Evoluzione della geografia e cartografia
Conoscenza del mondo e scoperte geografiche
La sfericità della Terra e la grande distanza che la separa dagli altri corpi celesti erano già tra le convinzioni dei matematici greci, nonostante essi conoscessero solo una piccolissima porzione del mondo. Il primo ad aver misurato la circonferenza terrestre fu Eratostene (194 a.C). Egli basò i propri calcoli sulla distanza tra Alessandria d’Egitto e Siene (oggi Assuan). Oggi sorprende quanto i suoi calcoli furono precisi: la stima fu di 39mila Km, mentre la circonferenza oggi misurata, con tecnologie e modalità enormemente superiori, è di circa 40mila Km.
La parola mappa, in origine sinonimo di carta geografica, è usata comunemente per indicare le carte geografiche relative a territori ristretti, ma realizzate in modo più schematico di una carta topografica. Il nome è di derivazione latina e in partenza costituiva un pezzo di tessuto su cui, quando non si usavano i papiri e le carte, i viaggiatori disegnavano gli aspetti geografici che incontravano.
Nei tempi antichi ogni viaggio era un’esplorazione e per l’orientamento si utilizzavano il sole, gli altri astri e la direzione dei venti. Proprio la direzione dei venti ha ispirato la rosa dei venti, che è un diagramma che rappresenta schematicamente la provenienza dei venti che insistono in una determinata regione, durante un periodo di tempo piuttosto lungo. Dalla rosa dei venti nacque poi la bussola il cui ago calamitato indica sempre il nord.
Uno degli astri di riferimento usati dagli antichi era La Stella Polare, la stella più vicina al polo nord celeste e, quindi, non cambiando mai la sua posizione in cielo, ne indica la direzione. Durante la notte la Stella Polare è sempre nello stesso punto in cielo e non se ne sposta mai, mentre tutte le altre stelle, con lo scorrere delle ore, cambiano posizione, e ciò è dovuto alla rotazione terrestre sul proprio asse.
Storia della cartografia
Il primo periodo della storia della cartografia è quello in cui gli studiosi, concentrati sulla piccola porzione di terra che abitavano e conoscevano, immaginarono come fosse il mondo e produssero carte che testimoniano la loro capacità di elaborazione spesso solo fantastica. Agli inizi della storia, le immagini del mondo erano costruite in modo fantasioso. Il primo grande geografo fu Tolomeo che visse in epoca imperiale ed operò ad Alessandria d'Egitto, allora Prefettura d'Egitto dell'Impero Romano. Intorno all'anno 1300 fu ritrovato a Costantinopoli un manoscritto della sua Geographia. Poi, a partire dalla fine del Quattrocento, grazie alla navigazione oceanica e alle innovazioni cartografiche, i cosiddetti "cosmografi" cominciarono ad aggiungere in appendice alla Geographia di Tolomeo nuove carte che ci informano di come il mondo veniva raffigurato alla fine del Medioevo.
La cartografia moderna nasce nella seconda metà del 16 secolo con Gerhard Kremer detto Mercatore, cui si deve il primo planisfero costruito con una proiezione di sviluppo. Il termine Atlante comparve nella prima raccolta di Mercatore [1595]. Atlante era il gigante mitologico che reggeva il mondo sulle spalle. Da quel momento in poi, la cartografia assunse il carattere di scienza sempre più esatta e furono costruite le prime vere carte geografiche. Contribuirono alla loro creazione i grandi viaggi degli esploratori/mercanti, la circolazione planetaria delle scienze prodotta dai viaggi soprattutto verso est e ovest, dalle migrazioni, fino ai contatti con i popoli più lontani. Cambiò di conseguenza anche la cartografia, infatti si adottarono i primi sistemi matematici per rendere più precisi i rapporti tra le terre e per indicare le diverse altezze delle montagne, per calcolare le distanze. Inoltre vengono creati planisferi o mappamondi per rappresentare tutte le terre man mano conosciute.
Reticolato geografico
Il reticolato geografico è una rete immaginaria in cui si avvolge la Terra e serve per individuare la posizione geografica di un qualsiasi punto della Terra e per costruire le carte geografiche. Esso è composto da:
- Paralleli che sono 180 (90 a nord e 90 a sud) circonferenze orizzontali parallele all'equatore, di ampiezza che diminuisce procedendo verso i poli. I punti lungo un parallelo hanno uguale latitudine.
