGS84.

9. Etichettare il contorno del quadro d’unione d’interesse. Properties > labels > categorie.

10. Add data, inserire la carta topografica e georiferirla. Andare su georeferencing e fare fit to display. Tracciare per bene i punti, infine fare rectify per ogni carta topografica, o comunque qualsiasi dato raster che si intende georiferire. Attenzione a rinominare il nuovo file rettificato opportunamente, con ad esempio il suffisso prj1, in modo da distinguerlo. In quanto, prendendo lo stesso dato, non rettificato, si posiziona all'equatore.

11. Ritagliare opportunamente la carta geologica. Proiettarla in WGS84 seguendo quanto fatto per la carta topografica.

12. Georiferire la carta geologica avvalendosi dell'ausilio della linea di costa siciliana, recapitata in un qualsiasi geoportale.

13. Il passo successivo è estrarre la parte che ci interessa con la carta geologica.

14. Aprire Catalog da Arcmap e andare su Com. Cliccare su new e fare nuovo shapefile. Chiamare il file con il nome del comune d’interesse.

15. Andare sul dato Com da Arcmap e fare Edit > Start editing. Selezionare, dalla tavola degli attributi, gli attributi del record che ci interessa. Infine, cliccare su Edit in alto, fare copy, ed interrompere la modifica (editing).

16. Prendere il nuovo shapefile, nominato come il comune d’interesse. Aprire la sua tavola degli attributi e fare Add field. In pratica vogliamo inserire un nuovo attributo, quello dei comuni, quindi facciamo text.

17. Sul nuovo shapefile si fa start editing, dopodiché guardando sull’edit della barra superiore si fa paste (incolla).

18. Adesso abbiamo un nuovo shapefile con i limiti amministrativi (comunali) del comune d’interesse e georeferenziato.

19. Usare il tool Extract by Mask. Si trova in Spatial Analyst e poi Extraction. Come input metteremo la carta geologica, dato che è quello il dato raster da cui vogliamo estrarre qualcosa. Come output metteremo il nuovo shapefile. Infine, ci ritroveremo con la carta geologica del solo territorio del comune d’interesse.

20. Creare un layout-view.

Seconda parte

Nella mappa che abbiamo estratto, o nell’intera mappa in generale, possiamo creare dei poligoni. Poligoni (così come punti o linee) che nel nostro caso raffigurino la litologia.

21. Per creare un nuovo shapefile basta aprire catalog, prendere una qualsiasi cartella, “quadro d’unione” ad esempio, tasto destro, e fare new.

22. Per la creazione di un poligono in uno shapefile è necessario fare Edit > Start editing. Andare sulla barra delle applicazioni sulla voce EDIT > edit windows > create features. Da lì selezionare polygon e cominciare a creare poligoni. Al termine non dimenticare di salvare le modifiche direttamente da Edit e interrompere le modifiche (stop editing).

23. Nella creazione dei poligoni possono essere utili alcuni strumenti. Nel caso si sbagli un punto è sempre possibile aggiustarlo, basta semplicemente utilizzare “edit vertices” sulla barra dell’editor. Mentre qualora nella realizzazione di un poligono ve ne sia uno molto più grande che contiene tanti altri più piccoli, è conveniente creare prima il poligono più grande, poi man mano ritagliare da quest’ultimo gli altri; ciò si può fare andando su snapping e pigiare su “Snap to Sketch”, dopodiché utilizzare “cut polygons tool” e ritagliare il poligono d’interesse. Quando invece il poligono che vogliamo realizzare è già delimitato del tutto, o in parte, da altri poligoni realizzati, piuttosto che fare una serie di punti è sufficiente utilizzare “trace” e seguire col mouse i contorni già presenti. Non dimenticare mai di fare “save edits” prima di fare stop editing.

24. Una volta creati tutti i poligoni (che nel nostro progetto rappresentano le litologie) occorre inserire i dati relativi a ciascuna litologia nella tavola degli attributi. Per fare ciò è necessario che l’editing sia attivo. Una volta inseriti i dati, presi ad esempio da una carta geologica cartacea o qualsiasi altra fonte affidabile, è necessario evidenziare un dato in particolare munendosi sempre di labels e simbology (attribuire un colore diverso a ciascuna litologia).

25. Adesso abbiamo una carta geologica georiferita ed uno shapefile contenente poligoni raffiguranti ciascuno una litologia. Il passo successivo è quello di segnare faglie e giaciture.

26. Faglie: la faglia su un GIS si rappresenta con una linea, una faglia può essere rappresentata da simbologie differenti a seconda dei casi e/o a seconda dell’affidabilità della stessa, ad esempio per una faglia normale abbiamo quattro simbologie diverse in base al fatto che:

  • La faglia è certa
  • La faglia è discutibile
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher daniel.cucugliato di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geomatica e applicazioni gis e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Ortolano Gaetano.
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