- Meridiani che sono le 360 semicirconferenze equidistanti e perpendicolari all'equatore che vanno da un polo all’altro. I punti lungo un meridiano hanno uguale longitudine, che varia da 1° a 360°, cioè quanti sono i meridiani.
Longitudine e latitudine
Ne deriva che la longitudine è la distanza angolare (misurata in gradi e frazioni di grado) di un punto da un meridiano che si sceglie come riferimento lungo lo stesso parallelo del luogo: dal 1884 il meridiano fondamentale di riferimento è convenzionalmente fissato a Greenwich (un sobborgo di Londra);
La latitudine è la distanza angolare di un punto dall'equatore, sempre misurata in gradi e frazioni di grado.
Le carte geografiche e proiezioni
Alla base della costruzione di una carta c’è sempre una proiezione, cioè una trasformazione geometrica, matematica o empirica di punti geografici. Le proiezioni sono ottenute mediante il trasporto del reticolato geografico, eseguito con metodi geometrici, su una superficie ausiliaria, applicando i soli principi geometrici.
Se la superficie è un piano, si hanno le proiezioni prospettiche, ovvero si immagina di porre un piano tangente ai poli o in un punto della Terra e di trasferirvi i diversi elementi geografici. Se la superficie corrisponde a quella di un cilindro o di un cono, si hanno le proiezioni per sviluppo, in questo caso, la superficie curva della Terra o di una sua porzione vengono proiettate sul piano di un cilindro o di un cono: il centro di proiezione del piano è idealmente posizionato in un punto variabile della Terra.
Nella proiezione cilindrica la superficie laterale del cilindro è tangente all'equatore si ha un reticolato con maglie rettangolari sempre più piccole via via che ci si avvicina ai poli. Questa proiezione è equivalente ed equidistante solo lungo l'equatore. La deformazione è minima per le regioni equatoriali, lungo la linea di tangenza, e aumenta invece per le regioni polari: i due poli, che sulla Terra sono due punti, sulla carta sono rappresentati da linee lunghe tanto quanto l'equatore.
Nella proiezione conica il cono, all'interno del quale si deve supporre di collocare la sfera terrestre, è tangente lungo un parallelo. Il reticolato sviluppato è composto da meridiani rappresentati da archi di circonferenze concentriche. Questa proiezione è equidistante solo lungo la linea di tangenza.
- Tangenti (secanti): se la superficie cilindrica o conica è tangente o secante alla superficie terrestre.
- Dirette: se l'asse del cilindro o del cono coincide con quello terrestre.
- Inverse: se l'asse del cilindro o del cono coincide con il piano dell'equatore.
- Oblique: se l'asse del cilindro o del cono è in una posizione diversa dalle precedenti.
Oggi nella pratica cartografica, si usano proiezioni modificate e generalmente secanti, in modo da rendere minori le distorsioni.
Proiezione di Mercatore
La più nota tra le proiezioni modificate è la proiezione isogonica di Mercatore. La proiezione è cilindrica tangente all'equatore. In essa i meridiani si mantengono tra loro equidistanti, ma i paralleli si distanziano sempre più andando dall'equatore verso i poli. In questo modo è possibile tracciare la linea lossodromica, cioè una spirale logaritmica che, tagliando tutti i meridiani con lo stesso angolo, consente di tracciare con un’unica linea tutta la rotta di un viaggio per mare.
Tipi di carte geografiche
Oggi, per carta geografica si intende un disegno che rappresenta una porzione dell'ambiente intorno a noi. Questo viene realizzato come se l'osservatore fosse in volo sopra il terreno e guardasse verso il basso sotto di lui. Su di essa vengono riportati vari elementi che si possono identificare sulla superficie terrestre nel modo più preciso possibile. I fiumi, i rilievi montuosi, le case, le strade e tutti gli altri elementi caratteristici del territorio vi sono rappresentati in modo preciso e rispettoso dei rapporti.
La scala di una carta geografica è il rapporto tra la distanza sulla carta e la distanza corrispondente sul terreno. Le scale possono essere grafiche o numeriche. Abbiamo due tipologie di carta geografica:
- Le carte a grande scala, con denominatore piccolo (per esempio, uno a cinquemila); esse rappresentano una piccola porzione di territorio e perciò possono contenere molti particolari.
- Le carte a piccola scala, con denominatore grande (per esempio, uno a cinque milioni), rappresentano porzioni di territorio molto estese e perciò sono poco dettagliate.
Le carte geografiche hanno differenti nomi a seconda delle forme, dell’estensione della regione che rappresentano e lo studio speciale per cui servono:
- Planisferi: il cui scopo è quello di fornire una raffigurazione piana della superficie sferica della Terra.
- Carte generali: rappresentano un continente o una delle parti del mondo.
- Carte corografiche, con scale comprese tra uno a centomila e uno a mille, rappresentano un territorio da un duplice punto di vista: alle caratteristiche fisiche della zona, infatti, queste carte associano anche dettagli di natura antropologica, evidenziando lo stretto legame di interdipendenza tra le due categorie di informazioni.
- Carte topografiche: rappresentano una città o un distretto con tutti i particolari.
In base alla finalità per la quale si usa la carta, possiamo distinguere le carte in:
- Fisiche o geomorfologiche: Le carte geografiche fisiche rappresentano un territorio raffigurando gli elementi naturali, come le montagne, i fiumi, i deserti, le foreste, ecc.
- Geologiche: rappresentano i diversi tipi di rocce che affiorano sulla superficie terrestre, utilizzando colori convenzionali. Insieme alla classificazione del tipo di rocce, ne è indicata anche l'età.
- Nautiche: rappresentano l'aspetto costiero per la navigazione lungo costa oppure per le lunghe rotte, fornendo in modo preciso gli ostacoli (ad esempio gli scogli) che si possono trovare e le profondità marine.
- Politiche: rappresentano un territorio suddiviso con i confini creati dall'uomo, ad esempio gli Stati o le Regioni, cambiando colore per ognuno di essi.
- Economiche: rappresentano la distribuzione e i caratteri dei fattori economici (materie prime, industrie, produzioni agricole, vie di comunicazione, commercio).
- Tematiche: evidenziano solo alcuni aspetti particolari del territorio preso in esame delle religioni, delle lingue, politiche, ecc.
La configurazione verticale, cioè le montagne, gli altopiani, le pianure, le depressioni, ecc., è rappresentata per mezzo del tratteggio e delle ombre, del colore. Speciali segni indicano i confini degli stati, le capitali, le città importanti, i valichi.
Geografia
Il termine geografia deriva da due parole greche “geo + graphia” che significano scrittura della terra. La geografia umana è un ramo della geografia, il cui oggetto di studio sono i processi umani sullo spazio geografico nel tempo, così come l’impatto dello spazio sul modo di vita delle persone. Affronta aspetti come la distribuzione spaziale della popolazione, gli sviluppi demografici, e i paesaggi in cui diversi gruppi umani si sono formati nel corso della storia. Vi sono vari rami della geografia umana:
- Geografia politica: La geografia politica è quella che studia la distribuzione e l'organizzazione politica della superficie terrestre e il suo rapporto con lo spazio occupato dall’essere umano. I suoi studi vanno dalle comunità umane organizzate ai grandi blocchi economici internazionali. Quindi studia come a seconda della politica vigente in un posto rispetto ad un altro, l'uomo utilizza lo spazio, organizza la sua comunità crea i cosiddetti blocchi economici internazionali.
- Geografia urbana: La geografia urbana studia gli agglomerati umani che si concentrano nei centri urbani, la loro struttura, caratteristiche, processi, popolazione, evoluzione storica e funzioni.
- Geografia della popolazione: La geografia della popolazione studia i modelli di distribuzione dei gruppi umani sul pianeta, così come tutti i fenomeni demografici nel tempo.
- Geografia culturale: La geografia culturale è dedicata a studiare, descrivere e analizzare i fenomeni e i processi che si verificano nello spazio geografico attraverso l’intervento dei gruppi umani che lo abitano, e i rapporti tra gli esseri umani e il paesaggio. Per cui nello spazio geografico ci sono gruppi umani che hanno una determinata cultura e modo d'essere e altri gruppi umani che hanno un’altra cultura e un modo di essere differente. Questi gruppi umani creeranno un paesaggio formato non solo da elementi fisici (mare, alberi, montagne) ma anche modellato dalla loro cultura. Il paesaggio è quindi l’insieme degli essere umani e delle loro culture, nonché dei fatti fisici. (Ex. Il paesaggio dei cinesi delle aree monsoniche è diverso dalle aree dei cinesi delle aree montane)
Spazio geografico
→ SPAZIO della superficie terrestre di dimensioni
Per spazio i geografi intendono un’estensione non definite. Vi sono diversi tipi di spazio:
- Spazio assoluto è un’entità geometrica le cui dimensioni, distanze, direzioni e contenuti possono essere definiti e misurati con precisione.
- Spazio-tempo o spazio relativo è uno spazio le cui proprietà variano a seconda dei fenomeni che vi si svolgono. Un tipo di spazio relativo è lo Spazio relazionale che è definito dalle interazioni umane. Esso è mutevole in quanto definito dal fatto che le interazioni e le percezioni umane variano a seconda delle persone e degli oggetti che vengono coinvolti.
Lo spazio geografico è sempre uno spazio relativo e relazionale, in quanto le sue proprietà dipendono dalle relazioni e dalle interazioni che sussistono tra i soggetti e oggetti che ogni geografia mette in scena.
Interazione spaziale
L’interazione spaziale è l’insieme delle relazioni che si sviluppano reciprocamente tra soggetti che occupano luoghi e regioni sia vicine che lontane tra loro, come risultato del movimento di persone, beni ed informazioni. L’interazione spaziale è influenzata da 3 fattori:
- → Complementarietà si verifica quando un luogo trova altrove una risposta alla propria esigenza di beni e servizi creando un’interazione su distanze più o meno lunghe. È la complementarietà a creare le basi per il commercio, per la cooperazione (ad esempio scambi di opere d’arte tra musei) e si può parlare di complementarietà anche tra città e regioni quando ad esempio le persone si recano in un’altra città più o meno lontana per acquistare beni e servizi che non trovano nella città in cui risiedono.
- → Trasferibilità è influenzata dalla distanza, che può ostacolare gli spostamenti da un luogo all’altro. Il costo per lo spostamento di un bene è inversamente proporzionale alla distanza.
- → Il terzo fattore è l’intervento di opportunità alternative ovvero l’esistenza di un luogo che, a parità di costi di trasferimento, possa offrire un bene richiesto a condizioni più vantaggiose.
Il mondo: una bella prigione?
Come un geografo studia il territorio
Premessa
Il libro si interroga sul mondo da un punto di vista geografico, indaga sui suoi limiti come prigione e come questi stessi limiti possano essere superati grazie allo studio, le scoperte, la tecnologia e le innovazioni. Perché il mondo una bella prigione? Amleto, principe di Danimarca che voleva conquistare le parti più settentrionali della regione russa arrivato a destinazione disse: che bella prigione il mondo. Lo chiamò prigione perché non abbiamo la possibilità di uscire da questa terra e andare su un altro pianeta. Il mondo è un limite. Viviamo in una realtà limitata.
L’uomo e la terra
La geografia non può essere considerata come una pura rappresentazione grafico-descrittiva dei tratti terrestri, ma si parla di geografia umana, parte integrante delle scienze socio-economiche nonché multiforme perché senza l’uomo, la Terra non avrebbe interpreti; senza la Terra, l’Uomo non avrebbe un ruolo. La geografia umana si dedica allo studio, alla descrizione e all’analisi del rapporto tra i gruppi umani e lo spazio fisico in cui vivono. Infatti si parla di ambiente geografico antropizzato dove l’uomo con le sue capacità, cultura ed esigenze economiche modella i paesaggi.
Infatti, anche Lacoste osservò come la geografia umana sia una disciplina multiforme e ambiziosa, tesi ribadita in un documento internazionale che definì la geografia come “lo strumento per affrontare i cambiamenti e le sfide planetarie proposte dalla società contemporanea”. Per cui esiste una reciproca connessione tra l’uomo e il sistema ambientale in cui insiste. L’analisi geografica si compie in cinque funzioni:
- Ricostruttiva: che parte dalla storia dei luoghi, oggetto d’analisi.
- Descrittivo – analitica: per effettuare il confronto delle diverse componenti di ciascun ambito geografico.
- Esplicativa: per la valutazione delle condizioni dei singoli luoghi.
- Interpretativa: per identificare l’espressione originale della combinazione di influenze storiche, paesaggistiche, economiche e sociali.
- Normativa: per sancire quale comportamento sia più idoneo per amministrare un gruppo sociale e/o economico.
Ricostruzione, analisi e spieg
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